NORME SULL' ICI, IMPOSTA COMUNALE IMMOBILI

CIRCOLARE NOVEMBRE 2000, N. 207/E DEL DIPARTIMENTO ENTRATE
DIREZIONE CENTRALE PER GLI AFFARI GIURIDICI E PER IL CONTENZIOSO TRIBUTARIO



Collegato fiscale alla legge finanziaria 2000. Primi chiarimenti.




PREMESSA

Al fine di facilitare l'applicazione delle numerose disposizioni recate dal provvedimento normativo recante "Misure in materia fiscale", c.d. "collegato fiscale alla finanziaria 2000", di seguito denominato "collegato", definitivamente approvato dal Senato della Repubblica in data 9 novembre 2000 e ancora non pubblicato nella G.U. si forniscono qui di seguito alcuni chiarimenti preliminari.


OMISSIS


DISPOSIZIONI IN MATERIA DI ACCERTAMENTO, DI RISCOSSIONE, DI CONTENZIOSO TRIBUTARIO,
DI IMMOBILI PUBBLICI E PER IL FUNZIONAMENTO DELL'AMMINISTRAZIONE FINANZIARIA

OMISSIS


Art. 74 - Attribuzione o modifiche delle rendite catastali

L'articolo 74 del "collegato" dispone che, a decorrere dal 1° gennaio 2000, gli atti che attribuiscono o modificano le rendite catastali per i terreni e i fabbricati hanno efficacia dalla loro notificazione, da parte del competente l'Ufficio del territorio, ai soggetti interessati.

Dalla data della notifica decorrono i termini ordinari, pari a sessanta giorni, previsti dall'articolo 21, comma 3, del d.lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, e successive modificazioni, per proporre il ricorso di cui all'articolo 2, comma 3, dello stesso decreto legislativo.

Gli uffici del territorio competenti sono tenuti a comunicare tempestivamente ai Comuni interessati l'avvenuta notificazione.

Il comma 2 dispone che non sono dovuti sanzioni ed interessi - relativamente al periodo compreso tra la data di attribuzione o modificazione della rendita e quella di scadenza del termine per la presentazione del ricorso, come prorogato dall'ultimo periodo dello stesso comma - per gli atti impositivi dell'Amministrazione finanziaria e degli enti locali, non ancora divenuti definitivi, emanati sulla base di accertamenti catastali effettuati entro il 31 dicembre 1999. E' da ritenere che la disposizione appena richiamata non si applica agli atti impositivi riferiti alle rendite proposte dai soggetti obbligati ai sensi del decreto del Ministro delle finanze 19 aprile 1994, n. 701, iscritte in catasto, come è noto, sulla base di dichiarazioni di parte non annoverabili nella categoria degli "atti che abbiano comportato attribuzione o modificazione della rendita". La legge inoltre precisa che non si fa luogo alla ripetizione di quanto eventualmente già pagato dal contribuente.

Nello stesso comma è altresì prevista la facoltà di proporre ricorso, ai sensi dell'articolo 2, comma 3, del d.lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, avverso gli atti di attribuzione o modificazione delle rendite, ancorché resisi definitivi per mancata impugnazione, entro il termine di sessanta giorni dall'entrata in vigore del "collegato".

Il successivo comma 3 stabilisce che, per gli atti che abbiano comportato modifiche o attribuzioni delle rendite catastali, adottati entro il 31 dicembre 1999, non ancora recepiti in atti impositivi, l'amministrazione finanziaria o gli enti locali provvedono, entro i termini di prescrizione o decadenza, previsti dalle singole leggi d'imposta, alla liquidazione o all'accertamento della maggiore imposta dovuta.

Si richiama anche in questo caso l'attenzione sul fatto che le disposizioni sono riferite esclusivamente agli atti degli uffici del territorio e non alle dichiarazioni di parte.

La notifica di tali atti costituisce anche atto di notifica della rendita catastale attribuita, con la conseguenza che, da tale data, decorrono i termini per la presentazione del ricorso di cui all'articolo 2, comma 3, del d.lgs. n. 546 del 1992.

Il comma 4 abroga il secondo, terzo, quarto e quinto periodo dell'articolo 5, comma 4, del d.lgs. 30 dicembre 1992, n. 504, disciplinante la base imponibile dell'imposta comunale sugli immobili (ICI). Come è noto, tali periodi erano stati aggiunti dall'articolo 30, comma 11, della legge 23 dicembre 1999 n. 488, in vigore dal 1° gennaio 2000, e stabilivano che "Il termine per la proposizione del ricorso avverso la nuova determinazione della rendita catastale dei fabbricati decorre dalla data in cui il contribuente abbia avuto conoscenza piena del relativo avviso. A tale fine, gli uffici competenti provvedono alla comunicazione dell'avvenuto classamento delle unità immobiliari a mezzo del servizio postale con le modalità idonee a garantire l'effettiva conoscenza da parte del contribuente, garantendo altresì che il contenuto della comunicazione non sia conosciuto da soggetti diversi dal destinatario. Fino alla data dell'avvenuta comunicazione non sono dovuti sanzioni ed interessi per effetto della nuova determinazione della rendita catastale. Resta fermo quanto stabilito dall'articolo 3 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472. "

Con i commi 5 e 6, infine, vengono estese rispettivamente all'imposta comunale sull'incremento del valore degli immobili (INVIM), limitatamente al comma 1, e all'imposta comunale sugli immobili (ICI), le disposizioni di cui all'articolo 2, del decreto-legge 23 gennaio 1993, n. 16, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 1993, n. 75.

In particolare, tale disposizione, contenuta nel citato articolo 2, consente ai contribuenti di applicare, dal 1 gennaio 1992 anziché dal 1° gennaio 1994, i nuovi estimi catastali, revisionati per effetto dei ricorsi dei Comuni avverso le nuove rendite catastali, qualora gli stessi siano inferiori a quelle risultanti dalla normativa precedente.


OMISSIS




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