EFFICACIA DELLE TARIFFE D'ESTIMO

Efficacia delle tarife d'estimo determinate con il decreto ministeriale n. 159 del 6 giugno 2002 e loro validità.
Il sommario delle novità sull'Ici


La circolare ministeriale del 19 settembre 2002, n. 7/DPF (Dipartimento per le politiche fiscali), chiarisce che le nuove tariffe d'estimo determinate con il decreto ministeriale n. 159 del 6 giugno 2002 non hanno effetto retroattivo, ma entrano in vigore il quindicesimo giorno successivo a quello della pubblicazione del decreto ministeriale e cioè il 13 agosto 2002. Ai fini della determinazione della base imponibile dell'Ici, le nuove rendite avranno validità soltanto dal 1° gennaio 2003, a norma dell'art.5, comma 2, del D.Lgs. n. 504 del 1992. Dello stesso parere è la nota n. CP/57770 del 12 agosto 2002 dell'Agenzia del Territorio.

La circolare precisa inoltre la portata del comma 6 dell'art. 74 della legge n. 342/2000 per quanto riguarda i circa 1400 comuni che avevano proposto ricorso avverso le tariffe d'estimo, concludendo che essi non possono prendere in esame le istanze di rimborso presentate dai contribuenti relative all'Ici dovuta per il 1993, in quanto:

Segnalazione il rapporto tributario deve ormai ritenersi definito relativamente alle domande per le quali l'ente locale abbia già negato il rimborso;

Segnalazione è ormai intervenuta la decadenza stabilita dall'art. 13, comma 1, del D. Lgs. n. 504/92, per le istanze presentate oltre il termine di tre anni dal pagamento.

Quanto detto vale anche nel caso in cui le nuove tariffe d'estimo risultano aumentate. Pertanto, non potranno essere richiesti a carico dei contribuenti recuperi d'imposta per le annualità pregresse, né concessi rimborsi nell'ipotesi in cui le nuove tariffe d'estimo risultino inferiori a quelle prese come base di calcolo per la determinazione delle rendite e, quindi, dei tributi dovuti.

Ciò, naturalmente, per salvaguardare il principio dell' "affidamento del cittadino nella sicurezza giuridica; principio che, quale elemento essenziale dello Stato di diritto non può essere leso da norme con effetti retroattivi, che incidono irragionevolmente su situazioni regolate da leggi precedenti" (Corte Costituzionale, sentenza del 15 novembre 2000, n. 525).