LE RISPOSTE FORNITE AI QUESITI ICI PUBBLICATI NEL FORUM FISCALE
Le risposte ai quesiti Ici pubblicati nel forum fiscale
L'omessa dichiarazione va sanzionata una sola volta

Quesito inviato da Silvia in data 23 settembre 2003.
Nel luglio 2002 mi è stato notificato un avviso di liquidazione ICI relativo all'anno 1998 per rideterminazione rendite catastali, con cui mi si chiedeva il pagamento della differenza d'imposta senza sanzioni né interessi, in base alla nuova rendita attribuita dall'U.t.e., che non mi è mai stata notificata, ma che a detta del Comune è stata pubblicata all'albo pretorio entro il 31/12/1999. Non essendo io residente nel Comune, non sono mai venuta a conoscenza della nuova rendita se non con la notifica di questo provvedimento. Ora mi sono stati notificati altri avvisi di liquidazione ICI relativi agli anni 1999, 2000, 2001, con i quali solo per il 2000 e il 2001 mi si chiedono anche le sanzioni e gli interessi, poichè dal 2000 si presume io fossi a conoscenza della rendita definitiva. Vorrei sapere se posso fare istanza di autotutela per far annullare le sanzioni e gli interessi per il 2000 e 2001 o se il Comune può legittimamente richiederli. Il Comune mi aveva inoltre precedentemente chiesto di presentare la dichiarazione ICI originaria, in qunto non risultante, ma credo di non averla mai presentata. Cosa devo aspettarmi per questo?

Risposta inviata da Redazione dossier.net in data 10 ottobre 2003.
La questione che lei sottopone è delicata e complessa, perché rientra nella previsione di cui all'art. 74 della legge 342/2000. In linea di principio riteniamo che, se nel caso prospettato la rendita attribuita dall'Agenzia del territorio (ex Ute) sia stata già adottata e pubblicata per affissione all'albo pretorio entro il 31 dicembre 1999, il comune può legittimamente richiedere al contribuente soltanto la differenza d'imposta, senza l'applicazione di sanzioni e interessi. Il contribuente dovrà, invece, corrispondere al comune soltanto la somma relativa alla differenza tra l'imposta effettivamente dovuta in base alla rendita attribuita e quella corrisposta in base alla rendita presunta. Conseguentemente il comune deve considerare pienamente validi i versamenti effettuati dai contribuenti che abbiano scorporato dalla somma risultante dall'avviso di liquidazione o di accertamento l'importo relativo alle sanzioni ed agli interessi che risultassero applicati nell'atto impositivo. Nel suo caso, dunque, può versare solo la differenza d'imposta per le annualità 2000 e 2001. Qualora abbia corrisposto anche l'importo delle sanzioni e degli interessi, non ha diritto al rimborso (circolare ministeriale n. 4/FL del 13 marzo 2001).
Per quanto attiene al secondo quesito, riteniamo che l'omessa presentazione della dichiarazione o della denuncia sia punibile ai sensi del comma 1 dell'art. 14 del D.Lgs. 504/92 e sue modificazioni (sanzione amministrativa dal 100 al 200 per cento del tributo dovuto, con un minimo di 51 euro). Al riguardo, giova rimarcare che la violazione "deve essere sanzionata solamente per il primo anno in cui è stata commessa" (risposta all'interrogazione parlamentare 4-00702 del 18 settembre 2001).



La parte residua della detrazione deve essere computata sull'imposta dovuta per le pertinenze

Quesito inviato da Lella in data 26 settembre 2003.
Se un Comune non ha fatto delibere riguardo alle pertinenze, da che anno posso applicare la detrazione, che avanza dall'abitazione principale, alle pertinenze: 2000 o 2001?
La legge n. 388 del 23/12/2000, art. 18, comma 2, che sostituisce il comma 12, art.30, legge n. 488 del 23/12/1999, si riferisce solo all'aliquota o anche all'importo della detrazione?
Io avevo dato questa interpretazione:
fiino all'anno 1999 compreso, se il Comune vuole applicare la detrazione residua alle pertinenze doveva deliberarlo;
dall' 1/1/2000 si applica automaticamente e la delibera serve solo per non farla applicare.
Sto sbagliando?

Risposta inviata da Redazione dossier.net in data 10 ottobre 2003.
Per quanto riguarda la detrazione dell'abitazione principale, se la stessa non trova totale capienza nell'imposta dovuta per l'abitazione principale, essa deve essere computata, per la parte residua, sull'imposta dovuta sulle pertinenze (circolare ministeriale n. 114/E del 25 maggio 1999).



Le rendite catastali hanno efficacia dalla data della loro notificazione

Quesito inviato da Mauro in data 28 settembre 2003.
Gradirei sapere se una rendita catastale fabbricati, attribuita dall'ex UTE nel mese di dicembre 1999 (precisamente messa in atti 8/12/1999) e affissa nell'Albo pretorio del comune nel mese di gennaio 2000, può considerarsi efficace giuridicamente nei confronti delle imposte ICI e IRPEF.
Si precisa che a tutt'oggi il contribuente non ha ricevuto alcuna notifica o atto impositivo in merito alla stessa da parte del Comune.

Risposta inviata da Redazione dossier.net in data 10 ottobre 2003.
A decorrere dal 1° gennaio 2000, le rendite attribuite o modificate dall'Ufficio del territorio esplicano efficacia soltanto dalla data della loro rituale notificazione (comma 1 dell'art. 74 della legge n. 342 del 2000). Nel caso prospettato, l'affissione della rendita all'albo pretorio nel mese di gennaio 2000 non ha alcuna validità.



L'attenuata potenzialità edificatoria dell'area incide sulla quantificazione della base imponibile

Quesito inviato da Gabri in data 03 ottobre 2003.
Chiedo cortesemente di sapere se è dovuto il pagamento dell'ICI per un terreno inserito nel piano regolatore come zona campeggio e in cui sarebbe possibile, sempre secondo il piano, la costruzione di fabbricato ad uso servizi. Premetto che tale terreno, inserito (a mia insaputa) nel piano con questa finalità, non è dotato di accesso autonomo, è in zona di scarso interesse in quanto adiacente a campeggio già esistente e, nonostante abbia dato l'incarico, da anni, ad un'agenzia per la vendita, non è stato possibile alienarlo.

Risposta inviata da Redazione dossier.net in data 10 ottobre 2003.
In linea di principio, il mero inserimento del terreno nel piano regolatore generale (PRG) dà luogo all'applicazione del tributo comunale. Si vedano in proposito, risoluzione ministeriale n. 209/E del 17 ottobre 1997; risposta all'interrogazione parlamentare 4-10543 del 10 aprile 1998; Corte di cassazione, sezione tributaria, sentenza 7676 del 25 maggio 2002). Ciò che conta è dunque la "vocazione" edificatoria del terreno.
Nel caso prospettato, l'attenuata potenzialità edificatoria del terreno, pur se non influente sulla qualificazione dell'area, non è però priva di effetto per quanto concerne la quantificazione della base imponibile (in senso conforme, Corte di cassazione, sezione I civile, sentenza n. 5531 del 5 giugno 1999).



Il comportamento del comune può ritenersi corretto

Quesito inviato da Mary in data 04 ottobre 2003.
In data odierna ho ricevuto dal comune tre notifiche di liquidazione dell'ICI, datate 26.05.2003, relative agli anni 1998, 1999 e 2000, in cui si impone il pagamento della differenza tra quanto a suo tempo versato e quanto calcolato dal comune attraverso quelle che vengono definite rendite definitive. Ciò premesso, vi chiedo:
- è legittimo che il comune mi notifichi solo ora una liquidazione datata 26.05.03?
- è legittimo che il comune effettui tale liquidazione per gli anni sopracitati (1998, 1999 e 2000) nel 2003?
- è legittimo che il comune prenda a riferimento delle presunte rendite definitive (così le definisce) senza che la sottoscritta ne abbia ricevuto notizia?
- è legittimo che il comune mi avvisi che la notifica di liquidazione costituisce a tutti gli effetti anche notifica di rendite catastali?
Posso impugnare le notifiche di liquidazione ricevute e con quali riferimenti normativi?

Risposta inviata da Redazione dossier.net in data 10 ottobre 2003.
Ai sensi del comma 16 dell'art. 31 della legge finanziaria 27 dicembre 2002 n. 289, i termini per la liquidazione e l'accertamento dell'Ici, in scadenza al 31 dicembre 2002, sono stati prorogati al 31 dicembre 2003, limitatamente alle annualità di imposta 1998 e successive. Il comma 3 dell'art. 74 della legge n. 342 del 21 novembre 2000 dispone, poi, che gli avvisi di liquidazione o di accertamento emessi sulla base delle attribuzioni o modificazioni delle rendite catastali costituiscono anche notificazione delle rendite stesse.
Il comportamento del comune. quindi, può ritenersi corretto.