In questa intervista del 1966 il maestro Herbert von Karajan parla del rapporto con la sua orchestra a Berlin.
Herbert von Karajan (Salisburgo, 5 aprile 1908 – Anif, 16 luglio 1989) è considerato uno dei più importanti direttori d'orchestra del secondo Novecento. In particolare, il suo nome è legato alla Berliner Philharmoniker (la Filarmonica di Berlino) che ha guidato per 35 anni.
A soli 4 anni intraprese lo studio del pianoforte e dopo un anno era già in grado di esibirsi in pubblico. Appena maggiorenne esordisce come pianista professionista, a 21 inizia la carriera di direttore d'orchestra.
Nel 1937 Karajan venne nominato il più giovane "Generalmusikdirektor" della Germania e fu direttore ospite a Bruxelles, Stoccolma, Amsterdam ed altre città. Nel 1937 fece il suo debutto con i Berliner Philharmoniker. Il successo arrivò nel 1938 con il "Tristan und Isolde" (Tristano e Isotta) e venne definito da un noto critico berlinese come "Das Wunder Karajan" ("Il miracolo Karajan"). Stipulò un contratto con la Deutsche Grammophon: la sua prima registrazione fu l'Ouverture della "Die Zauberflöte" (Il Flauto Magico), realizzata con la Staatskapelle Berlin nel 1938.
Al termine della seconda Guerra Mondiale, la sua trascorsa adesione al partito nazista ne determinò l'allontanamento dalla scena musicale; in seguito, fondò e divenne direttore principale dell'Orchestra Filarmonica di Londra (dal 1949 al 1960) e nel 1955, come successore del celebre Wilhelm Furtwängler, approdò alla direzione dei Berliner Philharmoniker, ruolo che mantenne a vita.
Il direttore autriaco fu accusato di aver innescato una spirale inflazionistica nei cachet. Alla direzione di orchestre sovvenzionate dall'ente pubblico (Wiener Philharmoniker, Berliner Philharmoniker, Festival di Salisburgo), cominciò a pagare profumatamente gli artisti ospiti e ad aumentare il suo onorario. Altra accusa fu quella di narcisismo, egocentrismo: si racconta che, dirigendo Wagner al Metropolitan di New York, fece alzare il suo podio per essere più visibile dal pubblico; nelle registrazioni delle opere di Verdi fece cambiare il bilanciamento, facendo sì che la sua orchestra sovrastasse i cantanti.
Spesso dirigeva ad occhi chiusi, concentrato sull'effetto sonoro, sicuro di avere una delle più grandi orchestre dell'era moderna sotto la sua bacchetta.
La registrazione per l'etichetta Deutsche Grammophon del "Bel Danubio blu" di Strauss fu usata dal regista Stanley Kubrick per una famosa sequenza del film "2001: Odissea nello spazio" (Kubrick sincronizzò le sequenza con la musica preregistrata, contrariamente a quanto avviene di solito nella procedura di sonorizzazione).