Il Forum dei Contribuenti
11 Dicembre 2017, ore 02:23:23 *
Benvenuto! Accedi o registrati.
Hai dimenticato l'e-mail di attivazione?

Accesso con nome utente, password e durata della sessione
Notizia: ATTENZIONE: PER REGISTRARVI NON UTILIZZATE EVENTUALI EMAIL DI TISCALI O HOTMAIL.
 
   Indice   Aiuto Ricerca Accedi Registrati  
Pagine: [1]
  Stampa  
Autore Discussione: mancata comunicazione al comune e aliquota discendenti 1 grado  (Letto 5649 volte)
vivi
Nuovo iscritto
*
Scollegato Scollegato

Messaggi: 3


« inserito:: 14 Gennaio 2009, ore 11:16:35 »

Ho ricevuto dal Comune di Siena un anotifica di omessa e/o infedele dichiarazione ICI in quanto, dal 2005 il comune di Siena, nel proprio regolamento ha introdotto la possibilita di accedere all'aliquota ridotta per discendenti 1 grado linea adiretta sola in seguito alla presentazione di una apposita dichiarazione.
Premetto che la dichiarazione ICI è stata fatta a suo tempo, che l'appartamanto e dimora principale di mio figlio, che nel 1999 ho anche avuoto un accertamento GdiF  che ha confermato occupazione appartamneto come di mora principale.
Vorrei sapere se è corretto che il comune voglia applicarmi le sanzioni previste per mancata e/o infedele dichiarazione ICI o se sia il caso di procedere con ricorso presso commissione tributaria provinciale e/o difensore civico.
Le sanzioni sono di oltre 500euro all'anno per un totale di oltre 1500 euro.
Scorrendo il vosto forum avrei trovato le seguenti motivazioni che potrei utilizzare:

1)che tutta la pubblica amministrazione, compresi i comuni, dovrebbe improntare lo svolgimento della propria attività, non a trarre profitto dall'errore del contribuente, ma a principi di correttezza, imparzialità e buona amministrazione, così come stabilito dall'art. 97 della Costituzione (Corte di Cassazione, sezione I civile, sentenza n. 4878 del 27 gennaio 1988).

2)che la mancata comunicazione al comune non può essere assimilata alla mancata e/o infedele dichiarazione con la conseguente applicazione delle sanzioni previste per una diversa fatti specie

3)che anche  nel caso si consideri assimilabile la mancata comunicazione al comune come omessa dichiarazione e/o infedele dichiarazione, questa  non ha inciso ne sulla determinazione dell'imposta ne sul versamento del tributo dovuto e pertanto non sono più sanzionabili, ai sensi del comma 5-bis aggiunto all'art. 6 del D.Lgs. n. 472/97 dall'art. 7, lettera a) del comma 1 del D.Lgs. n. 32/2001.

Gradirei il vostro parere.

Antonio Vivi
Registrato
vivi
Nuovo iscritto
*
Scollegato Scollegato

Messaggi: 3


« Risposta #1 inserito:: 20 Gennaio 2009, ore 11:59:37 »

Rinnovo la richiesta di parere da parte di un esperto.
Registrato
C.A.
Iscritto super
*****
Scollegato Scollegato

Messaggi: 305


« Risposta #2 inserito:: 23 Gennaio 2009, ore 03:47:42 »

Vediamo se ho ben capito com'è andata:

a) l'immobile è stato correttamente dichiarato, in anni precedenti il 2005, con l'applicazione (come da regolamento comunale precedente il 2005) di una aliquota ridotta per concessione a parente di 1° grado;

b) nel 2005 il comune ha introdotto una variazione al regolamento, richiedendo, per l'accesso a tale riduzione, la presentazione di una apposita comunicazione.

Se la situazione è questa, anche tenuto conto del fatto che l'immobile è a tutti gli effetti utilizzato come dimora principale da tuo figlio, ritengo potresti proporre al comune un'adesione che valuti la mancata comunicazione come una "violazione concernente la mancata esibizione o trasmissione di atti e documenti", di cui al comma 3, articolo 14, decreto legislativo 504 del 1992.
http://www.dossier.net/guida/norme/d92504.htm

Per quanto riguarda la commissione tributaria, il caso da te descritto mi risulta un po' dubbio in quanto non proprio "centrale" rispetto agli argomenti solitamente trattati, per cui non me la sento di consigliarti nè ad un ricorso nè al pagamento di quanto indicato dal comune (che mi sembra eccessivo per la semplice non trasmissione di una comunicazione).
Registrato
vivi
Nuovo iscritto
*
Scollegato Scollegato

Messaggi: 3


« Risposta #3 inserito:: 27 Gennaio 2009, ore 09:57:43 »

>Vediamo se ho ben capito com'è andata:
>
>a) l'immobile è stato correttamente dichiarato, in anni precedenti il 2005, con l'applicazione (come da regolamento >comunale precedente il 2005) di una aliquota ridotta per concessione a parente di 1° grado;

esatto

>b) nel 2005 il comune ha introdotto una variazione al regolamento, richiedendo, per l'accesso a tale riduzione, la >presentazione di una apposita comunicazione.

esatto

>Se la situazione è questa, anche tenuto conto del fatto che l'immobile è a tutti gli effetti utilizzato come dimora principale >da tuo figlio, ritengo potresti proporre al comune un'adesione che valuti la mancata comunicazione come una "violazione >concernente la mancata esibizione o trasmissione di atti e documenti", di cui al comma 3, articolo 14, decreto legislativo >504 del 1992.
>http://www.dossier.net/guida/norme/d92504.htm

>Per quanto riguarda la commissione tributaria, il caso da te descritto mi risulta un po' dubbio in quanto non proprio >"centrale" rispetto agli argomenti solitamente trattati, per cui non me la sento di consigliarti nè ad un ricorso nè al >pagamento di quanto indicato dal comune (che mi sembra eccessivo per la semplice non trasmissione di una >comunicazione).


La mancata comunicazione comporta l'annullamento del beneficio e la conseguente applicazione della norma di infedele comunicazione, che a mio avviso, non mi sembra corretta, per questo vorrei ricorrere alla commissione tributaria.
In soldoni a mio parere non può il comune creare una norma e decidere di utilizzare una sanzione istituita per un altra cosa.
Stasera ho appuntamento con il difensore civico e vi faccio sapere anche che ne pensa lui.
Registrato
Pagine: [1]
  Stampa  
 
Vai a:  

Powered by MySQL Powered by PHP Powered by SMF 1.1.21 | SMF © 2006-2011, Simple Machines
Traduzione Italiana a cura di SMItalia
| Sitemap
XHTML 1.0 valido! CSS valido!
Pagina creata in 0.033 secondi con 18 query.