L'enigma

Aperto da Agata Blu, 13 Marzo 2009, ore 18:06:15

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Agata Blu

L'Enigmistica classica comprende solo giochi in versi, rebus e crittografie e non include cruciverba e simili, che appartengono all'Enigmistica popolare.

Tra i giochi in versi, una parte da padrone la svolge l'Enigma. Esso è, in pratica, un indovinello in versi sciolti, che deve presentare le stesse caratteristiche di un componimento poetico. Il linguaggio usato, dunque, deve essere lirico e le tematiche sono di solito legate alla riflessione intima.
Un enigma descrive un 'soggetto apparente' e, in quella che viene chiamata Prima lettura, può considerarsi a tutti gli effetti una poesia.
In realtà, il 'soggetto reale' e cioè la soluzione del gioco è qualcosa che non ha nulla a che fare con il 'soggetto apparente'. Vi è dunque un secondo piano di lettura, detto appunto 'Seconda lettura', che porta il lettore/solutore a sciogliere l'enigma e a trovarne la soluzione.

La difficoltà di composizione di un enigma consiste nel riuscire a rendere i due livelli di scrittura completamente autonomi l'uno dall'altro e allo stesso tempo credibili dal punto di vista poetico ed enigmistico.

Nel mio blog, oggi, ho postato un mio enigma, pubblicato per la prima volta sulla Rivista di Enigmistica classica La Sibilla.

Lo riporto qui.




"Sono andata via per un po' "

Quando stasera ritornerai a casa
io non ci sarò.
Ti accorgerai che senza di me
le solite cose non sembrano le stesse;
e non ti servirà circondarti di bugie,
cercherai la mia foto,
in cui danzo un po' scomposta,
come in quel manifesto di Ray.
Che farai...
Ti arrangerai con un occhio di bue
caldo, come me,
seguirai il filo delle riflessioni
e con gli occhi socchiusi
mi confonderai con una
vista in uno spot.
Ricorderai
i momenti radiosi (quanti!)
vissuti insieme.
Tu hai bisogno di me,
ma sono uno spettro che corre veloce,
sono fatta così.
Quando mi rivorrai
lascia scorrere l'ombra della gelosia
che ci separa: solo allora,
quando quel giorno verrà,
ritornerò da te.



Non vi svelo, per ora, la soluzione, ma mi piacerebbe parlare un po' di questa forma di poesia, spesso sconosciuta ai più e rinchiusa tra le pagine delle riviste per addetti ai lavori.

Argia Parodia

L'enigmistica è una mia lontana passione, anche se da qualche tempo trascurata. Ma mi ha insegnato davvero tanto e la ritengo un utilissimo strumento affinamento intellettuale e linguistico in senso lato.

Ho indovinato l'enigma (ne ho avuto conferma leggendo il blog) ma non posto la soluzione perchè non vorrei privare altri del piacere della scoperta.
Diciamo che le bugie (non quelle con le gambe corte o il naso lungo) e il riferimento a Ray e ai suoi esperimenti sono stati "illuminanti" nel vero senso della parola :laugh:

Agata Blu

Citazione di: Argia Parodia il 16 Marzo 2009, ore 16:45:09
L'enigmistica è una mia lontana passione, anche se da qualche tempo trascurata. Ma mi ha insegnato davvero tanto e la ritengo un utilissimo strumento affinamento intellettuale e linguistico in senso lato.

Ho indovinato l'enigma (ne ho avuto conferma leggendo il blog) ma non posto la soluzione perchè non vorrei privare altri del piacere della scoperta.
Diciamo che le bugie (non quelle con le gambe corte o il naso lungo) e il riferimento a Ray e ai suoi esperimenti sono stati "illuminanti" nel vero senso della parola :laugh:


Grande Argia!! :) :)


ne posterò altri, anche di grandi autori dell'enigmistica classica, come per esempio Zanzibar, al secolo Piero Bartezzaghi, indimenticato autore di giochi poetici di grandissimo valore, celebre creatore di cruciverba e padre di Stefano e Alessandro, entrambi molto impegnati nell'ambito dell'enigmistica.

sempresveva

Agata, forse il mistero che si cela nell'enigma è LA LUCE? :'(

Agata Blu

Citazione di: sempresveva il 16 Marzo 2009, ore 21:47:15
Agata, forse il mistero che si cela nell'enigma è LA LUCE? :'(

perfetto!! bravissima. :)

ovviamente s'intende la LUCE SOLARE.


vi posto qui uno dei più begli enigmi che io conosca, scritto quarant'anni fa, a quattro mani, da due grandissime firme dell'enigmistica classica.
conoscerete, certo, la tragica vicenda di Ian Palach :(
l'enigma che segue parla di lui (soggetto apparente), ma il soggetto reale è ovviamente tutt'altro.


2 – Enigma



IO, JAN PALACH

                                (a tutti gli uomini liberi)


Se siete veri uomini,
uomini liberi, tanto per intenderci,
sapete perché batto
questa strada violenta.
Se avete compreso il mio gesto
e mi vorrete seguire,
se il desiderio per ciò che si è perduto
vi brucerà dentro,
oh certo avrete capito
quanto io vi possa chiedere.
Se in me vedete ardere
la Fiamma della Libertà,
se, spogli dei più intimi legami,
scenderete in piazza al mio fianco,
se infine non vi fermerà
il senso della mia carne offesa,
ebbene, io vi attenderò:
compiremo assieme
l'atto che ancora inorridisce
il Mondo.
Ma a voi che attendete
alla luce del "Nuovo Corso"
il dilagare della mia passione,
io dico che sono qui,
dove la notte è eterna,
dove una torcia umana come me
consumerà ogni giorno,
nella stretta dell'ultima via,
quella che voi uomini
solitamente chiamate
vita.


Sergio Bertolotti (Ser Berto)
e Luigi Santucci (Gigi d'Armenia)
(Congresso Naz. Mantova, 1969)

Argia Parodia

#5
 :'( Accidenti, questo è difficile...
Mi viene in mente qualcosa o qualcuno dentro ad un budello scuro e che deve uscire da lì dentro per ritrovare l'uscita, anche se il movimento avviene al contrario, cioè si discende.  :'(

Allora: se è un oggetto può essere un lampione stradale, una lampada a petrolio o simile? La Statua della Libertà?  (forse troppo banale)
Se è un essere umano può essere un minatore, un cercatore di diamanti. O un bambino che sta per nascere?  (questa associazione per via del finale).

Come siamo messi: acqua, fuoco o fuochino?  :laugh:

Giuseppe

Bellissimo! Grazie, Agata. Per me, che al massimo risolvo qualche cruciverba sulla Settimana enigmistica, questi post sono una sorpresa più che intrigante.
Dopo che Argia ha indovinato al primo colpo (Argia, ogni tanto fai finta di sbagliare, per favoreeeee... Scherzo  :laugh:), qui si rischia di fare una pessima figura. Però, ci provo lo stesso.
A me viene in mente un'auto della polizia con il lampeggiante, oppure l'altare del milite ignoto.

P.S. Se l'ho sparata troppo grossa, per favore non chiamate il 118.


sempresveva

Secondo me è la nascita. :'(
Spoglio dagli ultimi legami..il taglio del cordone ombelicale. :'(

sempresveva

Aggiungo:forse deformazione professionale?Ma quella che noi chiamiamo vita ..nonostante tutto è la vita :o

Agata Blu

Citazione di: Poison il 17 Marzo 2009, ore 15:28:45
Ops ops opssssss ho letto attentamente ogni parola, escludendo la triste vicenda di Jan Polach

0La soluzione per me è : la passeggiatrice
Batto questa strada violenta (la passeggiatrice batte il marciapiede)
Torcia: il fuoco che hanno le passeggiatrici per riscaldarsi lungo le strade

Gulp, forse l'ho sparata troppo grossa  :-\ :-\

è proprio 'la passeggiatrice'!!! :o

brava poison. e sono felice che troviate piacevole avvicinarvi agli enigmi, perché secondo me in queste composizioni si possono toccare vette altissime di poesia.
pensate alla distanza che c'è tra l'eroico, drammatico gesto di Palach e la professione non proprio ammirevole di una passeggiatrice! eppure i versi li descrivono bene entrambi, sin dalla dedica (a tutti gli uomini liberi). rileggere un enigma dopo averlo risolto fa bene al cuore e alla mente  :D ;)

sempresveva

bravaaaaaaaaaaaaaaa

Giuseppe

Poison, miticaaaaa! Non sono un esperto, ma direi che la soluzione era difficile da trovare.
Ottimo enigma e grande Poison.

sempresveva

Arigrande Poisona.
Non era nieeeeeeeente facile,cribbio che intuizione!Grande. :-*

Argia Parodia

Non ci sarei mai arrivata... :'(  povero Jan, al servizio, sia pure poetico, di una peripatetica! :laugh:

Agata Blu

miei cari, vi sottopongo un altro enigma, a mia firma, pubblicato un paio d'anni fa sulla rivista La Sibilla.




Kamikaze



Nell'attimo del distacco
da mia madre, la sentii
allontanarsi nella nebbia.
Fu uno schianto, per lei,
per me.
La rivoluzione mi portò lontano,
fino al punto
in cui coincisero
le mie pulsioni e il mio destino.
Ora sono qui,
un'automobile che sfreccia,
pronta ad esplodere,
una scheggia
nella notte che non ha alba.
Quelli che mi circondano
son solo corpi, soli,
in un sistema che tra poco
travolgerò.
Nello spazio di un nulla
sento la gravità del momento:
prendo la tangenziale,
è lì che incontrerò la mia fine
ed è lì che, per un istante,
brillerò.
L'atmosfera è quella giusta,
la curva, perfetta.
In una frazione immagino
la sorpresa degli uomini,
il desiderio che si affaccia
immediato
di vivere, di essere felici.
E' un attimo. Poi
il silenzio
di mille scintille di polvere
interrompe
il placido brusio della notte.