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Calcolo delle rate di Acconto e Saldo della Cedolare Secca 2016

La cedolare secca è una imposta sostitutiva introdotta per i contratti di affitto o locazione di abitazioni e relative pertinenze. Quando si sceglie questo regime, l'imposta viene suddivisa in acconto e saldo. Dopo il 2011, l'entità dell'acconto è stata fissata nel 95% dell'intera imposta; il restante 5% viene versato a saldo entro la data di scadenza della dichiarazione Irpef. Come si legge nella circolare 20/E del 4 giugno 2012, a partire dal periodo di imposta 2012, "l'acconto è pari al 95 per cento del tributo dovuto a titolo di cedolare secca per l'anno precedente".

Il contribuente deve verificare se l'acconto va versato in una o più rate, o se non va affatto versato, rinviando il pagamento al saldo Irpef. Queste calcolatrici offrono un ausilio al calcolo, determinando a quanto ammontano le rate in valore assoluto. La prima esegue il calcolo basandosi sul canone d'affitto annuo; la seconda quantifica le rate in base all'ammontare totale della cedolare secca, già noto. L'acconto della cedolare secca è unitario; per determinare il numero di rate dell'imposta, occorre sommare tutti gli importi della cedolare secca dovuta per ogni relativo contratto di locazione, in rapporto alla sua durata.

N.B.: non separare le migliaia con il punto e usare la virgola ( , ) e non il punto ( . ) prima di eventuali cifre decimali.

  Calcolo rate Acconto e Saldo Cedolare Secca conoscendo il canone

Canone d'affitto annuo (anno precedente) euro
Tipo di contratto d'affitto dell'abitazione
libero concordato
In questo spazio saranno mostrate le rate di acconto e saldo della cedolare secca, oltre al totale dell'imposta.
L'utente è tenuto a verificare i risultati; si declina ogni responsabilità per errori derivanti dall'uso di questa calcolatrice.

  Calcolo rate Acconto e Saldo Cedolare Secca conoscendone l'importo

Ammontare totale della cedolare secca euro
Importo della rata di acconto già pagata euro
La rata già pagata includeva la maggiorazione?  
no
In questo spazio saranno mostrate le rate di acconto e saldo della cedolare secca, oltre al totale dell'imposta.
L'utente è tenuto a verificare i risultati; si declina ogni responsabilità per errori derivanti dall'uso di questa calcolatrice.
NOTE

L'imposta deve essere versata entro lo stesso termine previsto per il versamento dell'Irpef (acconto e saldo) e con le modalità stabilite dall'articolo 19 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241 (versamento con il modello F24, usufruendo della possibilità di compensare con eventuali crediti l'imposta dovuta).

Se l'acconto non supera i 51,65 euro, il versamento dell'imposta potrà essere effettuato in un'unica soluzione con il saldo Irpef. Per il calcolo sarà necessario sommare le cedolari secche dovute per ogni contratto oggetto di opzione.

ACCONTO

Dal 2012 la misura dell'acconto è pari al 95% dell'importo della cedolare secca.

Per il versamento dell'acconto si applicano gli stessi criteri previsti per l'acconto Irpef.

La prima rata dell'acconto della cedolare secca può essere versata ratealmente. Sugli importi rateizzati sono dovuti gli interessi, secondo le medesime disposizioni previste per la rateazione dell'Irpef.

L'acconto non è dovuto quando l'anno di prima applicazione della cedolare secca è anche il primo anno di possesso dell'immobile, poiché il relativo reddito nel precedente periodo di imposta non è stato assoggettato ad imposta.

In particolare, il pagamento va effettuato:
  • entro il 30 novembre in un'unica soluzione, se l'importo è inferiore a 257,52 euro;
  • in due rate, se l'importo dovuto è superiore a 257,52 euro:
    – la prima rata del 40% va versata entro il 16 giugno o il 16 luglio (con la maggiorazione dello 0,40%);
    – la seconda rata del restante 60% va versata entro il 30 novembre;
  • se il giorno di scadenza dei versamenti coincide con il sabato o con la domenica, il termine viene fatto slittare al lunedì successivo.
SALDO

Per il saldo dell'imposta sostitutiva (cioè della cedolare secca) si applicano le stesse regole previste per l'Irpef: il versamento va effettuato entro il 16 giugno dell'anno successivo a quello cui si riferisce, oppure entro il 16 luglio, con la maggiorazione dello 0,40% a titolo di interesse.

Questi sono i codici tributo da utilizzare per il versamento tramite Modello F24:
  • 1840 per la prima rata dell'acconto;
  • 1841 per la seconda rata dell'acconto, oppure se si paga l'imposta in un'unica soluzione;
  • 1842 per il pagamento del saldo;
  • 1992 per il versamento ritardato a luglio (con maggiorazione dello 0,40% a titolo di interessi);
  • 8913 per la eventuale sanzione.
  • Se si opta per la rateizzazione della prima rata di acconto e del saldo relativo all'anno precedente (come avviene per l'Irpef), nel modello F24 gli interessi calcolati non vanno sommati all'imposta da versare, ma devono essere indicati separatamente con il codice tributo 1668.
ARROTONDAMENTI
  • Gli importi devono sempre essere indicati con le prime due cifre decimali, anche se esse sono pari a zero. Ad esempio, nel caso in cui l'importo sia espresso in unità di euro, se la somma da versare è pari a 70 euro, va indicato "70,00". In presenza di più cifre decimali, si deve procedere all'arrotondamento della seconda cifra decimale con il seguente criterio:
    se la terza cifra è uguale o superiore a 5, l'arrotondamento al centesimo va effettuato per eccesso (ad esempio 52,758 euro arrotondato diventa 52,76 euro);
    se la terza cifra è inferiore a 5, l'arrotondamento va effettuato per difetto (ad esempio 52,752 euro arrotondato diventa 52,75 euro).
  • Nelle dichiarazioni (come il modello F24), il risultato dei calcoli va indicato con la parte decimale arrotondata al centesimo di euro. Nei modelli di versamento, invece, la somma deve essere arrotondata all'unità di euro: se la parte decimale è uguale o inferiore a 0,49 si arrotonda per difetto (ad esempio 50,49 euro diventano 50 euro); se la parte decimale è uguale o superiore a 0,50 si arrotonda per eccesso (ad esempio 50,50 euro diventano 51 euro).


APPROFONDIMENTO

La cedolare secca è una gevolazione fiscale riservata alle persone fisiche titolari del diritto di proprietà su immobili concessi in locazione o di diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione). Gli immobili non possono essere locati nell'esercizio di attività di impresa o di arti e professioni. Di conseguenza, la cedolare secca è preclusa alle società, alle associazioni e agli enti, commerciali e non commerciali. Coloro che stipulano il contratto devono agire come privati.

Gli immobili per i quali si può scegliere il regime della cedolare secca (detta anche imposta sostitutiva) sono quelli adibiti a fini abitativi, appartenenti alle categorie catastali da A1 ad A11 (con esclusione della categoria catastale A10, attribuita a uffici e studi privati); se ne può usufruire anche per le unità immobiliari per le quali sia stata presentata domanda di accatastamento in una delle citate categorie catastali. Ne sono esclusi i fabbricati che, pur avendo di fatto i requisiti per essere destinati ad uso abitativo, sono iscritti in una categoria catastale diversa; di converso, la cedolare secca non può essere applicata ai contratti di locazione riguardanti immobili accatastati come abitazioni ma locati per uso ufficio oppure promiscuo.

La cedolare secca può essere estesa alle pertinenze concesse in locazione assieme all'abitazione, oppure con un contratto separato e successivo, purché locatore e locatario siano le stesse persone indicate nel contratto iniziale ed a condizione che nel contratto successivo riferito alla pertinenza si faccia riferimento all'atto di locazione dell'immobile abitativo, sottolineando la natura pertinenziale del fabbricato.

Non è possibile optare per il regime della cedolare secca nei casi di contratti di locazione di immobili situati all'estero e nei casi di sublocazione, poiché i relativi redditi rientrano nella categoria dei redditi diversi e non fra quelli fondiari.

L'opzione della cedolare secca può essere esercitata per le unità immobiliari abitative locate a cooperative edilizie o ad enti senza scopo di lucro, purché gli immobili vengano sublocati a studenti universitari e messi a disposizione dei Comuni, dichiarando di rinunciare all'aggiornamento del canone di locazione o di assegnazione (decreto legge n. 47 del 2014 contenente " Misure urgenti per l'emergenza abitativa, per il mercato delle costruzioni e per Expo 2015").
ESEMPIO GRAFICO : PAGAMENTO INTERESSI SECONDA RATA CON MODELLO F24

SEZIONE ERARIO
IMPOSTE
DIRETTE - IVA
RITENUTE
ALLA FONTE
ALTRI TRIBUTI
E INTERESSI
codice tributo   rateazione/regione/
prov./mese rif.
  anno di
riferimento
  importi a debito
versati
  importi a credito
compensati
  SALDO
(A - B)
(01) 1668 (02) 0205 (03) 2016 (04) 50,00 (05)
         
         
         
         
         
codice ufficio   codice atto TOTALE   A (06) 50,00 B (07)   (08) 50,00
(09)     (10)  


NOTE

Campi del modello F24 come compilare il campo
 
(01)  codice tributo: indicare il codice tributo 1668 (interessi per pagamento dilazionato dei tributi erariali)
(02)  rateazione/regione/prov/mese rif:    le prime due cifre (02) indicano il numero della rata; le ultime il numero totale delle rate
(03)  anno di riferimento: Anno d'imposta per cui si effettua il pagamento; nell'esempio, 2016
(04)  importi a debito versati: indicare l'importo a debito, cioè l'ammontare del versamento; nell'esempio, 50,00 euro
(05)  importi a credito compensati: in assenza di crediti verso il fisco, la casella va lasciata vuota
(06)  TOTALE A: somma degli importi a debito indicati nella Sezione Erario
(07)  TOTALE B: somma degli eventuali importi a credito indicati nella Sezione Erario
(08)  SALDO (A - B): indicare il saldo facendo la sottrazione TOTALE A - TOTALE B
(09)  codice ufficio: non compilare
(10)  codice atto: non compilare