LE RISPOSTE FORNITE AI QUESITI ICI PUBBLICATI NEL FORUM FISCALE
Le risposte ai quesiti Ici pubblicati nel forum fiscale
Concessione in uso gratuito di immobile a proprio familiare

Quesito inviato da Francesco in data 17 settembre 2002
Nell'anno 2001 ho presentato al comune, in ritardo, la comunicazione di aver dato in uso dal 1999 il mio immobile ad un familiare onde poter usufruire della detrazione. Il comune nel controllare l'Ici pagata dell'anno '99 non ha ritenuto valida la comunicazione del 2001, perchè presentata in ritardo e mi ha notificato la differenza da pagare. Mi chiedo se è giusto questo tipo di provvedimento nei mie confronti.

Risposta inviata da Alex (redazione Dossier.Net) in data 20 settembre 2002
Se lei ha sottoposto a registrazione il contratto di comodato e, quindi, può provare di aver concesso in uso gratuito fin dal 1999 l'immobile di sua proprietà ad un familiare, e sempre che il Comune impositore abbia dato attuazione alla previsione di cui alla lettera e) del comma 1 dell'art. 59 del Dlgs 446/97, in forza della quale sono assimilate alle abitazioni principali, con conseguente appplicazione dell'aliquota ridotta o anche della detrazione d'imposta, le unità immobiliari concesse in uso gratuito a parenti in linea retta o collaterale, l'Ufficio Ici potrebbe riconoscerle il diritto alle agevolazioni previste dalla norma regolamentare sotto il profilo della ragionevolezza, prima che considerare il ritardo della comunicazione.
Infatti, tutta la pubblica amministrazione, compresi i comuni, dovrebbe improntare lo svolgimento della propria attività, non a trarre profitto dall'errore del contribuente, ma a principi di correttezza, imparzialità e buona amministrazione, così come stabilito dall'art. 97 della Costituzione (Corte di Cassazione, sezione I civile, sentenza n. 4878 del 27 gennaio 1988).



Avviso di accertamento per l'abitazione dell'imprenditore agricolo

Quesito inviato da Gianluigi in data 19 settembre 2002
Mi è stato notificato un avviso di accertmento ICI e vorrei avere alcune delucidazioni. Io sono imprenditore agricolo e possiedo oltre ai fabbricati dedicati all'attività agricola che il Comune ha riconsciuto esenti ICI (in base alla legge, mi è stato detto), anche l'abitazione dove vivo con la mia famiglia composta da me, mia moglie e 2 figli. Io non avevo mai pagato l'abitazione principale, ma il Comune invece ora mi richiede anche gli arretrati perchè dice che, essendo un immobile di 10 vani di categoria a7, non è nel limite di 8 vani (5 vani per me + 3 per i miei familiari). Mi è stato detto che pur rispettando alcuni requisiti richiesti non sono tutti soddisfatti, uno dei quali è che l'immobile non serve all'attività agricola non essendo vicino ai fondi coltivati. Mi chiedo, dove devo abitare, in stalla? Ciò che mi è stato riferito è corretto o posso fare ricorso?

Risposta inviata da Fausto (redazione Dossier.Net) inviata in data 22 settembre 2002
Il quesito non contiene tutti gli elementi per poter fornire una risposta puntuale ed esaustiva. Tuttavia, cogliendo gli aspetti essenziali della problematica, ritengo non condivisibile il provvedimento adottato dall'ente locale. Al riguardo, l'art. 9, comma 5, del decreto legge n. 557 del 30 dicembre 1993, convertito con modificazioni nella legge 26 febbraio 1994 n. 133, prevede che nel caso di utilizzo di PIU' UNITA' ABITATIVE da parte di componenti lo stesso nucleo familiare, non debbono sussistere più di cinque vani catastali o, comunque, di 80 metri quadrati per un abitante e di un vano catastale, oppure di 20 metri quadrati per ogni altro abitante oltre il primo.
Secondo il Ministero delle Finanze, però, tale verifica non si rende necessaria quando si è in presenza di UNA SOLA UNITA' IMMOBILIARE AD USO ABITATIVO, in quanto il reddito dominicale dei terreni è comprensivo della redditività delle costruzioni rurali asservite, ancorché destinate ad edilizia abitativa da parte del soggetto che conduce il terreno (circolare ministeriale n. 50/E del 20 marzo 2000 e circolare della direzione centrale per la fiscalità locale n. 2037 di protocollo del 6 febbraio 2001).
Per quanto riguarda la seconda parte del quesito, giova ricordare che il comma 4 dello stesso articolo 9 sopra citato dispone esplicitamente che "Fermi restando i requisiti previsti dal comma 3, si considera rurale anche il fabbricato che non insiste sui terreni cui l'immobile è asservito, purché entrambi risultino ubicati nello stesso comune o in comuni confinanti". Tuttavia, a mio avviso, occorrerebbe comunque la sussistenza di un collegamento funzionale con l'esercizio dell'attività agricola e delle attività connesse.
In conclusione, le consiglio di presentare un'istanza di autotutela all'Ufficio Ici per chiedere l'annullamento dell'atto impositivo e, nel caso di risposta negativa o di silenzio da parte del funzionario responsabile, può proporre ricorso, entro 60 giorni dalla notificazione dell'avviso di accertamento, alla competente Commissione tributaria provinciale, tenendo in debita considerazione il principio secondo il quale la parte soccombente è condannata a rimborsare le spese di giudizio (art. 15 del Dlgs 546/92). Se però il Comune ha adottato in materia di Ici l'istituto dell'accertamento con adesione (cosiddetto "concordato"), potrebbe presentare domanda in carta libera, con indicazione del recapito anche telefonico. L'Ufficio, entro quindici giorni dal ricevimento della domanda, la inviterà a comparire, ma intanto viene sospeso per un periodo di 90 giorni sia il pagamento del tributo, sia il termine per ricorrere alla Commissione tributaria. Qualora in sede di contraddittorio non riesca ad ottenere l'annullamento dell'avviso di accertamento o a mettersi d'accordo con l'Ufficio, non perde la possibilità di ricorrere alla Commissione tributaria provinciale.



La rendita proposta con la procedura Docfa non ha effetto retroattivo

Quesito inviato da Mar in data 27 settembre 2002
Avevo le rendite catastali errate e solo nel febbraio 2002 sono riuscito, con l'aiuto di un architetto e di un geometra, a farle cambiare e ridurre nella giusta misura. Il comune non le vuole accettare ai fini retroattivi. Perchè si deve subire da un ente locale tale umiliazione senza ragione di sorta? Fra l'altro, nel mio comune più di 700 cartelle Ici puntualmente non vengono notificate, perchè? Di conseguenza la percentuale Ici è elevata. Infatti mi è stato richiesto il pagamento per gli anni passati di circa 10.000.000 di vecchie lire. A chi mi devo rivolgere per avere giustizia?

Risposta inviata da Alex (redazione Dossier.Net) in data 30 settembre 2002
Dai pochi dati del quesito, è difficile dare una puntuale risposta. Comunque, ritengo che i due professionisti (architetto e geometra) abbiano "proposto" alla competente Agenzia del territorio (ex Ute) una rendita secondo la procedura informatica denominata Docfa, il cui utilizzo è obbligatorio sin dal primo gennaio 1997. La rendita proposta nel febbraio 2002 va annotata negli atti catastali ed acquisterà efficacia il primo gennaio 2003. Qualora, invece, l'Ufficio del territorio modifichi la rendita entro il termine consentito (12 mesi), la nuova rendita dovrà essere notificata e, quindi, sarà giuridicamente efficace dalla data della sua notificazione.
La rendita proposta, ovviamente, non ha effetto retroattivo, per cui il Comune impositore può legittimamente esigere, per le annualità pregresse non cadute in prescrizione, l'imposta dovuta sulla base della vecchia rendita catastale.



Per la mansarda non ultimata l'Ici va pagata sulla quota parte dell'area fabbricabile

Quesito inviato da Lia in data 8 ottobre 2002
Nel 1970 mio padre ha costruito un'abitazione di 3 piani più mansarda/sottotetto che era considerata abusiva, in quanto dopo il 3° piano era necessario l'ascensore e quindi non è mai stata completata. Secondo indicazioni del nostro architetto e del consulente fiscale, l'ICI non era da pagare. Ora il comune ne chiede il pagamento come area edificabile: è giusto? Eventualmente, come deve essere fatto il calcolo se tutta la volumetria è stata utilizzata per i 3 piani? Con la Legge del 1996 (sottotetti) è ora possibile completare i lavori?

Risposta inviata da Alex (redazione Dossier.Net) in data 10 ottobre 2002
I fabbricati costruiti abusivamente costituiscono oggetto di tassazione, a prescindere dal fatto che per essi sia stata presentata o meno la relativa domanda di sanatoria edilizia (risoluzione 6 giugno 1994 protocollo 2/138). E' corretta, quindi, la richiesta avanzata dal Comune del pagamento dell'Ici come area edificabile per la mansarda/sottotetto ancora non ultimata.
Ai fini della determinazione del valore dell'area interessata, è opportuno invocare il criterio adottato nella pratica estimale corrente come, ad esempio, quello di quantificare il valore venale dell'area dell'intero fabbricato alla data del 1° gennaio dell'anno di imposizione e ottenere la quota parte della base imponibile Ici della mansarda/sottotetto in proporzione ai relativi millesimi.
Per sapere se è possibile completare i lavori di costruzione, le consiglio di rivolgersi all'Ufficio tecnico del Comune.



Il terreno incluso nel PRG pur se affittato a coltivatore diretto è soggetto all'Ici

1° Quesito inviato da Fabio in data 3 ottobre 2002
Un contribuente ha affittato ad agricoltore regolarmente iscritto ai coltivatori diretti un vasto appezzamento di terreno che il Comune ha reso edificabile con nuovo PRG. Il proprietario del terreno è tenuto a versare l'imposta per terreno agricolo, visto che di fatto è coltivato o come area edificabile dato che il terreno non è coltivato direttamente dal proprietario? A quali estremi di legge posso riferirmi?

1a Risposta inviata da Fausto (redazione Dossier.Net) in data 5 ottobre 2002
In merito al quesito posto, secondo la circolare ministeriale n. 7/1106 del 10 giugno 1993, risposta 5.18, qualora il terreno risulti inserito negli strumenti urbanistici generali o attuativi e concesso in affitto per uso agricolo a un coltivatore diretto, detto terreno non perde la qualificazione di "area fabbricabile", in quanto non vi è identità tra proprietario o titolare di diritto reale di godimento, ossia tra soggetto passivo di imposta e conduttore del terreno stesso. Pertanto, il contribuente deve pagare l'Ici per l'area edificabile.

2° Quesito inviato da Fabio in data 6 ottobre 2002
Non vorrei mettere in discussione la precedente risposta, ma leggendo la circolare citata mi sembra che si evinca solo che se un coltivatore diretto concede in affitto un terreno, questo diventa a lui (in quanto propietario) imponibile, ma non il contrario: cioè se un soggetto non coltivatore diretto concede in affitto ad un coltivatore diretto (che rispetti i requisiti di legge per l'esenzione) un terreno, questo è per il propietario imponibile. Non so dare una risposta, ma attendo riferimenti di legge più chiarificatori.

2a Risposta inviata da Fausto (redazione Dossier.Net) in data 8 ottobre 2002
Cercherò di trattare in modo più ampio quanto sinteticamente scritto nella precedente risposta al quesito posto da Fabio.
La circolare ministeriale n. 7 del 10 giugno 1993, nella risposta 5.18 precisa: "Se il coltivatore diretto è proprietario del terreno agricolo che ha concesso in affitto, obbligato al pagamento dell'Ici è il coltivatore diretto in quanto proprietario". L'affittuario, dunque, non è da considerare soggetto passivo di imposta.
Ora, per eplicita previsione (art. 2, comma 1, lettera b, del Dlgs n. 504/92) "sono considerati non fabbricabili i terreni POSSEDUTI e CONDOTTI dai coltivatori diretti o dagli imprenditori agricoli che esplicano la loro attività a titolo principale, sui quali persiste l'utilizzazione agro-silvo-pastolare mediante l'esercizio di attività dirette alla coltivazione del fondo, alla silvicoltura, alla funghicoltura ed all'allevamento di animali".
Tale disposizione, però, non è applicabile al caso di specie, poiché il contribuente proprietario del terreno non coltiva direttamente il fondo, ma lo ha concesso in affitto ad un coltivatore diretto. Pertanto, è logico desumere che qualora il terreno risulti inserito negli strumenti urbanistici generali o attuativi e venga ceduto in affitto per uso agricolo a un coltivatore diretto, detto terreno non perde la qualificazione di "area fabbricabile".
Di conseguenza, il proprietario del terreno (non l'affittuario) è obbligato a pagare l'Ici per l'area edificabile.
Spero di essere stato chiaro e di aver fornito sufficienti riferimenti di legge.