LE RISPOSTE FORNITE AI QUESITI ICI PUBBLICATI NEL FORUM FISCALE
Le risposte ai quesiti Ici pubblicati nel forum fiscale
Agevolazioni per le abitazioni in uso gratuito a fratello o sorella

Quesito inviato da Barbara in data 11 giugno 2003.
Lo scorso anno mi sono sposata e mi sono trasferita in altro comune. L'appartamento a me intestato ora è occupato da mio fratello. Nella delibera comunale si legge che è possibile applicare l'aliquota del "5,5 per mille del valore catastale per immobili costituenti unica abitazione principale sul territorio comunale non utilizzata direttamente ma che risulti locata o che risulti comunque utilizzata da parenti in linea retta entro il secondo grado o affini entro il primo grado ivi residenti". Mio fratello rientra in questa categoria? Se sì, può usufruire anche della detrazione per la prima casa?

Risposta inviata da Redazione dossier.net in data 13 giugno 2003.
Ai sensi e per gli effetti della norma regolamentare deliberata dal Comune, lei non può fruire dei benefici previsti per l'abitazione principale, in quanto il rapporto di parentela con suo fratello è sì di secondo grado, ma in linea collaterale e non retta.



Il contribuente può eccepire la decadenza del ruolo di riscossione

Quesito inviato da Carmine in data 17 giugno 2003.
L'art. 12 del D.Lgs 504/92 prevede che l'Ente locale è tenuto a formare e rendere esecutivo il ruolo entro il termine del secondo anno successivo a quello in cui è stato notificato l'avviso di liquidazione. E' un termine di decadenza?

Risposta inviata da Redazione dossier.net in data 18 giugno 2003.
Il termine stabilito dall'art. 12 del D.Lgs. n. 504/92 per la riscossione coattiva mediante ruolo delle somme liquidate dal Comune è da considerare perentorio e non ordinatorio (in senso conforme, Commissione tributaria provinciale di Bari, sezione XVIII, sentenza n. 25 del 21 febbraio 2003).
Il contribuente, quindi, sarebbe legittimato ad eccepire la decadenza del ruolo avanti alla Commissione tributaria provinciale competente.



Il fabbricato utilizzato dal mezzadro non può considerarsi rurale

Quesito inviato da Giada in data 17 giugno 2003.
Se un fabbricato è utilizzato come abitazione dal titolare di un contratto di mezzadria, è prevista l'esenzione a favore del proprietario del suddetto fabbricato (soggetto diverso dal mezzadro)?

Risposta inviata da Redazione dossier.net in data 21 giugno 2003.
Ai fini del riconoscimento della ruralità dei fabbricati agli effetti fiscali, le costruzioni destinate a edilizia abitativa devono soddisfare contemporaneamente le condizioni previste dal comma 3 dell'art. 9 del D.L. n. 557 del 1993 (convertito, con modificazioni, dalla legge n. 133 del 1994), così come modificato dall'art. 2 del D.P.R. n. 139 del 1998.
Nel caso di specie, riteniamo che il fabbricato non possa essere considerato rurale e, quindi, esente dall'Ici, in quanto il soggetto (mezzadro) che utilizza l'immobile e che conduce il terreno cui l'immobile stesso è asservito non ne ha il possesso (requisito soggettivo di possesso), né può essere qualificato come dipendente dell'azienda agricola, assunto nel rispetto della normativa in materia di collocamento (requisito soggettivo di utilizzo). Tuttavia, è utile ricordare che la valutazione della sussistenza delle condizioni per il riconoscimento ai fini fiscali della ruralità delle costruzioni è compito precipuo degli enti impositori e che gli uffici del territorio assicurano in ogni caso le ordinarie consulenze di carattere istituzionale, limitatamente ai requisiti oggettivi dei beni immobili (si veda circolare ministeriale n. 96/T del 9 aprile 1998).



Terreno edificabile per inserimento nel P.R.G.

Quesito inviato da Davide in data 19 giugno 2003.
Io sono proprietario di un appezzamento di terreno. Il mio comune è dotato di PRG vigente dal 1987 e detto appezzamento è individuato in tale PRG come Zona agricola.
Nel luglio 2002 il comune ha adottato la Variante generale al PRG, classando il mio terreno in zona edificabile C.2.(attuabile con piano di lottizzazione).
Ora il nuovo PRG deve essere approvato da parte della Regione, perchè la variante al PRG diventi effettiva e vigente. Pertanto, ad oggi, dal punto di vista urbanistico si applicano le "norme di salvaguardia", cioè le norme più restrittive ( quelle di terreno agricolo, ma non ci posso costruire) fino all'approvazione da parte della Regione. L'ufficio tributi del comune mi ha detto che devo pagare l' ICI come terreno edificabile secondo i valori stabiliti con delibera comunale (citando una sentenza della Cassazione che non ricordo).
Nel mese di novembre ho fatto la rivalutazione del valore di affrancamento, con la quale ho redatto perizia giurata di detto terreno agricolo ai sensi dell' art.7, comma 1, della Legge 28.12.2001 n°488, che valutava il terreno alla data 01/01/2002 per un valore minore di quello stabilito dal comune per i terreni edificabili (anche perchè alla data 01/01/2002 il terreno era agricolo a tutti gli effetti).
Secondo voi, devo considerarlo come agricolo o edificabile questo terreno? e con quale valore: agricolo, edificabile o perizia?

Risposta inviata da Redazione dossier.net in data 21 giugno 2003.
In linea di principio, il semplice inserimento del terreno nel piano regolatore generale (Prg) dà luogo all'applicazione dell'Ici (si vedano: risoluzione ministeriale 209/E del 17 ottobre 1997; risposta all'interrogazione parlamentare 4-10543 del 10 aprile 1998; Corte di Cassazione, sezione tributaria, sentenza 7676 del 25 maggio 2002; sezione I civile, sentenze 5531 del 5 giugno 1999, 3307 del 21 marzo 2000, 5727 del 13 aprile 2002 e 9075 del 21 giugno 2002; Commissione tributaria centrale, sezione XII, decisione 3984 del 10 giugno 1992).
Secondo l'interpretazione ministeriale ciò che conta è dunque la semplice "vocazione" edificatoria (si veda Corte Costituzionale, sentenza n. 5 del 30 gennaio 1980). Tuttavia, la particolare situazione in cui viene a trovarsi il terreno, pur se non influente sulla qualificazione dell'area, non sarà però priva di effetto in ordine alla quantificazione della base imponibile (si veda Commissione tributaria regionale della Toscana, sezione IX, sentenza 198 del 16 maggio 2002), la quale è rappresentata dal valore vanale in comune commercio al 1° gennaio dell'anno di imposizione, tenendo conto dei parametri indicati dal comma 5 dell'art. 5 del D.Lgs. 504/92.
Nel caso prospettato, è opportuno far supportare la valutazione del terreno fabbricabile anche da una relazione di stima da parte di esperto (circolare Assonime n. 91 del 27 maggio 1993, paragrafo 13).



Riscossione coattiva dei tributi mediante ruolo

Quesito inviato da Grazia in data 21 giugno 2003.
In data 19.06.03 l'ente esattore del comune mi ha recapitato una cartella di pagamento riferita all'ICI del 1994, con la causale tributi coattivi per infedele denuncia, senza specificare altro.
Il ruolo, si dice nella comunicazione, è stato reso esecutivo il 30.12.02.
Vi chiedo se è regolare e contestabile:
- non dare alcuna informazione circa il motivo di tale tributo;
- se il comune può, nonostante siano passati quasi 10 anni, chiedere ancora tale tributo.
Ringrazio anticipatamente chi mi darà qualche chiarimento in proposito.

Risposta inviata da Redazione dossier.net in data 22 giugno 2003.
Ai sensi dell'art. 12 del D.Lgs. 504/92, il ruolo deve essere formato e reso esecutivo, con il visto del funzionario responsabile, non oltre il 31 dicembre del secondo anno successivo a quello in cui l'atto impositivo è stato notificato al contribuente.
Nel caso di specie, la cartella di pagamento evidenzia sia la data in cui il ruolo è divenuto esecutivo (30.12.02), sia il riferimento al precedente atto di accertamento, anche se in forma sintetica (tributi coattivi per infedele denuncia). Sul piano procedurale il provvedimento è dunque corretto. Si tratta però di accertare se effettivamente il Comune impositore le ha notificato , entro il 31 dicembre 2000, un avviso di accertamento per infedele denuncia e insufficiente versamento d'imposta. In mancanza di tale atto, come è stato ripetutamente affermato (da ultimo, Commissione tributaria regionale della Basilicata, sentenza n. 112 del 29 dicembre 2000), l'iscrizione a ruolo è illegittima.
Per quanto riguarda la possibilità per i comuni di riscuotere l'imposta dovuta per l'anno 1994, l'art. 30, comma 10, della legge finanziaria n. 488 del 1999 aveva prorogato i termini al 31 dicembre 2000.
In conclusione, se il Comune impositore ha regolarmente notificato l'avviso di accertamento nei termini di legge, il contribuente non ha valido motivo per impugnare la cartella di pagamento.