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Autore Discussione: Immobili di interesse storico  (Letto 4165 volte)
Gianni
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« inserito:: 15 Ottobre 2002, ore 15:38:12 »


Un fabbricato vincolato in quanto di "interesse archeologico" possono essere applicate le riduzioni di base imponibile previste per i fabbricati di "interesse storico artistico"?
La "normativa ICI" fa riferimento ad immobili di "interesse storico ed artistico" ma richiama l'art. 1 della L. 1089 del 23/08/1939 che a sua volta riguarda (ed assoggetta agli stessi vincoli) immobili che presentano interesse storico, artistico, archeologico ed etnografico.                                                                                                                                                  
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« Risposta #1 inserito:: 15 Ottobre 2002, ore 18:02:50 »

Citazione
Un fabbricato vincolato in quanto di "interesse archeologico" possono essere applicate le riduzioni di base imponibile previste per i fabbricati di "interesse storico artistico"?
La "normativa ICI" fa riferimento ad immobili di "interesse storico ed artistico" ma richiama l'art. 1 della L. 1089 del 23/08/1939 che a sua volta riguarda (ed assoggetta agli stessi vincoli) immobili che presentano interesse storico, artistico, archeologico ed etnografico.


La risposta al quesito è affermativa. Infatti per i fabbricati di interesse storico o artistico di cui all'art. 6, comma 1, del D.Lgs. 29 ottobre 1999, n. 490, che ha abrogato la legge 1 giugno 1939, n. 1089, il valore è determinato in base alle disposizioni dell'art. 2, comma 5, del D.L. 23 gennaio 1993, n. 16, convertito dalla legge 24 marzo 1993, n. 75.

Si deve pertanto assumere la rendita determinata mediante l' applicazione della tariffa d'estimo - aumentata del 5% - di minore ammontare tra quelle previste per le abitazioni della zona censuaria nella quale è situato il fabbricato.

1) Per i fabbricati censiti nella categoria A, la tariffa d'estimo delle prime classi delle categorie A/4, A/5 e A/6 si moltiplica per il numero dei vani catastali.

2) Nel caso di fabbricati censiti nelle categorie C o D si trasformano i metri quadrati totali in vani, considerando un vano medio di mq. 18.

3) Per poter calcolare il valore di detti immobili ai fini ICI, tale rendita va moltiplicata per 100, anche se il fabbricato catastalmente è classificato nella categoria A/10 o C/1 oppure nel gruppo D. Ciò, in quanto con il suddetto sistema di determinazione della rendita, il fabbricato è stato di fatto assimilato ad una abitazione.

4) Ove poi si tratti di fabbricati classificabili nel gruppo D, sforniti di rendita catastale e appartenenti ad un' impresa, il valore è determinato sulla base dei costi contabilizzati.

Per visualizzare uno schema semplificativo cliccare qui.

La redazione di Dossier.Net                                                                                                                                                  
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