News IRPEF e dichiarazione dei redditi

›› Ultime notizie su IRPEF e dichiarazione dei redditi


›› Riforma IRPEF 2024-2026: da quattro a tre scaglioni. Il principale cambiamento degli ultimi anni in materia di IRPEF riguarda la riduzione degli scaglioni di reddito da quattro a tre. La riforma è stata avviata dal D.Lgs. n. 216 del 30 dicembre 2023 (primo modulo della riforma fiscale), che ha accorpato i primi due scaglioni in un unico scaglione al 23% fino a 28.000 euro, eliminando la vecchia aliquota del 25% prevista per i redditi tra 15.000 e 28.000 euro. La Legge di Bilancio 2025 (L. n. 207/2024) ha reso strutturale questa impostazione a tre aliquote. La Legge di Bilancio 2026 (L. n. 199/2025) ha poi ridotto ulteriormente la seconda aliquota dal 35% al 33%.
Gli scaglioni e le aliquote IRPEF in vigore dal 1° gennaio 2026 sono pertanto i seguenti:

  • 23% per i redditi fino a 28.000 euro;
  • 33% per i redditi superiori a 28.000 euro e fino a 50.000 euro;
  • 43% per i redditi superiori a 50.000 euro.

Per i contribuenti con reddito complessivo superiore a 200.000 euro è previsto un meccanismo di sterilizzazione del beneficio: viene ridotto di 440 euro l’ammontare delle detrazioni al 19% spettanti (con esclusione delle spese sanitarie).

›› Trattamento integrativo (ex “bonus Renzi”). Il vecchio “bonus Renzi” di 80 euro mensili è stato sostituito, a partire dal 2020, dal cosiddetto trattamento integrativo, disciplinato dal D.L. n. 3/2020 (convertito nella L. n. 21/2020). L’importo massimo è di 1.200 euro annui (100 euro mensili) ed è riconosciuto automaticamente in busta paga dal datore di lavoro, senza necessità di alcuna richiesta da parte del lavoratore.
Hanno diritto al trattamento integrativo i titolari di redditi da lavoro dipendente e di alcuni redditi assimilati, nei limiti seguenti:

  • reddito complessivo fino a 15.000 euro: bonus pieno (fino a 1.200 euro annui), a condizione che l’imposta lorda sia superiore alla detrazione per lavoro dipendente spettante;
  • reddito complessivo tra 15.001 e 28.000 euro: bonus riconosciuto solo se la somma delle detrazioni spettanti (lavoro dipendente, carichi di famiglia, mutuo prima casa, spese mediche, ecc.) risulta superiore all’imposta lorda; l’importo corrisponde alla differenza tra le detrazioni e l’imposta lorda, entro il massimo di 1.200 euro annui;
  • reddito superiore a 28.000 euro: il trattamento integrativo non spetta.

Il trattamento integrativo non spetta ai pensionati, ai lavoratori autonomi e agli incapienti (reddito inferiore alla no tax area, pari a 8.500 euro per i lavoratori dipendenti).

›› Regime forfettario (flat tax per autonomi). Il regime forfettario consente ai titolari di Partita IVA con ricavi o compensi non superiori a 85.000 euro di applicare un’imposta sostitutiva del 15% (ridotta al 5% per le nuove attività nei primi cinque anni), sostitutiva dell’IRPEF, delle addizionali regionali e comunali e dell’IRAP. Per accedere al regime forfettario nel 2025 e nel 2026, il reddito da lavoro dipendente (o assimilato) percepito nell’anno precedente non deve aver superato 35.000 euro (soglia confermata dalla L. n. 199/2025).

›› Novità 2026: detassazione di alcune voci retributive. La Legge di Bilancio 2026 ha introdotto importanti agevolazioni fiscali per i lavoratori dipendenti del settore privato:

  • gli incrementi retributivi corrisposti nel 2026 in attuazione di rinnovi contrattuali sottoscritti nel triennio 2024–2026 sono tassati con un’imposta sostitutiva del 5% per i lavoratori con reddito 2025 fino a 33.000 euro;
  • i premi di produttività e le somme erogate a titolo di partecipazione agli utili sono tassati all’1% (entro il limite di 5.000 euro) per gli anni 2026 e 2027, per i lavoratori con reddito dipendente 2025 fino a 80.000 euro;
  • le maggiorazioni per lavoro notturno, festivo e i turni sono soggette nel 2026 a un’imposta sostitutiva del 15% (entro il limite di 1.500 euro annui) per i lavoratori con reddito 2025 fino a 40.000 euro.




diritti riservati 1997- © dossier.net - riproduzione vietata - tutela privacy