Divenire
Giunsero presagi
indizi cifrati.
Non fu sorpresa.
Inevitabile
il riconoscimento.
*non sono capace di commentare oltre il brano: dico solo che mi piace moltissimo, come altri di questo autore. Il nero del video mi sembra quanto mai appropriato per non distogliere la mente dall'ascolto e suggerire qualche verso...
Brano molto bello. Spesso mettono a confronto Allevi con Einaudi ma, secondo me, il secondo è di gran lunga superiore. Forse dirò una sciocchezza: mi sembra più raffinato, ricercato.
Grazie del brano, Argia.
PENSIERI
La brina sui prati
disegna sorrisi
la nube nel cielo
m'inventa un pensiero.
Il freddo ed il gelo
raccolgo nel cuore
l'alito caldo,
ricama parole.
****
PENSIERO
Scrivo dentro l'anima
una musica per amare
accordo tra le note
strumenti che sia pace.
In fondo il divenire non è che un moto circolare fatto di slanci in avanti e regressioni inverse. Se solo fossimo più attenti a cogliere coincidenze e presagi, non sarebbe così incerto e faticoso, a volte...
Hai detto bene,se fossimo attenti sia con lo sguardo che con l'udito e percepire ogni sfumatura tutto sarebbe più semplice.
Ma non succede mai....
Spiegami gli slanci e le regressioni inverse con qualche esempio,te ne sarò grata. ::)
Concordo con il fatto che il futuro si preannuncia sempre con piccoli segnali che possono dar luogo a presagi. Forse si tratta semplicemente della concretizzazione del principio di causa ed effetto.
Se ho ben capito.
Temo di non riuscire ad essere molto chiara e lucida nella spiegazione perchè è un miscuglio di elementi razionali con altri semplicemente intuitivi, quindi del tutto opinabili.
Percepisco la vita come un divenire circolare e non rettilineo, ho questo tipo di intuizione che mi deriva dall'analisi del mio percorso attuale in cui non sono mai riuscita a procedere come una macchina da guerra tutta protesa nel futuro e senza sguardi all'indietro.
Ho come la sensazione di rinascite cicliche su ceneri precedenti che però servono da preparazione e terreno di coltura per il futuro, ma che lasciano sedimentazioni inevitabili. Per una come me, dalla strana commistione razionale e saturnina, quindi umbratile e silenziosa, con la miscela emotiva che a tratti mi deriva da altre parentele, non è di facile decifrazione il tutto.
So solo che vado avanti guardando appena appena il futuro, ma con sguardi frequenti al passato. Non mi chiedo più di tanto se va bene o no. Sono fatta così, con questo senso del destino come missione da compiere. Il punto di partenza e quello finale sarà uno solo: l'infanzia (e qui mi sorreggono certi studi seri, mica chiacchiere), nel senso di rinascere a se stessi.
Il punto di inizio che si fonde con quello finale, il cerchio che si chiude: roba da giocolieri raffinati, direi.
Per quanto riguarda i presagi... non sono niente di misterioso, per quel che mi riguarda. Li intuisco come l'esplicitazione del normale flusso della vita (il divenire, appunto) che si fa cogliere quando siamo particolarmente recettivi e in buona disposizione a farci consapevolmente travolgere dall'onda degli eventi...
p.s. mi sa che ho fatto solo un casino di discorso... :embarassed: perdono
noto adesso che vicino alla mia icona c'è scritto "karma +1-0": cosa significa?
A non saprei dirti il mio di karma è +0 quindi presumo che hai un punto in più Ah ah Ah.
Comunque nella tua apparente confusione sei stata esaustiva.
Io so solo che il mio passato è l'unica cosa certa che mi appartiene.
Trovo interessanti le tue continue riflessioni ...e diciamolo questo è un argomento ostico ma intrigante.
Dici che il destino è una missione da compiere,quindi non è già pianificato dalla sorte,ma siamo noi a plasmarlo?
Ho una visione della vita talmente caotica che indubbiamente cado sempre nelle contraddizioni.
Va be,starò piu attenta alle sensazioni. :'(
Moravia definiva l'ispirazione come un ragionamento compiuto in un lasso di tempo così breve da non averne consapevolezza.
Concordo con l'idea che i presagi non siano sempre qualcosa di misterioso: per analogia con l'ispirazione indicata da Moravia, li si potrebbe definire intuizioni.
Divenire...
Oh...Uno sguardo a com'ero
l'infante giovanil brigante
Alla curva scarlatta fu
uno dei cambi che ora son qui
a porre il che sono e conto
il Senso a dirmi di domani
o di poi che sarò così
come sono ed il nuovo che mi dipingi
in più
avrò che non sarò come d' oggi.
... :o mi si sbarluscinano l'uocchie a quest'ora. Solo per la giornata intensa e per domani l'alzo presto (per cui mò mi ritiro).
Si... curva, rotonda, ellittica... i raggionamenti sul divenire arrivano sempre lì: ma ti apre che io mi ci raccapezzi a sta ora? Gnente.
M'è venuta solo quella cosina leggera leggera lì... Ma è troppo grezza.
Lieto di essermici perso mezz'ora ma adesso n jea fo. Ci torno, ci torno... ??? ::)
Divenire
Rapita
dal perenne navigar della luna
del sole a contar primavere
io sono dell'embrione l'armatura
io fui goccia di rugiada.
Come l'ape di polline nutrito
della terra la polvere m'investe
sarò sabbia nell'arte del vissuto
sarò bulbo arso di radice.
Belle le vostre parole poetiche, è interessante notare come ognuno usi il suo potenziale creativo per sviluppare un'idea, uno stimolo: in questo caso una musica ed un titolo evocativo :smile:
Il destino? Per me è un compito, appunto una missione da compiere e che, in qualche modo germinale, era già stata delineata all'inizio dell'esistenza per il fatto di essere nata in una tale famiglia e non in un altra, in un certo luogo, con questo corpo e non un altro.
So che si entra in conflitto col discorso del libero arbitrio quando si parla di questo ma io credo, invece, che la verà libertà sia, paradossalmente, nell'accettare proprio le condizioni di partenza che hanno modellato la nostra vita e le hanno conferito l'indirizzo fondamentale, nel bene e nel male.
Un' accettazione non supina ma consapevole del fatto che IO sono questo e che DEVO/POSSO fare questo e non altro non è limitazione, ma libertà.
Da anni sto attenta a cogliere le intuizioni, le coincidenze e le sincronie e non mi sembrano per nulla in disaccordo con l'intenzionalità razionale e logica che poi deve governare le nostre scelte.
Forse perchè sto molto a contatto con la natura e la sua semplice, a volte crudele ed essenziale verità, mi piace "ascoltare" il flusso della vita e farmene rapire nei momenti di quiete.
Per quando riguarda l'ispirazione artistica, a proposito della citazione su Moravia, molti autori concordano sul fatto che questa non sia altro che il frutto di tanto studio e tecnica e lavoro metodico sedimentata nel tempo e che, per una complicata quanto immediata scintilla inconscia, si inneschi di colpo facendo balenare l'idea geniale.
Ha a che fare con la creatività e i suoi interessantissimi meccanismi di espressione. :smile:
IO sono,ma come sono veramente ?
Ovvero come mi vedono gli altri se non esterno le mie emozioni,se ad ogni stimolo che incontro non corrisponde una reazione visibile?
Si parla di plasmare il nostro tragitto che si concluderà con l'immobilità del corpo che per mio desiderio sarà cenere.
Qui entra in gioco il condizionamento del contesto in cui si vive.
Non potranno mai essere libere le scelte di vita....le nostre decisioni saranno sempre e comunque ponderate in funzione di altri,per cui il mio progredire non sarà libero,forse sarò combattuta come spesso è avvenuto sul limitare di una linea che porta fuori dal proprio desiderio.
IO esisto,ma questo non necessariamente è sentirsi completi e tantomeno liberi.
Parliamo forse di coraggio?
Quel coraggio necessario per viversi?per essere completezza?Ma!!!!
I miei passi sono continuamente incerti e irrazionali,purtroppo.
Chiedo scusa se la caratteristica della mia penna è l'incomprensibilità. :embarassed:
Cercando una risposta ad una voce inconscia
o tramite lei credere di trovarla – vidi le muse
affascinarsi, stendendo veli vuoti sulle mani
non correggendosi al portale. Cercando una risposta
che rivelasse, il senso orgiastico degli eventi
l'ottenebramento particolare di una sorte che
per brevi strappi di luce si oppone – unico senso
l'azione prestigiosa: che non dimentica, lascia
i muri radere la pelle, non subisce straniamenti
e non rivolta, contro questo male stritolante
e singhiozzante, che è la mia luna sulla faccia
l'odore di angeli sulle braccia, il passo certo
e non nascosto: la rovina lenta ma adempiuta:
un non staccarsi dalle cose basse, scrivendone
supina.
(Amelia Rosselli, Le poesie, Garzanti 2004)
Trovo mio il finale
"la rovina lenta ma adempiuta:
un non staccarsi dalle cose basse, scrivendone
supina."
Io, invece, più che ombre, vedo aggirarsi fantasmi del passato. E non mi riferisco al testo di Argia.
Oppure non ha ombra..onde per cui....diabolico >:D
Guardati alle spalle Pelonio..e recati lontano dai tendaggi. >:D
Conosco,conosco.Non si direbbe ma conosco...è che vado di fretta!!!