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Le risposte ai quesiti Ici pubblicati nel forum fiscale
Sanzioni e principio del "favor rei"
Quesito inviato da Massimo M. in data 29 gennaio 2001.
L'art. 17 del D.Lgs. 504/92 prevedeva, in origine, la soprattassa del 20% per omesso/tardivo pagamento dell'Ici. Nessuna soprattassa era prevista, ad esempio, per l'omissione della dichiarazione Ici o del pagamento parziale del tributo, sanzionate con leggi successive (97).
Quesito: Come è possibile, per i Comuni, contestare il parziale pagamento o le infedeltà della dichiarazione ? Non esiste il principio del "favor rei" ?
Risposta inviata da Fausto C. (redazione Dossier.Net) in data 5 marzo 2001.
Originariamente l'art. 14 del Dlgs 504/92 prevedeva per l'omesso o tardivo pagamento dell'imposta la soprattassa del 20%, ridotta al 10% per ritardo non superiore a 5 giorni. Se l'omesso o tardivo pagamento dell'imposta dipendeva da omissione od infedeltà ovvero da tardiva dichiarazione o denuncia si applicava l'ulteriore soprattassa del 50% ovvero del 20%, ridotto al 5% se la dichiarazione o denuncia veniva presentata con un ritardo non eccedente i 30 giorni.
A decorrere dal 1° aprile 1998 il nuovo regime sanzionatorio viene profondamente riformulato in forza di quanto disposto dal Dlgs 473/97, con un inasprimento delle sanzioni quanto meno per i casi di omessa o infedele dichiarazione. Quindi, per il principio che nessuno può essere assoggettato a sanzioni se non in forza di una legge entrata in vigore prima della violazione e che le leggi intervenute dopo il fatto si applicano se più favorevoli al contribuente, le nuove sanzioni trovano applicazione solo dopo il 1° aprile 1998, mentre per le violazioni precedenti vale la vecchia normativa.
Richiesta di dichiarazione e bollettini di pagamento Ici 1993
Quesito inviato da Tamburrino Elisabetta in data 30 gennaio 2001.
Nell'anno 1993 ho regolarmente pagato l'Ici. Ora, a distanza di 8 anni, il Comune ha verificato delle irregolarità. Mi sono stati chiesti i bollettini Ici e la dichiarazione dei redditi relativi a quell'anno.
Sono tenuta a pagare un'eventuale differenza ? In caso contrario cosa devo fare ?
Per quanti anni bisogna conservare i bollettini ICI ?
Risposta inviata da Alex (redazione Dossier.Net) in data 5 marzo 2001.
Se non può provare con i bollettini di versamento il pagamento dell'imposta e con la dichiarazione Ici allegata al modello 740/93 di aver regolarmente denunciato l'immobile o gli immobili posseduti, è obbligata a pagare quanto richiesto dal Comune. I bollettini di versamento è bene conservarli per una diecina di anni.
Aree fabbricabili e Ici
Quesito inviato da Piero De Stradis in data 1 febbraio 2001.
Il comune con delibera del 1999 ha attribuito i valori delle aree fabbricabili, con decorrenza dal 1993 al 1998.
Domanda: io posseggo un terreno che per il catasto è agricolo. Oggi il comune mi chiede l'Ici per il 1993 e 1994, dicendo che si tratta di terreno fabbricabile ed applica i valori della delibera del 1999 a me mai notificata.
Preciso che il comune è dotato solo di un piano di fabbricazione e basta, ed il mio terreno è in zona B numerata, cioè per costruire si deve prima lottizzare. E' legittimo l'operato del Comune ?
Risposta inviata da Fausto C. (redazione Dossier.Net) in data 5 marzo 2001.
Il comune, al fine di ridurre l'insorgenza del contenzioso, può stabilire con proprio regolamento, a norma dell'art. 59, comma 1, lettera g), del Dlgs n. 446/97, i valori venali delle aree fabbricabili, così da ritenere congruo il valore dichiarato dal contribuente in misura non inferiore a quella fissata nel regolamento. Rimane comunque ferma la regola stabilita nel Dlgs 504/92, secondo la quale il valore delle aree fabbricabili è quello venale in comune commercio al 1° gennaio dell'anno di imposizione. Ciò comporta che il contribuente può ben dichiarare un valore inferiore a quello stabilito nel regolamento ed il comune ritenerlo congruo in quanto corrispondente al valore di mercato; se invece il comune intende accertare un maggior valore, l'accertamento deve essere motivato, facendo riferimento ai valori di mercato e possibilmente ai contratti di compravendita utilizzati per determinare il valore accertato. Sul punto, il comportamento del comune può ritenersi corretto.
Fondi rustici divenuti edificabili
Quesito inviato da Mariano in data 12 febbraio 2001.
Un Comune, con delibera del 1997, ha inserito alcuni fondi rustici nel piano particolareggiato in zona di espansione C2. Con lettere inviate nel febbraio di quest'anno sta invitando i proprietari per accertamenti ai fini delle agevolazioni per coltivatori diretti.
Può il Comune agire nei confronti dei vari proprietari non coltivatori, accertando un valore in comune commercio anche per i periodi di imposta antecedenti al 1997 e sino a che anno ?.
Risposta inviata da Fausto C. (redazione Dossier.Net) in data 5 marzo 2001.
Il comune può ben inserire nel piano particolareggiato di zone in espansione i fondi rustici di proprietà di coltivatori diretti e non. Può anche stabilire con proprio regolamento, a norma dell'art. 59, comma 1, lettera g), del Dlgs n. 446/97, i valori venali in comune commercio per periodi d'imposta dal '93 in poi. Il contribuente è comunque libero di dichiarare un valore inferiore a quello stabilito nel regolamento ed il comune, se intende accertare un maggior valore, deve motivare l'accertamento facendo riferimento ai valori di mercato.
Avviso di liquidazione Ici per immobile sito in altro comune
Quesito inviato da Francia Giulio in data 12 febbraio 2001.
Ho ricevuto due avvisi di liquidazione Ici relativi al 1993 e 1994 per il pagamento di due unità immobiliari anziché di una, come da me versato a tale comune. Ho provveduto, tramite raccomandata, a chiedere l'annullamento degli avvisi specificando che la seconda unità immobiliare è sita in un altro comune e che io avevo già pagato l'Ici in tale comune.
L'errore è abbastanza evidente, tuttavia, poiché stanno scadendo i 60 giorni consentiti per un ricorso, desidererei sapere se mi conviene aspettare ancora, avendo la possibilità di operare legalmente o meno.
Risposta inviata da Alex (redazione Dossier.Net) in data 5 marzo 2001.
Penso che il comune annullerà l'avviso di liquidazione relativo all'unità immobiliare non ricadente nel proprio territorio; ma, per evitare la scadanza del termine di impugnazione dell'atto impositivo, sarebbe opportuno presentare ricorso alla Commissione tributaria provinciale, con buona possibilità di vittoria.
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