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Autore Discussione: accertamento ici per ripicca  (Letto 3738 volte)
picaracing
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« inserito:: 03 Ottobre 2010, ore 21:59:18 »

Sono residente a Ceriale dal 2004 per motivi di lavoro (non per opportunità turistica). Il lavoro, come per molti Italiani che ancora hanno la fortuna di possederne uno, rappresenta un motivo di penoso“distacco” famigliare e fonte di considerevoli spese per gli spostamenti dei membri della famiglia. Infatti mia moglie, che ha lavorato fino al 31 marzo 2010 in provincia di Torino, è costretta a mantenere la residenza presso la casa di una delle nostre figlie a Poirino (TO) dove ora si dedica a fare la nonna baby sitter.

il 21 maggio, ricevo una raccomandata dall’Ufficio ICI di codesto Comune (datata 14 maggio) con la richiesta di portare delle prove che attestino la mia dimora abituale, senza specificare quali prove. Ho comunque civilmente adempiuto a tale dovere non senza collegare che tale richiesta è “scattata” il giorno successivo a quello in cui avevo richiesto un certificato di residenza (che mi necessitava per verificare la mia situazione contributiva ai fini pensionistici).
Come affermato, mia moglie -che amo e da cui sono separato logisticamente ma non legalmente-  è andata in quiescenza da pochi mesi dopo aver espletato le procedure INPDAP del caso. Dobbiamo aspettarci che anche il Comune di Poirino (pur non essendo una località turistica) contesti la sua residenza presso la casa di nostra figlia per effetto di una sentenza della Cassazione del 15 giugno c.a.? Sbaglio se affermo che neppure il nuovo diritto di famiglia, impone ai coniugi la coabitazione?
Sta il fatto che le prove ed argomentazioni da me prodotte, non sono state accolte dall’Ufficio ICI di Ceriale e il 17 agosto 2010 ricevo dal responsabile dell’ufficio stesso, Dr. Cambiano, un accertamento ICI degli ultimi cinque anni da pagare.
A Ceriale mi considero socialmente ben introdotto, presupposto indispensabile per il proficuo svolgimento del mio lavoro. Nessuno della mia cerchia di amici e conoscenti risulta aver ricevuto l’intimazione che è stata inoltrata a me.
Come posso difendermi? Grazie Ugo
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« Risposta #1 inserito:: 06 Ottobre 2010, ore 11:38:13 »

non puoi difenderti sulla "ripicca" ma sul merito del provvedimento. Per i tuoi amici al limite denunciali all'ufficio tributi così siete pari  Ghigno.
Prova a sentire il tuo commercialista per vedere se è corretto il provvedimento o eventualmente, se la cifra in gioco è elevata, l'avvocato e procedere per vie giudiziali in commissione tributaria.
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« Risposta #2 inserito:: 30 Ottobre 2010, ore 16:14:26 »

Cose di un'altro mondo!!! nel mio caso specifico in virtù di una sentenza di cassazione(citata nella prima lettera)secondo i comuni poich'è noi due coniugi non essendo separati viviamo in due residenza diverse"io a Ceriale e mia moglie a Torino"non possiamo godere delle agevolazioni ICI prima casa, ma dobbiamo entrambi pagare l'ICI come seconda casa perchè, secondo la legge le agevolazioni possono goderle solo i soggetti che vi dimorano con i propri familiari.. quindi nel caso specifico noi siamo in possesso di 2 seconde case..ASSURDO.
FACCIAMO GLI ITALIANI E POI L'ITALIA.
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