Detrazioni Irpef per familiari a carico : i figli

Testo completo della Legge di Stabilità 2013
Testo della manovra finanziaria 2011-2013 (01)
Testo della manovra finanziaria 2011-2013 (02)
Calcolo Irpef online con rate di acconto e saldo
Calcolo rate Irpef online con tutte le rateazioni
Detrazioni Irpef per coniuge a carico
Detrazioni Irpef per figli a carico
Detrazioni Irpef per altri familiari a carico
Detrazioni Irpef per redditi di lavoro dipendente
Detrazioni Irpef per redditi di pensione
Norme su famiglia, separazione e divorzio

DETRAZIONE IRPEF PER FIGLI A CARICO

La più rilevante novità in materia di Irpef contenuta nella Legge di Stabilità 2013, cioè la Legge n. 228 del 24 dicembre 2012, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 302 del 29 dicembre (Supplemento Ordinario n. 212), riguarda l'aumento delle detrazioni per i figli a carico e per i figli portatori di handicap.

Decorrenze e importi

Per i lavoratori dipendenti e pensionati con figli a carico, i benefici si vedono a partire dal 1° gennaio 2013 quando ricevono la retribuzione o la pensione mensile, mentre imprenditori e professionisti potranno fruire dei nuovi sconti in occasione della dichiarazione dei redditi per l'anno 2013 (modello Unico 2014).

Dal 2013, per i figli a carico, si ha diritto a una detrazione dall'imposta lorda, pari a 950 euro per ciascun figlio (800 euro nel 2012), che diventa 1.220 euro per ciascun figlio di età inferiore a tre anni (900 euro nel 2012). Le detrazioni sono aumentate di un importo pari a 400 euro per ogni figlio portatore di handicap. È inoltre stabilito che, per i contribuenti con più di tre figli a carico, la detrazione è aumentata di 200 euro per ciascun figlio a partire dal primo.

La detrazione spetta per la parte corrispondente al rapporto tra l'importo di 95.000 euro, diminuito del reddito complessivo, e 95.000 euro. In presenza di più figli, l'importo di 95.000 euro è aumentato per tutti di 15.000 euro per ogni figlio successivo al primo.

Con l'applicazione del complicato rapporto previsto dalla legge, il beneficio della detrazione fiscale per i figli a carico diventa inversamente proporzionale al reddito complessivo, fino ad "azzerarsi" in presenza di redditi elevati.

La detrazione è ripartita nella misura del 50% tra i genitori non legalmente ed effettivamente separati oppure, previo accordo tra gli stessi, spetta al genitore che possiede un reddito complessivo di ammontare più elevato. In caso di separazione legale ed effettiva o di annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio, la detrazione spetta, in mancanza di accordo, al genitore affidatario. Nel caso di affidamento congiunto o condiviso, in mancanza di accordo, la detrazione è ripartita nella misura del 50% tra i genitori.

In caso di coniuge fiscalmente a carico dell'altro, la detrazione compete a quest'ultimo per l'intero importo. Se l'altro genitore manca o non ha riconosciuto i figli naturali e il contribuente non è coniugato o, se coniugato, si è successivamente legalmente ed effettivamente separato, o se vi sono figli adottivi, affidati o affiliati del solo contribuente e questi non è coniugato o, se coniugato, si è successivamente legalmente ed effettivamente separato, per il primo figlio si applicano le detrazioni previste per il coniuge a carico, se più convenienti.

In presenza di almeno quattro figli a carico, ai genitori è riconosciuta un'ulteriore detrazione di importo pari a 1.200 euro.

  Calcolo online detrazioni figli a carico

Seleziona l'anno di imposta  
Reddito complessivo senza deduzione per l'abitazione principale e relative pertinenze
Numero di figli a carico che hanno percepito un reddito inferiore o uguale a € 2.840,51
Percentuale spettante della eventuale ulteriore detrazione per famiglie numerose
  
Reddito complessivo considerato, con il previsto arrotondamento all'unità di euro
Ammontare della detrazione teorica complessiva, spettante per tutti i figli a carico
Quoziente di riduzione applicato, risultante dal calcolo per la detrazione
Detrazione effettiva spettante per i figli a carico (senza arrotondamento)
Detrazione effettiva spettante per i figli a carico (con arrotondamento), rigo RN7
Ammontare dell'ulteriore detrazione spettante per famiglie numerose, rigo RN8
Nota bene

1) Il reddito complessivo va calcolato comprenendo gli oneri deducibili, cioè senza sottrarre le spese che riducono la base imponibile su cui si calcola l'Irpef. Il reddito è quello indicato nella colonna 1 del rigo RN1; esso deve comprendere anche i redditi da locazione assoggettati a cedolare secca, riportati nel quadro "RB" al rigo RB10 (colonne 13 e 14).
2) Un figlio può risultare a carico del genitore in qualsiasi momento, a prescindere dall'età anagrafica. La residenza o la convivenza non sono requisiti indispendabili per considerare un figlio a carico.
3) Si ha diritto all'ulteriore detrazione di 1200 euro per famiglie numerose quando il numero di figli a carico è maggiore di tre. Tra i figli a carico sono compresi quelli naturali riconosciuti, i figli adottivi e gli affidati o gli affiliati.
4) Le detrazioni Irpef vanno calcolate dal mese in cui iniziano le condizioni necessarie fino al mese in cui esse decadono. Il diritto alla detrazione riguarda sempre il mese intero, indipendentemente dal giorno (ad esempio, se un figlio nasce alla fine di un mese, questo mese va comunque considerato per intero ai fini della detrazione).
Per le famiglie numerose, la legge finanziaria per il 2008 ha introdotto, in aggiunta a quelle ordinarie e con effetto dal periodo d'imposta 2007, un'ulteriore detrazione di importo pari a 1.200 euro. Detto importo spetta in misura piena e non dipende dal livello di reddito del beneficiario.
Per ciascun figlio a carico è prevista una detrazione teorica pari a:
  • 800 euro per ciascun figlio di età superiore o uguale a tre anni;
  • 900 euro per ciascun figlio di età inferiore a tre anni.
La detrazione teorica è aumentata di un importo pari a:
  • 220 euro per ciascun figlio disabile, riconosciuto tale ai sensi della legge 104/92;
  • 200 euro per ciascun figlio a partire dal primo, per i contribuenti con più di tre figli a carico.
La detrazione teorica deve essere rapportata al numero di mesi a carico ed alla percentuale di spettanza che può essere esclusivamente pari a 100, 50 o zero.
Si ricorda che la detrazione deve essere ripartita nella misura del 50% tra i coniugi. Tuttavia, i coniugi possono decidere di comune accordo di attribuire l'intera detrazione al genitore con il reddito comlpessivo più elevato.

Esempio 1 se avete un solo figlio a carico per l'intero anno nella misura del 50% e lo stesso ha avuto un'età inferiore ai tre anni per 8 mesi la detrazione teorica è pari a:
(900 x 8/12 + 800 x 4/12) x 50/100 = (600 + 266,66) x 50/100 = 433,33


Si riporta di seguito un prospetto esemplificativo delle possibili situazioni:

Contribuente con un numero di figli inferiore o uguale a tre Importo detrazione teorica
(da rapportare al numero di mesi
ed alla percentuale)
Figlio di età inferiore a 3 anni 900,00
Figlio di età superiore o uguale a 3 anni 800,00
Figlio di età inferiore a 3 anni portatore di handicap 1.120,00
(900,00 + 220,00)
Figlio di età superiore o uguale a 3 anni portatore di handicap 1.020,00
(800,00 + 220,00)


Contribuente con un numero di figli superiore a tre Importo detrazione teorica
(da rapportare al numero di mesi
ed alla percentuale)
Figlio di età inferiore a 3 anni 1.100,00
(900,00 + 200,00)
Figlio di età superiore o uguale a 3 anni 1.000,00
(800,00 + 200,00)
Figlio di età inferiore a 3 anni portatore di handicap 1.320,00
(900,00 + 220,00 + 200,00)
Figlio di età superiore o uguale a 3 anni portatore di handicap 1.220,00
(800,00 + 220,00 + 200,00)


Tali detrazioni sono solo teoriche in quanto l'importo della detrazione effettivamente spettante è in funzione del reddito complessivo del contribuente e del numero di figli a carico.
Per determinare l'ammontare della detrazione effettivamente spettante occorre moltiplicare la detrazione base per il coefficiente che si ottiene dal rapporto tra 95.000, diminuito del reddito complessivo, e 95.000.

Il reddito complessivo va sempre assunto al netto della rendita catastale dell'abitazione principale e di quelle delle relative pertinenze.

LA FORMULA PER IL CALCOLO:
detrazione teorica     x     (95.000 - reddito complessivo) / 95.000

A) Se il Quoziente è minore di zero ovvero pari ad uno la detrazione per figli a carico non compete.

B) Se il Quoziente è maggiore di zero ma minore di uno effettuare il seguente calcolo:

Detrazione spettante = Totale Detrazione teorica x Quoziente

Il Totale Detrazione teorica è pari alla somma delle detrazioni teoriche calcolate con riferimento a ciascun figlio.

Per il Quoziente devono essere assunte le prime 4 cifre decimali arrotondate col sistema del troncamento (ad esempio, se il risultato del calcolo è pari a 0,732874, il coefficiente da prendere in considerazione sarà 0,7328).

In presenza di più figli, l'importo di 95.000 euro indicato nella formula va aumentato per tutti di 15.000 euro per ogni figlio successivo al primo. Quindi, l'importo aumenta a 110.000 euro nel caso di due figli a carico, a 125.000 per tre figli, a 140.000 per quattro, e così via.

Esempio 2 Con riferimento all'esempio 1 più sopra riportato, ed ipotizzando che il contribuente abbia un reddito complessivo di euro 28.000,00 ed una deduzione per abitazione principale e relative pertinenze pari ad euro 1.046,00, la detrazione spettante sarà determinata nel modo seguente:
Reddito complessivo = 28.000,00 - 1.046,00 = 26.954,00.
Quoziente = (95.000 - 26.954) / 95.000 = 68.046 / 95.000 = 0,7162
Detrazione spettante = detrazione teorica x quoziente = 433,33 x 0,7162 = 310,35


Come va divisa la detrazione

Le detrazioni per i figli non si possono ripartire liberamente tra i genitori come prevedeva il precedente ordinamento. E' prevista, infatti, la divisione al 50% della somma spettante tra i genitori non legalmente ed effettivamente separati.

In alternativa, e se c'è accordo tra le parti, si può scegliere di attribuire tutta la detrazione al genitore che possiede il reddito più elevato. Questa facoltà consente a quest'ultimo il godimento per intero delle detrazioni, in caso, per esempio, di incapienza del genitore con reddito più basso.

E' il caso di ricordare che l'incapienza si verifica quando tutte le detrazioni di cui un contribuente può beneficiare sono superiori all'imposta lorda. In queste situazioni, l'importo eccedente non può essere chiesto a rimborso o a compensazione di altri tributi, né è possibile riportarlo nella successiva dichiarazione dei redditi. In sostanza, parte delle detrazioni spettanti andrebbero perdute.

Attenzione
Il nuovo criterio di ripartizione delle detrazioni per i figli a carico vale esclusivamente a tale fine e non può essere considerato come principio di ripartizione tra i coniugi delle detrazioni e delle deduzioni per spese sostenute per i figli. Per queste, rimane valido il criterio in base al quale la detrazione o la deduzione spetta al contribuente al quale è intestato il documento che certifica la spesa.


Alcune regole sulla detrazione per i figli

Come in passato, la detrazione spetta per intero ad uno solo dei genitori quando l'altro genitore è fiscalmente a carico del primo.

Quando l'altro genitore è deceduto e il contribuente non si è risposato o, se risposato, si è legalmente ed effettivamente separato, egli ha diritto per il primo figlio alla detrazione prevista per il coniuge a carico, per gli altri figli alla detrazione in misura intera prevista per i figli a carico. La stessa detrazione spetta anche per il figlio naturale riconosciuto dal solo contribuente, se quest'ultimo non è coniugato o è legalmente ed effettivamente separato.

La detrazione compete indipendentemente dalla circostanza che i figli abbiano o meno superato determinati limiti di età o che siano o non siano dediti agli studi o a tirocinio gratuito.

Le detrazioni spettano anche se i figli non convivono con il contribuente o non risiedono in Italia.

Detrazione spettante nel caso di coniuge mancante

Se nel prospetto dei familiari a carico è stato indicato per il primo figlio il valore "C" nel campo percentuale, in quanto il coniuge manca ovvero non ha riconosciuto i figli naturali ovvero il contribuente non è coniugato o, se coniugato, si è successivamente separato, per il primo figlio si può usufruire della detrazione prevista per il coniuge a carico se più favorevole.

Nuove regole per i figli degli ex coniugi

Nuove regole sono state introdotte anche per i coniugi separati e divorziati.

In caso di separazione legale ed effettiva o di annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio, è ora disposto per legge che:
  • se non c'è accordo tra i genitori, la detrazione spetta al genitore affidatario o, se l'affidamento è congiunto o condiviso, va ripartita al 50%;
  • quando il genitore affidatario (o uno dei genitori affidatari, in caso di affidamento congiunto) ha un reddito tale da non consentirgli di usufruire in tutto o in parte della detrazione (cioè nelle ipotesi di incapienza), questa è assegnata per intero all'altro genitore.
In quest'ultimo caso, salvo diverso accordo tra le parti, il genitore che sfrutta per intero la detrazione ha l'obbligo di riversare all'altro genitore affidatario un importo pari alla maggiore detrazione fruita.

Attenzione
Se esistono provvedimenti di affidamento, questa stessa disciplina delle detrazioni, prevista per i figli a carico di genitori separati, si applica anche nei confronti dei genitori non coniugati. In mancanza di detti provvedimenti, la detrazione va ripartita al 50 per cento tra i genitori, salvo accordo per attribuire la detrazione a quello dei due con il reddito più elevato.


Detrazione per le famiglie numerose

Per i contribuenti con un numero di figli superiore a tre, per i quali si applicano le detrazioni per figli a carico, spetta un' ulteriore detrazione di euro 1.200.

Questa detrazione non spetta per ciascun figlio ma è un importo complessivo annuo a beneficio della famiglia numerosa, è dovuta anche se l'esistenza di almeno quattro figli a carico sussiste solo per una parte dell'anno (ad esempio per la nascita nell'anno del quarto figlio) e non aumenta se il numero di figli è superiore a quattro.

Ai lavoratori dipendenti e assimilati viene concessa direttamente in busta paga, mentre tutti gli altri contribuenti che ne hanno diritto potranno richiederla nella dichiarazione dei redditi.

La detrazione deve essere ripartita nella misura del 50% tra i genitori non legalmente ed effettivamente separati e non è possibile decidere di comune accordo una diversa ripartizione come previsto per le ordinarie detrazioni. Ovviamente, se uno dei coniugi è fiscalmente a carico dell'altro, la detrazione compete a quest'ultimo per l'intero importo.

In caso di separazione legale ed effettiva o di annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio la percentuale di detrazione è quella spettante in proporzione agli affidamenti stabiliti dal giudice.

Si ricorda che la detrazione per figli a carico diminuisce all'aumentare del reddito fino ad annullarsi. Pertanto, se avete quattro figli a carico ma il vostro reddito complessivo diminuito della deduzione per abitazione principale è pari o superiore ad euro 140.000,00, essendo pari a zero la detrazione spettante per figli a carico, non potete usufruire dell' ulteriore detrazione.

Qualora l'ulteriore detrazione sia di ammontare superiore all'imposta lorda, diminuita di tutte le detrazioni, è riconosciuto un credito pari alla quota di detrazione che non ha trovato capienza nella predetta imposta. Il credito per il bonus può essere compensato, portato a nuovo o chiesto a rimborso in sede di dichiarazione dei redditi.

Detrazione ordinaria per figli a carico

La detrazione prevista per ciascun figlio a carico è di 800,00 euro.
Tale detrazione è sostituita da:
  • 900,00 euro per ciascun figlio di età inferiore a tre anni;
  • 1.020,00 euro per ciascun figlio disabile di età superiore a tre anni;
  • 1.120,00 euro per ciascun figlio disabile di età inferiore a tre anni;
Nel caso in cui i figli a carico siano più di tre le stesse detrazioni sono aumentate di 200,00 euro per ciascun figlio e pertanto risultano pari a:
  • 1.000,00 euro per ciascun figlio di età superiore a tre anni;
  • 1.100,00 euro per ciascun figlio di età inferiore a tre anni;
  • 1.220,00 euro per ciascun figlio disabile di età superiore a tre anni;
  • 1.320,00 euro per ciascun figlio disabile di età inferiore a tre anni.
Le detrazioni previste per i figli a carico sono teoriche, poiché la detrazione effettivamente spettante diminuisce all'aumentare del reddito.
Se l'altro coniuge manca o non ha riconosciuto i figli naturali e il contribuente non è coniugato o, se coniugato, si è successivamente legalmente ed effettivamente separato, per il primo figlio si ha diritto, se più conveniente, alla detrazione prevista per il coniuge a carico; pertanto, il soggetto che presta l'assistenza fiscale riconoscerà la detrazione più favorevole. Tali detrazioni sono alternative tra loro.

N. FIGLI ETÀ FIGLI IMPORTO DETRAZIONE PER CIASCUN FIGLIO
(da rapportare alla percentuale di detrazione) (1) (2) (3)
1 età inferiore a 3 anni 900 x (95.000 - reddito complessivo) / 95.000
età non inferiore a 3 anni 800 x (95.000 - reddito complessivo) / 95.000
2 età inferiore a 3 anni 900 x (110.000 - reddito complessivo) / 110.000
età non inferiore a 3 anni 800 x (110.000 - reddito complessivo) / 110.000
3 età inferiore a 3 anni 900 x (125.000 - reddito complessivo) / 125.000
età non inferiore a 3 anni 800 x (125.000 - reddito complessivo) / 125.000
4 età inferiore a 3 anni 1.100 x (140.000 - reddito complessivo) / 140.000
età non inferiore a 3 anni 1.000 x (140.000 - reddito complessivo) / 140.000
5 età inferiore a 3 anni 1.100 x (155.000 - reddito complessivo) / 155.000
età non inferiore a 3 anni 1.000 x (155.000 - reddito complessivo) / 155.000
oltre 5   L'importo sopraindicato di 155.000 euro va aumentato per tutti di 15.000 euro per ogni figlio successivo al 5°.
Restano invariate le detrazioni (1.100 o 1.000 a seconda dell'età).
(1) Il reddito complessivo è al netto dell'abitazione principale e relative pertinenze.
(2) Le detrazioni suddette (900, 800, 1.100 e 1.000) sono aumentate di un importo pari a 220 euro per ogni figlio disabile.
(3) Se i rapporti sono uguali a zero, la detrazione non compete. Negli altri casi, il risultato dei predetti rapporti si assume nelle prime 4 cifre decimali arrotondate con il sistema del troncamento.


Esempi sul calcolo della detrazione

1 Coniugi con tre figli a carico maggiori di tre anni e un reddito complessivo di 30.000 euro il primo e 25.000 euro il secondo
La detrazione teorica totale è pari a 2.400 euro (800 per figlio) da ripartire al 50% tra i genitori (1.200 euro).
Calcoliamo a quanto ammontano le detrazioni effettive.
Per il primo coniuge, è pari a 912 euro, così calcolata:
1.200 x [(125.000 - 30.000)/125.000] = 1.200 x 0,76 = 912
Per il secondo coniuge, è invece pari a 960 euro, così calcolata:
1.200 x [(125.000 - 25.000)/125.000] = 1.200 x 0,8 = 960
Totale detrazioni 1.872 euro (912 + 960)
Qualora i coniugi si accordassero di attribuire la detrazione per intero al marito, la detrazione effettiva spettante sarebbe:
2.400 x [(125.000 - 30.000) / 125.000] = 2.400 x 0,76 = 1.824 euro.
Come si può notare, rispetto all'esempio precedente la detrazione complessiva diminuisce. Pertanto, la scelta risulterebbe conveniente solo in caso di "incapienza" del coniuge con il reddito più basso.


2 Contribuente con due figli a carico al 100% (di cui uno minore di tre anni) e un reddito complessivo di 25.000 euro
La detrazione teorica totale è pari a 1.700 euro (800 per il primo figlio + 900 per il secondo).
Calcoliamo a quanto ammonta la detrazione effettiva:
1.700 x [(110.000 - 25.000)/110.000] = 1.700 x 0,7727 = 1.313,59


3 Coniugi con quattro figli a carico (maggiori di tre anni) e un reddito complessivo di 40.000 euro il primo e 30.000 euro il secondo.
La detrazione teorica totale è pari a 4.000 euro (800 + 200 per figlio, essendo più di tre) da ripartire al 50% tra i genitori (2.000 euro).
Calcoliamo a quanto ammontano le detrazioni effettive.
Per il primo coniuge, è pari a 1.428 euro, così calcolata:
2.000 x [(140.000 - 40.000)/140.000] = 2.000 x 0,7142 = 1.428,40
Per il secondo coniuge, è invece pari a 1.571 euro, così calcolata:
2.000 x [(140.000 - 30.000)/140.000] = 2.000 x 0,7857 = 1.571,40
Ai coniugi spetta anche un'ulteriore detrazione di 1.200 euro, introdotta dalla legge finanziaria 2008 in favore delle famiglie numerose.




Per completezza di informazione, si riporta il testo aggiornato del Decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917.


Decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917
Gazzetta Ufficiale Repubblica Italiana 31 dicembre 1986, n. 302 - Supplemento Ordinario

Approvazione del testo unico delle imposte sui redditi.

TITOLO I - Imposta sul reddito delle persone fisiche

Capo I - Disposizioni generali

Articolo 12 - Detrazioni per carichi di famiglia

1. Dall'imposta lorda si detraggono per carichi di famiglia i seguenti importi:

a) per il coniuge non legalmente ed effettivamente separato:

1) 800 euro, diminuiti del prodotto tra 110 euro e l'importo corrispondente al rapporto fra reddito complessivo e 15.000 euro, se il reddito complessivo non supera 15.000 euro;

2) 690 euro, se il reddito complessivo è superiore a 15.000 euro ma non a 40.000 euro;

3) 690 euro, se il reddito complessivo è superiore a 40.000 euro ma non a 80.000 euro. La detrazione spetta per la parte corrispondente al rapporto tra l'importo di 80.000 euro, diminuito del reddito complessivo, e 40.000 euro;

b) la detrazione spettante ai sensi della lettera a) è aumentata di un importo pari a:

1) 10 euro, se il reddito complessivo è superiore a 29.000 euro ma non a 29.200 euro;

2) 20 euro, se il reddito complessivo è superiore a 29.200 euro ma non a 34.700 euro;

3) 30 euro, se il reddito complessivo è superiore a 34.700 euro ma non a 35.000 euro;

4) 20 euro, se il reddito complessivo è superiore a 35.000 euro ma non a 35.100 euro;

5) 10 euro, se il reddito complessivo è superiore a 35.100 euro ma non a 35.200 euro;

c) "950 euro per ciascun figlio, compresi i figli naturali riconosciuti, i figli adottivi o affidati. La detrazione è aumentata a 1.220 euro per ciascun figlio di età inferiore a tre anni. Le predette detrazioni sono aumentate di un importo pari a 400 euro per ogni figlio portatore di handicap ai sensi dell'articolo 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104. Per i contribuenti con più di tre figli a carico la detrazione è aumentata di 200 euro per ciascun figlio a partire dal primo. La detrazione spetta per la parte corrispondente al rapporto tra l'importo di 95.000 euro, diminuito del reddito complessivo, e 95.000 euro. In presenza di più figli, l'importo di 95.000 euro è aumentato per tutti di 15.000 euro per ogni figlio successivo al primo. La detrazione è ripartita nella misura del 50 per cento tra i genitori non legalmente ed effettivamente separati ovvero, previo accordo tra gli stessi, spetta al genitore che possiede un reddito complessivo di ammontare più elevato. In caso di separazione legale ed effettiva o di annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio, la detrazione spetta, in mancanza di accordo, al genitore affidatario. Nel caso di affidamento congiunto o condiviso la detrazione è ripartita, in mancanza di accordo, nella misura del 50 per cento tra i genitori. Ove il genitore affidatario ovvero, in caso di affidamento congiunto, uno dei genitori affidatari non possa usufruire in tutto o in parte della detrazione, per limiti di reddito, la detrazione è assegnata per intero al secondo genitore. Quest'ultimo, salvo diverso accordo tra le parti, è tenuto a riversare all'altro genitore affidatario un importo pari all'intera detrazione ovvero, in caso di affidamento congiunto, pari al 50 per cento della detrazione stessa. In caso di coniuge fiscalmente a carico dell'altro, la detrazione compete a quest'ultimo per l'intero importo. Se l'altro genitore manca o non ha riconosciuto i figli naturali e il contribuente non è coniugato o, se coniugato, si è successivamente legalmente ed effettivamente separato, ovvero se vi sono figli adottivi, affidati o affiliati del solo contribuente e questi non è coniugato o, se coniugato, si è successivamente legalmente ed effettivamente separato, per il primo figlio si applicano, se più convenienti, le detrazioni previste alla lettera a); (5)

d) 750 euro, da ripartire pro quota tra coloro che hanno diritto alla detrazione, per ogni altra persona indicata nell'articolo 433 del codice civile che conviva con il contribuente o percepisca assegni alimentari non risultanti da provvedimenti dell'autorità giudiziaria. La detrazione spetta per la parte corrispondente al rapporto tra l'importo di 80.000 euro, diminuito del reddito complessivo, e 80.000 euro.

1-bis. In presenza di almeno quattro figli a carico, ai genitori è riconosciuta un'ulteriore detrazione di importo pari a 1.200 euro.

La detrazione è ripartita nella misura del 50 per cento tra i genitori non legalmente ed effettivamente separati. In caso di separazione legale ed effettiva o di annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio, la detrazione spetta ai genitori in proporzione agli affidamenti stabiliti dal giudice. Nel caso di coniuge fiscalmente a carico dell'altro, la detrazione compete a quest'ultimo per l'intero importo. (2)

2. Le detrazioni di cui ai commi 1 e 1 bis spettano a condizione che le persone alle quali si riferiscono possiedano un reddito complessivo, computando anche le retribuzioni corrisposte da enti e organismi internazionali, rappresentanze diplomatiche e consolari e missioni, nonché quelle corrisposte dalia Santa Sede, dagli enti gestiti direttamente da essa e dagli enti centrali della Chiesa cattolica, non superiore a 2.840,51 euro, al lordo degli oneri deducibili. (3)

3. Le detrazioni per carichi di famiglia sono rapportate a mese e competono dal mese in cui si sono verificate a quello in cui sono cessate le condizioni richieste. Qualora la detrazione di cui al comma 1-bis sia di ammontare superiore all'imposta lorda, diminuita delle detrazioni di cui al comma 1 del presente articolo nonché agli articoli 13, 15, 16 e 16-bis, nonché delle detrazioni previste da altre disposizioni normative, è riconosciuto un credito di ammontare pari alla quota di detrazione che non ha trovato capienza nella predetta imposta. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministro delle politiche per la famiglia, sono definite le modalità di erogazione del predetto ammontare. (4)

4. Se il rapporto di cui al comma 1, lettera a), numero 1), è uguale a uno, la detrazione compete nella misura di 690 euro. Se i rapporti di cui al comma 1, lettera a), numeri 1) e 3), sono uguali a zero, la detrazione non compete. Se i rapporti di cui al comma 1, lettere e) e d), sono pari a zero, minori di zero o uguali a uno, le detrazioni non competono. Negli altri casi, il risultato dei predetti rapporti si assume nelle prime quattro cifre decimali. (1)

4-bis. Ai fini del comma 1 il reddito complessivo è assunto al netto del reddito dell'unità immobiliare adibita ad abitazione principale e di quello delle relative pertinenze di cui all'articolo 10, comma 3-bis. (2)

Note

(1) Il presente articolo, prima modificato dall'art. 2, D.L. 30.12.1991, n. 417, poi sostituito dall'art. 47, D.Lgs. 15.12.1997, n. 446., è stato, poi, così sostituito dall'art. 1, comma 6, L.27.12.2006, n. 296, con decorrenza dal 01.01.2007. Si riporta di seguito il testo previgente:

"(Deduzioni per oneri di famiglia) - 1. Dal reddito complessivo si deducono per oneri di famiglia i seguenti importi:

a) 3.200 euro per il coniuge non legalmente ed effettivamente separato;

b) 2.900 euro per ciascun figlio, compresi i figli naturali riconosciuti, i figli adottivi e gli affidati o affiliati, nonché per ogni altra persona indicata nell'articolo 433 del codice civile che conviva con il contribuente o percepisca assegni alimentari non risultanti da provvedimenti dell'autorità giudiziaria da ripartire tra coloro che hanno diritto alla deduzione.

2. La deduzione di cui al comma 1, lettera b), è aumentata a:

a) 3.450 euro, per ciascun figlio di età inferiore a tre anni;

b) 3.200 euro, per il primo figlio se l'altro genitore manca o non ha riconosciuto i figli naturali e il contribuente non è coniugato o se coniugato, si è successivamente legalmente ed effettivamente separato, ovvero se vi sono figli adottivi, affidati o affiliati del solo contribuente e questi non è coniugato o, se coniugato, si è successivamente legalmente ed effettivamente separato;

c) 3.700 euro, per ogni figlio portatore di handicap ai sensi dell'articolo 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104.

3. Le deduzioni di cui ai commi 1 e 2 spettano a condizione che le persone alle quali si riferiscono possiedano un reddito complessivo, computando anche le retribuzioni corrisposte da enti e organismi internazionali, rappresentanze diplomatiche e consolari e missioni, nonché quelle corrisposte dalla Santa Sede, dagli enti gestiti direttamente da essa e dagli enti centrali della Chiesa cattolica, non superiore a lire 5.500.000 (2.840,51 euro), al lordo degli oneri deducibili.

4. Le deduzioni di cui ai commi 1 e 2 sono rapportate a mese e competono dal mese in cui si sono verificate a quello in cui sono cessate le condizioni richieste.

4 bis. Dal reddito complessivo si deducono, fino ad un massimo di 1.820 euro, le spese documentate sostenute dal contribuente per gli addetti alla propria assistenza personale nei casi di non autosufficienza nel compimento degli atti della vita quotidiana. Le medesime spese sono deducibili anche se sono state sostenute nell'interesse delle persone indicate nell'articolo 433 del codice civile.

4 ter. Le deduzioni di cui ai commi 1, 2 e 4 bis spettano per la parte corrispondente al rapporto tra l'ammontare di 78.000 euro, aumentato delle medesime deduzioni e degli oneri deducibili di cui all'articolo 10, e diminuito del reddito complessivo, e l'importo di 78.000 euro. Se il predetto rapporto è maggiore o uguale a 1, la deduzione compete per intero; se lo stesso è zero o minore di zero, la deduzione non compete; negli altri casi, ai fini del predetto rapporto, si computano le prime quattro cifre decimali.".

(2) Il presente comma è stato aggiunto dall'art. 1, c. 15, L. 24.12.2007, n. 244 (G.U. 28.12.2007, n. 300, S.O. n. 285), con decorrenza dal 1° gennaio 2008.. In virtù di quanto disposto dall'art. 1, c.15, le disposizioni producono effetto a decorrere dal periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2007.

(3) Le previgenti parole "al comma 1" sono state sostituite dalle attuali "ai commi 1 e 1-bis" dall'art. 1, c. 15, L. 24.12.2007, n. 244 (G.U. 28.12.2007, n. 300, S.O. n. 285) con decorrenza dal 1° gennaio 2008. In virtù di quanto disposto dall'art. 1, c.15, le disposizioni producono effetto a decorrere dal periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2007.

(4) Il presente comma prima modificato dall'art. 1, c. 15, L. 24.12.2007, n. 244 con decorrenza dal 1° gennaio 2008 ed effetto a decorrere dal periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2007, è stato poi modificato dall'art. 4, comma 1, D.L. 06.12.2011, n. 201 così come modificato dall'allegato alla legge di conversione L. 22.12.2011, n. 214 con decorrenza dal 28.12.2011. Si riporta di seguito il testo previgente:

"3. Le detrazioni per carichi di famiglia sono rapportate a mese e competono dal mese in cui si sono verificate a quello in cui sono cessate le condizioni richieste. Qualora la detrazione di cui al comma 1-bis sia di ammontare superiore all'imposta lorda, diminuita delle detrazioni di cui al comma 1 del presente articolo nonché agli articoli 13, 15 e 16, nonché delle detrazioni previste da altre disposizioni normative, è riconosciuto un credito di ammontare pari alla quota di detrazione che non ha trovato capienza nella predetta imposta. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministro delle politiche per la famiglia, sono definite le modalità di erogazione del predetto ammontare."

(5) La presente lettera è stata così modificata dall'art. 1, comma 483, L. 24.12.2012, n. 228, con decorrenza dal 01.01.2013. Si riporta di seguito il testo previgente:

"c) 800 euro per ciascun figlio, compresi i figli naturali riconosciuti, i figli adottivi e gli affidati o affiliati. La detrazione è aumentata a 900 euro per ciascun figlio di età inferiore a tre anni. Le predette detrazioni sono aumentate di un importo pari a 220 euro per ogni figlio portatore di handicap ai sensi dell'articolo 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104. Per i contribuenti con più di tre figli a carico la detrazione è aumentata di 200 euro per ciascun figlio a partire dal primo. La detrazione spetta per la parte corrispondente al rapporto tra l'importo di 95.000 euro, diminuito del reddito complessivo, e 95.000 euro. In presenza di più figli, l'importo di 95.000 euro è aumentato per tutti di 15.000 euro per ogni figlio successivo al primo. La detrazione è ripartita nella misura del 50 per cento tra i genitori non legalmente ed effettivamente separati ovvero, previo accordo tra gli stessi, spetta al genitore che possiede un reddito complessivo di ammontare più elevato. In caso di separazione legale ed effettiva o di annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio, la detrazione spetta, in mancanza di accordo, al genitore affidatario. Nel caso di affidamento congiunto o condiviso la detrazione è ripartita, in mancanza di accordo, nella misura del 50 per cento tra i genitori. Ove il genitore affidatario ovvero, in caso di affidamento congiunto, uno dei genitori affidatari non possa usufruire in tutto o in parte della detrazione, per limiti di reddito, la detrazione è assegnata per intero al secondo genitore. Quest'ultimo, salvo diverso accordo tra le parti, è tenuto a riversare all'altro genitore affidatario un importo pari all'intera detrazione ovvero, in caso di affidamento congiunto, pari al 50 per cento della detrazione stessa. In caso di coniuge fiscalmente a carico dell'altro, la detrazione compete a quest'ultimo per l'intero importo. Se l'altro genitore manca o non ha riconosciuto i figli naturali e il contribuente non è coniugato o, se coniugato, si è successivamente legalmente ed effettivamente separato, ovvero se vi sono figli adottivi, affidati o affiliati del solo contribuente e questi non è coniugato o, se coniugato, si è successivamente legalmente ed effettivamente separato, per il primo figlio si applicano, se più convenienti, le detrazioni previste alla lettera a);"