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Autore Discussione: ICI 2001  (Letto 6361 volte)
padis
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« inserito:: 09 Gennaio 2007, ore 18:26:50 »

Salve a tutti !
Vi prego di aiutarmi circa la situazione che vi andrò ad esporre anche perché, potrebbe risultare utile ad altri utenti.
Il giorno 02/01/07, ho ricevuto un avviso di incompleto pagamento dell’ICI relativa all’anno 2001 ,anno in cui, nel mese di Maggio, ho acquistato l’appartamento.
Mi spiego meglio, l’avviso riguarda il non corretto utilizzo dell’aliquota del 4.9 per i primi 3 mesi (maggio-giugno-luglio) in quanto a loro risulta la residenza, presso detto appartamento, dal 17/luglio/01, per cui avrei dovuto pagare con aliquota al 6.9.

1°Quesito: non è caduto in prescrizione? Al Comune sostengono che per loro fa’ fede la data di arrivo all’ufficio postale (28/12/06) e non la data di consegna all’interessato.

2°Quesito: il 02/07/01 ho consegnato al Comune il modulo di dichiarazione variazione ICI (che ho in copia con tanto di protocollo) in cui nelle annotazioni mi consigliarono di scrivere che mi sarei impegnato ad effettuare il cambio di residenza entro l’anno, e cosi feci. Preciso che non ero assolutamente proprietario di altro immobile nello stesso Comune ma ne ho sempre avuto la residenza.
L’atto di acquisto inoltre contempla che l’acquisto stesso viene fatto per utilizzo ad abitazione principale sfruttando così anche le agevolazione previste.
E’ corretto da parte loro imputarmi questi 3 mesi con aliquota 6.9 ?
 
Nel ringraziarvi in anticipo per eventuali consigli , ritengo opportuno lodare il servizio svolto.
                                                                                                                                                   
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silvia
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« Risposta #1 inserito:: 09 Gennaio 2007, ore 19:21:54 »

Ciao  padis.
Scusa, ma non ho capito se si tratta di accertamento in rettifica o di accetramento d'ufficio. Il Comune in cui è ubicato l'immobile ha sostituito la dichiarazione ici con la comunicazione?

Ri-ciao  Sorriso                                                                                                                                                    
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Silvia
padis
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« Risposta #2 inserito:: 09 Gennaio 2007, ore 21:57:28 »

Citazione
Ciao  padis.
Scusa, ma non ho capito se si tratta di accertamento in rettifica o di accetramento d'ufficio. Il Comune in cui è ubicato l'immobile ha sostituito la dichiarazione ici con la comunicazione?

Ri-ciao  Sorriso
                                                                                                                                                   Perdonami provo a spiegarmi meglio:

il 02/01/2007 ricevo "Avviso di accertamento per omesso/parziale/ritardato versamento" per l'anno 2001;

in data 02/07/2001 ho protocollato al Comune di Roma Munic.XVIII il modulo preposto "Nuova comunicazione di variazione" indicando la data dell'atto di acquisto (15/05/01) e nelle annotazioni l'impegno a effettuare il cambio di residenza entro l'anno, così come consigliato dall'impiegato di turno.
Ho effettuato entrambe i pagamenti (acconto e saldo) utilizzando l'aliquota del 4.9 per tutti i mesi di possesso ovvero 8(da maggio a dicembre)

Grazie per l'interessamento.
Ciao.





                                                                                                                                                   
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« Risposta #3 inserito:: 10 Gennaio 2007, ore 09:30:08 »

Ok, grazie. Mi sembra di capire che il Comune di Roma ha sostituito la dichiarazione con la comunicazione perciò ha 5 anni di tempo per accertare eventuali violazioni.
Quanto al primo quesito, l'avviso di accertamento è stato notificato tempestivamente. Esiste una sentenza della Corte Costituzionale, la n. 477/2002, che recita: " ... gli effetti della notificazione a mezzo posta devono dunque essere ricollegati - per quanto riguarda il notificante - al solo compimento delle formalità a lui direttamente imposte dalla legge, ossia alla consegna dell'atto da notificare all'ufficiale giudiziario, essendo la successiva attività di quest'ultimo e dei suoi ausiliari (quale appunto l'agente postale) sottratta in toto al controllo ed alla sfera di disponibilità del notificante medesimo" Se, dunque, l'avviso è stato spedito il 28.12.2006, la notifica è tempestiva indipendentemente dal fatto che tu abbia materialmente ricevuto l'atto il 02.01.2007.  Ovviamente da tale data (02.01.2007) decorreranno i termini per pagare l'obbligazione tributaria e/o per proporre ricorso in CTP avverso l'avviso di accertamento.

Quanto al secondo quesito, se riesci a dimostrare, anche in assenza di residenza anagrafica nell'unità immobiliare per i mesi di maggio-giugno-luglio, il concreto utilizzo continuativo da parte tua dell'immobile (ad esempio, esibendo le bollette dei consumi del gas, energia elettrica, telefono, acqua che attestino un consumo non minimo) credo che l'Ufficio Tributi non possa non riconoscerti i benefici fiscali previsti per la prima casa (= aliquota ridotta e detrazione).

Ciao Sorriso

P.S.: se ho scritto qualche castroneria, per favore, correggetemi chè di comunicazione ici non  me ne inendo molto.
                                                                                                                                                   
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Silvia
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« Risposta #4 inserito:: 10 Gennaio 2007, ore 21:48:19 »

Citazione
Ok, grazie. Mi sembra di capire che il Comune di Roma ha sostituito la dichiarazione con la comunicazione perciò ha 5 anni di tempo per accertare eventuali violazioni.
Quanto al primo quesito, l'avviso di accertamento è stato notificato tempestivamente. Esiste una sentenza della Corte Costituzionale, la n. 477/2002, che recita: " ... gli effetti della notificazione a mezzo posta devono dunque essere ricollegati - per quanto riguarda il notificante - al solo compimento delle formalità a lui direttamente imposte dalla legge, ossia alla consegna dell'atto da notificare all'ufficiale giudiziario, essendo la successiva attività di quest'ultimo e dei suoi ausiliari (quale appunto l'agente postale) sottratta in toto al controllo ed alla sfera di disponibilità del notificante medesimo" Se, dunque, l'avviso è stato spedito il 28.12.2006, la notifica è tempestiva indipendentemente dal fatto che tu abbia materialmente ricevuto l'atto il 02.01.2007.  Ovviamente da tale data (02.01.2007) decorreranno i termini per pagare l'obbligazione tributaria e/o per proporre ricorso in CTP avverso l'avviso di accertamento.

Quanto al secondo quesito, se riesci a dimostrare, anche in assenza di residenza anagrafica nell'unità immobiliare per i mesi di maggio-giugno-luglio, il concreto utilizzo continuativo da parte tua dell'immobile (ad esempio, esibendo le bollette dei consumi del gas, energia elettrica, telefono, acqua che attestino un consumo non minimo) credo che l'Ufficio Tributi non possa non riconoscerti i benefici fiscali previsti per la prima casa (= aliquota ridotta e detrazione).

Ciao Sorriso

P.S.: se ho scritto qualche castroneria, per favore, correggetemi chè di comunicazione ici non  me ne inendo molto.
                                                                                                                                                   Innanzitutto mille grazie per l'interessamento.
Sinceramente la strada che mi hai indicato la trovo impraticabile in termini pratici.
Credo,ad esempio, che chiunque di noi, appena acquista una casa, qualche modifica/restauro si accinge a svolgere , per cui risulta molto  difficile provare a dimostrare l'effettivo utilizzo dell'abitazione attraverso bollette varie.

Mi dovrò rassegnare anche se la trovo l'ennesima ingiustizia ai danni di persone che con sacrificio si impegnano per una vita.
Inoltre, possibile che neanche un atto notarile sia sufficente a dimostrare la motiazione dell'acquisto??

Rinnovando il ringraziamento , saluti
                                                                                                                                                   
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« Risposta #5 inserito:: 10 Gennaio 2007, ore 23:35:53 »

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Ok, grazie. Mi sembra di capire che il Comune di Roma ha sostituito la dichiarazione con la comunicazione perci򠨡 5 anni di tempo per accertare eventuali violazioni.
Quanto al primo quesito, l'avviso di accertamento è ³tato notificato tempestivamente. Esiste una sentenza della Corte Costituzionale, la n. 477/2002, che recita: " ... gli effetti della notificazione a mezzo posta devono dunque essere ricollegati - per quanto riguarda il notificante - al solo compimento delle formalità ¡ lui direttamente imposte dalla legge, ossia alla consegna dell'atto da notificare all'ufficiale giudiziario, essendo la successiva attività ¤i quest'ultimo e dei suoi ausiliari (quale appunto l'agente postale) sottratta in toto al controllo ed alla sfera di disponibilità ¤el notificante medesimo" Se, dunque, l'avviso è ³tato spedito il 28.12.2006, la notifica è ´empestiva indipendentemente dal fatto che tu abbia materialmente ricevuto l'atto il 02.01.2007.  Ovviamente da tale data (02.01.2007) decorreranno i termini per pagare l'obbligazione tributaria e/o per proporre ricorso in CTP avverso l'avviso di accertamento.

Quanto al secondo quesito, se riesci a dimostrare, anche in assenza di residenza anagrafica nell'unità ©mmobiliare per i mesi di maggio-giugno-luglio, il concreto utilizzo continuativo da parte tua dell'immobile (ad esempio, esibendo le bollette dei consumi del gas, energia elettrica, telefono, acqua che attestino un consumo non minimo) credo che l'Ufficio Tributi non possa non riconoscerti i benefici fiscali previsti per la prima casa (= aliquota ridotta e detrazione).

Ciao Sorriso

P.S.: se ho scritto qualche castroneria, per favore, correggetemi chè ¤i comunicazione ici non  me ne inendo molto.
Innanzitutto mille grazie per l'interessamento.
Sinceramente la strada che mi hai indicato la trovo impraticabile in termini pratici.
Credo,ad esempio, che chiunque di noi, appena acquista una casa, qualche modifica/restauro si accinge a svolgere , per cui risulta molto  difficile provare a dimostrare l'effettivo utilizzo dell'abitazione attraverso bollette varie.

Mi dovr򠲡ssegnare anche se la trovo l'ennesima ingiustizia ai danni di persone che con sacrificio si impegnano per una vita.
Inoltre, possibile che neanche un atto notarile sia sufficente a dimostrare la motiazione dell'acquisto??

Rinnovando il ringraziamento , saluti
                                                                                                                                                   L'atto notarile attesta che Lei ha acuistato un casa in quel comune dove lei ha tempo per legge un anno a portare la residenza per non perdere benefici fiscali che non riguardano però l'Ici
Tra l'altro con finanziaria 2007 la residenza anagrafica diventa requisito fondamentale per avere aliquota ridotta e detrazione mettendo fine ad una giungla di giurisprudenza pro e contro i contribuenti
Purtroppo l'errore non è suo ma di chi all'atto dell'acquisto non le ha ricordato gli adempimenti Ici cui doveva sottostare ma tenga conto che per il Comune è Lei il contribuente e non i professionisti che l'hanno seguita, commercialisti compresi Triste                                                                                                                                                    
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silvia
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« Risposta #6 inserito:: 11 Gennaio 2007, ore 08:39:46 »

Ti ha detto tutto luke Sorriso

Ciao                                                                                                                                                    
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