Forum di Poesia AltraMusa - Dialogando
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Autore Discussione: CHE COS'E' LA POESIA????  (Letto 2892 volte)
Poison
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« inserito:: 17 Ottobre 2008, ore 10:53:20 »

UNA SERIE DI DOMANDE CHE MI SONO POSTA DOPO ALCUNI MESI COME COMPONENTE DEL SITO

Che cos'è la POESIA???
Su quali basi giudicate se quello che leggete è poesia e come valutate ciò che leggete??
Siete influenzati dalla conoscenza personale di chi leggete o vi basate solo e unicamente
su quello che trasmette??
Pensate che sia sempre necessario recepire il messaggio dell'autore o
esprimere quello che trasmette a voi personalmente anche se esula da
quello che è il vero contenuto del poema???

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« Risposta #1 inserito:: 17 Ottobre 2008, ore 11:22:10 »

Credo  non ci sia migliore riflessione da fare visto che ci troviamo in un sito dove molti di noi sono entrati proprio perchè amanti della poesia.
Forse qualcuno pensa che chiamarci poeti sia troppo,allora potrei dire,per quanto mi riguarda che sono semplicemente una donna che avverte la necessità di dare corpo alle emozioni per non smarrirle nell'aria e nel tempo.Le mie sono quelle del momento che sento impellenti e forti.
Anche i ricordi possono diventare poesia se questi sono ancora vivi e comunque se hanno avuto particolare peso sulla propria vita e sul proprio modo di essere.
Quando leggo una composizione lo faccio indipendentemente dal nome,la giudico in base alle reazioni che mi suscita sull'epidermide,proprio una reazione fisica.
Non nascondo che posso aver pianto per alcune,per molte.
Questo mi fa star bene,un controsenso?No,penso che possa ritenermi fortunata se riesco a provare tutto questo pur stando male.
Trovo che la poesia sia una creatura,possiede un cuore,un'anima che spesso canta con le mie stesse parole.
« Ultima modifica: 17 Ottobre 2008, ore 11:24:20 da Poison » Registrato
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« Risposta #2 inserito:: 17 Ottobre 2008, ore 11:58:30 »

UNA SERIE DI DOMANDE CHE MI SONO POSTA DOPO ALCUNI MESI COME COMPONENTE DEL SITO

Che cos'è la POESIA???
Su quali basi giudicate se quello che leggete è poesia e come valutate ciò che leggete??
Siete influenzati dalla conoscenza personale di chi leggete o vi basate solo e unicamente
su quello che trasmette??
Pensate che sia sempre necessario recepire il messaggio dell'autore o
esprimere quello che trasmette a voi personalmente anche se esula da
quello che è il vero contenuto del poema???

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Patrizia (Poison)


Ciao Pat. Non so se mi sto muovendo bene, nel giusto riquadro.
Il confronto (se così si può chiamare) è molto interessante. Io potrei avere un'idea che sono disposta a cambiare, se solo trovassi l'espressione giusta di quello che per me la poesia rappresenta.
E cosa rappresenta per me? Ci posso provare. Te lo posso descrivere spannometricamente  Roll Eyes
Per me rappresenta il cantarsi. Il cantare il proprio percepire. Il cantare le proprie maschere e, per contro, la propria voglia di svelarsi. Può rappresentare anche la voglia di trasmettere un qualcosa di impalpabile attraverso la metafora, o qualcosa di assolutamente essenziale attraverso il raccontarsi o il raccontare di ogni che, senza muri e pregiudizi. Ma soprattutto la poesia, è anima. Poi, se vi si aggiunge la ricercatezza, direi che la poesia diventa Poesia. Ma occorre non perdere di vista, mai ed in nessun caso che la poesia è dentro ognuno di noi, in attesa solo di essere rinvenuta. Si...proprio come i rotoli del mar Morto.  laugh
Un abbraccio
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« Risposta #3 inserito:: 17 Ottobre 2008, ore 12:10:10 »

N.B.
Naturalmente, quanto sopra detto, è quanto cerco di trovare nelle poesie di tutti. A volte riuscendovi, a volte meno. Ma questa è una MIA lacuna!  Imbarazzato
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« Risposta #4 inserito:: 17 Ottobre 2008, ore 12:30:26 »

La poesia e' qlc al contempo  di perfettamente definibile e di indecifrabile. Il  vero poeta  a mio avviso e' quello che inconsapevolmente parla con la propria anima e scientemente cerca l'autocompiacimento. La poesia lascia interdetti increduli e dubbiosi. Cosa e' la poesia?...la poesia e' ostinazione con se stessi ,e' cieca volonta' d'emergere, e' chiedere supplicanti l'aiuto degli altri, e' sfidare il senso comune delle cose. Forse chissa' la chiamiamo poesia per convenzione...ma magari in altri mondi la chiamerebbero "non poesia"...
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« Risposta #5 inserito:: 17 Ottobre 2008, ore 13:39:45 »

Mh: ero tentato di scherzarci su ma sento che la tua è una domanda di sostanza, più altri dettagli ma poichè l'argomento è ampiamente discusso anche in letteratura e nelle università, io salterei la prima domanda (che potremo riaffrontare) perchè credo che tu esiga una risposta leggera da noi come valutiamo; scelgo di rispondere alle tue domande e dico solo di me stesso:
1 : - rimandiamo
2 : - Mi baso su aspetti di percezione (ciò che d'impatto mi fa sentire), di espressione (uso del linguaggio del Poeta), di stile (modo in cui esprime ciò che vuol dire il che comprende la musicalità, il senso delle frasi in versi, il concatenarsi delle parole e la composizione del senso dentro l'intera lirica e altri ammennicoli simili che qualche Cretino m'è venuto a mettere in testa); di sensazione; di aspetto della poetica.
3 :  - la conoscenza personale fa si che tenda ad essere più indulgente e più generoso verso l'artista che leggo. Cerco di ridurla. Anche perchè penso che valorizzarti qualcosa che mi pare non buona o non bella non sia molto amichevole ma piaggeria; ti aiuto di più se ti critico quel che mi pare errore, svista, stranezza...La poesia deve far discutere, socializzare, scontrarsi e riflettere per riincontrarsi...un pò più su o più in là.
Cerco il più possibile di basarmi su quello che trasmette. Anche perchè non abbiamo sempre momenti buoni; non sempre cattivi; capita tranquillamente di avere poco stimolo ma fare qualcosa lo stesso ed essere nella banalità (lo scopriamo dopo, anche noi stessi, se non lo percepiamo direttamente lì)...
4 :  - Non che sia indispensabile...ma un autore scrive per esprimere certo qualcosa e ogni lettore si sente cogliere ciò che gli interessa di più in quel testo, dapprima. Poi con 3,4,5, e se occorre anche di più, riletture arriva a comprendere altre cose alcune delle quali è sempre bello comunicarle all'autore. se non altro per far sentire che si è ascoltato e gli/le si dà il modo di replicare o riflettere.
    (nota transitoria: recepire è una cosa; esprimere è un'altra cosa; inserite nella stessa domanda possono invalidare la domanda stessa, mi sa)
4 bis: Non posso esulare dal contenuto del poema; rischio di parlare di cose che non c'entrano nulla. Quindi lo devo leggere, ascoltare e questo mi smuove cose che posso essere in grado di dire. Posso dire anche cose "che ha smosso a me", certo, e questo ha valore di lettura, di ascolto, ma anche di condivisibiltà di quello che il poeta esprime: è stato bravo/brava a dire in versi "cose" che appartengono a più persone.
Mi fermerei qui per ora. Abbiamo tutto il tempo di questo mondo per vedere altro. Coraggio.
Che cosa è la poesia? Qui, in questo momento, sei tu e tutto ciò che aleggia intorno a te mentre sei concentrata su quel che senti (senti, generale; non lo specifico ascolti.) Noi compresi.
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« Risposta #6 inserito:: 17 Ottobre 2008, ore 14:06:25 »

Hai visto giusto Giuga,
a parte il che cos'è la poesia, sarebbe bello leggere le risposte alle varie domande,
cosa che tu hai fatto, grazie.
Mi hai fatto notare "recepire" e "esprimere", non credo invalidino la domanda
Provo a spiegarmi meglio
Chi scrive solitamente, a mio parere, lancia come un messaggio da recepire, da capire,
e quindi io mi chiedo se è sempre doveroso recepire il messaggio dell'autore o se
la lettura può anche lasciare spazio ad una propria interpretazione di quanto è stato scritto.
Spero di essere stata più chiara.
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« Risposta #7 inserito:: 17 Ottobre 2008, ore 14:31:24 »

Naturalmente l'autore che sceglie come mezzo di comunicazione la poesia può in qualche modo deviare il lettore,perchè chi scrive usa i propri pensieri  celati sotto parole dal significato forbiante per chi non conosce le esperienze del poeta.
Quindi credo sia molto facile dare interpretazioni diverse e soggettive. Smiley
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« Risposta #8 inserito:: 17 Ottobre 2008, ore 14:46:53 »

Qualcuno lancia intenzionlmente messaggi con la poesia. O: a volte. Perchè a volte lo faccio anch'io. Così come hai fatto anche tu con la "16 ottobre" e altre.
Credo che dobbiamo riconoscere che una poesia, comunque sia esposta, ha già in sè e per se stessa un messaggio implicito.
Ogni poesia E' anche messaggio.
Quando la leggo diventa inevitabile coglierlo o percepirlo, In quelle più mascherate - come dice Mela - o ermetiche sfugge un pò o tanto ma c'è.
Per me che son passato davanti al mulino della semiotica e me ne sono infarinato i messaggi ci sono sempre e bidirezionali; cioè:
quello che scrivo parla di quel che voglio dire scrivendo quella data cosa e nel contempo parla anche di me (proprio me stesso).
Diventa "doveroso" naturalmente il recepire il messaggio dell'autore - o almeno la parte che l'autore lascia trasparire come comprensibile messaggio - non puoi evitarlo.
La capacità, che di solito è istintuale, di un autore di coinvolgerti e farti pensare anche altre cose  mentre lo leggi o alla fine della lettura è una buona intuizione, una bravura, un merito dell'autore stesso: tu esprimi in sintesi di versi un vissuto grande o forte e in quei tuoi versi si riconoscono in migliaia...Hai scritto una gran bella cosa, una sensazione "universale".
Ma  questo tuo scritto mi risveglia cose mie, o cose altre a me conosciute e io interpreto a "modo mio" - con il mio vissuto, con il mio conosciuto, con ciò che è il mio essere - e ti dico questo, per valutarti.
Fare questo è un complimento per l'autore. Il perchè credo sia ovvio (anche detto sopra).
Quindi: se tu chiedi a me: "ma faccio bene poi a commentare la sua poesia con sensazioni e immagini che sono mie e non c'entrano nulla con quanto lui/lei ha scritto"?
Io ti rispondo che è ottimo. Come autore me ne sento lusingato. Ho prodotto comunicatività, comunicazione, comunione, dialogo, convivio...Elevazione. E non è una delle massime aspirazioni di ognuno di noi "far pensare l'altro/a attraverso il nostro sentire"?. Sentire che l'altro comprende è una gran bella sensazione e soddisfazione.
Non sminuiamoci. Non è così...scontato mettere giù versi; non è dato a tutti di poterlo fare.
Ricordandoci bene sempre che "carmina non dant panem" (Co a poesia no se magna!)
Spero di non averti confuso ulteriormente (qualche volta il follettonto mi prende la mano e scrive lui...)  Wink  Kiss
 
« Ultima modifica: 17 Ottobre 2008, ore 14:52:28 da giuga1 » Registrato

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« Risposta #9 inserito:: 17 Ottobre 2008, ore 15:05:28 »

Non mi hai confusa per niente, anzi tutto il contrario,
hai confermato quello che io penso e che non ho espresso.
Lo faccio ora dicendo che condivido completamente quello che hai scritto
Ummm non è che parliamo entrambi l'idioma follettistico??  Amorevole
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« Risposta #10 inserito:: 17 Ottobre 2008, ore 15:50:04 »

La poesia dovrebbe essere la risposta in versi, più o meno ben scritti, alle proprie emozioni ed anche comunicare dei messaggi sia sul sociale che su altri argomenti.
Emozioni e messaggi possono essere palesi oppure avvolti nell'ermetismo più complesso (lo definirei becero).
Questa dovrebbe essere la poesia, ma a volte leggo cose che mi sembrano più il desiderio di voler apparire a tutti i costi che il voler fare poesia.
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« Risposta #11 inserito:: 17 Ottobre 2008, ore 16:57:48 »

Siamo influenzati dalla persona o personalita' dello scrittore che leggiamo?

Difficile pronunciarsi...dipende...si credo dipenda molto dal nostro stato d'animo nel momento in cui leggiamo. Siamo esseri imperfetti nelle emozioni per cui alcune volte leggiamo "distrattamente" le poesie di alcuni e con la massima concentrazione quelle di altri. Credo che anche se non dovrebbere essere cosi' per onesta intellettuale dovremo riconoscerlo.

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« Risposta #12 inserito:: 18 Ottobre 2008, ore 04:53:51 »

E' indispensabile recepire interpretare e commentare il pensiero/contenuto /forma della poesia?

Direi che istintivamente e' normale soffermarsi dapprima sulla forma sullo stile e sulla musicalita' dei versi...poi osserverei che sulla base della lettura e della rilettura del testo il significato attribuito puo' anche variare da quello iniziale...fermo restando che ad un certo punto quando non capiamo fino in fondo dovremo assumere un atteggiamento fideistico  e rassegnarci ai nostri limiti interpretativi e/o ai limiti espositivi del poeta.
Quanto al commento a mio avviso pur se auspicabile per un confronto diretto  puo' non essere necessario soprattutto se espresso intenzionalmente in maniera ambigua. La poesia molto spesso e' autosufficente e questo paradossalmente e' in netto contrasto con il poeta che invece e'  quasi per la totalita' dei casi dipendente dall'altrui consenso.  Infine fondamentale trovo nel commentare in primis il rispetto della persona da qui discende tutto il resto.

In maniera provocatoria vorrei lanciare il seguente quesito:
secondo voi che cosa e' "non poesia"?
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« Risposta #13 inserito:: 18 Ottobre 2008, ore 08:37:38 »

Ciò che scrivo io non lo è perchè non ne sono capace. Ne sono sicura.
E già in questa affermazione sottintendo tutta una serie di ragioni che in parte riassumono il vostro pensiero a proposito di ciò che possa essere la poesia.
Il fatto, però, che ami leggerla ed abbia le mie preferenze sta forse a significare che il mio limite è la fruizione poetica, essendo io incapace di creazione, come la intendo io. Forse nella fruizione, inconsciamente, assorbo suggestioni e modelli che poi trasferisco nella prosa, dove almeno faccio figuracce meno pietose  Roll Eyes.
Sicuramente in questo traspare il mio rigore saturnino che, da un lato mi fa dire che tutti siamo potenzialmente poeti in quanto capaci e legittimati all'espressione artistica attraverso la parola, patrimonio comune di tutti. Dall'altro no: immagino il Poeta, e in genere l'Artista, come un essere chiamato ad un compito alto e solenne che non si può improvvisare e che richiede studio e pazienza e dedizione e sacrificio e vita consacrata.
Leggendo le biografie di molti poeti e scrittori, anche contemporanei, questa è l'immagine prevalente che mi appare.
Il problema attuale, credo, è che tutto è già stato detto e sperimentato in secoli di storia poetica: essere originali e innovativi, oggi, è estremamente difficile.
E sulla creatività ci sarebbe così tanto da dire...
Un saluto  Kiss
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« Risposta #14 inserito:: 18 Ottobre 2008, ore 10:44:45 »

Caspita, devo scrivere in fretta la mia biografia allora, da viva sia chiaro  Smiley
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