VERSAMENTO SECONDA RATA (saldo)

Come effettuare i versamenti Ici


L'importo della seconda rata deve essere pari al saldo dell'ICI dovuta per l'intero anno ed è comprensivo dell'eventuale conguaglio sulla prima rata. Detto importo deve essere versato dal 1° al 16 dicembre di ciascun anno.

A chi paga in ritardo, la sanzione è ridotta al 3% se il versamento viene effettuato entro 30 giorni e al 3,75% se viene fatto entro il termine per la successiva dichiarazione Ici (se dovuta) o entro un anno dalla data dell'infrazione. Sull'imposta non versata sono inoltre dovuti gli interessi dell' 1,5% annui, ragguagliati a giorno, cioè lo 0,0041095% per ogni giornata di ritardo.

Va ricordato che l'imposta deve essere versata su apposito bollettino Ici in euro, distintamente per ciascun comune in cui si trovano gli immobili.

Il comma 166 della Finanziaria 2007 ha introdotto un'importante novità che allinea l'Ici all'Irpef quanto a regole di versamento. Per tutti i tributi locali, infatti, il pagamento deve essere effettuato con arrotondamento all'unità di euro, per difetto se la frazione è inferiore a 49 centesimi, e per eccesso se superiore.
I calcoli dell'Ici dovuta sui singoli beni, invece, dovrebbero essere fatti con arrotondamento al centesimo di euro: per eccesso se la terza cifra decimale è uguale o superiore a 5 (ad esempio, euro 28,405 va arrotondato a 28,41) o per difetto se la terza cifra è inferiore a 5 (ad esempio, euro 25,822 va arrotondato a 25,82).
L'arrotondamento all'euro sembra riguardare solo l'importo da versare.


In evidenza
Fino al 2006 l'imposta non andava pagata se l'ICI dovuta era uguale o inferiore a 2,07 euro (pari a 4.000 delle vecchie lire). In proposito, la Finanziaria 2007 (comma 168) ha precisato che i Comuni stabiliscono per ciascun tributo di propria competenza gli importi fino a concorrenza dei quali i versamenti non sono dovuti o non sono effettuati i rimborsi. In caso di inottemperanza, si applicano le regole valide per le imposte statali. Quindi anche per l'Ici, come hanno deciso molti Comuni, si applica il valore minimo di 12 euro, fino al quale l'imposta non deve essere versata né richiesta a rimborso. Il pagamento minimo, dunque, è di 13 euro; ma prima di pagare, è bene informarsi in Comune.


Per i possessori di immobili che non hanno avuto variazioni nella loro posizione, il saldo dell'imposta è particolarmente semplice. Si tratta solo di riprendere i calcoli fatti a giugno, sottrarre dall'ICI complessivamente dovuta quanto versato con la prima rata, e pagare il resto. In assenza di variazioni, quindi, chi ha pagato il 50% dell'imposta come prima rata, deve versare il restante 50%.

Ici CasaChi invece ha avuto cambiamenti deve ricalcolare l'imposta dovuta per l'intero anno, tenendo conto dei mutamenti e del periodo in cui questi si sono verificati; deve sottrarre quanto già versato con la prima rata di giugno e pagare il resto entro il 16 dicembre.

I casi in cui bisogna ricalcolare l'ICI sono i seguenti:

Spuntavendita o acquisto (per compravendita o successione) di un immobile;

Spuntacostituzione o estinzione di un diritto reale di usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi e superficie;

Spuntavariazione delle quote di possesso;

Spuntatrasferimento della residenza da una casa ad un'altra;

Spuntaassegnazione di una casa in cooperativa;

Spuntaattribuzione di una nuova rendita catastale per cambio di caratteristiche dell'immobile o per modificazioni strutturali (ad esempio: terreno agricolo divenuto area fabbricabile o viceversa; area fabbricabile su cui è stata ultimata la costruzione del fabbricato o, al contrario, fabbricato divenuto area edificabile; fabbricato per il quale è stato richiesto il condono edilizio; cambiamenti di categoria o classe);

Spuntariconoscimento di un vincolo storico o artistico (legge 1° giugno 1939, n. 1089, e successive modificazioni);

Spuntadichiarazione da parte del Comune dell'inagibilità o inabitabilità dell'immobile di fatto non utilizzato (in questo caso l'imposta è ridotta del 50%);

Spuntaperdita o acquisto del diritto all'esenzione o all'esclusione dall'ICI.

Spuntaperdita della caratteristica di ruralità dell'immobile.

Il contribuente che viene a trovarsi in uno dei casi sopra descritti dovrà poi presentare il prossimo anno la dichiarazione ICI al Comune nel cui territorio è ubicato l'immobile che ha subito variazione.


In evidenza
Va ricordato che ai fini ICI un mese è computato per intero se il possesso è durato almeno 15 giorni. Hanno dunque importanza tutti i cambiamenti verificatisi dal 17 giugno al 17 dicembre. Quindi per un immobile acquistato il 17 giugno, il nuovo proprietario non deve versare la prima rata perché il possesso è inferiore a 15 giorni, mentre dovrà pagare la seconda. Così dovrà versare l'ICI anche chi ha acquistato una casa o la comprerà entro il 16 dicembre, mentre per gli acquisti fatti dal 17 in poi non si deve pagare nulla.


In caso di eredità, se la successione si è aperta dopo il 17 giugno, l'erede o gli eredi devono effettuare due versamenti:

Spuntail primo, ciascuno a proprio nome e per la quota di propria spettanza, per il periodo dell'anno in cui sono divenuti proprietari;

Spuntail secondo per i mesi nei quali il contribuente deceduto era ancora in vita.

L'articolo 15, comma 2, della legge 18 ottobre 2001, n. 383, per le succesioni aperte a partire dalla data di entrata in vigore della stessa, e cioè dal 25 ottobre 2001, stabilisce che sono esonerati dalla presentazione della dichiarazione Ici gli eredi ed i legatari per gli immobili inclusi nella dichiarazione di successione. Infatti, gli Uffici delle Entrate che hanno ricevuto la dichiarazione di successione ne trasmettono una copia a ciascun comune nel cui territorio sono ubicati gli immobili.