Punteggiatura

Aperto da Giuseppe, 30 Ottobre 2008, ore 04:00:32

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Secondo te, qual è la funzione principale della punteggiatura?

Funzione fonetica: suggerisce le pause nel discorso.
3 (50%)
Funzione sintattica: ordina le parti di un discorso.
3 (50%)

Totale votanti: 6

Giuseppe

Ben detto, poison. Infatti non sono per niente sicuro di aver messo bene la punteggiatura. Il testo scelto da Argia è perfetto: si presta a più versioni, mi sembra.
Attendiamo di sapere che cosa dice la nostra esaminatrice.  ???

sempresveva

Citazione di: Poison il 04 Novembre 2008, ore 16:03:19
MI associo con quanto a detto Sveva, i giornalisti sono esclusiiiii  >:D >:D

Però, ummmm magari così scopriamo qualche pecca anche in  lui (a voja sigh)

Il tallone di Achille?

Argia Parodia

Citazione di: Giuseppe il 04 Novembre 2008, ore 01:19:47
Versione originale

Primo tentativo di punteggiatura

Noi, della loro storia, non avevamo mai immaginato nulla. Per anni, la mamma ci sembrò solo bella e gaia; papà era - secondo noi - più interessante. Lei, certo, diventò più allegra quando noi fummo cresciute, anche se lo era sempre, al suo modo improvviso, rapido: la gioia della mamma nell'accoglierci quando tornavamo da scuola, il suo correre incontro a papà che rincasava noi lo giudicavamo ingenuo; mentre papà, che vedevamo ora più grave, quasi taciturno rispetto al tempo di Ponte Stura, era considerato da noi più profondo della mamma. Questo fu nella nostra fanciullezza. Dopo, il nostro giudizio fu rovesciato: papà ci sembrò troppo semplice; incominciammo a intravvedere una gravità nei silenzi della mamma, ad avvertire qualcosa di intenso, di misterioso, nella sua bellezza. Fin che la nostra stessa giovinezza ci rese ottuse, indifferenti, a quello che "loro" potevano essere o non essere: accettammo con naturalezza (quasi con noncuranza) che essi fossero buoni; con una specie di compatimento, che fossero felici. Quando papà si ammalò, non ci rendemmo conto che la mamma era ancora quasi giovane; sapevamo soltanto che lui era vecchio. Ma, quando lei è morta, abbiamo avvertito quella perdita con una lucidità crudele, come un'operazione chirurgica subita senza anestesia.


Secondo tentativo di punteggiatura, col desiderio di far saltare il senso delle frasi nella prima parte (almeno, ci provo)

Noi... Della loro storia non avevamo mai immaginato nulla per anni. La mamma ci sembrò solo bella e gaia: papà, era secondo noi. Più interessante lei, certo! Diventò più allegra quando noi fummo cresciute, anche se lo era sempre al suo modo improvviso, rapido. La gioia della mamma nell'accoglierci quando tornavamo da scuola... il suo correre incontro a... Papà che rincasava noi lo giudicavamo ingenuo, mentre... Papà che vedevamo ora più grave, quasi taciturno rispetto al tempo di Ponte Stura, era considerato da noi più profondo della mamma. Questo fu nella nostra fanciullezza, dopo il nostro giudizio. Fu rovesciato, papà: ci sembrò troppo semplice. Incominciammo a intravvedere una gravità nei silenzi della mamma, ad avvertire qualcosa di intenso, di misterioso nella sua bellezza. Fin che la nostra stessa giovinezza ci rese ottuse, indifferenti a quello che "loro" potevano essere o non essere. Accettammo con naturalezza (quasi con noncuranza) che essi fossero buoni, con una specie di compatimento che fossero felici. Quando papà si ammalò, non ci rendemmo conto che la mamma era ancora quasi giovane. Sapevamo soltanto che lui era vecchio. Ma quando lei è morta, abbiamo avvertito quella perdita con una lucidità crudele, come un'operazione chirurgica subita. Senza anestesia.

Argia, hai scelto un testo perfetto per il test. Grazie e complimenti: è un test serio.


Interessanti questi esperimenti: le due scrittrici sono state più ligie ai canoni ed alle indicazioni date, il Direttore ha preferito esprimere un estro più creativo. Il secondo esperimento, se posso permettermi, mi convince poco in qualche punto (ad es. "Questo fu nella nostra fanciullezza, dopo il nostro giudizio. Fu rovesciato, papà: ci sembrò troppo semplice." )
Invece mi piace il finale con quei due periodi secchi e brevi , di cui l'ultimo senza predicato (Sapevamo soltanto che lui era vecchio. Ma quando lei è morta, abbiamo avvertito quella perdita con una lucidità crudele, come un'operazione chirurgica subita. Senza anestesia.)


Vediamo se arriva ancora qualche contributo e poi pubblico l'originale per il confronto che ognuno potrà liberamente fare.
:smile:



Giuseppe

No, no, Poison, non ti arrabbiare, ooooh. Io ho scritto due versioni. Nella prima ho tentato di essere ligio, come te, cercando di individuare la punteggiatura più adatta. Nella seconda versione mi sono sbizzarrito un po', provando a scardinare il senso delle frasi. In pratica, ho fatto il mio compito rispettando le regole; poi, arrivata la ricreazione, ho fatto lo scapricciatiello.

Argia, concordo con lei, alcune frasi convincono poco: mi sono divertito a scardinare il senso del testo, come nel caso del padre... rovesciato come un bidone (poveretto). Però sarebbe interessante verificare come e quanto può essere cambiato il senso delle frasi mutandone la punteggiatura.

... come è suscettibile la Poison  :'( ...  :laugh: però, che grinta la nostra redattrice d'assalto.

Argia Parodia

E' davvero grintosisssssssima :laugh:

Argia Parodia

Credo che non arriveranno altri contributi e quindi pubblico il testo originale tratto da:


Lalla  Romano " La penombra che abbiamo attraversato"

(in Opere, a cura di C. Segre, Milano, Mondadori, 1991, vol I, pp. 1036-37)


Noi della loro storia non avevamo mai immaginato nulla.
Per anni la mamma ci sembrò solo bella e gaia; papà era, secondo noi, più interessante.
Lei certo diventò più allegra quando noi fummo cresciute, anche se lo era sempre al suo modo improvviso, rapido. La gioia della mamma nell'accoglierci quando tornavamo da scuola, il suo correre incontro a papà che rincasava, noi lo giudicavamo ingenuo; mentre papà, che vedevamo ora più grave, quasi taciturno rispetto al tempo di Ponte Stura, era considerato da noi più profondo della mamma. Questo fu nella nostra fanciullezza.
Dopo, il nostro giudizio fu rovesciato. Papà ci sembrò troppo semplice; incominciammo a intravvedere una gravità nei silenzi della mamma, ad avvertire qualcosa di intenso, di misterioso nella sua bellezza. Fin che la nostra stessa giovinezza ci rese ottuse: indifferenti a quello che "loro" potevano essere o non essere. Accettammo con naturalezza, quasi con noncuranza che essi fossero buoni, con una specie di compatimento che fossero felici.
Quando papà si ammalò, non ci rendemmo conto che la mamma era ancora quasi giovane; sapevamo soltanto che lui era vecchio. Ma quando lei è morta, abbiamo avvertito quella perdita con una lucidità crudele; come un'operazione chirurgica subita senza anestesia.



Grazie a chi ci ha provato  :smile:

sempresveva

Quale voto ho avuto??????Posso saperlo???? :'(

Giuro,studierò di più. >:D

Argia Parodia

L'ho detto all'inizio: non ci sono giudizi e voti perchè il fine era semplicemente provarci e tentare di entrare nello spirito del testo. Basta sermplicemente confrontare il proprio e quello dell'autrice per verificare somiglianze e differenze.
Credo molto nel principio dell'autocorrezione, se uno ha voglia di  mettersi alla prova ogni tanto, in ciò che piace e stimola la mente in modo anche piacevole.
Grazie per la vostra simpatica presenza :smile:


Giuseppe

Argia è troppo buona. Propongo la fustigazione per ogni errore commesso.  :laugh:

Prima, però, un piccolo rilancio. Quale forma preferite fra le due sottostanti?

Noi della loro storia non avevamo mai immaginato nulla.
Noi, della loro storia, non avevamo mai immaginato nulla.

oppure

Della loro storia noi non avevamo mai immaginato nulla.
Della loro storia, noi non avevamo mai immaginato nulla.

P.s. Ovviamente questo non è un test, ma solo una consultazione. Tutte le forme sono corrette.

Argia Parodia

A dispetto dell'autrice del brano, preferisco anch'io

"Noi, della loro storia, non avevamo mai immaginato nulla."

dove il complemento d'argomento viene enucleato nell'inciso e si dà più forza al soggetto.

In effetti, la Romano ha modificato quello che è, in genere, l'ordine sintattico preferibile (soggetto-predicato-complementi); ha scelto una forma discorsiva che però si presta, appunto, a sollevare qualche piccola perplessità.  :smile:


Giuseppe

#40
Poison la tua forma scorre bene, però il punto dopo il "noi" separa il soggetto dal verbo, una cosa che - credo - non si dovrebbe mai fare. Togliendo la virgola la frase fila via liscia liscia.

Argia, lei è sempre assolutamente perfetta nei commenti. Anche perché ha approvato una forma da me proposta.  :laugh:
(scherzo).

Comunque, forse a causa delle mie paranoie, trovo molto interessante la costruzione delle frasi con la punteggiatura.

------------------

...Ops, mi correggo, ho detto una mezza sciocchezza: è vero che il soggetto non dovrebbe mai essere separato dal verbo, però si ha eccezione quando si vuole enucleare il soggetto stesso per dargli risalto.

Ad esempio

I Greci appurarono che Elena se la faceva con Achille; noi, non avevamo mai immaginato nulla della loro storia!

Va be', l'esempio è un po' sbilenco, ma forse chiarisce un po' quello che voglio dire.

Argia Parodia

I Greci appurarono che Elena se la faceva con Achille.   :sleep:
Noi? Non avevamo mai immaginato nulla della loro storia!  :o


Argia Parodia


Giuseppe

Grazie, Argia. E' una trattazione molto interessante. Me la leggerò con calma, anche se dalle prime battute, mi sembra chiara e ben scritta. Un applauso al nostro segugio del web.  :laugh: