FINANZIARIA 2007

Le novità normative introdotte dalla Legge finanziaria 2007 nell'ambito dell'imposta comunale sugli immobili.
Il sommario delle novità sull'Ici


Novità fiscali sulla casa con la Finanziaria 2007
(legge n. 296 del 27 dicembre 2006)


La Finanziaria per l'anno 2007 ha introdotto importanti modifiche all'Ici sia sulla disciplina del tributo sia sulle modalità di accertamento e riscossione.
  • I pagamenti dell'imposta dovranno essere effetuati in due rate, e precisamente:
    - la prima rata (acconto) va corrisposta entro il 16 giugno (invece del 30);
    - la seconda rata (saldo) entro il 16 dicembre (non più il 20).
    Quest'anno, poiché le scadenze cadono di sabato e domenica, i termini slittano al 18 giugno e al 17 dicembre.
    Il pagamento dell'Ici deve essere effettuato con arrotondamento all'euro, per difetto se la frazione è inferiore a 49 centesimi, e per eccesso da 50 centesimi in su, e nel rispetto dell'importo minimo. I calcoli del tributo sui singoli beni dovrebbero, comunque, essere fatti con arrotondamento al centesimo di euro com'è sempre avvenuto. L'arrotondamento all'euro sembra riguardare solo l'importo da versare. In proposito si attendono precisazioni ufficiali.
  • Per i pagamenti dell'Ici si potrà usare il modello F24, ovviamente anche telematico, indipendentemente dalle scelte fatte dai Comuni con i propri regolamenti.
    I crediti d'imposta, risultanti dalla dichiarazione dei redditi (730 o Unico), possono essere utilizzati per compensare l'Ici (Quadro I Ici).
  • È stato ridotto da 90 a 60 giorni, senza incorrere in sanzioni, il termine per pagare imposta, sanzioni e interessi liquidati con l'atto di accertamento.
  • È stato soppresso l'obbligo della dichiarazione, ma solo quando sarà operativo il sistema di circolazione e fruizione dei dati catastali (da accertarsi con apposito provvedimento dell'Agenzia del territorio). I Comuni non possono richiedere una comunicazione diversa dalla dichiarazione Ici. Quindi dal 2007 si torna, per tutti i Comuni, alla vecchia dichiarazione.
    L'esonero dalla dichiarazione non comprende:
    a) gli adempimenti per ridurre l'imposta (denuncia di fabbricati inagibili o inabitabili, e le variazioni nella destinazione di unità ad abitazione principale);
    b) le variazioni legate ad atti non soggetti a pubblicità immobiliate (trascrizioni e annotazioni nei registri immobiliari e volture catastali).
    Inoltre, sarà sempre necessario dichiarare il valore venale delle aree edificatorie.
  • Ciascun fabbricato soggetto a Ici dovrà essere indicato nel quadro dei fabbricati della denuncia dei redditi già da quest'anno.
    Nella dichiarazione dei redditi 2007 per l'anno 2006 (Unico o 730) è obbligatorio indicare i dati relativi ai pagamenti Ici dell'anno precedente, per ciascun immobile posseduto.
  • Dal 2008, con riferimento alle dichiarazioni 2007, i modelli delle persone fisiche devono contenere i dati identificativi degli immobili posseduti e i dati necessari per il calcolo del tributo comunale.
    Per l'applicazione effettiva della disposizione, bisogna però attendere un provvedimento di attuazione che verrà emanato dall'Agenzia delle Entrate.
  • La liquidazione dell'Ici in base al controllo formale dei dati dichiarati è stata trasferita all'Agenzia delle Entrate che comunicherà ai Comuni l'esito del controllo per eventuali accertamenti.
    Per consentire al Fisco di effettuare i controlli formali, sarà necessario indicare nella dichiarazione dei redditi tutti i dati occorrenti per la liquidazione del tributo (detrazioni e agevolazioni, periodo e percentuale di possesso, eccetera) e non semplicemente l'importo dell'imposta pagata nell'anno precedente.
    I Comuni, da parte loro, dovranno comunicare ogni anno all'Amministrazione finanziaria le situazioni difformi da quelle risultanti in Catasto.
  • Con la legge finanziaria, inoltre, è stato soppresso l'obbligo di dichiarare la rendita presunta per i fabbricati non ancora censiti in Catasto. Del resto, essendo oramai obbligatoria da diversi anni la procedura informatica Doc-fa, per tutti gli immobili in attesa di rendita si applica la rendita proposta iscritta in Catasto a cura del contribuente.
    Per i fabbricati non dichiarati in Catasto e per quelli che abbiano subìto variazioni "abusive", con la procedura prevista nei commi 336 e seguenti della legge 311 del 2004, si può attuare l'accatastamento d'imperio del fabbricato, recuperando tutto il tributo dovuto per gli anni pregressi.
  • Dal 1° novembre 2007, i Comuni eserciteranno direttamente, anche in forma associata, le funzioni catastali. È data la possibilità ai Comuni di stipulare convenzioni con l'Agenzia del Territorio.
  • Per quanto concerne la detrazione per l'abitazione principale (prevista dall'art. 8 del decreto legislativo 504 del 1992), si stabilisce che la stessa sia collegata alla residenza anagrafica del contribuente, salvo prova contraria. In proposito, è bene ricordare che sino ad oggi la detrazione spetta solo a condizione che il proprietario abbia la dimora abituale nell'immobile, a prescindere dalle risultanze anagrafiche.
  • Nella riscossione coattiva è stato abolito il termine per la formazione del ruolo. Il titolo esecutivo (cartella di pagamento o ingiunzione fiscale) deve essere notificato al contribuente, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello in cui l'accertamento è divenuto definitivo.
  • Per le procedure fallimentari il curatore o il commissario liquidatore, entro 90 giorni dalla nomina, deve presentare al Comune di ubicazione degli immobili una dichiarazione attestante l'avvio della procedura ed è tenuto a versare l'imposta dovuta per la durata dell'intera procedura entro il termine di 3 mesi dalla data del decreto di trasferimento degli immobili.
  • A seguito dell'abrogazione dell'art. 13 del Dlgs 504/92, " il rimborso delle somme versate e non dovute deve essere richiesto dal contribuente entro il termine di 5 anni dal giorno del versamento, ovvero da quello in cui è stato accertato il diritto alla restituzione. L'ente locale provvede ad effettuare il rimborso entro 180 giorni dalla data di presentazione dell'istanza" (comma 164, art. 1 della legge 296/2006).
  • Con la soppressione dei commi 1, 2, 2-bis e 6 dell'art. 11 del Dlgs 30 dicembre 1992 n. 504, scompare la differenza fra avvisi di liquidazione e di accertamento in rettifica e d'ufficio, per i quali erano previsti termini differenziati (1, 2, 3 o 5 anni). Con le nuove diposizioni il recupero può avvenire sino alla fine del quinto anno successivo:
    - a quello nel corso del quale fu o doveva essere presentata la dichiarazione;
    - a quello nel corso del quale l'imposta non fu versata o lo fu in misura insufficiante, se la dichiarazione non andava presentata.
    Il nuovo termine quinquennale si applica anche ai rapporti pendenti al 1° gennaio 2007.

Per effetto delle predette disposizioni, gli avvisi di liquidazione e di accertamento sono quindi soggetti ai seguenti termini di decadenza


tipologia violazione annualità
d'imposta
termini di decadenza
avviso di accertamento d'ufficio omessa dichiarazione 2001 31/12/2007
avviso di accertamento d'ufficio omessa dichiarazione 2002 31/12/2008
avviso di accertamento in rettifica
(con obbligo dichiarativo)
dichiarazione incompleta o infedele 2003 31/12/2009
avviso di accertamento in rettifica
(con obbligo dichiarativo)
insufficiente o tardivo versamento 2003 31/12/2009
avviso di accertamento in rettifica
(con obbligo dichiarativo)
omesso versamento 2004 31/12/2010
avviso di liquidazione omesso o insufficiente versamento 2004 02/01/2007 *
avviso di liquidazione omesso o insufficiente versamento 2005 31/12/2010
avviso di liquidazione attribuzione rendita adottata e comunicata 2005 02/01/2007 *


* Avvisi di liquidazione notificati al contribuente entro il 2 gennaio 2007, essendo festivi il 31 dicembre 2006 e il 1° gennaio 2007. Al riguardo, si ricorda che la tardiva notificazione degli atti impositivi e/o sanzionatori va eccepita espressamente, mediante proposizione di apposito ricorso introduttivo alla Commissione tributaria provinciale competente (in senso conforme, Corte di cassazione, sezione tributaria, ex multis, sentenze 19000 del 10 settembre 2007, 22890 del 25 ottobre 2006 e 1434 del 25 gennaio 2006).