Cenni su plicometria e metodi di rilevazione delle pliche cutanee

Le pliche cutanee sono rilevabili con un apposito strumento chiamato plicometro; i più noti ed usati sono quelli di Holtain, di Tanner-Whitehouse, di Harpender e Lange. I plicometri sono essenzialmente costituiti da una molla calibrata, la cui estensione o compressione determina lo spostamento di un indice su una scala circolare o lineare, proporzionalmente allo spostamento delle branche del calibro che esercitano una pressione costante sulla plica cutanea (10 g/mm2). Naturalmente, la tecnica della misurazione deve essere accurata per evitare errori di rilevamento.
La plica va presa tra indice e pollice. La lettura (eseguita in millimetri) va effettuata dopo tre secondi, senza aver lasciato la presa della plica, allo scopo di evitare che un'applicazione troppo prolungata delle branche del calibro possa determinare una lenta deformazione della stessa plica.
Poiché possono esserci differenze tra i due lati del corpo, gli esperti consigliano di misurare le pliche da entrambi i lati, oppure ripetendo la misurazione sul lato non dominante (che solitamente è il sinistro). È inoltre opportuno eseguire sempre tre rilevamenti sullo stesso punto ed utilizzare poi la media delle rilevazioni. Il paziente si deve trovare in posizione eretta, deve essere rilassato e tenere le braccia distese lungo i lati del corpo.
La misurazione interessa lo spessore di 4 pliche cutanee: la bicipitale (al punto medio della faccia anteriore del braccio); la tricipitale (al punto medio della parte posteriore del braccio); la sottoscapolare (che passa trasversalmente sotto l'angolo inferiore della scapola); la sovrailiaca (viene presa sopra la linea medioascellare, appena sopra la cresta iliaca).
Con questa valutazione si calcolano la massa grassa, la massa magra, il peso ideale, prendendo a parametro gli schemi plicometrici di Durnin.
Dopo aver misurato gli spessori delle pliche bicipitale, tricipitale, sottoscapolare e sovrailiaca, si commuta il totale, espresso in millimetri, nel valore percentuale della massa grassa, riportato sulla colonna corrispondente al sesso ed all'età del soggetto.
Con una serie di calcoli si ottengono successivamente la massa grassa (MG o FAT), la massa magra (MM o FFM) ed il peso ideale (PI). Infine, è possibile calcolare il grasso in eccesso (GE) sottraendo il peso ideale al peso attuale.