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Risposta: Valutazione retroattiva



Inviato da Redazione dossier.net in data 23 maggio 2003.

In risposta a: Valutazione retroattiva inviato da Francesco in data 19 maggio 2003.

Con specifica norma regolamentare (art. 59, comma 1, lettera g, del D.Lgs. 446/97), il Comune può "determinare periodicamente e per zone omogenee i valori venali in comune commercio delle aree fabbricabili", al fine di ridurre l'insorgenza del contenzioso tributario (si veda circolare ministeriale 296/E del 31 dicembre 1998). Sul punto, giova rimarcare che non sarebbe corretta la procedura di determinazione delle aree fabbricabili con un valore retroattivo, dato che il valore imponibile può mutare per ogni anno di imposizione, in quanto la sua quantificazione dipende in particolare dall'evoluzione e sviluppo dei piani urbanistici attuativi e dall'andamento del mercato immobiliare.
Resta comunque ferma la previsione del comma 5 dell'art. 5 del D.Lgs. 504/92, in forza della quale la base imponibile è costituita dal valore venale in comune commercio al 1° gennaio di ogni anno di tassazione, considerando la zona territoriale di ubicazione, l'indice di edificabilità, la destinazione d'uso consentita, gli oneri per eventuali lavori di adattamento del terreno necessari per la costruzione e i prezzi medi rilevati sul mercato dalla vendita di aree aventi analoghe caratteristiche.
Un'ultima notazione attiene al requisito motivazionale degli avvisi di accertamento: l'atto impositivo che non rechi la spiegazione dell'iter logicogiuridico seguito dal Comune per la determinazione del valore, rischia l'illegittimità.