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Autore Discussione: ICI TERRENI EDIFICABILI  (Letto 4066 volte)
Massimo
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« inserito:: 31 Gennaio 2009, ore 21:00:17 »

Salve a tutti,
qualche giorno fa mi sono arrivati diversi avvisi di accertamento a carico mio e di mia sorella per un terreno, in comunione del 50%, dichiarato edificabile nel 1999.
Mia sorella ha una partita Iva a suo nome ed usa il terreno a fini dell'attività agricola e partecipa in quota ad una cooperativa (disponbile a certificarmi che quel terreno è impiegato a fini agricoli).
Quesiti:
1) mia sorella è tenuta al pagamento del 50% di ICI, calcolata come terreno edificabile, secondo quanto richiesto dal comune?
2) io NON uso in nessun modo questo terreno, che DI FATTO è come se fosse concesso a titolo gratuito a mia sorella... ma non ho nessun atto che lo comprova, devo pagare? Se la risposta è positiva, mi conviene comunque, nel dubbio, provare a scrivere al comune... aspettando una risposta?
3) se invio la raccomandata con il quale chiedo di riesaminare la pratica, hanno l'obbligo di risposta? Se si quanti giorni? Al contrario, se non rispondono: entro quanti giorni dall'invio devo pagare?
4) il tempo di attesa della risposta è utile per il comune al calcolo di eventuali interessi?
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« Risposta #1 inserito:: 01 Febbraio 2009, ore 19:17:41 »

Salve!
Vediamo di rispondere ai tuoi quesiti:

1)
L'articolo 2 del decreto legislativo 504 del 1992, al comma b) prevede : "per area fabbricabile si intende l'area utilizzabile a scopo edificatorio in base agli strumenti urbanistici generali o attuativi ovvero in base alle possibilità effettive di edificazione determinate secondo i criteri previsti agli effetti dell'indennità di espropriazione per pubblica utilità. Sono considerati, tuttavia, non fabbricabili i terreni posseduti e condotti dai soggetti indicati nel comma 1 dell'articolo 9, sui quali persiste l'utilizzazione agro-silvo-pastorale mediante l'esercizio di attività dirette alla coltivazione del fondo, alla silvicoltura, alla funghicoltura ed all'allevamento di animali. Il comune, su richiesta del contribuente, attesta se un'area sita nel proprio territorio è fabbricabile in base ai criteri stabiliti dalla presente lettera". Il comma 1 articolo 9 a cui si fa rimando invece dice chi sono questi soggetti: "1. coltivatori diretti o da imprenditori agricoli che esplicano la loro attività a titolo principale".
Se tua sorella e il terreno rispondono a questi requisiti, l'immobile è quindi da considerarsi terreno agricolo, finchè persistono le condizioni. Questo vale per tutti i contitolari, non solo per quello che effettivamente conduce il terreno. Attenzione ad una cosa: con esplicita previsione inserita nel regolamento comunale, l'amminstrazione può aver introdotto ulteriori requisiti, bisognerebbe quindi cercare sul sito del comune il testo del regolamento ici per verificare questo aspetto.

2)
Per legge non si può affittare a qualcuno una cosa che è già, seppur in parte, sua, pertanto perchè dovrebbe esser necessario provare alcunchè? E' comunque, ai fini ici, ininfluente quali siano le modalità con cui tu e tua sorella decidete di compensare la possibilità per lei di usare il terreno. Se il terreno è condotto direttamente da lei, e sono soddisfatte le condizioni di cui al punto 1 della mia risposta, allora nemmeno tu sei tenuto a pagare come area fabbricabile, ma solo come terreno agricolo.

3)
Il comune ha obbligo di risposta entro 30 giorni, ma anche un eventuale mancanza di risposta non fa scattare nessun preciso effetto sull'argomento della tua domanda, è semplicemente una mancanza del comune. In ogni caso gli avvisi di accertamento non sono più impugnabili trascorsi 60 giorni dalla data di notifica (come dovrebbe esser scritto sull'atto: se manca questa indicazione c'è stato un grave errore da parte del comune), quindi è quello il termine entro il quale devi eventualmente ricorrere alla commissione tributaria.

4)
Gli interessi per i 60 giorni di 'provvisorietà' del provvedimento sono fermati al giorno in cui il comune ha redatto il provvedimento. Se, trascorsi i 60 giorni, non paghi e non proponi ricorso contro il provvedimento, allora il comune può attivare una procedura di riscossione coattiva nei tuoi confronti, e in quel caso sì, dovrai versare gli interessi aggiuntivi per i giorni trascorsi.
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