I MESSAGGI DEL VECCHIO FORUM DELLA GUIDA ICI

Risposta: dichiarazione



Inviato da Redazione dossier.net in data 08 agosto 2003.

In risposta a: dichiarazione inviato da Alessandro in data 04 agosto 2003.

Nel caso prospettato occorre anzitutto evidenziare che l'annualità 1997 è caduta in prescrizione e che gli avvisi di liquidazione o di accertamento emessi sulla base delle attribuzioni o modificazioni delle rendite catastali costituiscono anche notificazione delle rendite stesse (art. 74, comma 3, della legge n. 342 del 21 novembre 2000). Inoltre, con il decesso del contribuente, soggetto passivo di imposta è unicamente il coniuge superstite, essendo titolare del diritto reale di abitazione ai sensi del secondo comma dell'art. 540 del Codice civile. Pertanto, gli obblighi fiscali relativi alla casa coniugale ricadono esclusivamente sul coniuge superstite, anche se ci sono altri eredi che continuano a vivere con lui (i figli, ad esempio).
Dal punto di vista pratico, nell'anno successivo alla data di decesso del contribuente, gli eredi (o almeno uno di essi a nome di tutti) avrebbero dovuto presentare una denuncia di variazione come nuovi proprietari. Uno di loro, poi, doveva compilare una denuncia a nome del defunto, evidenziando nel quadro riservato al "Contribuente" i dati del de cuius e quelli propri nel quadro dedicato al "Denunciante".
Per quanto concerne la tardiva presentazione della denuncia, va rilevato che, a differenza delle dichiarazioni Irpef e Irap, la cui presentazione è considerata omessa se effettuata con ritardo superiore a 90 giorni, la disciplina dell'Ici non contempla alcuna specifica disposizione in tal senso (si veda circolare ministeriale n. 184/E del 13 luglio 1998). Sarebbe quindi logico desumere che la presentazione tardiva della denuncia non fa scattare né la violazione di omessa presentazione né l'accertamento d'ufficio.
Tutto ciò premesso, si consiglia di chiedere al comune impositore l'adozione dell'istituto di autotutela al fine di correggere gli atti impositivi. Non si deve, comunque, far trascorrere il termine perentorio di 60 giorni dalla data di notifica dei provvedimenti, per proporre ricorso alla competente Commissione tributaria provinciale, perché altrimenti gli atti diventerebbero definitivi anche se illegittimi o infondati. Al riguardo, si rammenta che dal 1° agosto al 15 settembre c'è la cosiddetta "sospensione feriale", per cui i termini dell'impugnativa ricominciano a decorrere dal 16 settembre.