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Autore Discussione: Modalità per la corretta applicazione dell'ICI  (Letto 4497 volte)
Robertinio
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« inserito:: 26 Aprile 2009, ore 19:42:19 »

Un saluto a tutto il Forum
Mia madre e mio padre erano cointestatari in comunione di bene del seguente immobile composto da :
Piano Terreno Garage (C\6).
Primo Piano unità immobiliare (A\3) tenuta a disposizione priva di allacciamento idrico e elettrico che fruisce della riduzione del 50% del ICI.
Secondo Piano unità immobiliare (A\3) adibita ad abitazione principale.
Tutte queste unità possiedono una loro rendita catastale.
Con atto di successione la situazione della proprietà è così cambiata : mia madre possiede il 60% io e i miei tre fratelli il 10%.
Mia madre esercita il Diritto di Abitazione nell’unità adibita ad abitazione principale mentre io e i miei tre fratelli risediamo al di fuori del Comune.
Alla luce delle varianti sul ICI  bisogna dichiarare e pagare nel seguente modo:
Piano Terreno Garage (C\6) e  Secondo Piano unità immobiliare (A\3) adibita ad abitazione principale – mia madre dichiara il 60% come abitazione principale io e  i miei fratelli il 10% cadauno come abitazione secondaria
Primo Piano unità immobiliare (A\3) tenuta a disposizione priva di allacciamento idrico - mia madre dichiara il 60% come abitazione secondaria io e  i miei fratelli il 10% cadauno come abitazione secondaria.
Non c’è un modo per semplificare le cose ?

Posso rifarmi eventualmente della sentenza della Cassazione 29/10/2008 n 25902: ai fini ICI il contemporaneo utilizzo di più di una unità catastale come "abitazione principale" ?

http://www.anaci.piemonte.it/fiscale/varie/sentenze/1390-cassazione-29102008-n-25902-ai-fini-ici-il-contemporaneo-utilizzo-di-piu-di-una-unita-catastale-come-qabitazione-principaleq-non-costituisce-ostacolo-allapplicazione-per-tutte-dellaliquota-prevista-per-labitazione-principale.html

Anticipatamente Grazie per la risposta
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« Risposta #1 inserito:: 04 Maggio 2009, ore 10:43:18 »

La prima cosa che ti posso dire è che se l'appartamento in cui abita tua madre, unitamente al garage di pertinenza, era la residenza familiare dei tuoi genitori, su di essi si è generato il diritto di abitazione del coniuge superstite, pertanto l'ici potrebbe venir dichiarata e versata al 100% da tua madre (il che, dal 2008 in poi, significa l'esenzione per entrambe le unità immobiliari).
Tu parli di diritto di abitazione, pertanto direi che questa possa essere la modalità corretta.
Per quanto riguarda l'appartamento sotto, puoi anche chiedere in comune se puoi applicare la citata sentenza, questa è una risposta che solo loro possono darti, visto che non parliamo di 'norma' ma di interpretazione della stessa.
Io, ricevessi una simile richiesta, ti farei presente due cose:
1) Com'è che un appartamento, che fino all'anno scorso era per voi 'inagibile ed inabitabile' (che per l'ici significa che è pericoloso metterci piede, non solo che mancano gli allacci idrici ed elettrici, a meno che il regolamento comunale non lo preveda espressamente), ora è da considerarsi abitazione principale, senza che siano intervenute concessioni edilizie di manutenzione e ristrutturazione? Intendo, o è inagibile, e lo è da tempo, o se è agibile ora, senza modificazioni strutturali, lo era anche prima...
2) Verso la fine del testo della sentenza viene ribadito che detta estensione del concetto di abitazione principale è applicabile solo laddove la 'somma' catastale dei due immobili non ne possa far scaturire un incrementato classamento catastale complessivo. Il classamento catastale determina innanzitutto una 'classe' e una 'categoria' per un appartamento, in base alla superficie complessiva, al numero di locali di servizio disponibili, al fatto che è un'abitazione singola (classe più pregiata) o un appartamento facente parte di un complesso (meno pregiata). Potrebbe quindi esser credibile che un riaccatastamento dell'immobile da te descritto comporti una variazione sostanziale delle rendite catastali complessive; io a quel punto, vista la situazione, ti chiederei di riaccatastare il fabbricato come unica unità immobiliare, a 'dimostrazione' che la rendita complessiva è invariata.


Se serve qualche chiarimento scrivi pure!

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Robertinio
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« Risposta #2 inserito:: 11 Maggio 2009, ore 22:10:29 »

Anticipatamente mi scuso, ma per motivi lavorativi non ho potuto rispondere prima.
Ti ringrazio per la chiara risposta che mi hai dato alla mia domanda.
Per quanto riguarda il pagamento dell'ICI ti confermo che l'appartamento di mia madre nonchè del garage il COmune ha sempre accettato un unico versamento e dichiarante (mia madre con diritto di abitazione).
Mentre per l'altra unità immobiliare, il comune ha sempre accettato il versamento unico totale dell'imposta al 50% da parte di mia madre per il discorso della non abitabilità, anche se vi è una comproprietà e non rappresenta abitazione principale.
Ma per quest'ultimo, bisogna quindi effettuare tanti versamenti per quanti sono i comproprietari ?
Se la risposta è positiva,  facendo due rapidi conti, se noi figli dovessimo versare la nostra quota di ICI, il versamento è di circa 10€ cadauno e di 60€ per mia madre, teoricamente il Comune dovrebbe riscuotere solo la quota di mia madre visto che i nostri sono al di sotto dei 12€ ? 
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