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Autore Discussione: IMU e DICHIARAZIONE ICI  (Letto 4589 volte)
Enrica
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« inserito:: 17 Maggio 2012, ore 15:29:34 »

Buongiorno,
meno male che ci sono i forum con tutta questa incertezza !!!!
La mia situazione è la seguente : mio padre è morto nel 1976, sono figlia unica e quindi la successione della casa + box è la classica 75% alla madre, 25% alla figlia. Risiedo tuttora nella stessa casa con mia madre.
Da quando è partita l'ICI (mi sembra 1992) ho sempre fatto i pagamenti dell' ICI seguendo le quote di possesso.
Leggendo le varie risposte del forum ho capito che il soggetto passivo della casa familiare è il coniuge superstite. Quindi ho sempre sbagliato ?!
Il  dubbio che ho è : se nel 1992 quando ho fatto la dichiarazione ICI mi fossi indicata come contribuente ( e sinceramente non mi ricordo), ciò andrebbe in conflitto con il far pagare unicamente a mia madre,  la  rata dell' IMU Che?!?
Ringrazio tantissimo
Enrica
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vulcano
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« Risposta #1 inserito:: 17 Maggio 2012, ore 19:03:35 »

Ritengo che tu abbia sbagliato, perchè tua madre essendo usufruttuaria, credo che abiti nella casa, avrebbe dovuto pagare lei l'ici per intero, anche se tu hai una quota post mortem del 25%. Faresti bene ad assumere notizie più precise presso un qualsiasi caaf abilitato. Ciao e cordiali saluti.
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cafca
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« Risposta #2 inserito:: 17 Maggio 2012, ore 21:04:18 »

Come dice giustamente Vulcano, nel caso specifico, se il genitore (madre) utilizza la casa familiare, non ci sono dubbi sul fatto che anche ai fini dell'Imu sarà lei il "soggetto passivo", in virtù della titolarità del diritto reale di abitazione previsto dall'articolo 540, secondo comma, del Codice civile. Sul punto occorre sottolineare che il diritto di abitazione viene acquisito immediatamente dal coniuge superstite al momento dell'apertura della successione (data di morte), a titolo costitutivo (Corte di Cassazione, sezione tributaria, sentenza 1920 del 29 gennaio 2008).
Pertanto, l'Imu andrà pagata per intero dalla madre con l'aliquota ridotta allo 0,4%, che il Comune può modificare - in aumento o in diminuzione - dello 0,2%. La madre, inoltre, potrà utilizzare per intero anche la relativa detrazione d'imposta di 200 euro.
Nulla è dovuto dalla figlia convivente.
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« Risposta #3 inserito:: 18 Maggio 2012, ore 19:42:05 »

Si ti può essere di aiuto ti posto la risposta data sul sito dagli esperti di dossier su un caso quasi analogo al tuo. "La madre ha acquisito mortis causa, cioè a seguito della morte del marito, il diritto reale di abitazione sull'intera casa (come coniuge superstite), previsto dall'articolo 540, comma 2, del Codice civile. Così, come avveniva per l'Ici, anche l'Imu è interamente a carico della madre (residente nella casa familiare), con le agevolazioni previste per l'abitazione principale: aliquota-base ridotta allo 0,4% e detrazione di 200 euro, rapportati al periodo dell'anno durante il quale l'immobile è stato adibito ad abitazione principale. I due figli, invece, non devono pagare l'Imu su tale abitazione".
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