LE RISPOSTE FORNITE AI QUESITI ICI PUBBLICATI NEL FORUM FISCALE
Le risposte ai quesiti Ici pubblicati nel forum fiscale
Sul significato dell'avviso di liquidazione

Quesito inviato da Paolo in data 13 agosto 2003.
Vorrei avere un' informazione: ho sentito parlare di avviso d'accertamento d'ufficio, avviso di accertamento in rettifica, capendo il loro significato; ma l'avviso di liquidazione, invece, non so cosa sia e chiedo gentilmente il significato.

Risposta inviata da Redazione dossier.net in data 18 agosto 2003.
L'avviso di liquidazione è un provvedimento che l'ente impositore emette a seguito di una serie di operazioni dirette al controllo dei calcoli e alla verifica dei versamenti eseguiti dal contribuente, dalle quali può risultare un'imposta pagata nella misura inferiore, uguale o superiore a quella dovuta.
Per esplicita previsione, l'avviso di liquidazione deve essere notificato al contribuente, anche a mezzo posta mediante raccomandata con avviso di ricevimento:
- entro il 31 dicembre del secondo anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione o la denuncia, se sussisteva l'obbligo della presentazione;
ovvero
- entro il 31 dicembre del secondo anno successivo a quello nel corso del quale è stato o doveva essere eseguito il versamento del tributo, per gli anni in cui non sussisteva l'obbligo di presentare la dichiarazione o la denuncia.
L'avviso di liquidazione deve essere sufficientemente motivato in relazione ai presupposti di fatto e alle ragioni giuridiche che l'hanno determinato e deve indicare i criteri adottati per la determinazione dell'eventuale imposta dovuta o di quella da rimborsare.



Avviso di accertamento per omessa dichiarazione caduto in prescrizione

Quesito inviato da Rino in data 13 agosto 2003.
Ieri mattina ho ricevuto un avviso di accertamento per omessa dichiarazione Ici relativa all'anno 1994; sono sicuro che è caduto in prescrizione: come mi devo comportare? Basta che vado al comune a farglielo notare? Devo rivolgermi per forza in Commissione tributaria? Oppure fare qualcos'altro? Aiutatemi, vi prego, indicatemi la strada giusta perchè sono veramente in crisi e non so come comportarmi.

Risposta inviata da Redazione dossier.net in data 18 agosto 2003.
In base all'art. 30, comma 10, lettera c), della legge finanziaria n. 488 del 23 dicembre 1999, gli avvisi di accertamento d'ufficio per l'anno 1994 dovevano essere notificati al contribuente entro il 31 dicembre 2000. Nel caso di specie, l'accertamento per omessa dichiarazione, notificato in data 12 agosto 2003, è quindi fuori termine ed è censurabile sotto il profilo giuridico-amministrativo in quanto la violazione non si rinnova di anno in anno.
Al riguardo, giova rilevare che il ministro dell'Economia e delle Finanze, rispondendo all'interrogazione parlamentare 4-00702 del 18 settembre 2001 (ricavabile dal sito del Parlamento), ha avuto modo di precisare, tra l'altro, che la violazione per omessa dichiarazione "deve essere sanzionata solamente per il primo anno in cui è stata commessa. Infatti, la dichiarazione costituisce un atto necessario al Comune per conoscere i dati essenziali per quantificare il tributo dovuto. Una volta che il Comune abbia acquisito questi elementi, anche attraverso un atto di accertamento, non si rende più applicabile la sanzione per omessa dichiarazione".
Pertanto, si consiglia di presentare al Comune un'istanza di autotutela, redatta in carta esente da bollo, per chiedere l'annullamento dell'avviso di accertamento. Comunque, faccia attenzione a non far trascorrere il termine perentorio di 60 giorni dalla notifica dell'atto impositivo, per impugnare l'atto stesso con ricorso alla competente Commissione tributaria provinciale, perché altrimenti il provvedimento, anche se illegittimo, diventa definitivo e lei non ha più mezzi di difesa.



Il fabbricato adibito all'allevamento di animali non è soggetto all'Ici

Quesito inviato da Elisa in data 17 agosto 2003.
E' soggetto all' Ici il fabbricato adibito ad allevamento di polli?
Il proprietario è regolarmento iscritto ai Coltivatori diretti e il terreno su cui è ubicato il fabbricato (considerato montano) ha un'estensione di are 76.65.
Il fabbricato, a mio avviso, presenta i caratteri di ruralità elencati nel DPR 23.3.98, n. 139.

Risposta inviata da Redazione dossier.net in data 04 settembre 2003.
Ai sensi del comma 3-bis dell'art. 9 del D.L. n. 557 del 1993 (convertito, con modificazioni, dalla legge n. 133 del 1994), così come modificato dall'art. 2 del D.P.R. n. 139 del 23 marzo 1998, ai fini fiscali deve riconoscersi carattere rurale anche alle costruzioni strumentali alle attività agricole di cui all'art. 29 del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 (coltivazione del terreno, silvicoltura, allevamento di animali, ecc.). Pertanto, nel caso prospettato, il fabbricato adibito all'allevamento di avicoli, quale costruzione rurale e pertinenziale, non può formare oggetto di imposizione del tributo comunale.



Il Comune deve provvedere al rimborso

Quesito inviato da Giorgio in data 26 agosto 2003.
Sono un funzionario di un comune che sta procedendo ai rimborsi Ici per rendite presunte che le cui domande risalgono fino al 1997; mi hanno detto che una volta inoltrata la domanda di rimborso il comune avrebbe dovuto rispondere entro 3 mesi, altrimenti si verifica il silenzio rifiuto e il contribuente avrebbe dovuto rivolgersi alla commissione tributaria. Come mi devo comportare: cioè devo comunque procedere al rimborso, oppure se il contribuente si è rivolto alla commissione tributaria devo attendere ? Inoltre, io sono nell'impossibilità di sapere se i soggetti a cui non abbiamo risposto entro tre mesi si siano rivolti a detta commissione. Cosa mi consigliate?

Risposta inviata da Redazione dossier.net in data 06 settembre 2003.
Nel caso di specie, il Comune deve disporre d'ufficio, senza che sia necessaria l'istanza del contribuente, la restituzione delle somme versate in eccedenza, maggiorate degli interessi, entro il 31 dicembre dell'anno successivo a quello in cui è avvenuta la notifica della rendita catastale definitiva (art. 11, comma 1, terzo periodo, del D.Lgs. n. 504/92).
Qualora il contribuente abbia proposto ricorso alla competente Commissione tributaria, la comunicazione del provvedimento di rimborso va effettuata anche all'organo giurisdizionale davanti al quale sia pendente il relativo contenzioso.



Il terreno dato in affitto non perde la qualifica di area fabbricabile

Quesito inviato da Carolina in data 26 agosto 2003.
Una persona possiede un pezzo di terreno che il comune ritiene fabbricabile.Tale terreno è iscritto in catasto come fabbricato rurale anche se in realtà non vi è sopra nessun fabbricato. Tale terreno è stato dato in affitto ad un coltivatore diretto e il prorietario paga l' Ici come terreno agricolo. E' giusto considerarlo ugualmente area fabbricabile ai fini Ici?

Risposta inviata da Redazione dossier.net in data 06 settembre 2003.
Nel caso in cui il terreno, inserito nel piano regolatore generale (PRG), venga concesso in affitto per uso agricolo ad un coltivatore diretto, detto terreno non perde la qualificazione di "area fabbricabile", in quanto non vi è identità tra proprietario o titolare di diritto reale di godimento, ossia tra soggetto passivo di imposta e conduttore del terreno stesso (si veda circolare ministeriale n. 7/1106 del 10 giugno 1993, risposta 5.18). Pertanto, il proprietario del terreno deve pagare l'Ici per l'area fabbricabile.