LE RISPOSTE FORNITE AI QUESITI ICI PUBBLICATI NEL FORUM FISCALE
Le risposte ai quesiti Ici pubblicati nel forum fiscale
Valore delle aree fabbricabili

1° Quesito inviato da Grammegna in data 6 maggio 2003
Ai fini Ici viene tassata la potenzialità edificatoria?

1a Risposta inviata da Alex (redazione Dossier.Net) in data 8 maggio 2003
La fabbricabilità di un'area può risultare sia in via diretta in quanto definita come tale in un piano regolatore, sia indirettamente, cioè in forza della sua "potenzialità edificatoria" determinata, ad esempio, dalla ubicazione dell'area, dalle sue condizioni di accessibilità, dallo sviluppo edilizio della zona, dalla presenza di opere di urbanizzazione, dalla adiacenza a reti viarie di collegamento al centro abitato, ecc..
In tal caso si parla di "edificabilità di fatto" che si ha solo nell'ipotesi in cui l'area interessata sia priva di un piano regolatore generale o di un piano di fabbricazione, ossia quando sia assente il concetto di "edificabilità di diritto o legale". Sul concetto di "edificabilità di fatto" si veda anche la sentenza della Cassazione 5 febbraio 1982 n. 2692.
Relativamente al concetto di "potenzialità di edificazione ", il ministero delle Finanze ha precisato che, per le aree poste al di fuori degli strumenti particolareggiati ma entro lo strumento generale, la potenzialità "normalmente è attenuata nel senso che possono esistere gradi, più o meno ampi, di incertezza sulla effettiva possibilità di utilizzare il suolo a scopo edificatorio nel futuro, allorquando cioè la zona rientrerà in un piano particolareggiato. Tale situazione, pur se non influente sulla qualificazione dell'area, non sarà però priva di effetto; essa influenzerà la quantificazione della base imponibile" (risoluzione n.209/E del 17 ottobre 1997; in senso conforme, Corte di Cassazione, sezione I civile, sentenza n. 5531 del 5 giugno 1999).

2° Quesito inviato da Grammegna in data 9 maggio 2003
Come vanno considerate le Zone agricole del PRG (zone che peraltro sono solitamente usate per la costruzione di ville) ai fini del valore del terreno? Reddito dominicale o, come credo, valore venale in comune commercio?

2a Risposta inviata da Alex (redazione Dossier.Net) in data 10 maggio 2003
Nel caso prospettato, il valore del terreno è costituito da quello venale in comune commercio al 1° gennaio dell'anno di tassazione, tenendo conto dei criteri di valutazione indicati nel comma 5 dell'art. 5 del D.Lgs. 504/92.



Ricorso trattato in camera di consiglio piuttosto che in pubblica udienza

Quesito inviato da Sydney in data 9 maggio 2003
Mi è stato notificato che un mio ricorso per imposta ICI del 1998 alla Commissione provinciale verra' trattato in camera di consiglio piuttosto che in pubblica udienza. Volevo capire se questa modalita' presenta controindicazioni, svantaggi o altro. Nel caso decidessi di chiedere la pubblica udienza come posso regolarmi per la rappresentanza processuale e la difesa tecnica ? Chi posso eventualmente delegare ? Preciso che la questione riguarda un importo complessivo di soli 200 euro.

Risposta inviata da Fausto (redazione Dossier.Net) in data 12 maggio 2003
Le controversie sono trattate di norma in "Camera di consiglio" (senza la presenza delle parti); se una delle parti vuole che il ricorso sia discusso in udienza pubblica deve farne richiesta alla Commissione con istanza da depositare in segreteria e da notificare alle altre parti costituite, entro il termine di dieci giorni liberi prima della data di trattazione. L'istanza di pubblica udienza può anche essere proposta contestualmente al ricorso o ad altri atti processuali.
Nel caso di specie, data la modesta entità della controversia, non ha rilevanza la modalità della sua trattazione. Per quanto concerne poi l'assistenza tecnica, va fatto rilevare che le controversie di valore inferiore a 2.582,28 euro possono essere proposte direttamente dalle parti interessate che, nei procedimenti relativi, possono stare in giudizio anche senza assistenza tecnica (comma 5 dell'art. 12 del D.Lgs. 546/92). Tuttavia, se vuole farsi assistere in udienza pubblica da un difensore abilitato, può sceglierlo tra quelli indicati nel comma 2 del citato art. 12.



Domicilio fiscale per le persone fisiche

Quesito inviato da Giovanni C. in data 09 maggio 2003.
Il comune sostiene che mi ha validamente notificato un avviso di accertamento ICI all'estero, anche se io sono da più di 20 anni residente in Italia, nel comune stesso. Ma il comune afferma che quello che conta è il domicilio fiscale. A me sembra un non senso andare a notificare un atto a migliaia di chilometri di distanza quando io risiedo distante un paio di chilometri dal Comune. Ovviamente io non ho ricevuto nessun atto (dicono che è ritornato indietro e che considerano validamente notificato). Quindi il primo atto che ho ricevuto - questo invece nella mia residenza in Italia - è stata la cartella di pagamento. In questo caso il domicilio fiscale non conta? Ma soprattutto da che cosa è determinato, ai fini dell'Ici, questo benedetto domicilio fiscale?

Risposta inviata da Fausto (redazione dossier.net) in data 12 maggio 2003.
I criteri per l'individuazione del domicilio fiscale del contribuente sono contenuti nell'art. 58 del DPR n. 600 del 29 settembre 1973, per il quale ogni soggetto passivo di imposta si intende domiciliato in un comune dello Stato e il comune di domicilio fiscale coincide, per le persone fisiche residenti nel territorio dello Stato, con il comune nella cui anagrafe sono iscritte.
Nel caso di specie, quindi, il comune impositore avrebbe dovuto notificare l'avviso di accertamento Ici nel comune di residenza anagrafica del destinatario. Pertanto, come è stato ripetutamente affermato (da ultimo, Commissione tributaria regionale della Basilicata, sentenza n. 112 del 29 dicembre 2000), la mancata notifica dell'atto impositivo determina l'illegittimità e l'invalidità dell'iscrizione a ruolo e della cartella esattoriale.
Il contribuente può così chiedere al comune impositore di annullare la cartella esattoriale in via di autotutela, ma non deve assumere un atteggiamento passivo, nel senso cioè di rimanere in attesa dell'annullamento, perché ha solo 60 giorni di tempo dalla data di notifica della richiesta di pagamento per ricorrere alla Commissione tributaria provinciale, facendo valere l'inesistenza giuridica dell'avviso di accertamento e gli eventuali vizi che avrebbe sollevato se avesse ricevuto l'avviso stesso.



Garage quale pertinenza dell'abitazione principale

Quesito inviato da Stefano in data 12 maggio 2003.
I miei quesiti sono i seguenti: al piano terra della mia abitazione principale, in passato è stato ricavato un garage ( in precedenza vano abitabile) mediante l'abbattimento della parete aggettante sulla sede stradale e il montaggio di una porta basculante. Nel 1986 ho presentato al catasto la relativa denuncia di variazione di destinazione d'uso e nell'ottobre 2001 mi è stata notificata l'avvenuta registrazione con il passaggio del vano in questione dalla categoria catastale A4 a quella C6. Posso considerare questo garage una pertinenza (simile ad un box auto completamente integrato nel fabbricato) soggetta alla detrazione di 103,29 euro riservata all' abitazione principale?
(Premetto che nella dichiarazione Ici 2002 il mio commercialista non ha considerato come una pertinenza il garage in questione e quindi, indicandolo nel bollettino di pagamento sotto la voce "altri fabbricati", non ha applicato nessuna detrazione).
Infine, ammettendo che tale garage sia una pertinenza, è corretto calcolare l'importo complessivo dell' Ici in questo modo: (rendita abitazione principale A4 + rendita garage C6) x 105 : 1000 x aliquota comunale - 103,29?

Risposta inviata da Alex (redazione dossier.net) in data 15 maggio 2003.
Se il garage non ha rendita autonoma rispetto a quella dell'abitazione principale, il calcolo dell'Ici da lei indicato è corretto. Qualora abbia invece una rendita distinta, deve determinare l'imposta separatamente, applicando l'aliquota ridotta; se l'ammontare della detrazione non trova totale capienza nell'imposta dovuta per l'abitazione principale, può essere computato, per la parte residua, in diminuzione del tributo dovuto per la pertinenza. In quest'ultimo caso, sul bollettino di versamento l'imposta dovuta per il garage va indicata nello spazio riservato agli "Altri fabbricati".



Accertamento della rendita catastale da parte del contribuente

Quesito inviato da Barbara in data 22 maggio 2003.
Ho ricevuto dal mio comune l'avviso di liquidazione ICI per gli anni 1995, '96, '97, '98 e '99 con la notificata della rendita castale. Poiché la rendita è diversa da quella in mio possesso ho provveduto ad effettuare una visura storica al Catasto. Purtoppo la rendita notificata dal Comune non risulta dalla visura. Preciso che ho contattato il comune che mi ha confermato la rendita comunicatagli dal Catasto.
Ho provveduto a pagare le liquidazioni, ma vorrei sapere cosa devo fare per accertare se la rendita del comune è conforme a quella catastale e se, eventualmente, posso richiedere il rimborso delle somme pagate in eccedenza.

Risposta inviata da Redazione dossier.net in data 23 maggio 2003.
Il Comune poteva richiedere il pagamento della differenza d'imposta solo per le annualità 1998 e successive: gli anni precedenti sono caduti in prescrizione dopo il 31 dicembre 2001.
Per quanto attiene alla nuova rendita, può prendere visione o anche ottenere copia del certificato catastale in possesso del Comune e confrontarlo con gli atti dell'Ufficio del territorio competente (ex Ute).
Per le somme versate indebitamente, deve chiedere il rimborso entro il termine perentorio di tre anni dal giorno del pagamento ovvero da quello in cui è stato definitivamente accertato il diritto alla restituzione (art. 13, comma 1, del D.Lgs. 504/92).