CONTENZIOSO

Le modalità ed i tempi del ricorso che il contribuente può proporre contro le decisioni del Comune. L'iter di tutta la procedura e le scadenze da rispettare. Le norme sul pagamento dei tributi e sui rimborsi delle somme.
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Contro l'avviso di liquidazione, l'avviso di accertamento, il provvedimento che irroga le sanzioni, il ruolo, il provvedimento che respinge l'istanza di rimborso può essere proposto ricorso secondo le disposizioni di cui al D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 636 (ora D.Lgs. n. 546 del 31 dicembre 1992), e successive modificazioni, intendendosi sostituito all'ufficio tributario il comune verso il quale è proposto ricorso.

Per tutte le liti tributarie, dopo la riforma del contenzioso entrata in vigore dal 1° aprile 1996, esistono due gradi di giudizio:
  • dinanzi alla commissione tributaria provinciale competente per territorio sulla base dell'ufficio che ha sede nella propria circoscrizione si può, in prima istanza, proporre ricorso avverso gli atti emessi dai comuni;

  • dinanzi alla commissione tributaria regionale si può proporre impugnazione per le decisioni emesse dalle commissioni tributarie provinciali che hanno sede nella propria circoscrizione.
Risulta quindi eliminato il terzo grado di giudizio, essendo stata abolita la Commissione tributaria centrale.

Si ricorda che nel caso in cui il contribuente si sia avvalso della definizione agevolata, la controversia risulta chiusa e, quindi, non sussiste più l'onere di impugnare l'atto impositivo.

Il ricorso, redatto in carta legale e contenente tutti gli elementi stabiliti dall'art. 18 del D.Lgs. n. 546/92, deve essere proposto, a pena di inammissibilità, entro 60 giorni dalla data di notificazione dell'atto, tenendo conto della sospensione feriale dei termini (dal 1° agosto al 15 settembre).
Il ricorso avverso il rifiuto o il silenzio-rifiuto alla restituzione del tributo o delle sanzioni può essere prodotto dopo il 90° giorno dalla notifica dell'istanza di rimborso ed entro il termine di prescrizione ordinaria (dieci anni). Se la Commissione condanna il Comune al pagamento di somme, e solo se la relativa sentenza è passata in giudicato, la segreteria della Commissione che l'ha emessa, a richiesta dell'interessato, rilascia copia spedita in forma esecutiva a norma dell'art. 475 del Codice di procedura civile. La sentenza delle Commissioni tributarie provinciale e regionale spedita in forma esecutiva è titolo per le azioni esecutive previste dallo stesso Codice di procedura civile.

Il ricorso deve essere proposto direttamente alla controparte (Comune) utilizzando, alternativamente, una delle seguenti modalità:


a) tramite ufficiale giudiziario, secondo le disposizioni di cui agli artt. 137 e seguenti del codice di procedura civile;

b) a mezzo servizio postale con plico raccomandato, senza busta, con avviso di ricevimento e, per espressa previsione, la comunicazione o notificazione si considera effettuata nella data della spedizione;

c) mediante consegna diretta presso l'ufficio protocollo del comune che ha emesso l'atto impugnato. In tal caso l'impiegato addetto alla ricezione provvede al rilascio di ricevuta.

Nei 30 giorni successivi alla proposizione del ricorso, il ricorrente deve "costituirsi in giudizio" mediante deposito, presso la segreteria della Commissione tributaria adita, del fascicolo di parte contenente:
  • l'originale del ricorso notificato a mezzo ufficiale giudiziario; se la presentazione è avvenuta per consegna diretta o a mezzo posta, si deposita una copia del ricorso - redatto in carta semplice e munito della dicitura "E' copia conforme all'originale" - insieme alla fotocopia della ricevuta di consegna o di spedizione per raccomandata;

  • l'originale o la fotocopia dell'atto impugnato e dei documenti eventualmente prodotti, elencati nel ricorso. Se sorgono contestazioni, il giudice può ordinare l'esibizione in originale di tutti gli atti e documenti.
Il Comune si costituisce in giudizio entro il termine (non perentorio) di 60 giorni dalla notifica del ricorso, mediante deposito delle proprie controdeduzioni nelle quali espone le sue difese, prendendo posizione sui motivi del ricorso, indicando le prove di cui ritiene avvalersi e proponendo eventuali eccezioni processuali e di merito.

Per le controversie aventi ad oggetto tributi di valore superiore a 5 milioni è indispensabile l'assistenza di un difensore abilitato. Il presidente della commissione o il collegio possono ordinare alla parte di munirsi dell'assistenza tecnica, anche nei casi in cui questa non è obbligatoria.

La causa è trattata di norma in "Camera di consiglio" (senza la presenza delle parti), salvo che con apposita istanza separata o contenuta nel ricorso introduttivo, da depositarsi entro 10 giorni liberi prima della data della trattazione, una delle parti richieda che il ricorso sia discusso in udienza pubblica, con notifica dell'istanza all'altra parte costituita.

La proposizione del ricorso non ha effetto sospensivo dell'atto impugnato, ma il ricorrente, se dall'atto teme possa derivargli un danno grave e irreparabile, può chiedere alla Commissione la sua sospensione, con istanza motivata proposta nel ricorso o con atto separato (art. 47 del D.Lgs. n. 546/92).

Con la sentenza che definisce il giudizio la Commissione provvede anche a liquidare l'ammontare complessivo delle spese e a condannare la parte soccombente al loro pagamento, ovvero a dichiararle compensate in tutto o in parte.
Alla segreteria della Commissione spetta il compito di comunicare alle parti costituite il dispositivo della sentenza; alla notifica della sentenza possono invece provvedere le parti. La parte che ha provveduto alla notifica dovrà depositare nella segreteria della Commissione l'originale (o copia autentica) della sentenza notificata.

Le norme processuali prevedono meccanismi di pagamento dei tributi e di rimborsi delle somme non dovute più favorevoli al contribuente. Pertanto, anche in deroga a quanto previsto dalle singole leggi d'imposta, nei casi in cui è prevista la riscossione frazionata, i tributi devono essere pagati:

a) per due terzi, dopo la sentenza della Commissione tributaria provinciale che respinge il ricorso;

b) per l'importo risultante dalla sentenza della Commissione tributaria provinciale, e comunque non oltre i due terzi, se la sentenza accoglie parzialmente il ricorso;

c) per il residuo importo determinato dalla sentenza della Commissione tributaria regionale.
In ogni caso, tutti gli importi da versare sulla base delle sentenze emesse dalle Commissioni tributarie provinciale e regionale vanno diminuiti di quanto già eventualmente corrisposto all'ente impositore.
Se il ricorso viene accolto, il tributo corrisposto in eccedenza rispetto a quanto dovuto deve essere rimborsato d'ufficio, con i relativi interessi previsti dalle leggi fiscali, entro 90 giorni dalla notificazione della sentenza.

Dopo la scadenza del termine entro il quale dovevano essere adempiute da parte del Comune gli obblighi imposti da una sentenza divenuta definitiva (o, in mancanza del termine, dopo 30 giorni dalla messa in mora mediante ufficiale giudiziario), il contribuente può presentare un ricorso per chiedere che venga data esecuzione alla sentenza.
La Commissione tributaria può anche delegare un proprio componente o nominare un Commissario "ad acta" perché provveda direttamente all'esecuzione del giudicato.