LE RISPOSTE FORNITE AI QUESITI ICI PUBBLICATI NEL FORUM FISCALE
Le risposte ai quesiti Ici pubblicati nel forum fiscale
L'avviso di liquidazione vale anche come notifica della rendita catastale

Quesito inviato da Donato Vigezzi in data 03 febbraio 2003.
La Commissione Tributaria Provinciale di Imperia ha dichiarato inammissibile il ricorso da me promosso ex art.74 L.342/2000 avverso la rendita catatale mai pubblicata dall'UTE di Bordighera, in riferimento ad un immobile sito in Bordighera. La Commissione ha accolto l'eccezione di inammissibilità proposta dal Comune di Bordighera, il quale ha sostenuto che io avrei conosciuto per la prima volta la rendita definitiva in seguito alla notifica, avvenuta in data 16/11/98 del primo avviso di liquidazione dell'ICI relativa ad annualità precedenti.
Ritengo infondato tale assunto, dal momento che l'avviso di liquidazione è atto preordinato all'incameramento totale o parziale del tributo, e, pur riportandola, non può valere come atto di notifica della rendita definitiva, anche perchè in tale avviso il Comune non mi ha affatto avvertito della possibilità di impugnare la rendita catastale che non mi è mai stata notificata. Solo in presenza di una legge speciale, ad esempio l'art.74 comma 3 L.342/2000, è possibile attribuire all'avviso di liquidazione valore di atto di notifica della rendita catastale. Mi sbaglio?.

Risposta inviata da Alex (redazione dossier.net) in data 07 febbraio 2003.
A mio avviso, l'assunto del Comune impositore è corretto in quanto con l'avviso di liquidazione del 16 novembre 1998 lei ha avuto l'effettiva conoscenza della rendita catastale definitiva, prova ne sia che tale tesi è stata pienamente accolta dalla Commissione tributaria provinciale di Imperia. In senso conforme si è espresso più tardi il legislatore con l'art. 74, comma 3, della legge n. 342/2000.
Gli avvisi di liquidazione o di accertamento, inoltre, devono riportare l'avvertenza che contro di essi il contribuente può ricorrere, entro il termine di 60 giorni dalla notifica, alla Commissione tributaria provinciale competente, secondo le disposizioni del D.Lgs. 546 del 31 dicembre 1992. Tali disposizioni prevedono il ricorso contro l'atto impositivo del Comune e contro l'attribuzione della rendita catastale. Spetta naturalmente al contribuente di decidere se presentare entrambi i ricorsi in litisconsorzio.



Rinuncia all'eredità

Quesito inviato da Lella in data 03 febbraio 2003.
Ho notificato ad un soggetto degli avvisi di accertamento per omesse denunce del 1996-1997-1998-1999 nei termini di legge.
Il figlio mi comunica che il soggetto è deceduto nel 1988 (catasto non aggiornato).
Nel 1989 la moglie e i due figli rinunciano all'eredità.
Nel 1991 la nipote rinuncia all'eredità (tramite i genitori in quanto minorenne).
In teoria l'eredità dovrebbe andare al secondo nipote nato però nel 1991 (dopo il decesso).
A chi devo notificare gli avvisi visto che l'art. 462 del c.c. dice che sono capaci di succedere solo quelli nati al momento della successione?

Risposta inviata da Alex (redazione dossier.net) in data 07 febbraio 2003.
Ai sensi dell'art. 467 del c.c. la successione può aversi anche per rappresentazione, facendo subentrare i discendenti, legittimi o naturali, alla persona che non possa o non voglia succedere.
La successione per rappresentazione ha luogo, in line retta, a favore dei discendenti dei figli e, in linea collaterale, solo a favore di discendenti dai fratelli e dalle sorelle del de cuius (art. 468, comma 1); e si protrae, in entrambi i casi, all'infinito.
Nella fattispecie da lei prospettata, quindi, il nipote nato nel 1991 può succedere per rappresentazione, a meno che non abbia anch'egli rununciato all'eredità tramite i genitori.
Per quanto concerne la notifica degli atti impositivi, l'ufficio tributi, onde evitare di emettere provvedimenti a carico di persone non soggette al tributo, deve effettuare degli accertamenti per verificare chi ha attualmente il possesso dei beni del de cuius, ovvero se l'eredità è giacente ed è stato nominato un curatore. Qualora manchino parenti entro il limite legale del sesto grado, o se tutti i parenti capaci di succedere hanno rinunciato all'eredità, subentra il diritto dello Stato di acquisire l'intera eredità (art. 42, comma 4, della Costituzione).



La rendita catastale acquista efficacia dalla data di notifica

Quesito inviato da Andrea in data 10 febbraio 2003.
Mi viene accertata una imposta per l'anno 97 e ss. Dalla visura catastale la rendita risulta in atti dal 1994.
Il comune si defende argomentando che il 97 non è prescritto, perchè la rendita è provvisoria fino a quando non viene notificata al contribuente (questa disposizione non opera dal 1/1/2000?)

Risposta inviata da Alex (redazione dossier.net) in data 12 febbraio 2003.
Ai sensi dell'art. 74, primo comma, della legge n. 342/2000, a decorrere dal 1° gennaio 2000, gli atti attributivi o modificativi delle rendite catastali per terreni e fabbricati sono efficaci solo a decorrere dalla loro notificazione.
La rendita conosciuta mediante visura catastale non ha alcuna valenza giuridica, in quanto non costituisce atto amministrativo giuridicamente esistente e autonomamente impugnabile (Commissione tributaria provinciale di Milano, sezione XXX, decisione n. 313 del 30 ottobre 1995).
Per quanto concerne la pretesa tributaria del Comune, essa può riguardare le annualità 1997 e successive se l'atto impositivo è stato notificato entro il 31 dicembre 2002 e si riferisce all'attività di liquidazione a seguito di attribuzione di rendita da parte dell'ufficio del territorio competente di cui all'art. 11, comma 1, terzo periodo, del D.Lgs. n. 504/92 (art. 27, comma 9, della legge finanziaria n. 448 del 28 dicembre 2001). In tal caso, però, l'ufficio tributi avrebbe dovuto emettere un avviso di liquidazione e non di accertamento. Pertanto, se nell'avviso di accertamento risulta che la rendita catastale è stata attribuita e messa agli atti nel 1994, il Comune può richiedere la sola differenza di imposta dal 1998 in poi.



Legge n. 342/2000 non si applica arendite proposte con Doc-Fa

Quesito inviato da Marietto in data 13 febbraio 2003.
Vorrei porre un quesito, poichè l'anno scorso a fine dicembre ho ricevuto un avviso di liquidazione ICI dal Comune per 2 immobili. Ho provato a capirci qualcosa ma l'art.74 e la circolare 4 FL del 2001 mi hanno reso difficile la soluzione.
Io possiedo 2 immobili dichiarati con rendita provvisoria.
Al primo è stata attributia una rendita nel corso del 1999 e mi hanno recuperato la differenza senza sanzioni e interessi (1997-2001), e qui credo sia corretto.
Il secondo è stato accatastato (DOC-FA) nel corso del 2001 (credevo fosse già a posto) ed anche a questo è stata recuperata l'imposta senza sanzioni ed interessi.
Ma leggendo la normativa e le circolari mi sembrava di capire che per le rendite attributie dopo il 01/01/2000 non retroagissero in caso di rendite provvisorie.
Il Comune ha operato correttamente? Potreste darmi una spiegazione più esauriente in merito?

Risposta inviata da Alex (redazione dossier.net) in data 14 febbraio 2003.
La previsione contemplata nel comma 1 dell'art. 74 della legge n. 342/2000 non trova applicazione per gli atti impositivi riferibili alle rendite "proposte" secondo la procedura Doc-Fa. Questo perché le rendite proposte non vanno necessariamente notificate, essendo iscritte in catasto sulla base delle dichiarazioni del soggetto interessato e perciò direttamente conosciute dal soggetto stesso.
Inoltre, poiché l'ufficio del territorio non ha modificato la rendita proposta entro il termine consentito (12 mesi), la rendita stessa è divenuta definitiva a tutti gli effetti. Il Comune ha quindi operato correttamente nel richiederle la differenza di imposta per gli anni pregressi non caduti in prescrizione.



Chiusura lite fiscale per l'Ici

Quesito inviato da Giuliano in data 18 febbraio 2003.
Dal febbraio 1987 all'agosto 2000 mia moglie ed io siamo stati comproprietari al 50% di un'abitazione per la quale abbiamo regolarmente versato, dal 1993 alla data della vendita, l'ICI calcolata sulla base di una rendita presunta.
Il 29/12/2001 ci sono stati notificati dal Comune avvisi di liquidazione ICI (solo maggiore imposta per complessive lire 8.000.000 circa, senza sanzioni ne interessi) per gli anni dal 93 al 2000, calcolati sulla base di una rendita attribuita all'immobile dall'UTE nel 1999, senza che ne fossimo stati informati se non attraverso gli avvisi stessi.
Essendo in possesso di un'ampia documentazione inviatami negli anni proprio dal Comune (compresa un'ordinanza di sgombro per carenze igieniche e di sicurezza degli impianti), dall'ULSS, dai Vigili del fuoco ecc. che dimostrava lo stato di degrado dell'immobile, mia moglie ed io abbiamo posto ricorso presso la Commissione tributaria di primo grado, sia contro l'UTE che contro il Comune, chiedendo la revisione della rendita attribuita ed il conseguente ricalcolo dell'ICI.
Nell'udienza svoltasi il 15 novembre 2002, la Commissione ordinava all'UTE di valutare, entro 60 giorni, l'adeguatezza della rendita attribuita all'immobile.
Non avendo più ricevuto notizie, alcuni giorni or sono ho interpellato telefonicamente la Commissione tributaria.
Mi è stato detto che la trattazione dei ricorsi è sospesa fino a giugno 2003.
Non è ancora chiaro, inoltre, se e in che modo le liti fiscali pendenti aventi come oggetto l'ICI e le altre imposte dovute agli Enti locali potranno usufruire delle disposizioni della Legge finanziaria 2003 per la definizione delle liti stesse.
Mi è stato detto che tutto è subordinato a quanto potranno liberamente decidere nel merito i diversi Enti, nel nostro caso il Comune.
Cosa posso fare ora e chi mi può dare notizie precise?

Risposta inviata da Alex (redazione dossier.net) in data 20 febbraio 2003.
Rientra nella facoltà degli enti locali includere le previsioni di cui all'art. 13, comma 2, della legge finanziaria n. 289 del 27 dicembre 2002 nell'apposito regolamento sul condono che eventualmente vorranno adottare. Dalla data di pubblicazione dell'atto, il contribuente ha almeno 60 giorni per richiedere di avvalersi delle agevolazioni previste dall'atto stesso.
Si rivolga, quindi, al Comune per sapere se è stata deliberata o è allo studio l'adozione di un tale provvedimento.