LE RISPOSTE FORNITE AI QUESITI ICI PUBBLICATI NEL FORUM FISCALE
Le risposte ai quesiti Ici pubblicati nel forum fiscale
Diritto al rimborso delle somme pagate in eccedenza

1° Quesito inviato da Buddy in data 12 luglio 2002
Nel '98 ho acquistato una vecchia casa che non aveva una rendita catastale (il notaio al rogito ne richiese l'attribuzione con la Legge 154/1988 menzionando una variazione di classamento risalente al '90).
Per 4 anni ho pagato l'Ici utilizzando una classe suggeritami dal mio ex commercialista (No Comment).
A Febbraio '02 mi è arrivata tramite il Comune (che stava censendo gli immobili e quindi non a seguito della 154) una comunicazione del Catasto con classificazione/rendita catastale della casa, che risulta essere la metà di quella da me utilizzata per l'Ici.
A Giugno '02 dopo aver pagato l'Ici secondo la nuova rendita, e aver rivoltato questo sito come un calzino, ho presentato al Comune richiesta di rimborso Ici per le somme pagate in eccedenza.
Il Comune nega il rimborso in quanto la comunicazione della rendita non può avere valore retroattivo per l'art.74 della Legge 342/2000.
Hanno ragione ?
L' art.13 della 504/1992 non prevede il rimborso ?
L' art.74 della 342/2000 non riguarda solo attribuzioni pervenute entro il 2000 ?
Se non si sapeva quanto pagare, perchè non essere rimborsati per lo sbaglio fatto ?
Vi sarei veramente grato per ogni 'consiglio' che mi aiuti a risolvere questo contenzioso.

1a Risposta inviata da Fausto C. (redazione Dossier.Net) in data 18 luglio 2002
Nel 98, in luogo della rendita "presunta", avrebbe dovuto "proporre" una rendita secondo la procedura informatica Doc-Fa il cui utilizzo è obbligatorio dal 1° gennaio 1997. Ad ogni modo, il rifiuto del Comune di concedere il rimborso della maggiore imposta da lei versata si basa sulla risoluzione n. 226/E del 27 novembre 1997 del ministero delle Finanze, secondo la quale le modifiche della rendita "hanno effetto soltanto a decorrere dall'anno di tassazione successivo a quello nel corso del quale le modifiche medesime risultano essere state annotate negli atti catastali (cosiddetta "messa in atti"). Non v'è dubbio che tale interpretazione ministeriale imputa ingiustamente ai contribuenti le conseguenze negative derivanti dalle inefficienze della pubblica amministrazione per cui sotto il profilo logico, prima ancora che sostanziale, la tesi ministeriale non risulta conforme ai principi di correttezza, imparzialità e buona amministrazione, come prevede l'art. 97 della Costituzione, né a quelli contemplati negli artt. 3, 23 e 53 della Costituzione stessa. Difatti, le commissioni tributarie hanno annullato gli atti emessi dai Comuni, i quali applicano l'interpretazione fornita dal ministero delle Finanze con la citata risoluzione n. 226/E.
Nel caso da lei prospettato, invece, la circolare ministeriale n. 4/FL del 13 marzo 2001 (che può essere consultata nella sezione "Norme" di questa guida) ha precisato al punto 3) che "nell'eventualità in cui il contribuente abbia versato il tributo in misura maggiore rispetto a quello che risulta dovuto in base alla rendita attribuita, avrà diritto al rimborso delle somme indebitamente versate, sulle quali devono essere corrisposti gli interessi. Infatti, a differenza di quanto è avvenuto con la legge finanziaria dello scorso anno che disciplinava diversamente tale fattispecie, mancando nell'art. 74 specifiche disposizioni al riguardo, devono trovare applicazione le norme di carattere generale che regolano la materia".
Le consiglio, quindi, di presentare all'Ufficio tributi del Comune un'istanza di autotutela per sollecitare il rimborso della maggiore imposta versata. Nell'eventualità che l'ufficio non risponda o rifiuti il rimborso, può rivolgersi nei termini di legge alla competente commissione tributaria provinciale.

2° Quesito inviato da Buddy in data 20 luglio 2002
Innanzitutto, grazie mille per l'aiuto che mi (e ci) date.
Il vostro contributo è senza dubbio un grande e solido 'salvagente'.
Vorrei chiederti se il punto 3 dell'art.74 è valido anche nel mio caso, dato che (se ho capito bene) fa rifeimento a rendite/attribuzioni ricevute entro il 31/12/1999, mentre io l'ho ricevuta a febbraio 2002.
E' strano che sia lo stesso citato per negare il riborso.

2a Risposta inviata da Fausto C. (redazione Dossier.Net)in data 23 luglio 2002
Il comma 3 dell'art. 74 della legge 342/2000 riguarda gli atti di attribuzione o modificazione delle rendite catastali adottati entro il 31 dicembre 1999 e non ancora recepiti in avvisi di liquidazione o di accertamento. L'ultima parte del comma 3, inoltre, stabilisce che gli atti impositivi emessi sulla base delle attribuzioni o modificazione delle rendite catastali costituiscono anche notificazione delle rendite stesse. Pertanto, la comunicazione che lei ha ricevuto dal Comune a febbraio del 2002 non è altro che la notifica dell'attribuzione al suo immobile della rendita catastale, adottata dall'Agenzia del territorio entro il 31 dicembre 1999.
Nell'art. 74, come ho scritto nella precedente risposta e come del resto ha riconosciuto lo stesso ministero delle Finanze nella circolare n. 4/FL del 13 marzo 2001, mancano specifiche disposizioni in materia di rimborsi. Per il rimborso dell'imposta versata in eccedenza, come nel suo caso, devono trovare applicazione le norme di carattere generale, alle quali si è giustamente richiamata la predetta circolare ministeriale.
Fausto C. (redazione Dossier.Net)



Società di costruzioni proprietaria di fabbricati

Quesito inviato da Marcandrew in data 15 luglio 2002
La mia società di costruzioni è proprietaria di alcuni fabbricati, ancora rurali (cioè mai denunciati al NCEU); questi fabbricati sono stati affittati con regolare contratto d'affitto ad un'azienda agricola e vengono utilizzati come stalle e fienili.
Le domande sono queste:
- L'ICI la devo pagare ?
- I fabbricati li devo denunciare al NCEU? Se sì, con quale categoria?
Se alle mie domande la legge prevede una risposta positiva, fatemi il favore di dirmi gli estremi della legge stessa.

Risposta inviata da Alex (redazione Dossier.Net) in data 18 luglio 2002
I fabbricati di proprietà della società di costruzioni hanno perduto i requisiti di ruralità stabiliti dalle disposizioni dei commi 3 e 3-bis dell'art. 9 del decreto-legge n. 557 del 1993 (convertito, con modificazioni, dalla legge n. 133 del 1994), così come modificato dall'art. 2 del D.P.R. n. 139 del 1998. Essi, pertanto, sono soggetti al tributo comunale, anche se affittati ad un'azienda agricola, e dovevano essere denunciati al catasto edilizio urbano entro il 31 dicembre 2001 (art. 64, comma 4, della legge n. 388 del 2000).



Sanzione del Comune senza importo minimo (ex 100.000 lire)

Quesito inviato da ccmaomao in data 15 luglio 2002
Scusate, vorrei una delucidazione riguardante la possibilità per un comune, nei casi di omessa dichiarazione, di applicare una sanzione del 100% dell'imposta ma senza il minimo delle ex 100.000 lire (quindi, se l'evasione è di lire 30.000 paga di sanzioni un importo corrispondente e non le ex 100.000). Ve lo chiedo perchè sono stato assunto da poco come responsabile in un ufficio tributi e qui hanno questa prassi che asseriscono avere fondamenta normative (ma io non ho idea a cosa si riferiscano).

Risposta inviata da Alex (redazione Dossier.Net) in data 20 luglio 2002
L'art. 14 del Dlgs 504/92, così come sostituito dall'art. 14 del Dlgs n. 473/97, al comma 1, tratta la violazione che la riguarda. Il successivo comma 4 prevede che la sanzione di cui al comma 1 può essere ridotta ad 1/4 se, entro il termine per ricorrere alle commissioni tributarie, interviene adesione del contribuente con il pagamento del tributo, se dovuto, e della sanzione irrogata.
In proposito è bene ricordare che il Ministero delle Finanze ha precisato che non è possibile "modificare il nuovo sistema sanzionatorio recato dai decreti legislativi 471, 472 e 473 del 18 dicembre 1997, essendo questo stato strutturato sulle basi dei criteri strettamente penalistici, salvo restando il potere di intervento regolamentare, riconosciuto dall'art. 50 della legge 449 del 27 dicembre 1997, in ordine all'introduzione di riduzioni delle sanzioni in conformità con i principi desumibili dalla lettera l) del comma 133 dell'art. 3 della legge 662 del 23 dicembre 1996" (circolare 118/E del 26 maggio 1999).
Per ulteriori approfondimenti, si veda la circolare ministeriale 180/E del 10 luglio 1998 presente nella Guida Ici, all'indirizzo web



Importo minimo per l'iscrizione a ruolo

Quesito inviato da Paolo in data 16 luglio 2002
"L'importo minimo per gli accertamenti e/o liquidazioni sarebbe £. 20.000 solo imposta e 32.000 con interessi e sanzioni" ci sono riferimenti normativi che confermano le 32.000 o dipende dal regolamento comunale?

Risposta inviata da Alex (redazione Dossier.Net) in data 18 luglio 2002
L'art. 1 del Dpr n. 129 del 16 aprile 1999 stabilisce che non si fa luogo all'accertamento, all'iscrizione a ruolo e alla riscossione dei crediti relativi ai tributi locali, comprensivi o costituiti solo da sanzioni amministrative o interessi, qualora l'ammontare dovuto, per ciascun credito e con riferimento ad ogni periodo di imposta, non superi l'importo di lire 32.000.
La previsione agevolativa non è applicabile nel caso in cui il credito tributario emerga da ripetuta violazione, per almeno un biennio, degli obblighi di versamento riguardanti un medesimo tributo.



Come compilare la dichiarazione Ici

Quesito inviato da Enzo in data 11 luglio 2002
Ho difficoltà nella compilazione della dichiarazione Ici per il 2001. Il problema è il seguente: ho acquistato casa il 16/10/2001 e la visura catastale dell'immobile presenta i seguenti dati: codice catastale comune, foglio, subalterno, particella. Nella dichiarazione, dove si chiedono i dati identificativi, bisogna indicare: sezione (che nella visura catastale manca), foglio, numero subalterno. Leggendo le istruzioni vi è un piccolo paragrafo dove si parla di catasto tavolare. Seguendo tali istruzioni dovrei inserire al posto della sezione il codice catastale del comune e al posto del numero la particella, ma non vorrei sbagliare. Un altro punto è quello della detrazione per l'abitazione principale: si legge di riportare in dichiarazione la detrazione spettante e quindi, per il 2001, il valore riproporzionato a 3 mesi, oppure va indicato il valore su base annua? Non vorrei inviare la dichiarazione Ici con errori, perchè poi non saprei come rimediare.

Risposta inviata da Alex (redazione Dossier.Net) in data 15 luglio 2002
Come ha ben osservato, poiché nel suo Comune è in vigore il catasto tavolare, nei campi da 4 a 7 deve riportare il codice catastale del Comune, il numeratore della particella edificiale frazionata, il denominatore della particella frazionata ovvero il numero identificativo della particella qualora non frazionata e l'eventuale subalterno della particella.
Nel campo 19 deve indicare l'importo della detrazione spettante per l'abitazione principale, rapportata al periodo dell'anno nel corso del quale l'abitazione stessa è stata utilizzata come dimora abituale (tre mesi) e suddivisa in parti uguali tra i contitolari coabitanti, a prescindere dalle quote possedute da ciascun soggetto passivo.