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Detrazione IRPEF per Figli a Carico

Calcolo online detrazioni figli a carico

Reddito complessivo ai fini Irpef
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Deduzione abitazione principale e sue pertinenze
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Figli con reddito minore o uguale a 2.840,51 €
n.
Detrazione per figli a carico (arrotondata)
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Detrazione per figli a carico (non arrotondata)
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Reddito netto con arrotondamento
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Detrazione teorica per figli a carico
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Quoziente di riduzione calcolato
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Note sul calcolo
  • Per utilizzare questa calcolatrice, digitare la virgola (,) come separatore delle cifre decimali.
  • Per procedere con il calcolo, inserire prima di tutto il Reddito complessivo ai fini Irpef.
  • Gli importi delle imposte indicati nella dichiarazione dei redditi devono essere arrotondati all'unità di euro superiore o inferiore: euro superiore se i centesimi sono uguali o superiori a 50; euro inferiore se sono uguali o inferiori a 49. Tutte le somme scritte dal contribuente nei vari modelli (Modello 730, Modello Redditi, ecc.) devono seguire tale regola. Invece, se l'ammontare indicato in dichiarazione deve essere successivamente elaborato prima del pagamento (come in caso di rateazione, Acconto Irpef, sanzioni, ecc.), si applica la regola generale dell'arrotondamento al centesimo di euro: se la terza cifra decimale è uguale o superiore a 5, essa equivale a 10; se è inferiore a 5, equivale a 0 (ad esempio, 10.000,752 euro diventano 10.000,75 euro con l'arrotondamento e 10.000,755 euro arrotondati diventano 10.000,76). Nel Modello F24, gli importi vanno sempre essere scritti con le prime due cifre decimali, anche se queste sono pari a zero; qualora l'importo sia espresso in unità di euro, se la somma da versare è pari a 70 euro, va indicato "70,00".
  • Il reddito complessivo va calcolato comprendendo gli oneri deducibili, cioè va calcolato senza sottrarre le spese che riducono la base imponibile Irpef. Nel Modello Redditi Persone Fisiche, il reddito è quello indicato nella casella 1 del rigo RN1; esso deve comprendere anche i redditi da locazione assoggettati a cedolare secca, riportati nel quadro "RB" al rigo RB10 (caselle 14 e 15).
  • La deduzione per l'abitazione principale è rappresentata dalla rendita catastale della cosiddetta "prima casa" e delle relative pertinenze. Nel Modello Redditi Persone Fisiche, la cifra è quella riportata nella casella bianca del rigo RN2 ("Deduzione per abitazione principale").
  • Un figlio può risultare a carico del genitore in qualsiasi momento, a prescindere dall'età anagrafica, purché abbia percepito un complessivo non superiore a 2.840,51 euro. La residenza o la convivenza non sono requisiti indispensabili per considerare un figlio a carico.
  • Le detrazioni base per i figli sono: 950 euro per ogni figlio di età superiore o uguale a tre anni; 1.220 euro per ogni figlio di età inferiore a tre anni. Si ha diritto a una ulteriore detrazione di 400 euro per ogni figlio disabile e di 1.200 euro per famiglie con più di tre figli a carico. Tra i figli a carico sono compresi quelli nati fuori dal matrimonio e riconosciuti, i figli adottivi e gli affidati o gli affiliati.
  • Le detrazioni Irpef vanno calcolate a partire dal mese in cui iniziano le condizioni necessarie fino al mese in cui esse decadono. Il diritto alla detrazione riguarda sempre il mese intero, indipendentemente dal giorno (ad esempio, se un figlio nasce alla fine di un mese, tale mese va considerato per intero ai fini della detrazione).

›› DETRAZIONE IRPEF 2019 PER FIGLI A CARICO

La Legge di Stabilità 2013, cioè la Legge n. 228 del 24 dicembre 2012, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 302 del 29 dicembre (Supplemento Ordinario n. 212), ha aumentato le detrazioni previste per i figli a carico e per i figli portatori di handicap, dopo che la Legge Finanziaria per il 2008 aveva introdotto un'ulteriore detrazione di 1.200 euro per le famiglie numerose, in aggiunta alle detrazioni ordinarie e con effetto dal periodo d'imposta 2007, indipendentemente dal livello di reddito del beneficiario.

Decorrenze e importi

Per i lavoratori dipendenti e pensionati con figli a carico, i benefici sono iniziati dal 1° gennaio 2013 con la retribuzione o la pensione mensile, mentre imprenditori e professionisti hanno cominciato a fruire degli sconti in occasione della dichiarazione dei redditi per l'anno 2013 (effettuata con il modello Unico 2014).

Dal 2013, per i figli a carico si ha diritto a una detrazione dall'imposta lorda pari a 950 euro per ciascun figlio (nel 2012 ammontava a 800 euro), che diventa di 1.220 euro per ciascun figlio di età inferiore a tre anni (nel 2012 la somma era di 900 euro). Le detrazioni sono aumentate di un importo pari a 400 euro per ogni figlio portatore di handicap. Inoltre, si è stabilito che la detrazione deve essere aumentata di 200 euro per ciascun figlio a partire dal primo, limitatamente ai contribuenti con più di tre figli a carico.

La detrazione spetta per la parte corrispondente al rapporto tra l'importo di 95.000 euro diminuito del reddito complessivo e 95.000 euro. In presenza di più figli, l'importo di 95.000 euro viene aumentato di 15.000 euro per ogni figlio successivo al primo.

Con l'applicazione del complicato rapporto previsto dalla legge, il beneficio della detrazione fiscale per i figli a carico diventa inversamente proporzionale al reddito complessivo, fino ad "azzerarsi" in presenza di redditi elevati.

La detrazione è ripartita nella misura del 50% tra i genitori non legalmente ed effettivamente separati, oppure - qualora vi sia un accordo tra i coniugi - spetta al genitore che possiede il reddito complessivo di ammontare più elevato. In caso di separazione legale ed effettiva o di annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio, in mancanza di accordo la detrazione spetta al genitore affidatario. Nel caso di affidamento congiunto o condiviso, in mancanza di accordo la detrazione è ripartita nella misura del 50% tra i genitori.

Nel caso in cui un coniuge sia fiscalmente a carico dell'altro, la detrazione compete a quest'ultimo per l'intero importo. Se l'altro genitore manca o non ha riconosciuto i figli nati fuori dal matrimonio e il contribuente non è coniugato o, se coniugato, si è successivamente legalmente ed effettivamente separato, o se vi sono figli adottivi, affidati o affiliati del solo contribuente e questi non è coniugato o, se coniugato, si è successivamente legalmente ed effettivamente separato, per il primo figlio si applicano le detrazioni previste per il coniuge a carico, qualora siano più convenienti.

In presenza di almeno quattro figli a carico, ai genitori è riconosciuta un'ulteriore detrazione pari a 1.200 euro.


In sintesi

Riassumendo, per ciascun figlio a carico è prevista una detrazione teorica pari a: La detrazione teorica è aumentata di un importo pari a: La detrazione teorica deve essere rapportata al numero di mesi a carico e alla percentuale di spettanza che può essere esclusivamente pari al 100%, al 50% oppure allo 0%.
Si ricorda che la detrazione deve essere ripartita nella misura del 50% tra i coniugi. Tuttavia, qualora risultasse più conveniente, i coniugi possono decidere di comune accordo di attribuire l'intera detrazione al genitore con il reddito complessivo più elevato.

Esempio 1 Se si ha un solo figlio a carico per l'intero anno nella misura del 50% e il bambino ha avuto un'età inferiore ai tre anni per 8 mesi, la detrazione teorica è pari a:
(1.220 x 8/12 + 950 x 4/12) x 50/100 = (813,33 + 316,66) x 50/100 = 565 (con arrotondamento all'unità di euro)
Di seguito si riporta un prospetto esemplificativo delle possibili situazioni:

Contribuente con un numero di figli inferiore o uguale a tre Importo detrazione teorica, da rapportare al numero di mesi e alla percentuale
Figlio di età inferiore a 3 anni 1.220,00
Figlio di età superiore o uguale a 3 anni 950,00
Figlio di età inferiore a 3 anni con disabilità 1.620,00 (1.220,00 + 400,00)
Figlio di età superiore o uguale a 3 anni con disabilità 1.350,00 (950,00 + 400,00)


Contribuente con un numero di figli superiore a tre Importo detrazione teorica, da rapportare al numero di mesi e alla percentuale
Figlio di età inferiore a 3 anni 1.420,00 (1.220,00 + 200,00)
Figlio di età superiore o uguale a 3 anni 1.150,00 (950,00 + 200,00)
Figlio di età inferiore a 3 anni con disabilità 1.820,00 (1.220,00 + 400,00 + 200,00)
Figlio di età superiore o uguale a 3 anni con disabilità 1.550,00 (950,00 + 400,00 + 200,00)


Tali detrazioni sono solamente teoriche, poiché l'importo della detrazione effettivamente spettante è calcolato in rapporto al reddito complessivo del contribuente e al numero di figli a carico.
Per determinare l'ammontare della detrazione effettivamente spettante, occorre moltiplicare la detrazione teorica per il Quoziente che si ottiene dal rapporto tra 95.000 diminuito del reddito complessivo e 95.000.

Il reddito complessivo va sempre considerato al netto della rendita catastale dell'abitazione principale e delle relative pertinenze.


LA FORMULA PER IL CALCOLO (Detrazione teorica x Quoziente):
detrazione teorica     x     [(95.000 - reddito complessivo) / 95.000]

A) Se il Quoziente è uguale o minore di zero oppure è pari a uno, la detrazione per figli a carico non compete.

B) Se il Quoziente è maggiore di zero ma è minore di uno, occorre effettuare il seguente calcolo:

Detrazione spettante = Totale Detrazione teorica x Quoziente

Il Totale Detrazione teorica è pari alla somma delle detrazioni teoriche calcolate con riferimento a ciascun figlio.

Per il Quoziente devono essere assunte le prime 4 cifre decimali arrotondate col sistema del troncamento (ad esempio, se il risultato del calcolo è pari a 0,732874, il Quoziente da prendere in considerazione sarà 0,7328).

In presenza di più figli, l'importo di 95.000 euro indicato nella formula va aumentato di 15.000 euro per ogni figlio successivo al primo. Quindi, il medesimo importo sale a 110.000 euro nel caso di due figli a carico, a 125.000 per tre figli a carico, a 140.000 per quattro figli e così via.

Esempio 2 Con riferimento all'esempio 1 sopra riportato (un figlio di età inferiore ai tre anni per 8 mesi, a carico per l'intero anno nella misura del 50%), ipotizzando che il contribuente abbia un reddito complessivo di 28.000,00 euro e una deduzione per abitazione principale e relative pertinenze pari ad 1.046,00 euro, la detrazione spettante sarà determinata nel modo seguente:
Reddito complessivo = 28.000,00 - 1.046,00 = 26.954,00.
Quoziente = (95.000 - 26.954) / 95.000 = 68.046 / 95.000 = 0,7162
Detrazione spettante = Detrazione teorica x Quoziente = 565 x 0,7162 = 404,65


Come va divisa la detrazione

Le detrazioni per i figli non si possono ripartire liberamente tra i genitori come stabiliva il precedente ordinamento. Infatti, è prevista la divisione al 50% della somma spettante tra i genitori non legalmente ed effettivamente separati.

In alternativa, se c'è accordo tra le parti, si può scegliere di attribuire tutta la detrazione al genitore che dichiara il reddito più elevato. Tale facoltà, per esempio, consente a quest'ultimo genitore di godere per intero delle detrazioni in caso di incapienza del genitore con reddito più basso.

È opportuno ricordare che l'incapienza si verifica quando tutte le detrazioni di cui un contribuente può beneficiare sono superiori all'imposta lorda. In queste situazioni, l'importo eccedente non può essere chiesto a rimborso o a compensazione di altri tributi, né è possibile riportarlo nella successiva dichiarazione dei redditi. In sostanza, parte delle detrazioni spettanti andrebbe perduta.

Attenzione
Il nuovo criterio di ripartizione delle detrazioni per i figli a carico vale esclusivamente a tale fine e non può essere considerato come principio di ripartizione tra i coniugi delle detrazioni e delle deduzioni relative a spese sostenute per i figli. Per queste agevolazioni, rimane valido il criterio in base al quale la detrazione o la deduzione spetta al contribuente a cui è intestato il documento che certifica la spesa.


Alcune regole sulla detrazione per i figli

Come in passato, la detrazione spetta per intero a uno solo dei genitori quando l'altro genitore è fiscalmente a carico del primo.

Quando l'altro genitore è deceduto e il contribuente non si è risposato o, se si è risposato, è legalmente ed effettivamente separato, egli ha diritto per il primo figlio alla detrazione prevista per il coniuge a carico, mentre per gli altri figli ha diritto alla detrazione in misura intera prevista per i figli a carico. La stessa detrazione spetta anche per il figlio naturale riconosciuto dal solo contribuente, se quest'ultimo non è coniugato o è legalmente ed effettivamente separato.

La detrazione compete indipendentemente dalla circostanza che i figli abbiano o non abbiano superato determinati limiti di età, oppure che siano o non siano dediti agli studi o a tirocinio gratuito.

Le detrazioni spettano anche se i figli non convivono con il contribuente o non risiedono in Italia.

Detrazione spettante nel caso di coniuge mancante

Se nel prospetto dei familiari a carico è stato indicato per il primo figlio il valore "C" nel campo percentuale, poiché il coniuge manca oppure non ha riconosciuto i figli nati fuori dal matrmonio o se il contribuente non è coniugato o, se coniugato, si è successivamente separato, per il primo figlio si può usufruire della detrazione prevista per il coniuge a carico qualora la stessa detrazione risultasse più favorevole.

Nuove regole per i figli degli ex coniugi

Nuove regole sono state introdotte anche per i coniugi separati e divorziati.

In caso di separazione legale ed effettiva o di annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio, ora la legge dispone che: In quest'ultimo caso, salvo diverso accordo tra le parti, il genitore che sfrutta per intero la detrazione ha l'obbligo di riversare all'altro genitore affidatario un importo pari alla maggiore detrazione fruita.

Attenzione
Se esistono provvedimenti di affidamento, questa stessa disciplina delle detrazioni, prevista per i figli a carico di genitori separati, si applica anche nei confronti dei genitori non coniugati. In mancanza di detti provvedimenti, la detrazione va ripartita al 50% tra i genitori, salvo accordo per attribuire la detrazione a quello dei due con il reddito più elevato.


Detrazione per le famiglie numerose

Ai contribuenti con più di tre figli, per i quali si applicano le detrazioni per figli a carico, spetta una ulteriore detrazione di 1.200 euro.

Questa detrazione non spetta per ciascun figlio, ma è un importo complessivo annuo a beneficio delle famiglie numerose; essa è dovuta anche se l'esistenza di almeno quattro figli a carico sussiste soltanto per una parte dell'anno (ad esempio, in caso di nascita del quarto figlio durante l'anno) e non aumenta se il numero di figli è superiore a quattro.

Ai lavoratori dipendenti e assimilati l'agevolazione viene concessa direttamente in busta paga, mentre tutti gli altri contribuenti che ne hanno diritto dovranno richiederla nella dichiarazione dei redditi.

La detrazione va ripartita nella misura del 50% tra i genitori non legalmente ed effettivamente separati e non è possibile decidere di comune accordo una diversa ripartizione, come previsto per le detrazioni ordinarie. Ovviamente, se uno dei coniugi è fiscalmente a carico dell'altro, la detrazione compete a quest'ultimo per l'intero importo.

In caso di separazione legale ed effettiva o di annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio, la percentuale di detrazione è quella spettante in proporzione agli affidamenti stabiliti dal giudice.

Si ricorda che la detrazione per i figli a carico diminuisce all'aumentare del reddito, fino ad annullarsi. Pertanto, se si hanno quattro figli a carico ma il reddito complessivo diminuito della deduzione per l'abitazione principale è pari o superiore a 140.000,00 euro, non è possibile usufruire dell'ulteriore detrazione concessa alle famiglie numerose perché la detrazione spettante per figli a carico è pari a zero.

Qualora l'ulteriore detrazione ammontasse a una cifra superiore all'imposta lorda, diminuita di tutte le detrazioni, è riconosciuto un credito pari alla quota di detrazione che non ha trovato capienza nella stessa imposta. Il credito per il bonus può essere compensato, portato a nuovo o chiesto a rimborso nella dichiarazione dei redditi.

Detrazione ordinaria per figli a carico

La detrazione prevista per ciascun figlio a carico è di 950,00 euro.
Tale detrazione è sostituita da: Nel caso in cui i figli a carico siano più di tre, le stesse detrazioni sono aumentate di 200,00 euro per ciascun figlio e pertanto risultano pari a: Le detrazioni previste per i figli a carico sono teoriche, poiché la detrazione effettivamente spettante diminuisce all'aumentare del reddito.
Se l'altro coniuge manca o non ha riconosciuto i figli nati fuori dal matrimonio e il contribuente non è coniugato o, se coniugato, si è successivamente legalmente ed effettivamente separato, per il primo figlio si ha diritto alla detrazione prevista per il coniuge a carico, qualora risultasse più conveniente; pertanto, il soggetto che presta l'assistenza fiscale riconoscerà la detrazione più favorevole. Tali agevolazioni sono alternative fra loro.

Tabella riassuntiva delle modalità di calcolo

N° FIGLI ETÀ FIGLI IMPORTO DETRAZIONE PER CIASCUN FIGLIO
da rapportare alla percentuale di detrazione (1) (2) (3)
1 età inferiore a 3 anni 1.220 x [(95.000 - reddito complessivo) / 95.000]
età non inferiore a 3 anni 950 x [(95.000 - reddito complessivo) / 95.000]
2 età inferiore a 3 anni 1.220 x [(110.000 - reddito complessivo) / 110.000]
età non inferiore a 3 anni 950 x [(110.000 - reddito complessivo) / 110.000]
3 età inferiore a 3 anni 1.220 x [(125.000 - reddito complessivo) / 125.000]
età non inferiore a 3 anni 950 x [(125.000 - reddito complessivo) / 125.000]
4 età inferiore a 3 anni 1.420 x [(140.000 - reddito complessivo) / 140.000]
età non inferiore a 3 anni 1.150 x [(140.000 - reddito complessivo) / 140.000]
5 età inferiore a 3 anni 1.420 x [(155.000 - reddito complessivo) / 155.000]
età non inferiore a 3 anni 1.150 x [(155.000 - reddito complessivo) / 155.000]
oltre 5   L'importo di 155.000 euro va aumentato di 15.000 euro per ogni figlio successivo al 5°.
Restano invariate le detrazioni (1.420 o 1.150 euro in base all'età).
(1) Il reddito complessivo è al netto dell’abitazione principale e relative pertinenze. Nel reddito complessivo è compreso anche il reddito dei fabbricati assoggettato alla cedolare secca sulle locazioni.
(2) Le detrazioni sopra indicate (950, 1.220, 1.150 e 1.420 euro) sono aumentate di un importo pari a 400 euro per ogni figlio disabile.
(3) Se i rapporti sono uguali a zero, la detrazione non compete. Negli altri casi, per ottenere il risultato dei rapporti, si considerano le prime 4 cifre decimali arrotondate con il sistema del troncamento.


Esempi di calcolo della detrazione

1 Coniugi con tre figli a carico di età superiore a tre anni, percettori di un reddito complessivo di 30.000 euro il primo e di 25.000 euro il secondo.
La detrazione teorica totale è pari a 2.850 euro (950 euro per ogni figlio) da ripartire al 50% tra i genitori (1.425 euro ciascuno).
Quello seguente è il calcolo dell'ammontare delle detrazioni effettive.
Per il primo coniuge (marito) la detrazione è pari a 1.083 euro, così calcolata:
1.425 x [(125.000 - 30.000)/125.000] = 1.425 x 0,76 = 1.083
Per il secondo coniuge (moglie) la detrazione è pari a 1.140 euro, così calcolata:
1.425 x [(125.000 - 25.000)/125.000] = 1.425 x 0,8 = 1.140
Totale delle detrazioni = 2.223 euro (1.083 + 1.140).
Qualora i coniugi si accordassero per attribuire la detrazione interamente al marito, la detrazione effettiva spettante sarebbe:
2.850 x [(125.000 - 30.000) / 125.000] = 2.850 x 0,76 = 2.166 euro.
Come si può notare, la detrazione complessiva diminuisce se viene attribuita a un solo coniuge. Pertanto, la scelta risulterebbe conveniente solamente in caso di "incapienza" del coniuge con il reddito più basso.

2 Contribuente con due figli a carico al 100% (di cui uno con età inferiore a tre anni) e un reddito complessivo di 25.000 euro.
La detrazione teorica totale è pari a 2.170 euro (950 euro per il primo figlio + 1.220 euro per il secondo).
Ecco come si calcola l'ammontare della detrazione effettiva:
2.170 x [(110.000 - 25.000)/110.000] = 2.170 x 0,7727 = 1.676,76 (cioè 1.677 euro, con arrotondamento all'unità di euro).

3 Coniugi con quattro figli a carico (tutti di età superiore a tre anni) e un reddito complessivo di 40.000 euro per il marito e di 30.000 euro per la moglie.
La detrazione teorica totale è pari a 4.600 euro (950 euro + 200 euro per ogni figlio, poiché i figli sono più di tre) da ripartire al 50% tra i genitori (2.300 euro ciascuno).
Quello seguente è il calcolo dell'ammontare delle detrazioni effettive.
Per il primo coniuge la detrazione è pari a 1.643 euro (con arrotondamento all'unità di euro), così calcolata:
2.300 x [(140.000 - 40.000)/140.000] = 2.300 x 0,7142 = 1.642,66.
Per il secondo coniuge la detrazione è pari a 1.807 euro (con arrotondamento all'unità di euro), così calcolata:
2.300 x [(140.000 - 30.000)/140.000] = 2.300 x 0,7857 = 1.807,11
Ai coniugi spetta anche un'ulteriore detrazione di 1.200 euro in totale, introdotta dalla Legge Finanziaria 2008 in favore delle famiglie numerose.


testo aggiornato del Dpr 22 dicembre 1986 n. 917


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