NORME SULL' ICI, IMPOSTA COMUNALE IMMOBILI

Gli importi in euro dell'imposta comunale sugli immobili




Decreto Legislativo 30 dicembre 1992, n. 504

Si riportano le varie disposizioni normative relative all'imposta comunale sugli immobili che contengono riferimenti ad importi espressi in lire convertiti in euro, applicabili dal 1° gennaio 2002.
Si ricorda che ai sensi dell'art. 52 del D.Lgs. 15 dicembre 1997, n. 446, che riconosce agli enti locali ampia potestà regolamentare, i comuni possono legittimamente deliberare aliquote e detrazioni in misura diversa da quella stabilita dalla legge.
Nell'elencazione riportata sono state indicate le norme con l'importo in lire seguito dall'importo in euro risultante dal semplice calcolo aritmetico di conversione, facendo riferimento ai criteri dettati dall'art. 4, comma 1, del D. Lgs. 24 giugno 1998, n. 213, recante disposizioni per l'introduzione dell'euro nell'ordinamento nazionale. Detta norma stabilisce che, qualora gli importi in lire contenuti in norme vigenti non costituiscono autonomo importo monetario da pagare, la conversione deve essere effettuata utilizzando almeno:
a) cinque cifre decimali per gli importi originariamente espressi in unità di lire;
b) quattro cifre decimali per gli importi originariamente espressi in decine di lire;
c) tre cifre decimali per gli importi originariamente espressi in centinaia di lire;
d) due cifre decimali per gli importi originariamente espressi in migliaia di lire.
Gli importi di seguito indicati sono stati convertiti prendendo in considerazione tre cifre decimali, in quanto, pur trattandosi di importi originariamente espressi in migliaia di lire, si è preferito utilizzare più decimali, al fine di ottenere una somma che fosse il più vicino possibile all'importo originariamente espresso in lire.
Tale modalità di calcolo è ammessa dalla stessa legge la quale consente che nel caso di specie possono essere utilizzate almeno due cifre decimali ed è stata seguita proprio per garantire il più possibile l'invarianza dei pagamenti rispetto a quelli effettuati in lire.
Tuttavia, l'ente locale, sulla base dell'autonomia regolamentare prevista dall'art. 52 del D. Lgs. n. 446 del 1997, può deliberare importi contenenti un numero di decimali inferiore rispetto a quello proposto, fermo restando che gli importi così approvati siano più favorevoli per il contribuente.
Si ricorda che l'importo finale in euro da corrispondere al comune deve essere debitamente arrotondato al centesimo più vicino, a norma dell'art. 5, del Regolamento (CE) n. 1103/97 del Consiglio del 17 giugno 1997. Tale operazione deve essere effettuata tenendo conto del valore del terzo decimale; sicchè, se il terzo decimale è inferiore a 5, l'importo da pagare deve essere arrotondato per difetto, mentre se è uguale o superiore a 5, l'importo da pagare deve essere arrotondato per eccesso.

Esempio:
importo dell'imposta: € 105,346
Imposta da pagare: € 105,35




Decreto Legislativo 30 dicembre 1992, n. 504
  • nell'articolo 8, comma 2, l'importo relativo alla detrazione per l'unità immobiliare adibita ad abitazione principale del soggetto passivo di "lire 200.000" deve intendersi pari a: "103,291 euro";
  • nell'articolo 8, comma 3, gli importi relativi alla detrazione per l'unità immobiliare adibita ad abitazione principale del soggetto passivo di "lire 200.000" e di "lire 500.000" devono intendersi rispettivamente pari a: "103,291 euro" e "258,228 euro";
  • nell'articolo 9, comma 1, relativo alle modalità di determinazione del tributo per i terreni agricoli, il riferimento all'importo eccedente il valore di "lire 50 milioni" deve intendersi effettuato a : "25822,845 euro";
  • nell'articolo 9, comma 1, lettera a), relativo alle modalità di determinazione del tributo per i terreni agricoli, il riferimento agli importi di "50 milioni di lire" e "120 milioni di lire" deve intendersi effettuato rispettivamente a: "25822,845 euro" e "61974,827 euro";
  • nell'articolo 9, comma 1, lettera b), relativo alle modalità di determinazione del tributo per i terreni agricoli, il riferimento agli importi di "120 milioni di lire" e "200 milioni di lire" deve intendersi effettuato rispettivamente a: "61974,827 euro" e "103291,379 euro";
  • nell'articolo 9, comma 1, lettera c), relativo alle modalità di determinazione del tributo per i terreni agricoli, il riferimento agli importi di "200 milioni di lire" e "250 milioni di lire" deve intendersi effettuato rispettivamente a: "103291,379 euro" e "129114,224 euro";
  • nell'articolo 10, comma 3, primo periodo, concernente il pagamento dell'imposta, l'arrotondamento "a mille lire per difetto se la frazione non è superiore a 500 lire o per eccesso se è superiore" deve considerarsi inapplicabile per evidente incompatibilità con la diversa unità monetaria di riferimento;[1]
  • nell'articolo 10, comma 3, ultimo periodo, relativo agli importi delle commissioni spettanti al concessionario della riscossione pari a "lire 3.500" ed a "lire 100.000" devono intendersi riferite rispettivamente a: "1,807 euro" e "51,646 euro";
  • nell'articolo 14, comma 1, che disciplina le sanzioni amministrative tributarie, l'importo minimo della sanzione applicabile per omessa presentazione della dichiarazione, pari a "lire centomila" deve intendersi pari a "51 euro"[2];
  • nell'articolo 14, comma 3, del D.Lgs. 30 dicembre 1992, n. 504, gli importi minimi e massimi della sanzione amministrativa tributaria applicabile nel caso in cui l'errore o l'omissione attengono ad elementi non incidenti sulla determinazione del tributo, che variano "da lire centomila a lire cinquecentomila" devono intendersi riferiti alle seguenti somme: "da 51 euro a 258 euro[2]";




Decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446
  • nell'articolo 58, comma 3, l'importo relativo alla detrazione per l'unità immobiliare adibita ad abitazione principale del soggetto passivo di "lire 500.000" deve intendersi pari a: "258, 228 euro";
  • nell'articolo 59, comma 1, lettera l), numero 4, gli importi delle sanzioni applicabili per la omessa comunicazione al comune le parole "lire 200.000" e "lire 1.000.000" devono intendersi riferiti alle seguenti somme "103 euro" e "516 euro[2]".




Decreto-legge 31 maggio 1994, n. 330, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 luglio 1994, n. 473

a) all'art. 6, comma 5, l'importo al di sotto del quale non si fa luogo al versamento dell'imposta comunale sugli immobili pari a "lire 4.000" deve intendersi riferito a: "2,066 euro".




[1] Infatti, la conversione degli importi contenuti nella norma in esame comporterebbe un arrotondamento pari "a 0,52 euro per difetto se la frazione è inferiore a 0,26 euro e per eccesso se non inferiore". Applicando tale norma si verificherebbero evidenti distorsioni.
Se, ad esempio, l'imposta da pagare è pari a € 10,25, in base a tale norma, l'arrotondamento sarebbe pari a € 10.
Se, invece, l'imposta da pagare è pari a € 10,28, l'arrotondamento sarebbe pari a € 10,52.
Se, invece, l'imposta da pagare è pari a € 10,72, non si avrebbe alcun arrotondamento, poiché la frazione di euro è superiore a 0,52 euro e la norma in esame non consente di effettuare alcun arrotondamento.

[2] Si richiama l'attenzione sulla circostanza che l'art. 51 del D. Lgs. n. 213 del 1998, ha previsto che se l'operazione di conversione degli importi relativi alle sanzioni produce un risultato espresso anche con decimali la cifra è arrotondata eliminando i decimali. Ad esempio, la conversione in euro degli importi pari a £ 100.000 ed a £ 500.000, sarebbero pari a 51,65 e 258,23, ma la disposizione richiamata comporta che le sanzioni comminabili siano rispettivamente pari a € 51 ed a € 258.


fonte: Ministero delle Finanze


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