LE RISPOSTE FORNITE AI QUESITI ICI PUBBLICATI NEL FORUM FISCALE
Le risposte ai quesiti Ici pubblicati nel forum fiscale
Imposta sulle aree edificabili

Quesito inviato da Emanuele in data 24 marzo 2003.
Il comune mi ha spedito degli avvisi di accertamento e liquidazione in relazione ad un'area fabbricabile in mio possesso dal lontano 1989 e su cui non ho ancora edificato. Nel primo avviso relativo all'accertamento anno 1997, nella motivazione compare l'omessa denuncia relativa all'area sopra descritta, compresa delle rivalutazioni Istat annuali, mentre negli avvisi di liquidazione per gli anni 98-99-00-01, il comune mi applica le sanzioni del 30% più gli interessi corrispondenti. Premettendo che io non ho mai denunciato e tantomeno pagato per l'area in mio possesso, essendo uscita solamente nell'anno corrente la delibera che attestava il valore relativo alla stessa, tale delibera ha valore retroattivo per gli anni sopra citati o limitatamente per l'anno corrente? sono dovute in tal caso le sanzioni e gli interessi che l'ente mi richiede?

Risposta inviata da Fausto (redazione dossier.net) in data 28 marzo 2003.
Sotto il profilo procedurale, appaiono corrette l'azione accertativa del Comune per l'omessa presentazione della dichiarazione Ici e per il mancato versamento del tributo dovuto, nonché la conseguente applicazione della sanzione amministrativa del 30% e degli interessi moratori.
Ai fini della determinazione del valore Ici delle aree fabbricabili, occorre invece rimarcare la previsione del comma 5 dell'art. 5 del D.Lgs. n. 504/92, in forza della quale la base imponibile è costituita dal valore venale in comune commercio al 1° gennaio di ogni anno di tassazione, tenendo conto della zona territoriale di ubicazione, dell'indice di edificabilità, della destinazione d'uso consentita, degli oneri per eventuali lavori di adattamento del terreno necessari per la costruzione, dei prezzi medi rilevati sul mercato dalla vendita di aree aventi analoghe caratteristiche.
E' evidente che il valore imponibile delle aree fabbricabili può mutare per ogni anno di imposizione, visto che la sua quantificazione dipende in particolare dall'evoluzione e sviluppo dei piani urbanistici attuativi e dall'andamento del mercato immobiliare.
Sul punto, giova ricordare che, con specifica norma regolamentare (comma 1, lettera g, dell'art. 59 del D.Lgs. n. 446/97), il Comune può "determinare periodicamente e per zone omogenee i valori venali in comune commercio delle aree fabbricabili", al fine di ridurre drasticamente l'insorgenza del contenzioso tributario (si veda circolare ministeriale 296/E del 31 dicembre 1998).
Infine, va rilevato che gli avvisi di accertamento che non rechino la spiegazione dell'iter logico-giuridico seguito dal Comune per la determinazione del valore dell'area fabbricabile, rischiano l'illegittimità.



Alloggio in uso gratuito al genero non gode di agevolazioni per abitazione principale

Quesito inviato da Renzo in data 26 marzo 2003.
Mio suocero possiede una "seconda casa" di cui mi ha concesso l'uso a titolo gratuito. Visto che precedentemente veniva pagata l'ICI su tale immobile con l'aliquota prevista per la seconda casa, con l'avvenuto cambio di residenza del sottoscritto, cambia l'aliquota in considerazione di quanto previsto dall'art. 59, comma 1, lettera e) del D.Lgs. 446/97 ? Vorrei conoscere anche il grado di parentela/affinità che ho con mio suocero, perchè sembra essere un elemento determinante nel regolamento comunale che disciplina tale materia.

Risposta inviata da Fausto (redazione dossier.net) in data 28 marzo 2003.
Con regolamento adottato a norma dell'art. 52 del D.Lgs. n. 446/97, i comuni "possono considerare abitazioni principali, con conseguente applicazione dell'aliquota ridotta od anche della detrazione per queste previste, quelle concesse in uso gratuito a parenti in linea retta o collaterale, stabilendo il grado di parentela" (art. 59, comma 1, lettera e), del D.Lgs. n. 446/97).
Nel caso prospettato, poiché suo suocero è un affine e non un parente, non trova applicazione la predetta disposizione. Per ottenere le agevolazioni previste per l'abitazione principale, suo suocero potrebbe concedere in uso gratuito l'alloggio alla propria figlia.



Pignoramento nei confronti del comune

Quesito inviato da Emilio in data 27 marzo 2003.
L'ufficio ICI del mio comune è da due anni creditore nei miei confronti di una somma che mi chiese di pagare erroneamente a causa di un loro errore. Nonostante i miei solleciti di rimborso, mi rispondono sempre che non sanno quando avranno i soldi in bilancio da restituirmi. Posso chiedere un atto di pignoramento nei confronti del comune?

Risposta inviata da Fausto (redazione dossier.net) in data 28 marzo 2003.
Nel caso prospettato le consiglio di chiedere all'Ufficio Ici di dare attuazione alla previsione di cui all'art. 13, comma 2, del D.Lgs. n. 504/92, secondo la quale il contribuente può comunicare (per iscritto) al comune, entro 60 giorni dalla data di notificazione del provvedimento di rimborso, di voler compensare la somma liquidatagli con gli importi dovuti a titolo di imposta. L'istituto della compensazione, infatti, è previsto anche dall'art. 8, commi 1 e 8, della legge n. 212 del 27 luglio 2000 (Disposizioni in materia di statuto dei diritti del contribuente).
Giova inoltre ricordare che l'omessa iscrizione nel bilancio di previsione del fondo di riserva o l'iscrizione di un fondo inferiore al limite previsto dal comma 1 dell'art. 166 del Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali (TUEL) può tradursi in un illegittimo comportamento degli organi comunali (Sindaco e amministratori), con conseguenti danni economici per l'ente (si veda Corte dei Conti, sezione I, contabilità pubblica, sentenza n. 16/96/A del 4 maggio 1996).
Per quanto riguarda il pignoramento nei confronti del Comune, è bene che si rivolga ad un legale.



Calcolo dei versamenti Ici

Quesito inviato da Nicola in data 29 marzo 2003
Dopo aver saldato le competenze relative alla commercialista di mio padre (defunto nel 2000), da quest'anno vorrei calcolare autonomamente i due versamenti ICI relativi all'immobile sito ad Umbertide, di cui io e mio fratello siamo unici eredi . Tutta la proprietà è composta da:
immobile categoria A/3 (rendita 787.500 lire), immobile categoria C/2 (rendita 93.765 lire), immobile categoria C/2 (rendita 360.255 lire). Di quali altri dati ho bisogno e come devo operare il calcolo della prima rata a giugno? Mi consigliate di rivolgermi ad un centro CAF?

Risposta inviata da Fausto (redazione dossier.net) in data 04 aprile 2003.
Il calcolo dell'Ici per gli immobili ereditati può effettuarlo facilmente senza ricorrere ad un centro CAF. Trattandosi (penso) di seconda casa e non di abitazione principale, per ogni unità immobiliare va prima determinata la base imponibile e successivamente moltiplicato il valore dell'immobile per l'aliquota deliberata dal Comune. Si ottiene così l'importo dell'imposta annua dovuta. Questa, in presenza di due contitolari (lei e suo fratello), deve essere versata distintamente pro quota da ciascun titolare in due rate, delle quali:
- la prima, in acconto, pari al 50% dell'imposta dovuta con riferimento all'aliquota dei dodici mesi dell'anno precedente, da versare entro il 30 giugno;
- l'altra, a saldo dell'imposta dovuta per l'intero anno, con eventuale conguaglio sulla prima rata pagata, da versare dal 1° al 22 dicembre poiché il 20 cade di sabato.
Se il Comune ha deliberato l'aliquota per l'anno in corso (2003), può determinare l'imposta in base a questa aliquota, evitando così di dover effettuare, col saldo di dicembre, l'eventuale conguaglio sulla prima rata.
Per comodità le fornisco l'esempio di come calcolare l'imposta per i tre immobili, considerando un'aliquota del 7 per mille:
Rendita catastale dell'immobile di cat.A/3 = euro 406,71
Rendita catastale dell'immobile di cat.C/2 = euro 48,43
Rendita catastale dell'immobile di cat.C/2 = euro 186,06
base imponibile dell'immobile di cat. A/3 = (406,71 x 1,05 x 100) = 42.704,55
base imponibile dell'immobile di cat. C/2 = (48,43 x 1,05 x 100) = 5.085,15
base imponibile dell'immobile di cat. C/2 = (186,06 x 1,05 x 100) = 19.536,30
N.B. la moltiplicazione per il coefficiente 1,05 serve per ottenere la rendita catastale rivalutata del 5%.
Imposta totale annua = (42.704,55 + 5.085,15 + 19.536,30) x 7/1000 = 471,28
Imposta pro capite annua = 471,28 : 2 = 235,64
acconto pro capite = 117,82
saldo pro capite = 117,82
Spero di essere stato chiaro ed esauriente.



Si considera parte integrante del fabbricato l'area pertinenziale (giardino)

Quesito inviato da Renato in data 1° aprile 2003.
Il comune mi ha accertato la cubatura edificabile rimanente che ha l'area pertinenziale della mia casa, è giusto? Avevo un unico lotto fabbricabile con cui potevo edifcare 2000 mc, ne ho costruiti 1500 mc. Da quado l'edificio è ultimato, pago con la rendita attribuita, la quale comprende anche il giardino di pertienza. A me sembra che la pretesa tributaria che mi sta chiedendo il comune sia doppia, in quanto il giardino già lo pago con la rendita della casa. Perchè dovrei pagare anche l' Ici sulla cubatura non usufruita?

Risposta inviata da Fausto (redazione dossier.net) in data 04 aprile 2003.
Il Comune impositore, per i fabbricati parzialmente costruiti, può esigere il pagamento dell'imposta per l'area fabbricabile, sulla quale è in corso la restante costruzione, ridotta in base al rapporto esistente tra la volumetria complessiva del fabbricato risultante dal progetto approvato e la volumetria della parte già costruita ed autonomamente assoggettata ad imposizione come fabbricato.
Nel caso di specie, poiché la costruzione dell'edificio è stata completamente ultimata, per esplicita previsione della normativa Ici (art. 2, comma 1, lettera a, del D.Lgs. 504/92) si considera parte integrante del fabbricato sia l'area occupata dalla costruzione, sia quella che ne costituisce pertinenza (giardino). Pertanto, la rendita catastale dell'edificio comprende anche la quota parte attribuibile al terreno pertinenziale (circolare ministeriale 7/1106 del 10 giugno 1993, risposta 5.17; circolare Assonime n. 91 del 27 maggio 1993).