Forum di Poesia AltraMusa - Dialogando

I forum di AltraMusa => Piccolo salotto letterario => Giochi di poesia => Discussione aperta da: Argia Parodia il 20 Marzo 2009, ore 23:37:13

Titolo: Primavera
Inserito da: Argia Parodia il 20 Marzo 2009, ore 23:37:13
Ci siamo, sta per arrivare,  con uno strano clima più che altro invernale al suo seguito.
Sarebbe banale mettere le belle immagini botticelliane e le poesie che traboccano di rose e viole e cieli turchini e rondini in volo.
No. La primavera è spesso una stagione faticosa e l'imperativo categorico del risveglio, del vitalismo necessario e imperioso a volte disturba.
Perchè noi non abbiamo la saggezza della Terra che, giustamente, durante l'inverno si riposa e si prepara per il grande risveglio. Noi lavoriamo come matti, molto per dovere e molto inseguendo diosolosachecosa. Quindi, quando arriva lei siamo sfiniti di stanchezza, alle prese con astenie fisiche e psicologiche vaghe ma assai antipatiche.
Ce la dobbiamo proprio mettere tutta per sentirci parte di questa Vita che pulsa e ci reclama e non è da stupire se ogni tanto si trovano parole come queste

Elegia di Portland Road

Cosa proibita,
scura la primavera.

Per anni camminai lungo primavere
più scure del mio sangue.

Ora tornano sul Tamigi
sul Tevere i bambini trafitti dai lunghi gigli
le piccole madri nei loro covi d'acacia
l'ora eterna sulle eterne metropoli
che già si staccano, tremano come navi
pronte all'addio...


Cosa proibita
scura la primavera.


Io vado sotto le nubi, tra ciliegi
così leggeri che già sono quasi assenti.
Che cosa non è quasi assente tranne me,
da così poco morta, fiamma libera?


(E al centro del roveto riavvampano i vivi
nel riso, nello splendore, come tu li ricordi
come tu ancora li implori).


Cristina Campo


E di questo brano mi colpisce quasi un senso di presagio che non so spiegare. So che lo ascolto spesso mentre faccio cose e non so bene dove vada la mente in quei momenti...

Titolo: Re: Primavera
Inserito da: Giuseppe il 21 Marzo 2009, ore 00:29:41
Einaudi è un grande e la sua musica è in sintonia con il testo della Campo. Scelta indovinata e sofisticata. Però, per chi come me ha atteso tanto la primavera, sarebbe andata bene anche la primavera di Vivaldi  :laugh: .
Titolo: Re: Primavera
Inserito da: Argia Parodia il 21 Marzo 2009, ore 08:59:16
Una cosina più semplice e rassicurante, che rievoca lontane reminiscenze scolastiche :smile:

Primule

Sbocciano al tenue sole
di marzo ed al tepor de' primi venti,
folte, a mazzi, più larghe e più ridenti
de le viole.

Pei campi e su le rive,
a piè de' tronchi, ovunque, aprono a bere
aria e luce anelando di piacere, le bocche vive.

E son tutti esultanza
per esse i colli; ed io le colgo a piene
mani, mentre mi cantan per le vene
sangue e speranza.

Ada Negri



Buona primavera!
Titolo: Re: Primavera
Inserito da: sempresveva il 21 Marzo 2009, ore 10:27:48

PRIMAVERA
Oggi,
non si sente l'aroma dei fiori
e quel mandorlo in fiore
reclinato sotto i fiocchi di neve
resta al buio
dov'è il sole?
Dove sono le rondini in festa
e quei prati sperduti
dove l'erba ondeggiava
quando il tiepido vento
alitava di vita?

Manuela
Titolo: Re: Primavera
Inserito da: Argia Parodia il 21 Marzo 2009, ore 16:52:36
La natura è sofferente, le rondini sono in estinzione per via del disastro all'interno della catena biologica che le riguarda , i prati sono cementificati per via di continue costruzioni, il tiepido vento è una bella tramontana polare...
:'( Ahimè, non ci sono più le primavere di una volta...

Pensiamo seriamente alle nuove prospettive indicate dalle attuali teorie sulla "decrescita", prima che sia tropppo tardi.

Titolo: Re: Primavera
Inserito da: sempresveva il 21 Marzo 2009, ore 18:20:50
Una rondine non fa primavera...ma io  ne ho nostalgia .
Rammento i disegni di quando ero bambina,cieli azzurri dove ci si disegnava con il colore nero tante piccole virgole intorno al sole.

PRIMAVERE NOSTALGICHE

Era azzurro il mio cielo
come immensa tela d'aria
dove il sole
infiammato e distante
riscaldava donando luce preziosa.
Spirali di rondini
saettavano felici
nell'immensa purezza
dell'immobile orizzonte.
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