L'ultima intervista al giudice Paolo Borsellino

Il video dell'intervista che il giornalista Lamberto Sposini fece al giudice Paolo Borsellino. Il giudice palermitano venne ucciso dalla mafia 20 giorni dopo, nella strage di via D'Amelio, dove venne fatta esplodere una Fiat 126 inbottita di esplosivo. Nello scoppio, avvenuto il 19 luglio 1992, morirono anche gli agenti di scorta Agostino Catalano (caposcorta), Emanuela Loi (prima donna a far parte di una scorta ed a cadere in servizio), Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina. L'unico sopravvissuto fu Antonino Vullo. Particolarmente toccante il racconto che Borsellino fa dell'amico e collega Giovanni Falcone, fatto saltare in aria dalla mafia a Capaci il 23 maggio 1992, lungo l'autostrada che collega l'aeroporto di Punta Raisi al capoluogo siciliano. Nato a Palermo in un quartiere povero, La Kalsa, dove vivevano anche Giovanni Falcone e Tommaso Buscetta, Borsellino fu una delle punte di diamante del Pool antimafia diretto da Antonino Caponnetto. A lui ed a Falcone si deve la prima vera conoscenza della struttura della mafia (o Cosa Nostra), raccontata dal pentito Tommaso Buscetta. Il maxi-processo di Palermo, iniziato il 10 febbraio 1986 e terminato il 16 dicembre 1987, segnò una vittoria storica per lo Stato grazie al lavoro svolto dai due magistrati siciliani (per scrivere l'istruttoria furono costretti a "rifugiarsi" all'Asinara) che ottennero 360 condanne per complessivi 2.665 anni di carcere. Lo stesso maxi-processo, però, segnò l'abbandono di Borsellino e Falcone da parte dello Stato, dopo una lunga stagione di veleni, isolamento e strumentalizzazioni che terminarono con la loro morte.

Il video qui presentato ha una durata di 23 minuti. Per far partire le immagini, cliccare sulla freccia nera in basso a sinistra.
 L'ultima intervista a Paolo Borsellino