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Autore Discussione: Ici: degli ACCERTAMENTI e PRESCRIZIONI  (Letto 5391 volte)
luigi.iozzolino
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« inserito:: 10 Gennaio 2007, ore 17:14:58 »

Gent.mi forumiani,
ben trovati  dopo la pausa vacanziera e ... buon 2007 a tutti!

E' la primissima volta che partecipo a questo forum perchè l'ho conosciuto solo oggi. Mi pare interessantissimo ed altrettanto utile per l'attualità delle questioni che affronta nel difficile rapporto, aihmè!, tra Cittadino e P.A., una volta per colpa dell'uno un'altra per colpa dell'altro.
Comunque vorre porre, all'autorevolezza di Voi altri che affrontate in maniera più approfondita la materia ICI, la fattispecie che segue per capire come muoversi nel merito.

Ringrazio sin da ora chi mi onorerà di un riscontro.

Succede che un cittadino si vede preannunciare con racc. del 30.12.2006, da parte del servizio ICI del Comune , il (scrivo testualmente) “PREAVVISO ISCRIZIONE RUOLO COATTIVO PER OMESSO PAGAMENTO ICI”, RELATIVAMENTE AGLI ANNI 1998,1999,2000.

Leggendo nelle carte ho acclarato presso lo stesso servizio comunale che il Comune medesimo aveva regolarmente proceduto all’accertamento nei termini di legge (cioè entro i cinque anni) e precisamente:
per il 1998 con racc. A/R del 2002,
per il 1999, con racc. A/R del 2003,
per il 2000, con racc. A/R del 2004.

C’è però un particolare:
la notifica del servizio postale al cittadino non è mai arrivata!!!!

Tant’è che le raccomandate chiuse in busta, con attaccate le ricevute di ritorno mai firmate dal contribuente interessato né tanto meno da un suo incaricato, giacciono agli atti del Comune !

Insomma il contribuente non ha ricevuto formalmente la contestazione dell’accertamento per gli anni in parola.

A questo punto premetto che non vado cercando “garbugli”, faccio per dire tra il serio ed il faceto, per favorire un evasore. Tutt’altro…., penso che BISOGNA CHE SI PAGHI TUTTI PER PAGARE MENO!!!!!!!

Ma penso anche che la P.A. quando attiva dei controlli poi deve essere seria e coerente con le dichiarazioni di principio sia quando ha da guadagnare e quindi deve percepire denari che quando i denari eventualmente deve darli.

Ora mi spiego meglio.

Nel 2006 sono riuscito, con tanto di motivazione tecnica presso l’ Agenzia del Territorio competente a far declassare l’appartamento dello stesso contribuente di cui qui parlo, invocando l’autotutela nel settore catastale, ed ottenendo anche la retroattività della validità della nuova e più bassa rendita catastale perché ne ricorrevano i presupposti per errore della P.A. (evidentemente amministrazione catastale, mi si lasci esplicitare così).

E così per gli ultimi tre anni ho predisposto una regolare istanza di rimborso che……….., guarda caso, ……… pur essendo stato condiviso nel merito non si riesce ad ottenere.

Da qui faccio il ragionamento dei due pesi e due misure di cui più sopra…

Ciò detto e tornando all’argomento del mio post, per una questione di principio, legata anche al fatto che il cittadino interessato non è un malversatore, tutt’altro!, ma anzi un povero Cristo che s’è fatto 40 anni di lavoro all’estero in fonderia e che materialmente non era sul posto per ricevere l’accertamento degli anni di cui si tratta, mi sto ponendo l’interrogativo che mi permetto di girarvi per avere (al buon cuore di chi vorrà rispondermi) un punto di vista, un consiglio su come muovermi.

Mi chiedo:
1) Se, come è successo, pur avendo il comune contestato il mancato pagamento con un accertamento legittimo e valido nei tempi, ma  mai notificato all’interessato che risiedeva all’estero per motivi di lavoro, ci siano le condizioni per invocare la prescrizione del pagamento degli anni 1998,1999 e 2000 considerando che è come se il Comune non avesse mai effettivamente contestato la cosa  per non esser stata la richiesta ricevuta ufficialmente dal cittadino;

2) Se così fosse qual è la norma a cui fare riferimento?, considerato che il responsabile del servizio se ne esce con un generico “ma tanto noi il provvedimento di accertamento comunque lo abbiamo emesso nei tempi interrompendo la prescrizione”. A quale norma faccia riferimento non mi è dato sapere;

3) In un caso come questo, secondo voi, il Comune può pretendere qualcosa o nulla?

4) Esistono in giro anche sentenze, data la particolarità del fatto che la maggior parte di voi siete commercialisti ed addentro alla materia fiscale e finanziaria, che mi possano dare una mano?

Insomma, questo e quanto e…. spero di aver chiarito, pur nei voli pindarici che ho fatto, la sostanza della questione.

In attesa di riscontro vi rivolgo un cordialissimo buon lavoro.


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luke67
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« Risposta #1 inserito:: 10 Gennaio 2007, ore 23:41:39 »

Citazione
Gent.mi forumiani,
ben trovati  dopo la pausa vacanziera e ... buon 2007 a tutti!

E' la primissima volta che partecipo a questo forum perch蠬'ho conosciuto solo oggi. Mi pare interessantissimo ed altrettanto utile per l'attualitࠤelle questioni che affronta nel difficile rapporto, aihm覣33;, tra Cittadino e P.A., una volta per colpa dell'uno un'altra per colpa dell'altro.
Comunque vorre porre, all'autorevolezza di Voi altri che affrontate in maniera pi?rofondita la materia ICI, la fattispecie che segue per capire come muoversi nel merito.

Ringrazio sin da ora chi mi onorerà ¤i un riscontro.

Succede che un cittadino si vede preannunciare con racc. del 30.12.2006, da parte del servizio ICI del Comune , il (scrivo testualmente) ?PREAVVISO ISCRIZIONE RUOLO COATTIVO PER OMESSO PAGAMENTO ICI?, RELATIVAMENTE AGLI ANNI 1998,1999,2000.

Leggendo nelle carte ho acclarato presso lo stesso servizio comunale che il Comune medesimo aveva regolarmente proceduto all?accertamento nei termini di legge (cioè ¥ntro i cinque anni) e precisamente:
per il 1998 con racc. A/R del 2002,
per il 1999, con racc. A/R del 2003,
per il 2000, con racc. A/R del 2004.

C?è °erò µ® particolare:
la notifica del servizio postale al cittadino non è ­ai arrivata!!!!

Tant?è £he le raccomandate chiuse in busta, con attaccate le ricevute di ritorno mai firmate dal contribuente interessato né ´anto meno da un suo incaricato, giacciono agli atti del Comune !

Insomma il contribuente non ha ricevuto formalmente la contestazione dell?accertamento per gli anni in parola.

A questo punto premetto che non vado cercando ?garbugli?, faccio per dire tra il serio ed il faceto, per favorire un evasore. Tutt?altro?., penso che BISOGNA CHE SI PAGHI TUTTI PER PAGARE MENO!!!!!!!

Ma penso anche che la P.A. quando attiva dei controlli poi deve essere seria e coerente con le dichiarazioni di principio sia quando ha da guadagnare e quindi deve percepire denari che quando i denari eventualmente deve darli.

Ora mi spiego meglio.

Nel 2006 sono riuscito, con tanto di motivazione tecnica presso l? Agenzia del Territorio competente a far declassare l?appartamento dello stesso contribuente di cui qui parlo, invocando l?autotutela nel settore catastale, ed ottenendo anche la retroattività ¤ella validità ¤ella nuova e pi?sa rendita catastale perché ®e ricorrevano i presupposti per errore della P.A. (evidentemente amministrazione catastale, mi si lasci esplicitare così©®

E così °er gli ultimi tre anni ho predisposto una regolare istanza di rimborso che???.., guarda caso, Che?!? pur essendo stato condiviso nel merito non si riesce ad ottenere.

Da qui faccio il ragionamento dei due pesi e due misure di cui pi?ra?

Ci򠤥tto e tornando all?argomento del mio post, per una questione di principio, legata anche al fatto che il cittadino interessato non 蠵n malversatore, tutt?altro!, ma anzi un povero Cristo che s?蠦atto 40 anni di lavoro all?estero in fonderia e che materialmente non era sul posto per ricevere l?accertamento degli anni di cui si tratta, mi sto ponendo l?interrogativo che mi permetto di girarvi per avere (al buon cuore di chi vorr࠲ispondermi) un punto di vista, un consiglio su come muovermi.

Mi chiedo:
1) Se, come è ³uccesso, pur avendo il comune contestato il mancato pagamento con un accertamento legittimo e valido nei tempi, ma  mai notificato all?interessato che risiedeva all?estero per motivi di lavoro, ci siano le condizioni per invocare la prescrizione del pagamento degli anni 1998,1999 e 2000 considerando che è £ome se il Comune non avesse mai effettivamente contestato la cosa  per non esser stata la richiesta ricevuta ufficialmente dal cittadino;

2) Se così ¦osse qual è ¬a norma a cui fare riferimento?, considerato che il responsabile del servizio se ne esce con un generico ?ma tanto noi il provvedimento di accertamento comunque lo abbiamo emesso nei tempi interrompendo la prescrizione?. A quale norma faccia riferimento non mi è ¤ato sapere;

3) In un caso come questo, secondo voi, il Comune può °²etendere qualcosa o nulla?

4) Esistono in giro anche sentenze, data la particolarità ¤el fatto che la maggior parte di voi siete commercialisti ed addentro alla materia fiscale e finanziaria, che mi possano dare una mano?

Insomma, questo e quanto e?. spero di aver chiarito, pur nei voli pindarici che ho fatto, la sostanza della questione.

In attesa di riscontro vi rivolgo un cordialissimo buon lavoro.
                                                                                                                                                   Tutto dipende dal tipo di raccomandata il Comune ha mandato al suo assistito: se la raccomandata è accompagnata da quel talloncino bianco che funge da ricevuta di ritorno l'avvenuta giacenza e quindi ritiro della raccomandata da parte del comune non ne fanno un avviso valido in quanto manca la data di notifica
Se invece viene allegato quel talloncino verde la legge dice che passati 10 giorni di giacenza alle poste, in quella data è in testa al contribuente la notifica dell'atto
Stesso discorso se si utilizza messo comunale, quindi l'unica scappatoia potrebbe averla se la raccomandata è accompagnata dal talloncino bianco                                                                                                                                                      
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luigi.iozzolino
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« Risposta #2 inserito:: 11 Gennaio 2007, ore 10:03:55 »

Buongiorno Luke e........ intanto grazie per la risposta.

Vorrei precisare che in effetti le raccomandate (perchè sono tre riferite ai tre anni di accertamento) oggi si trovano in COmune in busta chiusa con attaccato il talloncino bianco che, appunto, non è stato firmato da nessuno.

Ne deduco quindi che essendo mancata la notifica gli anni in accertamento sono prescritti e, ad oggi, nulla può più pretendere il comune. O no?

L'unica cosa che ti chiederei, magari anche a qualcun altro che leggendo volesse darmi il propiro parere, è - se ti è possibile - indicarmi un riferimento normativo o una sentenza o cos' altro ancora possa essermi utile per proporre ricorso al comune e quindi l'annullamento degli atti ultimi emessi e di cui ho detto nel post.

Capisci che è opportuno se non addirittura necessario supportare con elementi inattaccabili quello che andrò a sostenere.

grazie buona giornata e buon lavoro.
Resto in attesa di riscontro.                                                                                                                                                    



[!--EDIT|luigi.iozzolino|11 Jan 2007, 09:04 AM--]
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« Risposta #3 inserito:: 11 Gennaio 2007, ore 12:55:34 »

Forse può esserti utile leggere questo: Notifiche residenti estero                                                                                                                                                    
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« Risposta #4 inserito:: 12 Gennaio 2007, ore 11:11:40 »

Citazione
Forse può esserti utile leggere questo: Notifiche residenti estero
                                                                                                                                                   Grazie Silvia, molto cortese da parte tua indicarmi questo ulteriore elemento.
Sicuramente utile!
Grazie ancora e .....  buon lavoro.

Ps: se dovessi avere qualche dubbio interpretativo mi permettero di "ripostare" per ulteriori chiarimenti.
ciao                                                                                                                                                    
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