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I forum di AltraMusa => Piccolo salotto letterario => Giochi di poesia => Discussione aperta da: Argia Parodia il 30 Dicembre 2008, ore 17:37:11

Titolo: Siamo fragili, spariamo poesia
Inserito da: Argia Parodia il 30 Dicembre 2008, ore 17:37:11

Il libro "Siamo fragili, spariamo poesia" è una raccolta di  123 poesie di autori del XX secolo (italiani e stranieri, con buona presenza femminile), a cura di Guido Ceronetti.
Poesie da lui recitate e messe in scena nel suo "Teatro dei Sensibili".

Nella prefazione si legge il motivo della scelta di queste opere:

"...voci del secolo appena passato, che è stato di martirio illimitato per tutta l'anima vivente, tutto Jesus patibilis sanguinante, un tremendo fallimento delle utopie della storia e di una fortissima, al tempo stesso, reazione della parola poetica, che lo percorre tutto come uno smisurato grido. La poesia del Ventesimo è stata un buon Cristoforo al guado: ha portato in salvo sull'altra sponda, con crescente affanno e fatica, una Deposito non di questo mondo da salvare , come i camion notturni della Repubblica portarono in salvo dalle bombe, a Madrid, con motori scassati e benedetti, il tesoro magico universale del Prado... La poesia del XX secolo non celebra se stessa, è un frutto di penuria di un albero tragico, tra distese di solitudine e di affollati spazi impauriti. La misura del patimento l'ha fornita la poesia russa, consapevole di un immane disastro- ma il ripugnante drago leninista, l'impura gola staliniana non l'hanno dissolta, nelle loro tenebre...


Heidegger riassume Holderlin, sull'abbandono del mondo da parte delle tre divinità essenziali: Eracle, Dioniso e Cristo, commentando:


  -Ormai l'epoca è determinata dall'allontanamento del Dio, del difetto di Dio.... Questo difetto di Dio significa che nessun Dio raduna più in sé, visibilmente e chiaramente, uomini e cose, indirizzando così la storia del mondo e l'abitare umano in questa storia. Ma c'è di peggio nel difettare di Dio. Non soltanto gli Dei  e il Dio sono fuggiti, ma lo splendore della divinità si è spento nella storia del mondo. Il tempo della notte del mondo è il tempo dell'angustia perché diventa via via più stretto. Tanto povero e stretto che si è fatto il Tempo che non è neppure più in grado di ritenere il difetto di Dio come difetto...


Ecco quindi che si arriva a dire che:

"sul fondo dell'abisso si manifesta l'essenza della poesia (e non solo di questa) e su questo avvicinarsi al fondo dell'abisso si misura il grado di forza, di capacità rischiaratrice della verità, dei poeti (non tutti, rari soltanto toccano il fondo...)...


Per arrivare con una citazione, ancora di Heidegger:

"All'essenza del poeta che in questa Età della Penuria realmente sia poeta appartiene questo: data l'essenziale povertà dell'epoca, la condizione del poeta e la vocazione poetica lo sovrastano in quanto problema. I poeti, in tempo di penuria, devono espressamente, nel loro poetico dire, manifestare l'essenza della poesia. Dove questo accada, è possibile congetturare una presenza della poesia in grado di accordarsi col destino stesso della nostra epoca. A noi tocca imparare ad ascoltare ciò che hanno da dirci questi –proprio questi- poeti."


Insomma, per quel che ho capito, mai come nei tempi bui e difficili dell'umanità la voce dei poeti è importante a tenere sveglie le coscienze.

Titolo: Re: Siamo fragili, spariamo poesia
Inserito da: Argia Parodia il 30 Dicembre 2008, ore 17:39:40

Mi fa male il mondo

... Mi fanno male le oscillazioni e i rovesci
misteriosi dell'alta finanza. Più che male mi fanno paura, perché mi sento nel buio, non
vedo le facce. Nessuno ne parla, nessuno sa niente: sono gli intoccabili. Personaggi
misteriosi e oscuri che tirano le fila di un meccanismo invisibile, talmente al di sopra
di noi da farci sentire legittimamente esclusi. E' lì, in chissà quali magici e
ovattati saloni che a voce bassa e con modi raffinati si decidono le sorti del nostro mondo:
dalle guerre di liberazione, ai grandi monopoli, dalle crisi economiche, alle
cadute dei muri, ai massacri più efferati.
Mi fa male quando mi portano il certificato elettorale.
Mi fa male la democrazia, questa democrazia che è l'unica che conosco.
Mi fa male la prima repubblica, la seconda, la terza, la quarta.
Mi fanno male i politici, più che altro tutti, sempre più viscidi, sempre più brutti.
Mi fanno male gli imbecilli, i ruffiani. E come sono vicini a noi elettori, come ci
ringraziano, come ci amano. Ma sì, io vorrei anche dei bacini, dei morsi sul collo...
certo, per capire bene che lo sto prendendo nel culo. Tutti, tutti, l'abbiamo sempre preso
nel culo... da quelli di prima, da quelli di ora, da tutti quelli che fanno il mestiere
della politica.
E mi fa male che ci sia qualcuno che crede ancora che 'loro' facciano qualcosa per noi,
per le nostre famiglie, per il nostro futuro. No, non c'è una scelta, neanche una,
non c'è una scelta politica che sia fatta pensando a cosa serve al Paese.
No, solo quello che conviene al gruppo, al partito...
Per contare di più, per avere più potere. Certo, lo
fanno solo per se stessi, per il loro schifosissimo interesse personale. Tutti, tutti,
nessuno escluso. Farebbero qualsiasi cosa, venderebbero i colleghi, gli amici, i figli.
Cambierebbero colore, nome, nazionalità, darebbero delle coltellate ai compagni di
partito pur di fottergli il posto. Non c'è più niente che assomigli al coraggio,
all'esilio, alla galera. C'è solo l'egoismo incontrollato, la smania di affermarsi, il
potere, il denaro, l'avidità più schifosa.
E voi credete ancora che contino le idee? Ma quali idee...
La cosa che mi fa più male è vedere i nostri figli con la stanchezza anticipata di ciò
che non troveranno.
E mi fa ancora più male sentire che la colpa è anche nostra. Sì, abbiamo lasciato in
eredità forse un normale benessere, ma non abbiamo potuto lasciare... quello che abbiamo
dimenticato di combattere e quello che abbiamo dimenticato di sognare per noi e per gli
altri.
Una sconfitta definitiva? No, non credo proprio. Se è vero che questa è la nostra
realtà, guardarla in faccia non può far male a nessuno. Basta non farsi prendere dalla
stupidità dello sconforto. E' la non consapevolezza che crea malesseri nascosti e
uccide per delega. Se un uomo conosce con chiarezza il suo male, qualsiasi esso sia, ha
anche la forza per combatterlo.
Bisogna assolutamente trovare il coraggio di abbandonare i nostri meschini egoismi e
cercare un nuovo slancio collettivo magari scaturito proprio dalle cose che ci fanno male,
dalle insofferenza comuni, dal nostro rifiuto. Perché un uomo solo che grida il suo no,
è un pazzo. Milioni di uomini che gridano lo stesso no, avrebbero la possibilità di cambiare veramente il mondo...
Titolo: Re: Siamo fragili, spariamo poesia
Inserito da: sempresveva il 30 Dicembre 2008, ore 22:07:14
Un video inquietante reso ancora più duro dalle parole che lo accompagnano
e che fanno male per la verità che contengono.
Siamo fragili è vero,fragili e indiscutibilmente inermi all'interno di una società ,fagocitati dal potere che ha la pretesa di rappresentarci.



Ho paura del mondo,
che non crede alle fiabe
che non ama sognare
quando parla d'amore.
Mi spaventa il dolore
la guerra ,il terrore,
le bombe cadute
sulle anime ignude.
Titolo: Re: Siamo fragili, spariamo poesia
Inserito da: giuga1 il 31 Dicembre 2008, ore 01:58:51
 :-\ Oh kapperi!   Cara Argia chiedo davvero scusa che non avevo visto la pagina qui e le cose esposte...e sono andato a chiedere di dire quando qui c'erano già.
proprio in via d'imbranamento il vecchietto qui....  :embarassed:
Vedrò come posso farmi perdonare...
Intanto vado ad informarmi del quel che c'è.
Ringraziando.  ;)
Titolo: Re: Siamo fragili, spariamo poesia
Inserito da: Argia Parodia il 31 Dicembre 2008, ore 09:40:08
Nonostante tutto quello che non va, buon anno! :smile:
Titolo: Re: Siamo fragili, spariamo poesia
Inserito da: sempresveva il 31 Dicembre 2008, ore 10:41:23
E...nonostante fuori regni il caos

BUON ANNO


:-*
Titolo: Re: Siamo fragili, spariamo poesia
Inserito da: Argia Parodia il 31 Dicembre 2008, ore 16:55:38
Bisogna pensare a quello che di buono abbiamo avuto e abbiamo.
E iniziare il nuovo anno con qualche slancio positivo, nonostante tutto :smile:



Memories

E' mezzanotte e non c'è alcun rumore
proveniente dalla strada
la luna ha perso i ricordi?
sta sorridendo da sola
alla luce della lampada, le foglie appassite
si depositano ai miei piedi
e il vento comincia a mormorare

ricordo, tutta sola sotto la luce della luna
posso sognare i giorni passati
la vita era meravigliosa allora
ricordo i momenti in cui
ho davvero capito cosa fosse la felicità
lascia che il ricordo viva di nuovo

ogni lampione sembra indicare lampeggiando
un avvertimento fatalista
qualcuno brontola e i lampioni iniziano a spegnersi
e presto sarà mattino

luce del giorno,
devo aspettare l'aurora
devo pensare a un nuova vita
e non devo arrendermi
quando l'alba arriva
questa notte sarà anche lei un ricordo
e un nuovo giorno comincerà

finali bruciati dei giorni pieni di fumo
la fredda aria viziata odora di mattino
un lampione muore, un'altra notte è finita
un altro giorno sta nascendo

toccami, è così facile lasciarmi
tutta sola con il ricordo
dei miei giorni pieni di sole
se mi tocchi, capirai cosa sia la felicità.
Titolo: Re: Siamo fragili, spariamo poesia
Inserito da: sempresveva il 01 Gennaio 2009, ore 01:07:40
Stupendamente adatta.
Auguri Argia e.....grazie
Titolo: Re: Siamo fragili, spariamo poesia
Inserito da: Argia Parodia il 04 Gennaio 2009, ore 09:16:35
Spero l'abbiate iniziato bene. Abbiamo sentito oroscopi e previsioni, consuntivi dell'anno appena passato, pronostici per il futuro: in realtà, non si sa mai bene cosa pensare in queste circostanze, se affidarsi al destino o impostare programmi da portare avanti con decisione.
Lo sguardo al futuro piace perchè... è futuro, quindi foriero di tutto ciò che di bello pensiamo e sogniamo.
Anche se poi non sarà del tutto così.
Già in passato qualcuno l'aveva descritto molto bene.  :smile:


DIALOGO DI UN VENDITORE D'ALMANACCHI E DI UN PASSEGGERE

di Giacomo Leopardi


Venditore. Almanacchi, almanacchi nuovi; lunari nuovi. Bisognano, signore, almanacchi?

Passeggere. Almanacchi per l'anno nuovo?

Venditore. Si signore.

Passeggere. Credete che sarà felice quest'anno nuovo?

Venditore. Oh illustrissimo si, certo.

Passeggere. Come quest'anno passato?

Venditore. Più più assai.

Passeggere. Come quello di là?

Venditore. Più più, illustrissimo.

Passeggere. Ma come qual altro? Non vi piacerebb'egli che l'anno nuovo fosse come qualcuno di questi anni ultimi?

Venditore. Signor no, non mi piacerebbe.

Passeggere. Quanti anni nuovi sono passati da che voi vendete almanacchi?

Venditore. Saranno vent'anni, illustrissimo.

Passeggere. A quale di cotesti vent'anni vorreste che somigliasse l'anno venturo?

Venditore. Io? non saprei.

Passeggere. Non vi ricordate di nessun anno in particolare, che vi paresse felice?

Venditore. No in verità, illustrissimo.

Passeggere. E pure la vita è una cosa bella. Non è vero?

Venditore. Cotesto si sa.

Passeggere. Non tornereste voi a vivere cotesti vent'anni, e anche tutto il tempo passato, cominciando da che nasceste?

Venditore. Eh, caro signore, piacesse a Dio che si potesse.

Passeggere. Ma se aveste a rifare la vita che avete fatta né più né meno, con tutti i piaceri e i dispiaceri che avete passati?

Venditore. Cotesto non vorrei.

Passeggere. Oh che altra vita vorreste rifare? la vita ch'ho fatta io, o quella del principe, o di chi altro? O non credete che io, e che il principe, e che chiunque altro, risponderebbe come voi per l'appunto; e che avendo a rifare la stessa vita che avesse fatta, nessuno vorrebbe tornare indietro?

Venditore. Lo credo cotesto.

Passeggere. Né anche voi tornereste indietro con questo patto, non potendo in altro modo?

Venditore. Signor no davvero, non tornerei.

Passeggere. Oh che vita vorreste voi dunque?

Venditore. Vorrei una vita così, come Dio me la mandasse, senz'altri patti.

Passeggere. Una vita a caso, e non saperne altro avanti, come non si sa dell'anno nuovo?

Venditore. Appunto.

Passeggere. Così vorrei ancor io se avessi a rivivere, e così tutti. Ma questo è segno che il caso, fino a tutto quest'anno, ha trattato tutti male. E si vede chiaro che ciascuno è d'opinione che sia stato più o di più peso il male che gli e toccato, che il bene; se a patto di riavere la vita di prima, con tutto il suo bene e il suo male, nessuno vorrebbe rinascere. Quella vita ch'è una cosa bella, non è la vita che si conosce, ma quella che non si conosce; non la vita passata, ma la futura. Coll'anno nuovo, il caso incomincerà a trattar bene voi e me e tutti gli altri, e si principierà la vita felice. Non è vero?

Venditore. Speriamo.

Passeggere. Dunque mostratemi l'almanacco più bello che avete.

Venditore. Ecco, illustrissimo. Cotesto vale trenta soldi.

Passeggere. Ecco trenta soldi.

Venditore. Grazie, illustrissimo: a rivederla. Almanacchi, almanacchi nuovi; lunari nuovi.[/i]
Titolo: Re: Siamo fragili, spariamo poesia
Inserito da: sempresveva il 04 Gennaio 2009, ore 17:17:58
Diciamo pure che l'anno è iniziato senza fronzolo alcuno,quasi in sordina.
Mi sono però ritrovata a riflettere su cosa la conclusione ha addizionato di positivo.
Se devo essere sincera non avrei problemi se una parte di esso restasse così come è stato.
Non consulto mai l'oroscopo.....a qualcuno dirà il vero ma non siamo tutti qualcuno!!!!
A ridosso della mezzanotte ,un mare di buoni propositi per il futuro e di speranza per la realizzazione dei tanti sogni nel cassetto. ::)
Titolo: Re: Siamo fragili, spariamo poesia
Inserito da: Giuseppe il 07 Marzo 2009, ore 10:05:05
Oileo, sei un musicofilo/a?
Titolo: Re: Siamo fragili, spariamo poesia
Inserito da: sempresveva il 07 Marzo 2009, ore 23:42:50
Confermo. >:D