Daniele Luttazzi, il cui vero cognome è Fabbri, è nato a Santarcangelo di Romagna nel 1961. Viene scoperto da Renzo Arbore che lo nota durante la rassegna "Riso in Italy" al teatro Sistina di Roma e lo fa esordire in televisione nella primavera del 1988, nella trasmissione "D.O.C." su Rai Due, con Gegé Telesforo e Gianna Nannini.
L'anno seguente, durante le prove per la trasmissione "Fate il vostro gioco", fa una battuta sul Partito socialista di Bettino Craxi e viene epurato per la prima volta dalla tv di Stato, in cui tornerà (su Raitre) nella stagione '94-'95 come co-autore di Magazine 3.
Nei cinque anni di lontananza dalla tv, l'autore satirico - così preferisce definirsi - recita in teatro (negli spettacoli "Chi ha paura di Daniele Luttazzi?" e "Fate entrare i cavalli vuoti"), conduce programmi radiofonici ("Onde comiche" su Radio Due) e scrive libri.
Nel 1994 pubblica "Và dove ti porta il clito", parodia del best seller "Và dove ti porta il cuore" di Susanna Tamaro che gli fa causa per plagio (ma il tribunale non ravvede il reato). Dopo il ritorno in televisione su Raitre, la popolarità di Luttazzi esplode nel 1996 con la partecipazione a "Mai dire gol" su Italia 1. Gli sketch dei suoi personaggi (Panfilo Maria Lippi, il prof. Fontecedro e Luisella) vengono raccolti e pubblicati nei libri "Tabloid" e "Cosmico". Nel '98, sempre su Italia 1, esordisce alla conduzione di "Barracuda", talk show notturno sullo stile di quello lanciato negli Usa da Steve Allen negli anni Cinquanta e ripreso poi da David Letterman e Jay Leno. Al termine del contratto, il comico torna in Rai.
Dal mese di gennaio 2001, su Raidue, Daniele Luttazzi ripropone per 12 settimane il format del talk show nel programma "Satyricon", sospeso per una settimana dopo la nona puntata, a causa di un'intervista al giornalista Marco Travaglio su Silvio Berlusconi e Dell'Utri.
L'anno successivo, lo stesso Berlusconi - durante una visita in Bulgaria come Presidente del Consiglio - lo cita assieme ad Enzo Biagi e Michele Santoro per "uso criminoso della tv pubblica". Si tratta del cosiddetto "editto bulgaro" che determina l'allontanamento televisivo suo e dei due noti giornalisti.
Nei quattro anni precedenti il suo ritorno sul piccolo schermo, Daniele Luttazzi si è dedicato al teatro, ha collaborato con alcuni giornali, creato il proprio sito (www.danieleluttazzi.it), pubblicato 5 libri e 2 album musicali ("Money for Dope" e "School is boring"); inoltre, ha lavorato come script doctor per i canali Usa "Comedy Central" e "HBO".
Il ritorno è avvenuto il 3 novembre 2007 con il programma satirico "Decameron". Dopo 5 puntate, il 7 dicembre 2007, la trasmissione viene sospesa per il modo offensivo - secondo la direzione dell'emittente - con cui è stato trattato il giornalista Giuliano Ferrara.
Come reso noto dalla stessa Tv, con Luttazzi, era stato stipulato "un contratto che garantiva la sua più totale libertà creativa, come dimostrato dalle puntate fin qui andate in onda. Di questa libertà era necessario fare un uso responsabile, cosa che non è avvenuta. infatti nella puntata di sabato scorso, replicata giovedì, Daniele Luttazzi ha gravemente insultato e offeso Giuliano Ferrara, che con la stessa La7 collabora da anni come co-conduttore di 'Otto e mezzo'". "Le espressioni usate - è scritto in un comunicato - sono palesemente in contrasto con la satira e si configurano come una provocazione alla dignità e all'onore personale di un nostro collaboratore".
La direzione de "La7" ha aggiunto che potrebbe valutare la vicenda sotto il profilo legale, "per i possibili danni di immagine, trattandosi di una emittente fondata sul binomio inscindibile di libertà e responsabilità verso le persone così come verso il pubblico".
Daniele Luttazzi non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali, anche se va ricordato che in estate il direttore de "La7" e di "Mtv", Antonio Campo Dall'Orto, aveva annunciato: "Sono più che mai felice del suo ritorno in tv, avvenuto fin troppo tardi, anche perché ormai la satira è assente dal piccolo schermo". Sempre Dall'Orto, nella conferenza stampa di presentazione di "Decameron", aveva ribadito di aver garantito al comico totale libertà e carta bianca: "Farà un programma di satira simile al suo ultimo 'Barracuda'".
All'indomani della notizia della sospensione del programma, il Comitato di redazione della testata de "La7" è insorto contro la decisione della direzione del tg di escludere dall'edizione notturna la notizia che riguardava Luttazzi. "La direzione di La7 ha sospeso la programmazione del settimanale Decameron condotto da Daniele Luttazzi. Con un incomprensibile e arrogante atto censorio il vicedirettore Pina Debbi ha deciso di non inserire nell'edizione notturna del tg dell'8 dicembre la notizia": questa la denuncia contenuta in una nota del Cdr che ha parlato di un "fatto gravissimo che ostacola il dovere di completa e libera informazione del telegiornale di La7" danneggiando "l'immagine di imparzialità e professionalità della redazione" e alimentando "sospetti sui reali motivi della sospensione del programma".
Interpellato in merito alla vicenda, Giuliano Ferrara non ha voluto rilasciare alcuna dichiarazione. "Nessun commento, nessun commento" sono state le sole parole del direttore de "Il Foglio".
Questa è la puntata di sabato 3 novembre 2007.
Il video ha una durata di 62 minuti. Per far partire le immagini, cliccare sulla freccia nera in basso a sinistra.
La prima puntata di Decameron condotto da Daniele Luttazzi