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Risposta: avviso di accertamento contestato



Inviato da Redazione dossier.net in data 26 maggio 2003.

In risposta a: avviso di accertamento contestato inviato da Katia in data 23 maggio 2003.

L'attuazione nel 1999 da parte del Comune impositore della previsione di cui alla lettera e) dela comma 1 dell'art. 59 del D.Lgs. 446/97, consentiva al contribuente (nella specie, genitore) di fruire della detrazione di imposta per l'unitÓ immobiliare concessa in uso gratuito (comodato) a lei figlia e, quindi, anche di computare l'importo eccedente sull'imposta dovuta per le pertinenze dell'abitazione stessa (circolari ministeriali 118/E del 7 giugno 2000 e 114/E del 25 maggio 1999).
Per quanto concerne la richiesta di annullamento in autotutela dell'avviso di accertamento del 1999, va fatto presente che l'esercizio dell'autotutela Ŕ un potere che spetta alla pubblica amministrazione e non un diritto del cittadinocontribuente. Pertanto, anche in presenza dell'impulso del soggetto interessato, la pubblica amministrazione non ha l'obbligo di rivedere il proprio operato. Suo padre avrebbe dovuto impugnare l'atto impositivo con ricorso alla Commissione tributaria provinciale, entro il termine perentorio di 60 giorni dalla notificazione del provvedimento. L'accertamento, dunque, Ŕ divenuto definitivo anche se illegittimo o infondato.