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Autore Discussione: ICI - PRIMA CASA IN RISTRUTTURAZIONE  (Letto 14657 volte)
vicky
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« inserito:: 25 Luglio 2008, ore 14:09:41 »

Buongiorno a tutti,

volevo chiedere il vostro aiuto in quanto sospetto di essere stato mal consigliato dal commercialista per il versamento dell'ICI.

Si tratta di un immobile acquistato nel maggio del 2007, prima casa, non sono proprietario di altro immobile.

Non ho potuto fare il cambio di residenza, perchè l'appartamento necessitava di una ristrutturazione straordinaria; in ogni modo risiedo nello stesso comune, ma ad altro domicilio.

Il dubbio è che ho versato per l'anno 2007 l'ICI quale abitazione principale (possesso dell'immobile per soli 7 mesi) benchè non vi avessi la residenza anagrafica.
Relativamente all'anno in corso, per lo stesso motivo, non ho versato l'acconto 2008, ritenendo che non fosse dovuta l'imposta in quanto relativa ad abitazione principale.

Se avessi sbagliato come posso "ravvedermi", in che termini e con quali maggiorazioni?

Inoltre vorrei avere un chiarimento: quando si parla di dichiarazione, autocertificazione, a cosa si fa riferimento; un dichiarazione in cui si afferma che benchè non sia stato fatto il cambio di residenza, il nuovo indirizzo è quello utilizzato quale abitazione abituale?
 
Infine avendo avuto la DIA per inizio lavori a febbraio 2008, potrei dichiarare che entro quel termine l'immobile era utilizzato quale abitazione abituale (come...?) e magari pagare l'ICI relativa ad appartamento in ristrutturazione (prima casa senza residenza anagrafica) quale acconto 2008 con il ravvedimento.

Sperando di essermi espresso in maniera chiara, vi ringrazio anticipatamente per la cortese attenzione  Sorriso
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jeryko
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« Risposta #1 inserito:: 28 Luglio 2008, ore 08:47:41 »

La norma stabilisce che l'abitazione principale è quella dove normalmente si ha la residenza anagrafica, salvo possibilità per il contribuente di prova contraria. Ma in questo ultimo caso è necessario innanzitutto che il contribuente dichiari il fabbricato come abitazione principale, e che successivamente, ad un eventuale controllo del Comune fornisca la prova, che può consistere nel consumo di energia elettrica, gas, acqua, telefono ecc.
Per il ravvedimento operoso sul 2007 e 2008 devi comportarti cosi:
1) per l'anno 2007, se hai presentato la dichiarazione dei redditi in forma telematica puoi ravvederti entro la fine di luglio 2008, pagando la differenza d'imposta dovuta, e su questa applicare la sanzione del 6%, più gli interessi maturati. (devi contattare l'ufficio tributi del tuo Comune per farti dire quale tasso applicare)
2) per il 2008 stessa cosa: imposta dovuta + sanzione 6% + interessi.
N.B. : nel compilare i due bollettini devi barrare la casella "ravvedimento".
Se per pagare l'ICI su appartamento in ristrutturazione intendi dire pagare l'imposta ridotta del 50% (fabbricato inagibile) non penso che tu possa farlo. Autorevoli fonti dottrinali dicono che il fabbricato inagibile è quello in precarie condizioni strutturali, fatiscente ecc. La stessa cosa viene specificata nelle sitruzioni per la compilazione della dichiarazione ICI di diretta emanazione da parte del Ministero delle finanze.
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« Risposta #2 inserito:: 28 Luglio 2008, ore 14:27:14 »

Piu' che altro la riduzione del 50% (che potrebbe anche spettare nel caso in questione, se tu ad esempio avessi acquistato un fabbricato in condizioni di fatiscenza, non certo se hai acquistato un fabbricato parzialmente costruito) deriva dalla presentazione di una autocertificazione, verificata dal comune, o comunque di un attestato dell'ufficio tecnico comunale, che chiaramente ha effetti fiscali dalla data in cui viene presentata.
Per quanto riguarda gli interessi di cui ti parla Jeryko, non e' necessario chiedere in comune: il tasso di interessi per il ravvedimento operoso e' solamente quello legale, quindi 2,5% annuo calcolato su base giornaliera per il 2007, 3% annuo su base giornaliera per il 2008 (cioe' il conteggio da fare e' [(imposta dovuta)x2,5/100x(giorni trascorsi dalla data in cui dovevi versare fino al 31/12/2007)/365]+[(imposta dovuta)x3/100x(giorni trascorsi dal 1 gennaio 2008 alla data in cui effettuerai il versamento)/365]  ),

Ti pongo l'attenzione sul tipo di pratica edilizia che hai eseguito: se effettivamente rientra nelle manutenzioni (ordinarie e straordinarie) dovrai versare l'imposta sulla base della rendita catastale (senza detrazione o esenzione per abitazione principale, a meno che, come giustamente ti e' stato detto, tu possa provare che nonostante il dato anagrafico non la elegga a tua residenza, tu ci abbia effettivamente abitato, prova che sta al comune di competenza stabilire); se invece e' una vera e propria ristrutturazione del fabbricato allora l'imposta andra' versata sulla base del valore venale dell'area edificabile relativa al fabbricato (con modalita' di valorizzazione che variano da comune a comune, anche qui devi sentire l'ufficio tributi).

Per il resto ha detto tutto Jeryko!
Ciao e auguri..
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vicky
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« Risposta #3 inserito:: 29 Luglio 2008, ore 00:21:01 »

grazie per le puntuali risposte,

volevo aggiungere di aver contattato il comune per saper come maggiorare gli importi dovuti: mi hanno invitato ad aggiungere il 7,5% per il 2007 (pagata con un ritardo di oltre un anno) ed il 3.5% per il 2008,senza fare distinzione fra sanzione ed interessi?!?

Conviene attenermi a ciò che dicono, seppur avendo solo avuto un'indicazione verbale e quindi un domani non documentabile?!?

Grazie ancora
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« Risposta #4 inserito:: 29 Luglio 2008, ore 07:51:24 »

No, direi proprio di no, che non ti conviene.
Anche perchè se il comune, da qui a cinque anni, dovesse ritenere non sufficiente anche per un solo euro l'importo da te versato a titolo di ravvedimento, potrebbe sanzionarti un'importo pari al 30% dell'imposta versata tardivamente.
Il 7,5% probabilmente è un'arrotondamento molto allegro del complesso calcolo degli interessi (illustrato nei post precedenti) più il 6% di sanzioni. Il 3,5% per il 2008 invece non ha nessun fondamento: le sole sanzioni, al loro minimo, dovrebbero essere pari al 3,75% entro i 30 giorni di ritardo.
Oppure sono entrambi valori di 'interessi', nel qual caso sono molto superiori a quelli legali.
Ti consiglio di attenerti ad un simile conteggio 'strano' solo se ti rilasciano un qualche "ok" scritto sulla modalità di calcolo del maggior importo, anche perchè nulla vieta al comune, fra 3 anni, di appaltare il servizio di accertamento, e poi nel torto ci sarai tu e non l'impiegato che anni prima t'ha mal consigliata..
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jeryko
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« Risposta #5 inserito:: 01 Agosto 2008, ore 08:35:05 »

Per quanto riguarda il calcolo degli interessi io ribadisco il mio consiglio, e cioè quello di farsi dire dal Comune il tasso deliberato, in quanto per legge, ogni Comnune può regolare il tasso di interessi da applicare ad ogni rapporto inerente i tributi propri. Se non lo fa allora si applica il tasso legale, che è quello indicato da C.A. Buone vacanze a tutti.
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« Risposta #6 inserito:: 01 Agosto 2008, ore 15:26:00 »

Riporto il testo dell'articolo 12 comma secondo del dlgs 472 del 1997, in cui è chiaramente specificato che il tasso di interesse per i ravvedimenti operosi è pari a quello legale.
Infatti esso è un'istituzione di livello nazionale, sulla quale i comuni non hanno alcuna potestà regolamentare.
"2. Il   pagamento  della sanzione ridotta deve essere eseguito contestualmente
alla regolarizzazione   del   pagamento del tributo o della differenza, quando
dovuti, nonche'   al   pagamento   degli interessi moratori calcolati al tasso
legale con maturazione giorno per giorno. "
Il mio consiglio è che una cosa è giusta se è giusta, non se "così mi han detto in comune".
Perchè, ripeto, il comune può benissimo cambiare idea.
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