LE RISPOSTE FORNITE AI QUESITI ICI PUBBLICATI NEL FORUM FISCALE
Le risposte ai quesiti Ici pubblicati nel forum fiscale
Classamento automatico errato

Quesito inviato da Luigi Mancuso in data 18 gennaio 2001.
Sono venuto a conoscenza della rendita catastale del mio appartamento in seguito ad accertamento da parte del Comune; la rendita da me usata ovviamente è stata quella presunta. La rendita catastale è avvenuta per classamento automatico il 25/06/88 in atti dal 19/11/92 e mai notificata al sottoscritto. Fatta istanza al Catasto per la rettifica della rendita in quanto troppo elevata, l'ufficio, ritenuto errato il classamento automatico, procede ad una correzione del classamento in atti dal 04/01/2001.
Desidero sapere se sono tenuto a pagare per gli anni pregressi secondo la rendita del classamento automatico, come sostiene il Comune, o secondo la nuova rendita rettificata.

Risposta inviata da Paola Muraro in data 25 gennaio 2001.
Il catasto riconosce l'eventuale errore del classamento automatico e quindi lo rettifica.
Tale rettifica, a mio parere, essendo imputabile ad un errore del programma catastale del classamento automatico, non può valere dal 01/01/anno successivo, ma deve considerarsi retroattiva.
Faccia valere le sue ragioni al Comune e chieda che si mettano in contatto loro stessi con il catasto.
Consideri l'eventuale convenienza economica di un ricorso.




Ici per abitazione inesistente

Quesito inviato da Rosaria Febbraro in data 19 gennaio 2001.
Mi è stata notificata un'ingiunzione di pagamento per gli anni a partire dal 1993 relativa ad un immobile non di mia proprietà e di cui non godo di alcun diritto che potrebbe rendermi soggetto passivo di Ici.
Come devo comportarmi ora ? Posso presentare ricorso amministrativo al sindaco affinché il Comune proceda con atto di annullamento o devo ricorrere innanzi alla commissione tributaria ?

Risposta inviata da Paola Muraro in data 25 gennaio 2001.
Vada lei stessa all'ufficio tributi del suo comune.
Il Sindaco non ha competenze in questo caso; deve rivolgersi al funzionario Ici.
Se si tratta di un errore, il Comune annullerà l'atto in autotutela senza bisogno di ricorsi.




Immobili esenti avuti in eredità

Quesito inviato da Giorgio in data 15 gennaio 2001.
Alla morte di mio padre coltivatore diretto, avvenuta a novembre del 2000, ho ereditato casa e terreno. Il terreno è esente dall'Ici ai sensi dell'art. 7, comma 1, lettera h) del D.Lgs. n. 504/92 e così anche la casa rurale. Desidero sapere se sono tenuto a presentare la dichiarazione Ici entro il 31 luglio 2001.

Risposta inviata da Roberto in data 25 gennaio 2001.
In ossequio alla disposizione dell'art. 10, comma 4 del D.Lgs. 504/92, lei non è tenuto a presentare la dichiarazione Ici in quanto gli immobili ereditati sono esenti dall'imposta. Le istruzioni ministeriali per la compilazione della dichiarazione Ici per l'anno 2000 precisano che non vanno dichiarati "gli immobili comunque esenti o esclusi dall'Ici per l'intero anno 2000, anche se siano stati venduti, o se su di essi siano stati costituiti diritti reali di godimento".




Nella notifica vale la data di spedizione o di ricevimento ?

Quesito inviato da Mario in data 19 gennaio 2001.
Per l'avviso di liquidazione Ici 93 e 94, inviato il 23/12/2000 e ritirato all'ufficio postale il 02/01/01, il funzionario dell'ufficio tributi del mio comune di residenza afferma che non è andato in prescrizione, intendendo per notifica la data di emissione (23/12/00). Leggendo le risposte al forum ho inteso che in realtà non è così. Vi sarei molto grata se poteste rispondermi esplicitando i riferimenti legislativi da poter citare inequivocabilmente. Vorrei inoltre sapere se, eventualmente, la prescrizione vale sia per il 93 ed il 94 o solo per il 93.

Risposta inviata da Paola Muraro in data 25 gennaio 2001.
Assolutamente no!
Mi dispiace per il collega del suo comune, ma la data da considerare è quella di notifica al contribuente, ossia la data in cui il contribuente ha ritirato l'atto.
Veda l'art. 11 del D.Lgs. 30 dicembre 1992, n. 504. Sia in caso di avviso di liquidazione (comma 1) che di avviso di accertamento (comma 2) è scritto a chiare lettere che "l'avviso DEVE ESSERE NOTIFICATO, anche a mezzo posta mediante raccomandata AR, al contribuente, a pena di decadenza, entro ...".
Nel caso della raccomandata AR fa fede la data in cui il contribuente ritira l'atto (è quella la data di notifica).
Gli unici casi in cui una raccomandata contenente accertamenti può essere fatta valere dall'emissione dell'atto riguardano avvisi emessi con particolare procedura (busta verde) da parte del Ministero delle Finanze.
Qualora il suo funzionario continui a sostenere questa tesi, si faccia dare i riferimenti di legge e me li comunichi: farebbe molto comodo anche a me.

Nuovo quesito inviato da Mario in data 5 febbraio 2001.
Il funzionario del Comune, in risposta, mi ha detto che la sua affermazione si basa sull'art. 16 del D.Lgs. 31 dicembre 1992, n.546 comma 5 (Qualunque comunicazione o notificazione a mezzo del servizio postale si considera fatta nella data della spedizione; i termini che hanno inizio dalla notificazione o dalla comunicazione decorrono dalla data in cui l'atto è ricevuto).

Risposta inviata da Fausto C. (redazione Dossier.Net) in data 20 febbraio 2001.
L'art. 16, comma 5 del Dlgs 546/92 regola esclusivamente le comunicazioni e notificazioni della segreteria della commissione tributaria alle parti interessate nel processo tributario. La conoscenza invece degli atti tributari, come riconosciuto dal ministero delle Finanze, è assicurata da varie previsioni legislative che riguardano le notificazioni e le comunicazioni dei provvedimenti (circolare 11/E del 31 gennaio 2001). Nel caso prospettato, poiché il Comune impositore si è avvalso della raccomandata postale con avviso di ricevimento, trova applicazione il principio contemplato nel comma 4 dell'art. 3 del decreto legge 261/90 (convertito, con modificazioni, dalla legge 331/90) e nel comma 1 del novellato art. 26 del Dpr 602/73, secondo il quale la notifica si considera avvenuta nella data indicata nell'avviso di ricevimento sottoscritto dal destinatario, ovvero da persone di famiglia o addette alla casa, all'ufficio o all'azienda. Pertanto, la notificazione dell'avviso di liquidazione per l'anno 1993 non è tempestiva e il contribuente può eccepire la decadenza dell'atto impositivo. Per l'anno ' 94 il termine per l'attività di liquidazione è stato prorogato al 31 dicembre 2001, ma solo nel caso di attribuzione della rendita definitiva da parte dell'Ufficio del territorio.




Rendita catastale retroattiva ?

Quesito inviato da Luca in data 20 gennaio 2001.
Lavoro per una società che gestisce i tributi locali (ICI,TARSU,ICIAP,TOSAP ECC..). Volevo sapere se il Catasto attribuisce una rendita ad un immobile più alta della presunta, la può rendere retroattiva fino al primo anno d'imposta (1993) e dare la facoltà al comune di provvedere ad avvisi di liquidazione solo sulla differenza dovuta senza sanzioni ed interessi ?
E ancora: qual è l'articolo di legge che fa cadere in prescrizione il 1993 per l'Ici, ed il 1994 (solo se la liquidazione non riguarda la differenza di rendita) ?

Risposta inviata da Paola Muraro (funzionario Ici) in data 25 gennaio 2001.
Se la rendita è stata attribuita dal Catasto (= data di messa in atti) entro il 31/12/99 è retroattiva alla data di richiesta di accatastamento dell'immobile e pertanto il Comune può recuperare la differenza di imposta per gli anni addietro.
Ai sensi dell'art. 74 comma 1 della Legge 342/00 (Collegato Fiscale 2000) le rendite attribuite dal 01/01/2000 hanno, secondo la mia interpretazione, efficacia solo successiva alla notifica al contribuente.
Per quanto riguarda i termini di decadenza degli avvisi Ici 1993-1994 si veda l'art. 18 della Legge Finanziaria 2001 (L. 388/2000).