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Risposta: Quesito x la redazione



Inviato da redazione dossier.net in data 24 gennaio 2003.

In risposta a: Quesito x la redazione inviato da Simone in data 21 gennaio 2003.

Il suo quesito ci permette di chiarire il problema in questione.
Per espressa previsione dell'art. 8, comma 2, del D.Lgs. 504/92, dall'imposta dovuta per l'unità immobiliare adibita ad abitazione principale va sottratta la detrazione spettante al soggetto passivo nella misura annua ordinaria di lire 200.000 (ora euro 103,29). Nel secondo periodo, la norma stessa precisa che l'abitazione principale è quella "nella quale il contribuente, che la possiede a titolo di proprietà, usufrutto o altro diritto reale, e i suoi familiari dimorano abitualmente".
E' facile dunque rilevare che ai fini dell'Ici ma anche agli effetti dell'Irpef la cui normativa contempla una definizione sostanzialmente analoga (art. 10, comma 3bis, del Tuir) il requisito essenziale per il riconoscimento dell'abitazione principale sia l'individuazione della "dimora abituale" e che il legislatore fiscale abbia voluto privilegiare tale concetto rispetto a quello specifico di "residenza anagrafica". Al riguardo, giova rammentare che il ministero delle Finanze, in materia di Isi (Imposta straordinaria sugli immobili), ebbe modo di rilevare che, nel caso in cui l'unità immobiliare risulti effettivamente adibita a dimora abituale del contribuente, occorre prescindere dalle risultanze anagrafiche, le quali hanno efficacia meramente presuntiva e quindi superabile con ogni mezzo di prova idoneo a dimostrare il contrario (in senso conforme, Corte di Cassazione, sezione tributaria, sentenza n. 13176 del 4 ottobre 2000).
I concetti di "dimora abituale" e di "residenza anagrafica" di solito coincidono, ma non sempre (in tal senso, circolare ministeriale 138/E del 25 maggio 1996). Da qui la precisazione ministeriale secondo la quale ai fini dell'Irpef ma anche dell'Ici il contribuente può attestare, mediante autocertificazione eseguita ai sensi del D.P.R. n. 445 del 28 dicembre 2000, di avere la dimora abituale in luogo diverso da quello indicato nei registri anagrafici (appendice alle istruzioni per la compilazione del modello Unico 2001). Ovviamente, spetta poi al comune impositore di verificare l'attendibilità di questo status, attraverso il controllo dei contratti di energia elettrica, gas ed acqua e mediante l'accesso ispettivo all'unità immobiliare da parte della polizia urbana.
In conclusione, mentre l'aliquota per la determinazione dell'imposta è stabilita dal comune e può essere diversificata con riferimento ai casi di immobili diversi dalle abitazioni, oppure posseduti in aggiunta all'abitazione principale, o di alloggi sfitti, la detrazione per l'abitazione principale compete per esplicita previsione della norma primaria al soggetto passivo che vi dimora abitualmente. Pertanto, se le norme regolamentari dovessero eventualmente trovare fondamento, come regola "assoluta", sul concetto di residenza anagrafica, si porrebbero in aperto contrasto con la norma di legge poiché, oltre a non rispettare i principi generali sanciti nella disciplina dell'Ici, violerebbero altresì il dettato costituzionale diretto alla salvaguardia dei diritti e interessi tutelati dalla disciplina stessa quale, ad esempio, la fruizione della detrazione di imposta.