Autore Topic: mancata comunicazione al comune e aliquota discendenti 1 grado  (Letto 6986 volte)

Offline vivi

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mancata comunicazione al comune e aliquota discendenti 1 grado
« il: 14 Gennaio 2009, ore 10:16:35 »
Ho ricevuto dal Comune di Siena un anotifica di omessa e/o infedele dichiarazione ICI in quanto, dal 2005 il comune di Siena, nel proprio regolamento ha introdotto la possibilita di accedere all'aliquota ridotta per discendenti 1 grado linea adiretta sola in seguito alla presentazione di una apposita dichiarazione.
Premetto che la dichiarazione ICI è stata fatta a suo tempo, che l'appartamanto e dimora principale di mio figlio, che nel 1999 ho anche avuoto un accertamento GdiF  che ha confermato occupazione appartamneto come di mora principale.
Vorrei sapere se è corretto che il comune voglia applicarmi le sanzioni previste per mancata e/o infedele dichiarazione ICI o se sia il caso di procedere con ricorso presso commissione tributaria provinciale e/o difensore civico.
Le sanzioni sono di oltre 500euro all'anno per un totale di oltre 1500 euro.
Scorrendo il vosto forum avrei trovato le seguenti motivazioni che potrei utilizzare:

1)che tutta la pubblica amministrazione, compresi i comuni, dovrebbe improntare lo svolgimento della propria attività, non a trarre profitto dall'errore del contribuente, ma a principi di correttezza, imparzialità e buona amministrazione, così come stabilito dall'art. 97 della Costituzione (Corte di Cassazione, sezione I civile, sentenza n. 4878 del 27 gennaio 1988).

2)che la mancata comunicazione al comune non può essere assimilata alla mancata e/o infedele dichiarazione con la conseguente applicazione delle sanzioni previste per una diversa fatti specie

3)che anche  nel caso si consideri assimilabile la mancata comunicazione al comune come omessa dichiarazione e/o infedele dichiarazione, questa  non ha inciso ne sulla determinazione dell'imposta ne sul versamento del tributo dovuto e pertanto non sono più sanzionabili, ai sensi del comma 5-bis aggiunto all'art. 6 del D.Lgs. n. 472/97 dall'art. 7, lettera a) del comma 1 del D.Lgs. n. 32/2001.

Gradirei il vostro parere.

Antonio Vivi

Offline vivi

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Re: mancata comunicazione al comune e aliquota discendenti 1 grado
« Risposta #1 il: 20 Gennaio 2009, ore 10:59:37 »
Rinnovo la richiesta di parere da parte di un esperto.

Offline C.A.

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Re: mancata comunicazione al comune e aliquota discendenti 1 grado
« Risposta #2 il: 23 Gennaio 2009, ore 02:47:42 »
Vediamo se ho ben capito com'è andata:

a) l'immobile è stato correttamente dichiarato, in anni precedenti il 2005, con l'applicazione (come da regolamento comunale precedente il 2005) di una aliquota ridotta per concessione a parente di 1° grado;

b) nel 2005 il comune ha introdotto una variazione al regolamento, richiedendo, per l'accesso a tale riduzione, la presentazione di una apposita comunicazione.

Se la situazione è questa, anche tenuto conto del fatto che l'immobile è a tutti gli effetti utilizzato come dimora principale da tuo figlio, ritengo potresti proporre al comune un'adesione che valuti la mancata comunicazione come una "violazione concernente la mancata esibizione o trasmissione di atti e documenti", di cui al comma 3, articolo 14, decreto legislativo 504 del 1992.
http://www.dossier.net/guida/norme/d92504.htm

Per quanto riguarda la commissione tributaria, il caso da te descritto mi risulta un po' dubbio in quanto non proprio "centrale" rispetto agli argomenti solitamente trattati, per cui non me la sento di consigliarti nè ad un ricorso nè al pagamento di quanto indicato dal comune (che mi sembra eccessivo per la semplice non trasmissione di una comunicazione).

Offline vivi

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Re: mancata comunicazione al comune e aliquota discendenti 1 grado
« Risposta #3 il: 27 Gennaio 2009, ore 08:57:43 »
>Vediamo se ho ben capito com'è andata:
>
>a) l'immobile è stato correttamente dichiarato, in anni precedenti il 2005, con l'applicazione (come da regolamento >comunale precedente il 2005) di una aliquota ridotta per concessione a parente di 1° grado;

esatto

>b) nel 2005 il comune ha introdotto una variazione al regolamento, richiedendo, per l'accesso a tale riduzione, la >presentazione di una apposita comunicazione.

esatto

>Se la situazione è questa, anche tenuto conto del fatto che l'immobile è a tutti gli effetti utilizzato come dimora principale >da tuo figlio, ritengo potresti proporre al comune un'adesione che valuti la mancata comunicazione come una "violazione >concernente la mancata esibizione o trasmissione di atti e documenti", di cui al comma 3, articolo 14, decreto legislativo >504 del 1992.
>http://www.dossier.net/guida/norme/d92504.htm

>Per quanto riguarda la commissione tributaria, il caso da te descritto mi risulta un po' dubbio in quanto non proprio >"centrale" rispetto agli argomenti solitamente trattati, per cui non me la sento di consigliarti nè ad un ricorso nè al >pagamento di quanto indicato dal comune (che mi sembra eccessivo per la semplice non trasmissione di una >comunicazione).


La mancata comunicazione comporta l'annullamento del beneficio e la conseguente applicazione della norma di infedele comunicazione, che a mio avviso, non mi sembra corretta, per questo vorrei ricorrere alla commissione tributaria.
In soldoni a mio parere non può il comune creare una norma e decidere di utilizzare una sanzione istituita per un altra cosa.
Stasera ho appuntamento con il difensore civico e vi faccio sapere anche che ne pensa lui.