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Autore Discussione: Residenza o dimora ?  (Letto 5093 volte)
cynarino
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« inserito:: 21 Giugno 2006, ore 23:14:57 »

Adesso Un contribuente è residente (anagraficamente) e dimorante abitualmente in un appartamento ubicato in un determinato Comune (immobile di sua proprietà per il 50% ed occupato solo da lui); stando così le cose mi sembra che gli spetti la detrazione ordinaria di 103,29 € concessa per tale sua abitazione princitale (prescindendo dalla quota di proprietà).

Supponiamo che in un futuro voglia mettere in affitto tale immobile; egli sarà costretto a cambiare dimora abituale (la casa sarà occupata dall'inquilino ...
anche se in verità non è detto: potrebbe anche decidere di concedere in affitto solo una parte dell'immobile!) .... ma, in ogni caso, per quanto riguarda la sua residenza anagrafica ? Il contribuente non sarà mica costretto a cambiarla a causa dalla cessione in locazione ? L'idea che mi son fatto è che la risposta è no (l'affittuario penso non sia obbligato a "subetrargli" nella residenza !)... che dite? In questo caso però mi sorgerebbe questo grosso dubbio: tale contribuente continuerebbe ad avere ancora diritto in tale Comune alla detrazione per l'abitazione principale come in passato?
Secondo la normativa base dell'ici (D.Lgs. n. 504/92) no (in quanto tale appartamento non sarebbe più la sua dimora abituale ma un locale affittato, a parte l'eventuale caso di locazione parziale) ma secondo le discussioni aperte in questo forum si (in quanto egli, sempre supponendo che sia lecito, continuerebbe ad avervi ancora la residenza anagrafica che mi par di aver capito essere nella quasi totalità dei casi un requisito fondamentale ed una discriminante per l'agevolazione fiscale; infatti l'esperto Luke scrive che "utilizzare la residenza (come in questo caso !) è una comodità data ai Comuni per un maggior controllo" anche se ciò potrebbe entrare in contrasto con quanto dettato dal D.Lgs. n. 504/92 che invece collega il concetto di abitazione principale a quello di "dimora abituale" e non di "residenza anagrafica").

A voi l'ardua sentenza ... continuerebbe o no ad avere diritto alla detrazione di 103,29 € ?

CIAO E GRAZIE DI CUORE PER LE RISPOSTE! CYN      
                                                                                                                                                   
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luke67
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« Risposta #1 inserito:: 24 Giugno 2006, ore 18:34:23 »

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Adesso Un contribuente è residente (anagraficamente) e dimorante abitualmente in un appartamento ubicato in un determinato Comune (immobile di sua proprietà per il 50% ed occupato solo da lui); stando così le cose mi sembra che gli spetti la detrazione ordinaria di 103,29 € concessa per tale sua abitazione princitale (prescindendo dalla quota di proprietà).

Supponiamo che in un futuro voglia mettere in affitto tale immobile; egli sarà costretto a cambiare dimora abituale (la casa sarà occupata dall'inquilino ...
anche se in verità non è detto: potrebbe anche decidere di concedere in affitto solo una parte dell'immobile!) .... ma, in ogni caso, per quanto riguarda la sua residenza anagrafica ? Il contribuente non sarà mica costretto a cambiarla a causa dalla cessione in locazione ? L'idea che mi son fatto è che la risposta è no (l'affittuario penso non sia obbligato a "subetrargli" nella residenza !)... che dite? In questo caso però mi sorgerebbe questo grosso dubbio: tale contribuente continuerebbe ad avere ancora diritto in tale Comune alla detrazione per l'abitazione principale come in passato?
Secondo la normativa base dell'ici (D.Lgs. n. 504/92) no (in quanto tale appartamento non sarebbe più la sua dimora abituale ma un locale affittato, a parte l'eventuale caso di locazione parziale) ma secondo le discussioni aperte in questo forum si (in quanto egli, sempre supponendo che sia lecito, continuerebbe ad avervi ancora la residenza anagrafica che mi par di aver capito essere nella quasi totalità dei casi un requisito fondamentale ed una discriminante per l'agevolazione fiscale; infatti l'esperto Luke scrive che "utilizzare la residenza (come in questo caso !) è una comodità data ai Comuni per un maggior controllo" anche se ciò potrebbe entrare in contrasto con quanto dettato dal D.Lgs. n. 504/92 che invece collega il concetto di abitazione principale a quello di "dimora abituale" e non di "residenza anagrafica").

A voi l'ardua sentenza ... continuerebbe o no ad avere diritto alla detrazione di 103,29 € ?

CIAO E GRAZIE DI CUORE PER LE RISPOSTE! CYN
                                                                                                                                                  Secondo me no, anche perchè nel momento in cui loca l'appartamento, voglio vederla dimostrarmi il fatto che quella rimane la sua abitazione principale e di uso corrente
Questa è la mia interpretazione, ma rimane comunque solo un'opinione                                                                                                                                                  
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« Risposta #2 inserito:: 25 Giugno 2006, ore 00:47:36 »

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Adesso Un contribuente è residente (anagraficamente) e dimorante abitualmente in un appartamento ubicato in un determinato Comune (immobile di sua proprietà per il 50% ed occupato solo da lui); stando così le cose mi sembra che gli spetti la detrazione ordinaria di 103,29 € concessa per tale sua abitazione princitale (prescindendo dalla quota di proprietà).

Supponiamo che in un futuro voglia mettere in affitto tale immobile; egli sarà costretto a cambiare dimora abituale (la casa sarà occupata dall'inquilino ...
anche se in verità non è detto: potrebbe anche decidere di concedere in affitto solo una parte dell'immobile!) .... ma, in ogni caso, per quanto riguarda la sua residenza anagrafica ? Il contribuente non sarà mica costretto a cambiarla a causa dalla cessione in locazione ? L'idea che mi son fatto è che la risposta è no (l'affittuario penso non sia obbligato a "subetrargli" nella residenza !)... che dite? In questo caso però mi sorgerebbe questo grosso dubbio: tale contribuente continuerebbe ad avere ancora diritto in tale Comune alla detrazione per l'abitazione principale come in passato?
Secondo la normativa base dell'ici (D.Lgs. n. 504/92) no (in quanto tale appartamento non sarebbe più la sua dimora abituale ma un locale affittato, a parte l'eventuale caso di locazione parziale) ma secondo le discussioni aperte in questo forum si (in quanto egli, sempre supponendo che sia lecito, continuerebbe ad avervi ancora la residenza anagrafica che mi par di aver capito essere nella quasi totalità dei casi un requisito fondamentale ed una discriminante per l'agevolazione fiscale; infatti l'esperto Luke scrive che "utilizzare la residenza (come in questo caso !) è una comodità data ai Comuni per un maggior controllo" anche se ciò potrebbe entrare in contrasto con quanto dettato dal D.Lgs. n. 504/92 che invece collega il concetto di abitazione principale a quello di "dimora abituale" e non di "residenza anagrafica").

A voi l'ardua sentenza ... continuerebbe o no ad avere diritto alla detrazione di 103,29 € ?

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Secondo me no, anche perchè nel momento in cui loca l'appartamento, voglio vederla dimostrarmi il fatto che quella rimane la sua abitazione principale e di uso corrente
Questa è la mia interpretazione, ma rimane comunque solo un'opinione
                                                                                                                                                  Il parametro che usa il comune in esame per la detrazione è la residenza anagrafica (e quindi non la dimora abituale come previsto dal DLGS sull'ICI) ; se non sbaglio (per favore ditemelo!), il proprietario, affittando un immobile, non è obbilgato per forza a cambiare la sua residenza (es. uno affitta per solo 1 anno e deve cambiare 2 volte i suoi documenti come patente ed altri ??) ma necessariamente  solo la sua dimora (a meno che non afitti una parte dell'immobile... e in questo caso c'e una risoluzione ministeriale che dice che avrebbe comunque diritto alla detrazione); non è per fare i furbi ma a mio parere ci sono grosse ambiguità! Se quindi il comune si basa sulla residenza anagrafica, non facendo menzione della dimora abituale, ritieni che incorrerei in sanzioni applicando la detrazione seppur con un contratto di affitto ?                                                                                                                                                    
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« Risposta #3 inserito:: 27 Giugno 2006, ore 23:55:23 »

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Adesso Un contribuente è residente (anagraficamente) e dimorante abitualmente in un appartamento ubicato in un determinato Comune (immobile di sua proprietà per il 50% ed occupato solo da lui); stando così le cose mi sembra che gli spetti la detrazione ordinaria di 103,29 € concessa per tale sua abitazione princitale (prescindendo dalla quota di proprietà).

Supponiamo che in un futuro voglia mettere in affitto tale immobile; egli sarà costretto a cambiare dimora abituale (la casa sarà occupata dall'inquilino ...
anche se in verità non è detto: potrebbe anche decidere di concedere in affitto solo una parte dell'immobile!) .... ma, in ogni caso, per quanto riguarda la sua residenza anagrafica ? Il contribuente non sarà mica costretto a cambiarla a causa dalla cessione in locazione ? L'idea che mi son fatto è che la risposta è no (l'affittuario penso non sia obbligato a "subetrargli" nella residenza !)... che dite? In questo caso però mi sorgerebbe questo grosso dubbio: tale contribuente continuerebbe ad avere ancora diritto in tale Comune alla detrazione per l'abitazione principale come in passato?
Secondo la normativa base dell'ici (D.Lgs. n. 504/92) no (in quanto tale appartamento non sarebbe più la sua dimora abituale ma un locale affittato, a parte l'eventuale caso di locazione parziale) ma secondo le discussioni aperte in questo forum si (in quanto egli, sempre supponendo che sia lecito, continuerebbe ad avervi ancora la residenza anagrafica che mi par di aver capito essere nella quasi totalità dei casi un requisito fondamentale ed una discriminante per l'agevolazione fiscale; infatti l'esperto Luke scrive che "utilizzare la residenza (come in questo caso !) è una comodità data ai Comuni per un maggior controllo" anche se ciò potrebbe entrare in contrasto con quanto dettato dal D.Lgs. n. 504/92 che invece collega il concetto di abitazione principale a quello di "dimora abituale" e non di "residenza anagrafica").

A voi l'ardua sentenza ... continuerebbe o no ad avere diritto alla detrazione di 103,29 € ?

CIAO E GRAZIE DI CUORE PER LE RISPOSTE! CYN
Secondo me no, anche perchè nel momento in cui loca l'appartamento, voglio vederla dimostrarmi il fatto che quella rimane la sua abitazione principale e di uso corrente
Questa è la mia interpretazione, ma rimane comunque solo un'opinione
Il parametro che usa il comune in esame per la detrazione è la residenza anagrafica (e quindi non la dimora abituale come previsto dal DLGS sull'ICI) ; se non sbaglio (per favore ditemelo!), il proprietario, affittando un immobile, non è obbilgato per forza a cambiare la sua residenza (es. uno affitta per solo 1 anno e deve cambiare 2 volte i suoi documenti come patente ed altri ??) ma necessariamente  solo la sua dimora (a meno che non afitti una parte dell'immobile... e in questo caso c'e una risoluzione ministeriale che dice che avrebbe comunque diritto alla detrazione); non è per fare i furbi ma a mio parere ci sono grosse ambiguità! Se quindi il comune si basa sulla residenza anagrafica, non facendo menzione della dimora abituale, ritieni che incorrerei in sanzioni applicando la detrazione seppur con un contratto di affitto ?
                                                                                                                                                  Ma la domanda sorge spontanea:se affitta il suo immobile a terzi, dove va ad abitare?                                                                                                                                                  
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