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Risposta: tributi coattivi del 1994: può ancora chiederli il comune?



Inviato da Redazione dossier.net in data 22 giugno 2003.

In risposta a: tributi coattivi del 1994: può ancora chiederli il comune? inviato da grazia in data 21 giugno 2003.

Ai sensi dell'art. 12 del D.Lgs. 504/92, il ruolo deve essere formato e reso esecutivo, con il visto del funzionario responsabile, non oltre il 31 dicembre del secondo anno successivo a quello in cui l'atto impositivo è stato notificato al contribuente.
Nel caso di specie, la cartella di pagamento evidenzia sia la data in cui il ruolo è divenuto esecutivo (30.12.02), sia il riferimento al precedente atto di accertamento, anche se in forma sintetica (tributi coattivi per infedele denuncia). Sul piano procedurale il provvedimento è dunque corretto. Si tratta però di accertare se effettivamente il Comune impositore le ha notificato , entro il 31 dicembre 2000, un avviso di accertamento per infedele denuncia e insufficiente versamento d'imposta. In mancanza di tale atto, come è stato ripetutamente affermato (da ultimo, Commissione tributaria regionale della Basilicata, sentenza n. 112 del 29 dicembre 2000), l'iscrizione a ruolo è illegittima.
Per quanto riguarda la possibilità per i comuni di riscuotere l'imposta dovuta per l'anno 1994, l'art. 30, comma 10, della legge finanziaria n. 488 del 1999 aveva prorogato i termini al 31 dicembre 2000.
In conclusione, se il Comune impositore ha regolarmente notificato l'avviso di accertamento nei termini di legge, il contribuente non ha valido motivo per impugnare la cartella di pagamento.