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Risposta: Rimborso per rendita notificata dopo il 1° gennaio 2000



Inviato da Redazione dossier.net in data 03 giugno 2003.

In risposta a: Rimborso per rendita notificata dopo il 1° gennaio 2000 inviato da IVAN in data 30 maggio 2003.

Si tende a ritenere che la disposizione dell'art. 74 della legge 342 del 21 novembre 2000 abbia introdotto il principio della irretroattività della rendita, anche ai fini dell'Ici. Tale interpretazione trascura la differenza, sostanziale, tra efficacia dell'atto ed effetti della rendita: la prima è regolata dall'art. 74, mentre gli effetti della rendita sono disciplinati dalle singole leggi d'imposta. Nel caso dell'Ici, questo significa richiamare:
a) il dettato dell'art. 11, comma 1, del D.Lgs. 504/92, che dispone la retroattività dei classamenti e il rimborso d'ufficio delle somme versate in eccedenza, maggiorate degli interessi;
b) la previsione di cui al comma 1 dell'art. 13 del predetto decreto Ici, che sancisce, tra l'altro, che il contribuente può chiedere il rimborso entro tre anni dal giorno "in cui è stato definitivamente accertato il diritto alla restituzione". Al riguardo, diverse Commissioni tributarie (tra cui quella provinciale di Milano, sezione XXXVI, sentenza 358 del 17 gennaio 2001) hanno ritenuto che il "momento" in cui il diritto alla restituzione diviene certo non può che coincidere con l'attribuzione della rendita (tacitamente accettata dal contribuente) da parte dell'agenzia del Territorio.
Pertanto, alla luce di questa impostazione, il contribuente può ben richiedere la restituzione delle somme versate e non dovute per le annualità di imposta a partire dal 1994 (D.M. 367/1999 e circolare ministeriale 4/FL del 13 marzo 2001), anche se la rendita catastale viene notificata dopo il 1° gennaio 2000, come hanno riconosciuto in via esplicita i giudici tributari di merito. Del resto, una diversa interpretazione creerebbe una evidente disparità di trattamento con i contribuenti che hanno avuto la notifica della rendita entro il 31 dicembre 1999.
Altra notazione: da parte dei comuni viene osservato che così come, in forza dell'art. 74 della legge 342/2000, la liquidazione a debito del contribuente avviene senza interessi, anche il rimborso deve avvenire con le stesse regole. Contro tale argomentazione si oppone la citata circolare ministeriale n. 4/FL del 2001, precisando che sulle somme indebitamente versate dal contribuente devono essere corrisposti gli interessi maturati.