LE RISPOSTE FORNITE AI QUESITI ICI PUBBLICATI NEL FORUM FISCALE
Le risposte ai quesiti Ici pubblicati nel forum fiscale
L'usufruttuario è l'unico soggetto passivo di imposta

Quesito inviato da Icilandia in data 12 agosto 2002
Nel complimentarmi per l'ottimo servizio offerto, avanzo un quesito in tema di rimborsi ai fini I.C.I..
Contribuente deceduto in data 2001. Le unità immobiliari del de cuius vengono dichiarate dall'usufruttuario (usufrutto attribuito per testamento)in quanto soggetto passivo ai fini I.C.I., nonostante siano presenti nella successione altri 3 nudi proprietari. Il contribuente deceduto aveva, negli anni 1999 e 2000 versato l'imposta in misura eccedente il dovuto. Ciò premesso, chiedo di sapere se l'usufruttuario (soltanto l'usufruttuario) può legittimamente richiedere, in quanto nuovo soggetto passivo delle medesime unità immobiliari del de cuius, il rimborso della maggiore imposta versata dal contribuente deceduto. L'istanza di rimborso deve, invece, essere presentata ANCHE o SOLTANTO dai nudi proprietari in quanto anch'essi eredi? Deve, comunque, l'usufruttuario acquisire, per poter riscuotere il rimborso richiesto, di specifici atti di rinuncia alla riscossione da parte di TUTTI gli altri eredi (nella fattispecie i 3 nudi proprietari)?

Risposta inviata da Alex (redazione Dossier.Net) in data 14 agosto 2002
Nel caso di specie, evidentemente, si tratta di usufrutto volontario e non legale, costituito cioè per testamento e riguardante le unità immobiliari del de cuius. L'usufruttuario, poiché è tenuto a pagare per intero (per la durata del suo diritto e quale unico soggetto passivo) l'imposta comunale sugli immobili (Ici), può richiedere il rimborso della maggiore imposta versata dal de cuius, senza che i nudi proprietari possano vantare pretese sulla riscossione.
Per ottenere la restituzione delle somme pagate in eccedenza dal defunto, l'usufruttuario deve presentare all'Ufficio tributi del Comune competente (o spedire mediante raccomandata con avviso di ricevimento) istanza di rimborso, redatta in carta semplice, entro il termine di tre anni dalla data del pagamento, ai sensi del primo comma dell'art. 13 del Dlgs 504/92.



Le agevolazioni fiscali spettano per una sola abitazione principale

Quesito inviato da A714420 in data 23 agosto 2002
Ho acquistato l'appartamento sotto al mio di circa 65 metri quadrati, per poter meglio muovermi essendo una famiglia di 4 persone, quest'ultimo intestato a mia moglie (siamo in separazione di beni). Mi hanno detto che per la seconda casa non ho diritto alla detrazione Ici. Cosa ne pensate? Che cosa suggerite?

Risposta inviata da Fausto (redazione Dossier.Net) in data 26 agosto 2002
La detrazione Ici prevista per l'abitazione principale dall'art. 8, comma 2, del Dlgs 504/92 non spetta per tutti e due gli appartamenti. Infatti, l'imposta si applica distintamente per ogni unità immobiliare autonomamente iscritta in catasto e, nel caso di specie, la detrazione d'imposta è dovuta esclusivamente ad una di esse, essendo una sola quella che può essere considerata abitazione principale.
Per poter usufruire per intero sia dell'aliquota ridotta sia della detrazione è necessario richiedere l'accatastamento unitario dei due distinti cespiti (si veda risoluzione n. 6 del 7 maggio 2002).



Gli atti impositivi vanno indirizzati agli eredi del de cuius

Quesito inviato da Icilandia in data 27 agosto 2002
Due quesiti, penso particolarmente "sentiti".
1. Qualora il comune riscontri una maggiore imposta dovuta da parte di un contribuente deceduto, in presenza di tre distinti eredi tutti soggetti passivi ai fini I.C.I., l'avviso (di accertamento) va intestato e notificato ad ogni singolo erede o, discrezionalmente, ad uno di essi?
2. Qualora il comune debba riscuotere coattivamente un importo dovuto da un contribuente deceduto (prima di emettere il ruolo), può intestare la cartella ad uno degli eredi nel luogo di sua residenza (quella dell'erede)? E' corretto intestarlo ancora al contribuente deceduto?

Risposta inviata da Fausto (redazione Dossier.Net) in data 29 agosto 2002
Per esplicita previsione dell'art. 11 del Dlgs 504/92 gli atti impositivi (avvisi di liquidazione o di accertamento Ici) devono essere notificati al "contribuente". Pertanto, in linea di principio, l'intestazione degli atti non può mutare nel caso in cui il contribuente non sia più in vita al momento della loro notificazione (in senso conforme, Corte di cassazione, sezione I civile, sentenze 5691 del 19 ottobre 1988 e 12210 del 25 novembre 1995; sezione tributaria, sentenza 3865 del 16 marzo 2001).
Nel caso in esame, gli atti impositivi vanno intestati al contribuente (e, preferibilmente, anche agli eredi collettivamente e impersonalmente), ma diretti o indirizzati agli eredi, i quali sono tenuti al pagamento del tributo comunale ciascuno per la propria quota di spettanza, in quanto ai fini dell'Ici non esiste rapporto di solidarietà tra contribuenti condebitori. Ovviamente, a chi ha rinunciato all'eredità non va notificato alcun atto (in senso conforme, risoluzione ministeriale 5 novembre 1980, protocollo 7/3801; Commissione tributaria centrale, sezione I, decisione 3438 del 2 maggio 1991).
Infine, qualora il Comune impositore debba riscuotere coattivamente l'Ici non pagata da un contribuente deceduto, l'iscrizione a ruolo del tributo deve essere necessariamente preceduta dalla notifica dell'avviso di accertamento che costituisce una fase ineliminabile e insostituibile ai fini di un valido esercizio del potere d'imposizione (si veda, da ultimo, Commissione tributaria regionale della Basilicata, sentenza n. 112 del 29 dicembre 2000). In tal caso, la cartella esattoriale deve essere notificata a tutti gli eredi e non ad uno soltanto, per i motivi sopra specificati.



Legittimi gli avvisi di accertamento

Quesito inviato da Fabio in data 6 settembre 2002
Un Comune nel 2001 ha stabilito i valori al metro quadro per le diverse aree edificabili del territorio. Nello stesso anno alcune particelle sono diventate inedificabili per adozione di nuovo PRG. Può il Comune in questione inviare avvisi di accertamento ai proprietari delle particelle divenute inedificabili per gli anni 1998, 1999 e 2000 ( anni durante i quali le particelle erano edificabili)?

Risposta inviata da Alex (redazione Dossier.Net) in data 10 settembre 2002
Sulla base dei consolidati indirizzi assunti in dottrina ed in giurisprudenza, si può affermare che l'area da edificabile diviene inedificabile sin dall'approvazione dello strumento urbanistico da parte del Comune. Pertanto, sotto il profilo procedurale, l'operato del Comune appare corretto. In altre parole, appare legittima l'azione accertativa nei confronti dei proprietari delle aree considerate edificabili negli anni 1998, 1999 e 2000, in quanto la loro inedificabilità si è avuta solo nel 2001 con l'adozione del nuovo Piano regolatore generale (Prg).



Per fruire dei benefici i terreni devono essere posseduti e condotti da coltivatori diretti

Quesito inviato da Mirti in data 28 agosto 2002
Vi prego di aiutarmi, ho un dubbio relativo ai fabbricati rurali che nessuno finora è riuscito a sciogliere. Il proprietario del fabbricato (possessore al 100% in quanto ha acquisito la proprietà dell'immobile per successione ereditaria) non svolge alcuna attività agricola, il coniuge "convivente" invece è un coltivatore diretto. In questo caso il proprietario non agricoltore è tenuto al versamento dell'ICI ? Chi deve essere a carico ? La legge fa riferimento al carico fiscale?

Risposta inviata da Fausto (redazione Dossier.Net) in data 2 settembre 2002
Per godere dei benefici previsti in materia di Ici, i terreni devono essere "posseduti" (a titolo di proprietà o di altro diritto reale di godimento) e "condotti" dal coltivatore diretto o dall'imprenditore agricolo. E' necessaria, quindi, la sussistenza di identità tra soggetto passivo di imposta (contribuente Ici) e conduttore del terreno.
Nel caso prospettato, mancando questa coincidenza, il proprietario del terreno è tenuto a pagare il tributo comunale senza alcun beneficio. Potrebbe usufruire delle agevolazioni di legge se il coniuge coltivatore divenisse titolare del diritto reale di uso previsto dall'art. 1021 del codice civile, per cui sarebbe al tempo stesso soggetto passivo d'imposta e conduttore del terreno.