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›› CALCOLO IRPEF 2016 PER LA DICHIARAZIONE DEI REDDITI

Questa calcolatrice on line consente di calcolare l'Irpef, cioè l'imposta sul reddito delle persone fisiche, digitando il reddito complessivo, la deduzione per l'abitazione principale, gli oneri deducibili, le detrazioni e i crediti d'imposta (le deduzioni riducono la base imponibile, mentre le detrazioni riducono l'imposta da pagare). La calcolatrice fornisce il totale Irpef da versare, l'ammontare dell'acconto e del saldo, le due rate dell'acconto. Si tenga presente che si ottiene il risultato del calcolo anche in caso di importi negativi, qualora al contribuente dovessero risultare crediti da portare poi in compensazione. Per verificare le soglie minime di pagamento dell'imposta e che cosa dichiarare nel Modello 730 e nel Modello Unico, si consultino le note sottostanti. Le sigle RN1, RN2, ecc. si riferiscono alle caselle del Modello Unico

  Calcolo Irpef per Modello 730 e Modello Unico

RN1 - Reddito complessivo (casella 5)
RN2 - Deduzione abitazione principale
RN3 - Oneri deducibili
RN22 - Detrazioni d'imposta
RN25 - Altre detrazioni e crediti d'imposta
 
Note per il calcolo Irpef
  • Per utilizzare questa calcolatrice, digitare la virgola (,) come separatore delle cifre decimali.
  • Nel calcolo Irpef gli importi da versare e l'imposta determinata sono arrotondati all'euro superiore o inferiore: euro superiore, se i centesimi sono uguali o superiori a 50; euro inferiore, se sono uguali o inferiori a 49. Tutte le somme indicate dal contribuente nelle dichiarazioni (Modello 730, Modello Unico, ecc.) devono seguire tale regola, mentre quelle relative ai calcoli vanno arrotondate al centesimo, cioè con due cifre decimali.
  • A causa degli arrotondamenti, è possibile che risultino differenze fra il totale dell'Irpef e la somma delle rate di acconto. Tali casi non si verificano per un errore nei calcoli, ma sono dovuti alle differenti regole prescrittte per gli arrotondamenti, come spiegato sopra.
  • Le sigle "RN" che precedono le indicazioni relative alle cifre da inserire nella calcolatrice sono riferite al Modello Unico, in modo da facilitare la loro individuazione.
  • L'acconto Irpef è pari al 100% dell'imposta, come stabilito dal Decreto lavoro emanato il 28 giugno 2013 (art. 11 commi 18-20 decreto legge 76/2013, convertito dalla legge 99/2013 del 9 agosto 2013); in precedenza, era fissato al 99% dell'imposta dichiarata nell'anno.
  • La deduzione per l'abitazione principale consiste nella rendita catastale dell'immobile e delle relative pertinenze, rapportata alla quota di possesso del fabbricato. La deduzione per l'abitazione principale non spetta ai residenti all'estero.
  • Il contribuente non deve eseguire alcun versamento se l'importo risultante dalla dichiarazione è inferiore a 12 euro per le somme dovute a titolo di Irpef e addizionali comunali e regionali.
  • Nessun acconto è dovuto se la somma da versare risulta uguale o inferiore a 51,65 euro; poiché gli importi indicati nella dichiarazione vanno arrotondati all'unità di euro, l'acconto risulta dovuto qualora la cifra è pari o superiore a 52 euro. Se la stessa somma è compresa tra 51,66 e 257,52 euro, il versamento va effettuato in un'unica rata entro il 30 novembre. Se l'importo dovuto è pari o superiore a 257,52 euro, esso va versato in due rate: la prima rata, pari al 40% dell'acconto, deve essere pagata entro il 16 giugno o entro il 16 luglio (con una maggiorazione dello 0,40%) di ogni anno; la seconda rata, pari al 60% dell'acconto, va versata entro il 30 novembre. Se venissero previsti importi minori da inserire nella successiva dichiarazione dei redditi, gli acconti da versare possono essere determinati sulla base di questa minore cifra.
  • Se il reddito complessivo ai fini Irpef è composto soltanto da redditi di terreni e/o di fabbricati per un importo complessivo non superiore a 500 euro, l'imposta non è dovuta.
Scadenze dei versamenti
  • La scadenza ordinaria per il versamento del primo acconto Irpef è fissata al 16 giugno di ogni anno.
  • La scadenza straordinaria per il versamento del primo acconto Irpef è fissata al 16 luglio di ogni anno, con una maggiorazione dello 0,4% della somma dovuta.
  • Se le scadenze dei versamenti coincidessero con il sabato o con un giorno festivo, le stesse scadenze sarebbero prorogate al primo giorno lavorativo successivo.
  • Il pagamento dell'acconto Irpef può essere effettuato in un'unica soluzione oppure può essere rateizzato.
  • L'acconto Irpef può essere versato in due rate: la prima rata entro il 16 giugno di ogni anno e la seconda rata entro il 30 novembre (in un'unica soluzione); se si rispettano le scadenze, il contribuente non è tenuto a versare alcuna maggiorazione.
  • Qualora il contribuente optasse per il pagamento rateale, sulle rate successive alla prima sono dovuti gli interessi. La rateazione non deve necessariamente riguardare tutti gli importi. Ad esempio, è possibile rateizzare il primo acconto Irpef e versare in un'unica soluzione il saldo, o viceversa
  • Qualora non si versasse l'imposta, oppure qualora il pagamento fosse insufficiente o tardivo, il contribuente sarà obbligato a versare anche gli interessi legali e l'ammontare della sanzione prevista. Per i dettagli, collegarsi al sito dell'Agenzia delle Entrate cliccando qui.
  • Il versamento dell'Irpef va effettuato utilizzando il modello F24.
  • Per ogni ulteriore informazione, si rimanda al sito dell'Agenzia delle Entrate: cliccare qui.

Come eseguire gli arrotondamenti
  • Un esempio di arrotondamento all'euro superiore: la somma di 24.550,55 euro diventa 24.551 euro, poiché i centesimi dopo la virgola (cioè 55) sono uguali o superiori a 50.
  • Un esempio di arrotondamento all'euro inferiore: la somma di 24.550,44 euro diventa 24.550 euro, poiché i centesimi dopo la virgola (cioè 44) sono uguali o inferiori a 49.
  • Un esempio di arrotondamento al centesimo superiore: la somma di 24.550,555 euro diventa 24.550,56 euro, poiché i due millesimi dopo la virgola (cioè le ultime due cifre dopo la virgola, pari a 55) sono uguali o superiori a 50.
  • Un esempio di arrotondamento al centesimo inferiore: la somma di 24.550,544 euro diventa 24.550,54 euro, poiché i due millesimi dopo la virgola (cioè le ultime due cifre dopo la virgola, pari a 44) sono uguali o inferiori a 49.
  • Gli importi indicati dal contribuente nei vari modelli da presentare al fisco (730, Unico, ecc.) devono essere preventivamente arrotondati all'unità di euro superiore o inferiore. Invece, gli importi frutto di calcoli conseguenti alla dichiarazione vanno indicati con due cifre decimali arrotondate al centesimo di euro superiore o inferiore.

›› APPROFONDIMENTI

Addizionali comunali Irpef
Addizionali regionali Irpef
Modello Unico Pf e tabella addizionali comunali
Le principali novità per il 2016 (tratte dalle istruzioni del Modello Unico Pf)
  • Se dovuto, da quest'anno nel modello Unico va riportato l'ammontare dell'acconto relativo alla cedolare secca per l'anno 2016; per stabilire se è dovuto, controllare l'importo indicato nel rigo RB11, colonna 3, "Totale imposta cedolare secca". Se questo importo non supera 51,65 euro, l'acconto non è dovuto acconto; se la cifra è superiore a 51,65 euro, l'acconto è dovuto nella misura del 95% del suo ammontare. Poiché tutti gli importi indicati in dichiarazione vanno arrotondati all'unità di euro, l'acconto risulta dovuto qualora l'importo del rigo RB11, colonna 3, risulti pari o superiore a 52 euro. Se l'importo dovuto è inferiore a 257,52 euro, l'acconto va versato in un'unica soluzione entro il 30 novembre 2016; se l'importo dovuto è pari o superiore a 257,52 euro, l'acconto va versato in due rate: la prima, pari al 40%, entro il 16 giugno 2016, oppure entro il 16 luglio 2016 con la maggiorazione dello 0,40%; la seconda, pari al restante 60%, entro il 30 novembre 2016.
  • Nel Frontespizio, sezione "Tipo di dichiarazione", la casella "Dichiarazione integrativa" deve essere compilata indicando il codice 2 nell'ipotesi in cui il contribuente intenda rettificare la dichiarazione già presentata, in base alle comunicazioni inviate dall'Agenzia delle Entrate. Infatti, la stessa Agenzia mette a disposizione del contribuente le informazioni che sono in suo possesso, dando la possibilità di correggere spontaneamente eventuali errori od omissioni, anche dopo la presentazione della dichiarazione (art. 1, commi 634-636, della legge 23 dicembre 2014, n. 190);
  • Nel Frontespizio, sezione "Firma della dichiarazione", la casella "Invio altre comunicazioni telematiche all'intermediario" contiene l'indicazione della richiesta del contribuente che le comunicazioni riguardanti possibili anomalie presenti nella dichiarazione (art. 1, commi 634-636, della legge n. 190 del 2014) e la comunicazione delle anomalie riscontrate automaticamente nei dati dichiarati ai fini dell'applicazione degli studi di settore siano inviate all'intermediario incaricato della trasmissione telematica della propria dichiarazione. L'intermediario, a sua volta, accetta di ricevere le predette comunicazioni telematiche barrando la casella "Ricezione altre comunicazioni telematiche", inserita nel riquadro "Impegno alla presentazione telematica";
  • è prevista la possibilità di destinare il due per mille dell'Irpef a favore di un'associazione culturale iscritta in un apposito elenco istituito presso la Presidenza del Consiglio dei ministri;
  • è stata prevista la possibilità di indicare il codice identificativo del contratto al posto degli estremi di registrazione del contratto;
  • è stato eliminato il rigo RC4 in cui indicare le somme percepite per incremento della produttività, poiché per l'anno d'imposta 2015 a tali somme non si applica la tassazione agevolata;
  • aumenta da 640 a 960 euro all'anno l'importo del bonus Irpef ai lavoratori dipendenti e ad alcune categorie assimilate, con un reddito fino a 26.000 euro;
  • è riconosciuta la detrazione del 19% delle spese funebri sostenute dopo la morte di persone, per un importo non superiore a 1.550 euro indipendentemente dall'esistenza di un vincolo di parentela;
  • è riconosciuta una detrazione del 19% delle spese per la frequenza di scuole dell'infanzia, del primo ciclo di istruzione e della scuola secondaria di secondo grado, per un importo annuo non superiore a 400 euro per alunno o studente;
  • è riconosciuta una detrazione del 19% delle spese per la frequenza di corsi di istruzione universitaria presso università statali e non statali, in misura non superiore, per le università non statali, a quella stabilita annualmente dal Ministero dell'istruzione per ciascuna facoltà universitaria;
  • sono indicate separatamente le somme restituite al soggetto erogatore nel 2015 da quelle residue provenienti dalle dichiarazioni degli anni precedenti o dalla Certificazione Unica 2016;
  • è prorogata la detrazione del 50% per le spese relative a interventi di recupero del patrimonio edilizio;
  • è prorogata la detrazione del 50% per le spese sostenute per l'acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+, finalizzati all'arredo dell'immobile in ristrutturazione, su un ammontare complessivo non superiore a 10.000 euro;
  • è prorogata la detrazione del 65% per le spese relative agli interventi finalizzati al risparmio energetico degli edifici;
  • è prorogata la detrazione del 65% per gli interventi relativi all'adozione di misure antisismiche su edifici ricadenti nelle zone sismiche ad alta pericolosità;
  • è riconosciuta una detrazione del 65% per le spese sostenute per l'acquisto e la posa in opera delle schermature solari e di impianti di climatizzazione invernali dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili;
  • passa da 2.065 a 30.000 euro annui l'importo massimo delle erogazioni liberali a favore delle Onlus per cui è possibile fruire della detrazione del 26%;
  • nel quadro CR sono state eliminate le sezioni I-A e I-B, relative al credito d'imposta per redditi prodotti all'estero, poiché l'intera disciplina che regolamenta tale credito è stata oggetto di revisione da parte del decreto internazionalizzazione (decreto legislativo n. 147/2015) che ha esteso a tutti i contribuenti le disposizioni in precedenza riservate a coloro che producevano solo particolari tipologie di redditi. Pertanto, i contribuenti che intendono avvalersi della relativa agevolazione sono tenuti a compilare il quadro CE presente nel fascicolo 3;
  • nel caso in cui si intenda correggere o integrare un precedente Modello Unico 2016, nel rigo RN42 è stata aggiunta una colonna per l'indicazione dell'eccedenza a credito Irpef chiesta a rimborso con la precedente dichiarazione e già erogata;
  • nel caso in cui si intenda correggere o integrare un precedente Modello Unico 2016, nei righi RV6 (addizionale regionale) e RV14 (addizionale comunale) è stata aggiunta una colonna per l'indicazione dell'eccedenza a credito chiesta a rimborso con la precedente dichiarazione e già erogata;
  • è riconosciuta la sostituzione dell'imposta sul reddito delle persone fisiche e delle relative addizionali, già prevista per l'Imu, anche per l'Imi e per l'Imis;

Correzione del Modello 730/2016

Se, dopo aver presentato il Modello 730/2016, il contribuente si accorge di non aver fornito tutti gli elementi da indicare in dichiarazione, l'integrazione e/o la rettifica possono comportare le seguenti situazioni.
  • un maggior credito o un minor debito (ad esempio, oneri non precedentemente indicati) o non influire sulla determinazione dell'imposta risultante dalla dichiarazione originaria. In questo caso, il contribuente può presentare entro il 25 ottobre 2016 un Modello 730 integrativo con la relativa documentazione, oppure un Modello Unico 2016 entro 30 settembre 2016 o entro il termine previsto per la presentazione del Modello Unico relativo all'anno successivo. La differenza rispetto all'importo del credito o del debito risultante dal Modello 730 potrà essere indicata a rimborso, o potrà essere indicata come credito da portare in diminuzione per l'anno successivo. Anche se il modello precedente è stato presentato al datore di lavoro o all'ente pensionistico, il Modello 730 integrativo deve essere presentato ad un intermediario che può chiedere un compenso.
  • un maggior debito o un minor credito (ad esempio, redditi in tutto o in parte non indicati). In questo caso, il contribuente deve presentare un Modello Unico 2016 Persone fisiche entro le seguenti date: il 30 settembre 2016, pagando direttamente le somme dovute, compresa la differenza rispetto all'importo del credito risultante dal Modello 730, che verrà comunque rimborsato dal sostituto d'imposta; entro il termine previsto per la presentazione del Modello Unico relativo all'anno successivo, pagando direttamente le somme dovute; entro il 31 dicembre del quarto anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione, pagando direttamente le somme dovute.
Il Modello Unico può essere presentato dai lavoratori dipendenti che si sono avvalsi dell'assistenza anche nei casi in cui sia cessato il rapporto con il datore di lavoro, al fine di ottenere il rimborso delle somme risultanti a credito dal prospetto di liquidazione. Il medesimo credito può comunque essere riportato direttamente nella dichiarazione da presentare nell'anno successivo, quale eccedenza presente nella precedente dichiarazione, senza necessità di presentare un Modello Unico sostitutivo. Tale procedura potrà essere seguita pure dagli eredi.


Correzione del Modello Unico 2016

Nel caso in cui il contribuente intenda rettificare o integrare una dichiarazione già presentata, deve compilare una nuova dichiarazione completa di tutte le sue parti. In tal modo, è possibile esporre redditi non dichiarati in tutto o in parte, oppure evidenziare oneri deducibili o per i quali spetta la detrazione, non indicati in tutto o in parte in quella precedente.



Aliquote, scaglioni Irpef e ritenuta Irpef in base agli scaglioni di reddito

Scaglioni reddito Aliquota Irpef lorda
da 0 a 15.000 euro 23% 23% del reddito
da 15.000,01 a 28.000 euro 27% 3.450 + 27% sulla parte eccedente i 15.000 euro
da 28.000,01 a 55.000 euro 38% 6.960 + 38% sulla parte eccedente i 28.000 euro
da 55.000,01 a 75.000 euro 41% 17.220 + 41% sulla parte eccedente i 55.000 euro
oltre 75.000 euro 43% 25.420 + 43% sulla parte eccedente i 75.000 euro



La distinzione fra Modello 730 e Modello Unico
  • Il Modello 730 è quello utilizzato dai lavoratori dipendenti e dai pensionati; tale Modello viene presentato gratuitamente al datore di lavoro o all'ente previdenziale che eroga la pensione, i quali fungono da sostituti d'imposta (cioè assolvono in parte alla funzione del fisco). Il Modello 730 può essere presentato anche ai Caf (cioè i Centri di assistenza fiscale) ed ai professionisti abilitati (ragionieri, contabili, commercialisti, ecc.). Il contribuente che percepisce altri redditi oltre allo stipendio ed alla pensione deve utilizzare il Modello Unico. Dal 2015 i contribuenti possono usufruire del Modello 730 precompilato, reso disponbile dall'Agenzia delle Entrate che vi include gli elementi archiviati nelle banche dati pubbliche (ad esempio, le spese sanitarie).
  • Il Modello Unico, cioè il Modello di dichiarazione Unificato, serve a presentare più dichiarazioni fiscali e può essere compilato dallo stesso contribuente o da professionisti abilitati. Ne esistono vari tipi: il Modello Unico PF per le persone fisiche, il Modello Unico SC per le società di capitali, il Modello Unico SP per le società di persone (che si articola nel modello per la dichiarazione dei redditi, i cui quadri sono contrassegnati dalla lettera R, e nel modello per la dichiarazione annuale Iva, i cui quadri sono contrassegnati dalla lettera V), il Modello Unico ENC per gli enti non commerciali.
  • I cosiddetti "soggetti esenti", per tipologia e/o per fascia di reddito, non sono tenuti a presentare il Modello Unico.

Chi deve presentare il Modello Unico Persone fisiche (Unico PF)

Il Modello Unico Pf (Persone fisiche) - e non il Modello 730 precompilato o ordinario - deve essere presentato dai contribuenti che si trovano in una delle seguenti situazioni.
  • I contribuenti che nell'anno precedente hanno percepito:
    • redditi d'impresa, anche in forma di partecipazione;
    • redditi di lavoro autonomo per i quali è richiesta la partita IVA;
    • redditi "diversi" non compresi fra quelli dichiarabili con il modello 730;
    • plusvalenze derivanti dalla cessione di partecipazioni qualificate o derivanti dalla cessione di partecipazioni non qualificate in società residenti in Paesi o territori a fiscalità privilegiata, i cui titoli non sono negoziati in mercati regolamentati;
    • redditi provenienti da "trust", in qualità di beneficiario.
  • I contribuenti che nell'anno precedente e/o in quello attuale non risultano residenti in Italia.
  • I contribuenti che devono presentare anche una delle dichiarazioni: Iva, Irap, Modello 770 ordinario e semplificato.
  • I contribuenti che devono presentare la dichiarazione per conto di contribuenti deceduti.
Inoltre, anche i contribuenti che utilizzano il Modello 730 potrebbero avere la necessità di presentare alcuni quadri del modello Unico Pf (come il quadro RW - Investimenti all'estero e/o attività estere di natura finanziaria - monitoraggio - Ivie/Ivafe).



Versamenti minimi per imposte liquidate in dichiarazione

TRIBUTO IMPORTO MINIMO
IRPEF saldo superiore a 12 euro
acconto superiore a 51,65 euro
ADDIZIONALE REGIONALE saldo superiore a 12 euro
ADDIZIONALE COMUNALE saldo/acconto superiore a 12 euro
IRES saldo superiore a 12 euro
acconto superiore a 20,66 euro
IRAP saldo superiore a 10,33 euro
acconto superiore a 51,65 euro
(se persone fisiche o società di persone)
superiore a 20,66 euro
(se società di capitali o enti soggetti a Ires)
IVA da dichiarazione annuale superiore a 10,33 euro
acconto superiore a 103,29 euro



Per il contribuente, ecco un prospetto delle scadenze di versamento dell'IRPEF, dell'IRES e dell'IRAP e dei relativi codici tributo.

Termini dei principali versamenti con modello F24

IMPOSTA DA VERSARE CODICE TRIBUTO
imposta da versare entro il 16 giugno
o il 16 luglio con maggiorazione dello 0,40%
CODICE TRIBUTO
imposta da versare
entro il 30 novembre
Saldo IRPEF 4001  
Acconto IRPEF
(prima rata)
4033  
Acconto IRPEF
(seconda rata o unica soluzione)
  4034
Saldo IRAP
(prima rata)
3800  
Acconto IRAP
(prima rata)
3812  
Acconto IRAP
(seconda rata o unica soluzione)
  3813
Saldo addizionale regionale 3801  
Saldo addizionale comunale 3844  
Acconto addizionale comunale 3843  
Saldo IRES 2003  
Acconto IRES
(prima rata)
2001  
Acconto IRES
(seconda rata o unica soluzione)
  2002

   Se la scadenza del versamento coincide col sabato o con un giorno festivo, è prorogata al primo giorno lavorativo successivo.

›› CASI DI ESONERO DALLA DICHIARAZIONE DEI REDDITI

Casi di esonero

È esonerato dalla presentazione della dichiarazione il contribuente che possiede esclusivamente i redditi indicati nella prima colonna, se si sono verificate le condizioni descritte nella seconda colonna.
L'esonero non si applica se il contribuente deve restituire in tutto o in parte, il bonus Irpef.
TIPO DI REDDITO CONDIZIONI
Abitazione principale, relative pertinenze e altri fabbricati non locati (*)  
Lavoro dipendente o pensione 1. Redditi corrisposti da un unico sostituto d'imposta obbligato ad effettuare le ritenute di acconto o corrisposti da più sostituti purché certificati dall’ultimo che ha effettuato il conguaglio

2. Le detrazioni per coniuge e familiari a carico sono spettanti e non sono dovute le addizionali regionale e comunale
Lavoro dipendente o pensione + Abitazione principale, relative pertinenze e altri fabbricati non locati (*)
Rapporti di collaborazione coordinata e continuativa compresi i lavori a progetto.

Sono escluse le collaborazioni di carattere amministrativo-gestionale di natura non professionale rese in favore di società e associazioni sportive dilettantistiche
Redditi esenti.

Esempi: rendite erogate dall'Inail esclusivamente per invalidità permanente o per morte, alcune borse di studio, pensioni di guerra, pensioni privilegiate ordinarie corrisposte ai militari di leva, pensioni, indennità, comprese le indennità di accompagnamento e assegni erogati dal Ministero dell'Interno ai ciechi civili, ai sordi e agli invalidi civili, sussidi a favore degli hanseniani, pensioni sociali
 
Redditi soggetti ad imposta sostitutiva (diversi da quelli soggetti a cedolare secca).
Esempi: interessi sui BOT o sugli altri titoli del debito pubblico
Redditi soggetti a ritenuta alla fonte a titolo di imposta.
Esempi: interessi sui conti correnti bancari o postali; redditi derivanti da lavori socialmente utili
(*) L'esonero non si applica se il fabbricato non locato è situato nello stesso comune dell'abitazione principale.
Casi di esonero con limite di reddito

È esonerato dalla presentazione della dichiarazione il contribuente che possiede esclusivamente i redditi indicati nella prima colonna, nei limiti di reddito previsti nella seconda colonna, se si sono verificate le condizioni descritte nella terza colonna.
L'esonero non si applica se il contribuente deve restituire in tutto o in parte, il bonus Irpef.
TIPO DI REDDITO LIMITE DI REDDITO
(uguale o inferiore a)
CONDIZIONI
Terreni e/o fabbricati (comprese abitazione principale e sue pertinenze) 500 euro  
Lavoro dipendente o assimilato + altre tipologie di reddito (*) 8.000 euro Periodo di lavoro non inferiore a 365 giorni
Periodo di pensione non inferiore a 365 giorni

Le detrazioni per coniuge e familiari a carico sono spettanti e non sono dovute le addizionali regionale e comunale. Se il sostituto d'imposta ha operato le ritenute il contribuente può recuperare il credito presentando la dichiarazione.
Pensione + altre tipologie di reddito (*) 7.500 euro
Pensione + terreni + abitazione principale e sue pertinenze (box, cantina, ecc.) 7.500 euro (pensione)
185,92 euro (terreni)
Pensione + altre tipologie di reddito (*) 7.750 euro Periodo di pensione non inferiore a 365 giorni.
Contribuente di età pari o superiore a 75 anni.

La detrazione per coniuge e familiari a carico sono spettanti e non sono dovute le addizionali regionale e comunale. Se il sostituto d'imposta ha operato le ritenute il contribuente può recuperare il credito presentando la dichiarazione.
Assegno periodico corrisposto dal coniuge + altre tipologie di reddito. (*)
È escluso l'assegno periodico destinato al mantenimento dei figli
7.500 euro  
Redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente e altri redditi per i quali la detrazione prevista non è rapportata al periodo di lavoro.

Esempi: compensi percepiti per l'attività libero professionale intramuraria del personale dipendente dal Servizio sanitario nazionale, redditi da attività commerciali occasionali, redditi da attività di lavoro autonomo occasionale
4.800 euro
Compensi derivanti da attività sportive dilettantistiche 28.158,28 euro
(*) il reddito complessivo deve essere calcolato senza tener conto del reddito derivante dall'abitazione principale e sue pertinenze.
Condizione generale di esonero

In generale è esonerato dalla presentazione della dichiarazione il contribuente, non obbligato alla tenuta delle scritture contabili, che possiede redditi per i quali è dovuta un'imposta non superiore ad euro 10,33 come illustrato nelle scheda seguente:
Contribuenti non obbligati alla tenuta delle scritture contabili che si trovano nella seguente condizione:
     imposta lorda(*)                                                        -
     detrazioni per carichi di famiglia                                      -
     detrazioni per redditi di lavoro dipendente, pensione e/o altri redditi -
     ritenute                                                                =
     _________________________________________________________________________
     importo non superiore a euro 10,33

(*) L'imposta lorda è calcolata sul reddito complessivo al netto della deduzione per l'abitazione principale e sue pertinenze.


       Tabelle tratte dalle istruzioni del Modello Unico Pf per la dichiarazione dei redditi.

›› DETRAZIONI PER CANONI DI LOCAZIONE

RIGO CODICE DETRAZIONE *
E71 1
(colonna 1)
  • 300,00 euro se il reddito complessivo non supera 15.493,71 euro
  • 150,00 euro se il reddito complessivo è superiore a 15.493,71 euro ma non superiore a 30.987,41 euro
2
(colonna 1)
  • 495,80 euro se il reddito complessivo non supera 15.493,71 euro
  • 247,90 euro se il reddito complessivo è superiore a 15.493,71 euro ma non superiore a 30.987,41 euro
3
(colonna 1)
  • 991,60 euro se il reddito complessivo non supera 15.493,71 euro
4
(colonna 1)
  • 900 euro se il reddito complessivo non supera 15.493,71 euro
  • 450 euro se il reddito complessivo è superiore a 15.493,71 euro ma non superiore a 30.987,41 euro
E72  
  • 991,60 euro se il reddito complessivo non supera 15.493,71 euro
  • 495,80 euro se il reddito complessivo è superiore a 15.493,71 euro ma non superiore a 30.987,41 euro
* Nel reddito complessivo è compreso anche il reddito dei fabbricati assoggettato alla cedolare secca sulle locazioni.