LE RISPOSTE FORNITE AI QUESITI ICI PUBBLICATI NEL FORUM FISCALE
Le risposte ai quesiti Ici pubblicati nel forum fiscale
Fabbricato rogitato il 13 dicembre 2002

Quesito inviato da Carolina in data 13 dicembre 2002.
Volevo sapere ,dopo aver firmato dal notaio in data 13/12/2002 l'acquisto di un immobile, come comportarmi in materia ICI, visto che l'agente immobiliare mi ha detto che per il 2002 l'ex proprietario provvedeva a pagare anche il saldo il 20/12/2002

Risposta inviata da Alex (redazione dossier.net) in data 15 dicembre 2002.
Se ha rogitato l'immobile acquistato in data 13 dicembre 2002, deve pagare l'Ici entro il prossimo 20 dicembre per tutto il corrente mese, avendone acquisito il possesso per almeno 15 giorni.
L'ex proprietario non ha alcun obbligo di pagamento, non essendo più soggetto passivo di imposta e non esistendo solidarietà tra venditore ed acquirente.



Locale allo stato rustico

Quesito inviato da Giuseppe in data 13 dicembre 2002.
Ho accatastato un locale allo stato rustico ad uso commerciale perché doveva essere fittato. Poiché il locale non verra più fittato e quindi resterà allo stato rustico, ho chiesto al comune un certificato di inagibilità dello stesso. Dato che adesso risulta con una rendita catastale, posso chiedere comunque la detrazione del 50%?

Risposta inviata da Alex (redazione dossier.net) in data 15 dicembre 2002.
Il locale da lei accatastato e fornito di rendita non può essere considerato inagibile con diritto alla detrazione del 50%. L'inagibilità, infatti, secondo il Ministero delle Finanze deve consistere in un degrado fisico sopravvenuto (ad esempio, fabbricato diroccato, pericolante, fatiscente), non superabile con interventi di manutenzione ordinaria o straordinaria.
Nel suo caso, dovrà pagare l'imposta in base alla rendita catastale attribuita oppure, se l'immobile non è stato ultimato e non ha ottenuto il certificato di agibilità, in base al valore dell'area.



Il trasferimento della proprietà si verifica con la stipula del rogito

Quesito inviato da Paola in data 18 dicembre 2002.
Mio marito ed io abbiamo acquistato una casa in cooperativa di cui però ancora non abbiamo fatto il rogito. Nonostante ciò, la casa ci è stata assegnata nel mese di novembre 2001. Il nostro commercialista ci ha già fatto provvedere al pagamento dell'Ici a partire dal versamento dell'acconto nel mese di giugno. Ora ho in mano i bollettini per pagare la seconda rata. Abbiamo però ricevuto una raccomandata dalla cooperativa che dice che provvederà al pagamento dell'ICI per tutti i soci e poi noi pagheremo, a nostra volta, la cooperativa. Vorrei chiedere se tutto questo procedimento è corretto e se abbiamo fatto bene ad iniziare il pagamento dell'ICI già da giugno. Ho sentito dire che fino a luglio, noi non dovevamo pagare niente perché risultava ancora come area edificabile o qualcosa di simile. Dove posso recarmi, con tutta la documentazione in mio possesso, per avere informazioni chiare? All'Ufficio delle imposte?

Risposta inviata da Alex (redazione Dossier.Net) in data 20 dicembre 2002.
Per il caso da lei prospettato, il ministero delle Finanze ha avuto modo di precisare che il trasferimento della proprietà - e, quindi, della soggettività passiva dell'Ici - si verifica soltanto con la stipula del rogito notarile (si veda risoluzione 6 giugno 1994, protocollo 2/1124). Pertanto, lei ha pagato indebitamente l'Ici e può chiederene il rimborso ai sensi dell'art. 13, comma 1, del D,Lgs. 504/92.
Con tutta la documentazione in suo possesso, può recarsi presso l'Ufficio Ici del comune competente e farsi consigliare sull'istanza di rimborso.



Unico versamento un immobile avente due comproprietari

Quesito inviato da Andy in data 18 dicembre 2002
E' ammissibile dal Comune di Napoli un unico versamento dell'Ici dovuto per un immobile avente due comproprietari, marito e moglie, appartenenti allo stesso nucleo familiare, effettuato da uno dei due a copertura dell'imposta dovuta complessivamente per l'immobile, oppure entrambi debbono versare la propria quota parte con due distinti versamenti? Gradirei, cortesemente, se qualcuno a conoscenza di quanto ho chiesto mi fornisse delucidazioni, perchè il comune in questione latita sull'argomento, cioè non dà informazioni univoche: e tutto perchè il regolamento comunale non è stato aggiornato dal 2000 e si ammette il versamento unico per i due contitolari, marito e moglie, testualmente per le annate dal 1995 al 1999, e silenzio sulle annualità successive.

Risposta inviata da Alex (redazione Dossier.Net) in data 20 dicembre 2002.
In caso di contitolarità di diritti reali sul medesimo immobile, ciascun contitolare è obbligato ad effettuare distintamente il versamento dell'imposta limitatamente alla parte del tributo corrispondente alla propria quota di titolarità (circolare ministeriale 118/E del 7 giugno 2000).
Secondo il principio generale contemplato nel comma 1 dell'art. 10 del D.Lgs. 504/92, ciascun contitolare risponde quindi limitatamente alla propria quota di proprietà. Tuttavia, con norma regolamentare, i comuni possono considerare regolarmente eseguiti i versamenti effettuati da un contitolare anche per conto degli altri.
Se la norma regolamentare si limita a considerare regolari i versamenti effettuati in forma congiunta soltanto per le annualità dal 1995 al 1999, il comune potrebbe emettere provvedimenti di irrogazione di sanzioni a carico dei due coniugi per gli anni dal 2000 in poi.



Terreno edificabile senza possibilità di edificare

Quesito inviato da Clemente in data 30 dicembre 2002.
Mi è arrivato un accertamento di imposta relativo ad un terreno considerato edificabile dal Piano regolatore comunale; la possibilità di edificare però è uguale a zero.
Ho saputo che esiste una sentenza della Cassazione in merito, ma non sono riuscito a trovarla.
Potete gentilmente fornirmi qualche indicazione?

Risposta inviata da Alex (redazione dossier.net) in data 09 gennaio 2003.
In linea di principio, il semplice inserimento del terreno nel piano regolatore generale (PRG) dà luogo all'applicazione del tributo comunale. Se poi il terreno ha una superficie inferiore al lotto minimo per ottenere la concessione edilizia, non perde comunque le caratteristiche di "area fabbricabile" e come tale va assoggettato all'imposta. Naturalmente, la circostanza che trattasi di lotto inferiore al minimo consentito per l'utilizzazione edificatoria si riflette sulla quantificazione della base imponibile che, essendo rappresentata dal valore vanale in comune commercio, sarà sicuramente di modesto ammontare. Si vedano in proposito la risoluzione ministeriale n. 209/E del 17 ottobre 1997 e la sentenza n. 5531 del 5 giugno 1999 della Corte di cassazione, sezione I civile.
Nel suo caso, dunque, l'accertamento del Comune è regolare.