ESENZIONI (art. 7 del D.Lgs. 504/92)

Le condizioni che si devono verificare per essere esentati dal pagamento Ici e le categorie catastali del gruppo E.
Il sommario della sezione "Immobili"


Ai sensi dell'art. 7 del dlgs 504/92 sono esenti dall'imposta per il periodo dell'anno durante il quale sussistono le relative condizioni:

a) gli immobili posseduti dallo Stato, dalle regioni, dalle province e dai comuni (per questi ultimi l'imposta non si applica esclusivamente per gli immobili di cui il comune è proprietario quando la loro superficie insiste interamente o prevalentemente sul suo territorio), dalle comunità montane, dai consorzi fra detti enti, dalle unità sanitarie locali, dalle istituzioni sanitarie pubbliche autonome (l'esenzione spetta anche agli istituti e agli enti ecclesiastici civilmente riconosciuti i cui immobili siano destinati ad attività ospedaliere che, pur non appartenendo alle unità sanitarie locali, concorrono, in ragione del rapporto di convenzione, a realizzare il sistema sanitario nazionale), dalle camere di commercio, destinati esclusivamente a compiti istituzionali. Detta esenzione si deve intendere applicabile anche ai consorzi tra enti territoriali ed altri enti che siano individualmente esenti ai sensi di questa stessa disposizione.

In evidenza
I comuni hanno la facoltà di disporre l'esenzione anche nel caso di immobili non destinati in via esclusiva ai compiti istituzionali (art. 59, comma 1, lettera b dlgs 446/97);

b) i fabbricati classificati o classificabili nelle categorie catastali da E/1 a E/9;

c) i fabbricati destinati ad usi culturali, cioè destinati a sedi aperte al pubblico di musei, pinacoteche, biblioteche, archivi, cineteche ed emeroteche quando al possessore non derivi alcun reddito dall'utilizzazione dell'immobile (risoluzione ministeriale 8 ottobre 1992, protocollo 9/849). L'esenzione spetta anche ai terreni, ai parchi e ai giardini che siano aperti al pubblico o la cui conservazione sia riconosciuta di pubblico interesse;

d) i fabbricati e loro pertinenze (anche se di proprietà di terzi ma dati in comodato al parroco), destinati esclusivamente all'esercizio del culto purché compatibile con gli artt. 8 e 19 della Costituzione. Esempi di pertinenze sono l'oratorio, l'abitazione del parroco (si vedano risoluzione ministeriale 12 dicembre 1992, protocollo 9/1178; Commisione tributaria provinciale di Milano, sezione XXXVI, sentenza n. 321/26/00 del 12 dicembre 2000) e il cinema parrocchiale non utilizzato come attività commerciale.
N.B. L'articolo 2 della legge 1° agosto 2003 n. 206, ha equiparato gli oratori ai luoghi pubblici di culto e la conseguente esenzione dall'imposta;

e) i fabbricati di proprietà della Santa sede indicati negli articoli da 13 a 16 del Trattato lateranense, sottoscritto l'11 febbraio 1929 e reso esecutivo con legge 27 maggio 1929, n. 810;

f) i fabbricati appartenenti agli Stati esteri ed alle organizzazioni internazionali per i quali era prevista l'esenzione dall'imposta locale sul reddito dei fabbricati (Ilor), a seguito di accordi internazionali resi esecutivi in Italia;

g) i fabbricati che, dichiarati inagibili o inabitabili, sono stati recuperati al fine di essere destinati alle attività assistenziali, di integrazione sociale delle persone handicappate (legge 5 febbraio 1992, n. 104 e successive modificazioni), limitatamente al periodo in cui sono adibiti direttamente allo svolgimento delle attività predette;

h) i terreni agricoli ricadenti in aree montane o di collina delimitate ai sensi dell'articolo 15 della legge 27 dicembre 1977, n. 984 (Coordinamento degli interventi pubblici nei settori della zootecnia, della produzione ortoflorofrutticola, della forestazione, dell'irrigazione, delle grandi colture mediterranee, della vitivinicoltura e della utilizzazione e valorizzazione dei terreni collinari e montani) e il cui elenco è contenuto nella circolare ministeriale 14 giugno 1993, n. 9/249;

Clicca qui per consultare l'elenco completo dei 6.103 comuni dove i terreni agricoli sono esenti dall'Ici.

i) gli immobili utilizzati da enti pubblici e privati, diversi dalle società, residenti nel territorio dello Stato, che non hanno per oggetto esclusivo o principale l'esercizio di attività commerciali, destinati esclusivamente allo svolgimento di attività assistenziali, previdenziali, sanitarie, didattiche (risoluzione ministeriale n. 66/E del 23 maggio 2000), ricettive, culturali, ricreative, sportive ed attività dirette all'esercizio del culto e alla cura delle anime, alla formazione del clero e dei religiosi, a scopi missionari, alla catechesi e all'educazione cristiana, così come stabilito dalla lettera a) dell'articolo 16 della legge 20 maggio 1985, n. 222.

L'articolo 21 del D.Lgs. 4 dicembre 1997 n. 460, e successive modificazioni, prevede che i comuni possano deliberare nei confronti delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale (ONLUS) la riduzione o l'esenzione dai tributi locali e quindi anche dall' ICI. L'esenzione può essere estesa ai fabbricati condotti dalle ONLUS, a condizione che gli stessi siano posseduti dalle medesime associazioni.

Approfondimenti

Lettera a) - Le esenzioni previste dalla lettera a) dell'art. 7 sono ispirate a criteri oggettivi, in quanto sono subordinate alla condizione che gli immobili (fabbricati, aree fabbricabili e terreni agricoli), facenti parte del demanio o del patrimonio indisponibile dello Stato e degli altri enti, siano destinati esclusivamente all'espletamento dei compiti istituzionali di tali soggetti.
Inoltre va rilevato che, ai fini ICI, non si ha diritto all'esenzione quando manca "la necessaria connessione tra ente proprietario e destinazione dell'immobile a compito istituzionale dell'ente medesimo" (risoluzione ministeriale n. 201/E del 7 ottobre 1997). Così, ad esempio, l'esenzione non si applica per gli edifici di proprietà della provincia, concessi in locazione o in uso gratuito allo Stato e da questo adibiti a caserma dei carabinieri o dei vigili del fuoco ovvero ad uffici per la questura e la prefettura. Questo perché il proprietario dell'immobile è la provincia, mentre il relativo uso è destinato a funzioni dello Stato.
Sempre a proposito delle fattispecie contemplate nella lettera a), la Corte di Cassazione, sezione V civile, con sentenza n. 3971 del 19 marzo 2002, ha ritenuto che l'art. 7, comma 1, lettera a), mentre comtempla i consorzi tra enti pubblici territoriali, non fa alcun riferimento ai consorzi costituiti fra quelli non territoriali o fra enti territoriali e non territoriali, con la conseguenza che questi devono ritenersi esclusi dall'esenzione. Tale conclusione rispetta la discrezionalità del legislatore nella scelta dei criteri di distinzione tra soggetti esenti e non esenti, la quale non è soggetta, in materia tributaria, ad interpretazioni analogiche o estensive se non nel caso in cui si riveli irragionevole ed in contrasto con il sistema normativo.
Il Ministero delle Finanze, nella circolare n. 35/2/1013 del 26 novembre 1993, ha esplicitamente ribadito che gli alloggi di edilizia residenziale pubblica di proprietà dello Stato sono sottoposti ad imposizione, non potendo farsi rientrare nella previsione normativa della lettera a). Ugualmente soggetti al tributo comunale sono gli immobili Iacp, cioè posseduti dagli Istituti autonomi case popolari (in senso conforme, risoluzione ministeriale n. 105/E del 7 maggio 1997; circolare n. 185/E del 14 settembre 1999; Commissione tributaria provinciale di Roma, sezione XXII, sentenza n. 79/22/01 del 3 aprile 2001). In proposito, la Corte di Cassazione, con sentenza n. 11460 del 1° agosto 2002, ha ribadito il principio che in materia di ICI "con riguardo al terreno comunale concesso in superficie a favore di un istituto o di una cooperativa edilizia per la costruzione di alloggi economici e popolari, l'edificazione del fabbricato rende applicabile l'imposta nei confronti di detti enti (e, successivamente, dei loro assegnatari), quali proprietari di manufatto che insiste sul fondo (o su parti di esso)".

In evidenza
Nessun esonero dall'Ici per gli alloggi di servizio delle caserme concessi in locazione o in comodato al proprio personale. Lo ha deciso la sezione tributaria della Cassazione con tre recenti pronunce (20041 e 20042 del 30/9/2011 e 20466 del 6/10/2011).
Si è così concluso negativamente il contenzioso attivato dal ministero della Difesa, che richiedeva l'esenzione dall'Ici ai sensi dell'articolo 7, comma 1, lettera a) del Dlgs 504/1992, applicabile in caso di immobili di proprietà della amministrazione destinati a fini istituzionali.


Lettera b) - Esulano dal campo di applicazione del tributo comunale i fabbricati classificati o classificabili nelle seguenti categorie catastali.

CATEGORIE CATASTALI DEL GRUPPO E

Categorie
attuali
Categorie
future
Destinazione
E/1V1 Stazioni per servizi di trasporto terrestri, marittimi ed aerei
E/2V/7 Ponti comunali e provinciali soggetti a pedaggio
E/3Z/6 Costruzioni e fabbricati per speciali esigenze pubbliche
E/4V/3 Recinti chiusi per speciali esigenze pubbliche
E/5V/4 Fabbricati costituenti fortificazioni e loro dipendenze
E/6V/7 Fari, semafori, torri comunali per orologi
E/7V/4 Fabbricati destinati all'esercizio pubblico dei culti
E/8V/4 Fabbricati e costruzioni cimiteriali, esclusi i colombari, i sepolcri e le tombe di famiglia
E/9V/7 Edifici a destinazione particolare non compresi nelle categorie precedenti


Lettera h) - Per quanto concerne i terreni agricoli ricadenti in aree montane o di collina, la circolare ministeriale n. 9/249 del 14 giugno 1993, la quale contiene l'elenco dei comuni nel cui territorio sono situati i terreni agricoli esenti dall'imposizione, avverte che se accanto all' indicazione del comune non è riportata alcuna annotazione, l'esenzione interessa l'intero territorio comunale. Qualora invece sia riportata la sigla "PD" (parzialmente delimitato), l'esenzione opera limitatamente a una parte del territorio comunale. In tal caso, il contribuente dovrà rivolgersi agli uffici locali competenti per conoscere l'esatta individuazione delle zone agevolate.
Per i comuni compresi nei territori delle province autonome di Trento e Bolzano e della regione Friuli-Venezia Giulia, sono fatte salve eventuali leggi delle stesse province o regione che delimitino le zone agricole svantaggiate in modo diverso da quello risultante nell'elenco allegato alla circolare ministeriale.
L'elenco in questione non fa menzione dei terreni che possiedono le caratteristiche di area fabbricabile, in quanto detti terreni devono essere tassati come aree fabbricabili, indipendentemente dal loro utilizzo e dalle modalità dell'utilizzo stesso. Fanno eccezione i terreni posseduti e condotti da coltivatori diretti o da imprenditori agricoli a titolo principale, sui quali persiste l'utilizzazione agro-silvo-pastorale mediante l'esercizio di attività dirette alla coltivazione del fondo, alla silvicoltura, alla funghicoltura e all'allevamento di animali.
Nel predetto elenco, inoltre, non sono riportati i terreni normalmente inutilizzati (cosiddetti terreni "incolti") né gli "orticelli", ossia i terreni coltivati occasionalmente senza una struttura organizzativa. Tali terreni, non avendo il carattere né di area fabbricabile né di terreno agricolo, restano esclusi dal campo di applicazione dell' ICI.

Lettera i) - Sul punto si ricorda che l'art 39 del decreto-legge n. 223 del 2006, sostituendo l'art. 7, comma 2-bis del D.L. 30 settembre 2005, n. 203, ha previsto che l'esenzione in questione si intende applicabile alle attività indicate nella medesima lettera, che non abbiano esclusivamente natura commerciale.
Inoltre, la Corte Costituzionale, con le ordinanze n. 429 del 19 dicembre 2006 e n. 19 del 26 gennaio 2007, nel dichiarare manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 59, comma 1, lettera c) del Dlgs 15 dicembre 1997, n. 446, ha affermato che detta norma non innova la disciplina dei requisiti soggettivi dell'esenzione in questione, di cui all'art. 7, comma 1, lettera i) del Dlgs n. 504 del 1992, in quanto l'esenzione stessa deve essere riconosciuta solo all'ente non commerciale che, oltre a possedere l'immobile, lo utilizza direttamente per lo svolgimento delle attività ivi elencate. Quindi, sulla base dell'art. 59, comma 1, lettera c) del Dlgs n. 446 del 1997, i comuni possono quindi stabilire solamente che l'esenzione in questione "si applica soltanto ai fabbricati", escludendo dall'agevolazione le aree fabbricabili e i terreni agricoli.

Gli enti di assistenza proprietari di immobili devono pagare l'Ici sui beni posseduti, se questi non vengono utilizzati per fini istituzionali ma sono locati a terzi. A chiarirlo è la sezione tributaria della Cassazione, con ordinanza n. 22894 del 10 novembre 2010, secondo cui l'esenzione Ici prevista dall'articolo 7 del Dlgs n. 504/92 è subordinata alla compresenza di un requisito oggettivo, rappresentato dallo svolgimento esclusivo di assistenza o di altre attività equiparate dal legislatore ai fini dell'esenzione, e di un requisito soggettivo, costituito dallo svolgimento di tali attività da parte di un ente pubblico o privato che non abbia come oggetto esclusivo o principale l'esercizio di attività commerciali. In altri termini, per la sussistenza del requisito oggettivo, la finalità a cui il bene è destinato - pur rientrante tra quelle esenti - non deve essere svolta con le modalità di un'attività commerciale.